Tipologie di testamento

Quali sono le tipologie di testamento? E si può passare da un tipo all’altro?


Le tipologie di testamento sono diverse e possono richiedere o meno l’intervento del Notaio: per quanto riguarda il testamento olografo e quello segreto è entro certi limiti possibile passare da una forma all’altra. Discorso diverso invece per quanto riguarda il testamento pubblico, che ha delle sue specificità distinte rispetto agli altri due. La prima cosa da fare è dunque quella di chiarire i tratti fondamentali delle diverse tipologie testamentarie con i loro vantaggi e svantaggi.

Quando decidiamo di lasciare le nostre volontà, possiamo scegliere tra diverse tipologie di testamento, che possono o meno richiedere l’intervento del Notaio e – entro certi limiti – si può anche passare da una all’altra se le scritture sono compatibili. Vediamo dunque meglio le tipologie di testamento, le loro caratteristiche e quando è possibile “trasformare” un testamento di un tipo in un tipo diverso senza doverlo rifare.

Tipologie di testamento: il testamento olografo

La tipologia di testamento più nota è forse quella del testamento olografo. In questo caso le volontà vengono scritte direttamente dal testatore (colui o colei che sta redigendo il testamento), devono essere scritte a mano, riportare in fondo la firma del testatore ed essere datate. Il testamento olografo non richiede l’intervento di un Notaio, viene custodito dal testatore stesso o da una o più persone di sua fiducia (in caso di più persone è necessario redigerne più copie identiche a mano) e ne deve essere chiesta la pubblicazione a cura del Notaio alla morte del testatore perché divenga esecutivo. Il testamento olografo è l’unica tipologia che non richiede l’intervento del Notaio.l e può essere scritto su qualsiasi supporto atto a mantenerne i contenuti abbastanza a lungo (tipicamente naturalmente la carta).

Tipologie di testamento: il testamento segreto

Un’altra tipologia di testamento molto nota è il testamento segreto. Come già accennato sopra, richiede l’intervento del Notaio, anche se non per la sua stesura. Viene infatti redatto dal testatore a mano o con mezzi meccanici e quindi consegnato al Notaio alla presenza di due testimoni. Seguendo un determinato iter, il Notaio stenderà un atto di ricevimento che indica le circostanze in cui ha ricevuto tali volontà e provvederà alla loro conservazione e dunque alla pubblicazione al momento della morte del testatore. Il testamento segreto unisce la praticità del testamento olografo alla sicurezza di quello pubblico, ma potrebbe non avere la stessa “precisione” dell’ultima tipologia di testamento che andremo a vedere, il testamento pubblico appunto.

Tipologie di testamento: il testamento pubblico

A dispetto di quanto il nome potrebbe suggerire, l’ultima tipologia di testamento, cioè il testamento pubblico, non si chiama così perché visibile a tutti (cosa che non è), ma perché atto redatto da un pubblico ufficiale (il Notaio, appunto). In questo caso non sarà il testatore a redigere le proprie volontà, ma provvederà a dichiararle al Notaio alla presenza di due testimoni. Il Notaio procederà dunque alla loro scrittura, quindi verranno lette di fronte al testatore e ai due testimoni e si procederà alla sottoscrizione seguendo un determinato iter.
Il testamento pubblico ha il vantaggio della precisione della scrittura, in quanto la redazione a cura del Notaio farà sì che le volontà siano espresse in modo chiaro e senza fraintendimenti, e anche della loro rispondenza alla legge: se il testatore dovesse con le proprie volontà contravvenire alle quote degli eredi legittimi, il Notaio potrà infatti avvertirlo (ciò non significa in alcun modo che modificherà le volontà né le influenzerà).
Contro: la riservatezza. Se il Notaio è tenuto per il proprio ruolo a mantenere il riserbo sul testamento, lo stesso non si può dire per i testimoni, chi viene chiesto naturalmente di mantenere un atteggiamento riservato, ma non hanno uno specifico obbligo professionale.

Passare da una tipologia di testamento all’altra

Da quanto detto sopra risulta evidente come le due forme che hanno o possono avere diversi tratti in comune sono quelle del testamento olografo e del testamento segreto, anche se quest’ultimo richiede l’intervento del Notaio e il primo no. Radicalmente diversa tra le tipologie di testamento è invece la formula del testamento pubblico, che segue un iter completamente diverso.
Date le caratteristiche del testamento olografo, risulta intuitivo come questo possa essere “trasformato” in un testamento segreto in modo molto semplice, portandolo dal Notaio per l’atto di ricevimento. A questo punto le volontà scritte di nostro pugno saranno ricevute, conservate e pubblicate dal Notaio.
Viceversa, in determinati casi è possibile anche “trasformare” un testamento segreto in un testamento olografo: la condizione è naturalmente quella che il documento sia stato scritto a mano, sottoscritto e firmato dal testatore. Anche se ritiriamo il documento dal Notaio, che non ne sarà quindi più il custode, tramite specifico atto, il testamento in questo caso può continuare ad avere validità in quanto presenterebbe appunto le caratteristiche del testamento olografo. Se è dunque nostra intenzione che tale documento smetta definitivamente di produrre effetti dopo la nostra morte, sarà buona cosa provvedere a distruggerlo dopo averlo ritirato dal Notaio.