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Dare la casa ai figli: quale modo conviene di più?


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Dare la casa ai figli

Spesso i genitori o uno di essi sentono l’esigenza di attribuire o intestare la casa di propria proprietà a uno o più dei propri figli

Di base, si sa che tutti i beni dei genitori sono destinati per successione ai figli, ma a volte si sente l’esigenza di regolamentare questa situazione in anticipo, anche per avere voce in capitolo qualora si abbiano più figli

Inoltre, potrebbero i figli avere necessità di una casa per cui potrebbe attribuirsi ad essi la cosiddetta seconda casa, restando invece i genitori a vivere nella casa adibita ad abitazione familiare

Se si ha l’intenzione di procedere in tal senso, può essere opportuno andare dal Notaio per trovare il metodo più opportuno e farsi spiegare tutti i profili di criticità di ogni operazione, sia dal punto di vista economico e di risparmio, sia dal punto di vista della tutela dei figli

Tutto ciò, anche considerando la situazione di ognuno in relazione alle case che si hanno e ai figli

I quattro modi a confronto, sulla stessa casa

Prendiamo una casa con rendita catastale di 600 euro

Queste sono, in modo semplificato, le imposte dovute nei quattro casi, onorario del notaio escluso

Modo Quando il figlio diventa proprietario Imposte indicative Chi decide a chi va la casa Donazione Subito circa 2

590 euro, circa 720 se per il figlio è prima casa Il genitore, ora Vendita al figlio Subito, pagando il prezzo circa 6

900 euro, circa 1

490 se prima casa Il genitore, ora Successione per legge Alla morte, in comproprieà con gli altri eredi imposta di successione di norma zero; ipotecaria e catastale circa 2

270 euro, 400 con le agevolazioni prima casa Gli eredi, tra loro Testamento con legato Alla morte, direttamente come la successione Il genitore, con la libertà di cambiare idea

Lasciare la casa al figlio

Il primo metodo per attribuire la casa ai figli è la donazione

La donazione è un contratto con il quale si attribuisce un bene con spirito di liberalità, quindi a titolo gratuito senza corrispettivo da parte del donatario

Il motivo per cui si dona la casa ai figli in vita spesso risiede nel fatto che si intende anticipare la successione e prevedere un’attribuzione dei propri beni ai figli prescelti, individuando ad esempio in via primaria a chi deve essere attribuita la casa

Non vi sono limiti di sorta in quanto ciascuno è libero di donare la casa a chi vuole, per questo la donazione da genitore a figlio si può tranquillamente fare, con le precisazioni che diremo

Si può donare la casa familiare, magari riservandosi l’usufrutto e attribuendo al figlio la nuda proprietà, in modo che all’apertura della successione la proprietà sia già nelle sue mani: è la soluzione descritta nella pagina sulla donazione con riserva di usufrutto

L’unico problema è che all’apertura della successione tale valore va considerato nella massa da dividere, in quanto gli altri figli non devono essere lesi nella propria legittima da questa donazione

Fino a poco tempo fa c’era anche un secondo problema: la casa donata era difficile da vendere e da ipotecare

Dal 18 dicembre 2025, con la legge 182/2025, chi la compra a titolo oneroso non rischia più, di norma, di doverla restituire agli altri eredi, e questo ha reso la donazione ancora più interessante

Pro e contro sono approfonditi nell’articolo sulla donazione della casa ai figli

Quanto costa donare la casa al figlio?

Tra i vari rimedi più convenienti per attribuire la casa al figlio vi è sicuramente la donazione

Non si paga l’imposta di registro della compravendita; si pagano l’imposta di bollo pari a 230€, la tassa ipotecaria di 90€, l’imposta ipotecaria pari a 200€ se prima casa o 2% del valore catastale se seconda casa, l’imposta catastale 200€ se prima casa o 1% del valore catastale se seconda casa

L’aspetto agevolato riguarda proprio la figura del donatario, in quanto se il beneficiario è il, figlio l’imposta di donazione non è dovuta fino a un valore di 1 milione di euro della casa

Se la casa supera questo valore, è necessario pagare l’Imposta nella misura del 4% della cifra eccedente

Perché non sempre conviene per il figlio?

Se il figlio riceve la casa in donazione usando le agevolazioni prima casa, oppure se la casa si trova nello stesso Comune in cui vorrebbe comprare, potrebbe poi non poterle usare quando intende comprare una casa sua, indipendentemente da quella dei genitori, nella quale appunto possono esservi ancora loro ad abitarla

Non è però sempre così: se la casa è altrove e non si chiedono le agevolazioni, oppure se il figlio riceve solo la nuda proprietà, di norma le agevolazioni restano disponibili

I casi sono spiegati nell’articolo su quando conviene aspettare a ricevere la casa in donazione

Per questo, potrebbe per alcuni aspetti prediligersi la successione, o una donazione fatta dopo l’acquisto

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Vendere la casa al figlio

Un altro metodo per attribuire la casa al figlio è una compravendita

Può essere infatti possibile che un genitore non voglia privilegiare un figlio piuttosto che un altro quindi non intenda effettuare una donazione, per non creare problemi successivamente all’apertura della successione

Questo tipo di operazione rappresenta una compravendita normale quindi a differenza della donazione non ci sono vantaggi, in quanto semplicemente l’acquirente figlio paga l’imposta di registro normalmente a seconda che sia prima o seconda casa

Occorre, però, fare attenzione alla compravendita genitore figlio in quanto a volte potrebbe celare una donazione simulata, quando si vende la casa per un prezzo irrisorio rispetto al suo valore

Tale compravendita potrebbe essere impugnata ed è per questo che è il tipo di atto genitore figlio al quale occorre prestare più attenzione

Se invece il prezzo è congruo e viene pagato davvero, con bonifico tracciabile, la vendita non entra nel conto delle quote tra fratelli: è la strada più pulita quando il figlio ha i mezzi, magari con un mutuo, e il genitore ha bisogno del ricavato

Se sono invece i genitori a pagare una casa al figlio comprata da un terzo, si parla di donazione indiretta, trattata nell’articolo comprare casa o riceverla in donazione

Lasciare la casa in successione

Un'altra modalità per attribuire la casa ai figli è quella successoria quindi senza provvedere in alcun modo in vita ma lasciando che i propri beni vadano in successione legittima

È chiaro come questa modalità della successione per legge non consenta al titolare genitore di decidere a chi vada la casa o le varie case, sempre che gli eredi siano più di uno

Quando si apre la successione, infatti, si forma una massa ereditaria e saranno poi gli eredi a provvedere alla divisione in base alle quote

Per cui se ad esempio un genitore lascia due figli e un coniuge, dovranno decidere questi eredi a chi andrà la casa di proprietà del genitore

Non è quindi una modalità di attribuzione specifica, a differenza della successione testamentaria

Quanto costa lasciare la casa per successione?

Il figlio che ottiene la casa in virtù della successione legittima dovrà contribuire al pagamento delle imposte di successione, che tra genitori e figli hanno la stessa franchigia di un milione della donazione, e delle imposte ipotecaria e catastale

Se poi gli eredi vogliono assegnare la casa a uno solo di loro, serve anche un rogito di divisione dal Notaio, con i relativi costi

Perciò nel complesso non si può dire sia più conveniente di una donazione e di una compravendita, salvo che dalla successione la casa gli possa essere attribuita in maniera diretta come di seguito descritto

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Attribuire la casa al figlio con il legato

Piuttosto che lasciare che la casa vada in successione per legge, il genitore può fare testamento, all’interno del quale istituire degli eredi e poi attribuire la sua casa con un legato

Il legato è un’attribuzione a titolo particolare, quindi diretta ad una persona che riceve automaticamente il bene senza necessità di accettare espressamente

Una forma particolare è il legato in sostituzione di legittima: il genitore lascia la casa a un figlio al posto della sua quota di legittima

Se il figlio accetta la casa, non diventa erede e non può chiedere altro; se ritiene che valga meno di quanto gli spetta, può rinunciare al legato e chiedere la legittima

È un modo per assegnare beni precisi a ciascun figlio evitando, di norma, la comunione e la successiva divisione

Quale conviene? Una guida semplificata

Figlio unico, o figli d’accordo: di solito la donazione, anche della sola nuda proprietà, è la strada più economica e rapida

Più figli e la volontà di trattarli in modo uguale: una donazione a tutti in quote, oppure un testamento che assegni a ciascuno beni di valore equivalente

Il figlio può pagare e il genitore ha bisogno di liquidità: la compravendita, a un prezzo reale

Il genitore vuole restare libero di cambiare idea: il testamento

Il figlio sta per comprare la sua prima casa altrove: conviene valutare con il notaio l’ordine degli atti, per non bruciare le agevolazioni

Sono indicazioni di massima: ogni famiglia ha i suoi numeri

Per un confronto sul proprio caso si può chiedere un preventivo ai notai della propria zona, indicando rendita catastale e numero di figli: di solito rispondono in poche ore

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Domande frequenti

Qual è il modo più economico per dare la casa a un figlio?

Di solito la donazione: tra genitori e figli l’imposta di donazione è zero fino a un milione e restano solo ipotecaria, catastale, bollo e onorario del notaio

La successione costa in modo simile, ma arriva solo alla morte e, se ci sono più eredi, può richiedere una divisione

Posso vendere la casa a mio figlio per evitare liti con gli altri figli?

Sì, se il prezzo è reale e viene davvero pagato: in quel caso la vendita non entra nel calcolo delle quote tra fratelli

Un prezzo simbolico, invece, potrebbe far considerare la vendita una donazione simulata

Meglio donare subito o lasciare la casa con il testamento?

La donazione dà la casa subito e costa poche imposte; il testamento lascia il genitore libero di cambiare idea fino all’ultimo e permette di assegnare beni precisi a ogni figlio

In entrambi i casi gli altri figli conservano il diritto alla loro quota di legittima

Se lascio la casa per successione, a chi va?

Senza testamento, la casa va a tutti gli eredi in comproprieà, secondo le quote di legge: per esempio al coniuge e ai figli

Saranno loro a decidere, d’accordo, se assegnarla a uno solo o venderla

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