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Diversi modi per dare la casa ai figli, quale conviene di più?

diversi modi per dare la casa ai figli

Dare la casa ai figli

Spesso i genitori o uno di essi sentono l’esigenza di attribuire o intestare la casa di propria proprietà a uno o più dei propri figli. Di base, si sa che tutti i beni dei genitori sono destinati per successione ai figli, ma a volte si sente l’esigenza di regolamentare questa situazione in anticipo, anche per avere voce in capitolo qualora si abbiano più figli. Inoltre, potrebbero i figli avere necessità di una casa per cui potrebbe attribuirsi ad essi la cosiddetta seconda casa, restando invece i genitori a vivere nella casa adibita ad abitazione familiare.

Se si ha l’intenzione di procedere in tal senso, può essere opportuno andare dal Notaio per trovare il metodo più opportuno e farsi spiegare tutti i profili di criticità di ogni operazione, sia dal punto di vista economico e di risparmio, sia dal punto di vista della tutela dei figli. Tutto ciò, anche considerando la situazione di ognuno in relazione alle case che si hanno e ai figli.

Lasciare la casa al figlio

Il primo metodo per attribuire la casa ai figli è la donazione. La donazione è un contratto con il quale si attribuisce un bene con spirito di liberalità, quindi a titolo gratuito senza corrispettivo da parte del donatario. Il motivo per cui si dona la casa ai figli in vita spesso risiede nel fatto che si intende anticipare la successione e prevedere un’attribuzione dei propri beni ai figli prescelti, individuando ad esempio in via primaria a chi deve essere attribuita la casa. Non vi sono limiti di sorta in quanto ciascuno è libero di donare la casa a chi vuole, per questo la donazione da genitore a figlio si può tranquillamente fare, con le precisazioni che diremo.

Si può donare la casa familiare, magari riservandosi l’usufrutto e attribuendo al figlio la nuda proprietà, in modo che all’apertura della successione la proprietà sia già nelle sue mani. L’unico problema è che all’apertura della successione tale valore va considerato nella massa da dividere, in quanto gli altri figli non devono essere lesi nella propria legittima da questa donazione.

Quanto costa donare la casa al figlio?

Tra i vari rimedi più convenienti per attribuire la casa al figlio vi è sicuramente la donazione. Si paga l’imposta di Registro pari a 200€, l’imposta di bollo pari 230€, l’imposta ipotecaria pari 200€ se prima casa o 2% del valore catastale se seconda casa, Imposta Catastale 200€ se prima casa o 1% del valore catastale se seconda casa. L’aspetto agevolato riguarda proprio la figura del donatario, in quanto se il beneficiario è il, figlio l’imposta di donazione non è dovuta fino a un valore di 1 milione di euro della casa. Se la casa supera questo valore, è necessario pagare l’Imposta nella misura del 4% della cifra eccedente.

Perché non sempre conviene per il figlio?

Se il figlio ottiene la casa in donazione, se si tratta di una prima casa, perde poi la possibilità di godere delle agevolazioni qualora intenda comprare una casa sua, indipendentemente da quella dei genitori, nella quale appunto possono esservi ancora loro ad abitarla. Per questo, potrebbe per alcuni aspetti prediligersi la successione.

Vendere la casa al figlio

Un altro metodo per attribuire la casa al figlio è una compravendita. Può essere infatti possibile che un genitore non voglia privilegiare un figlio piuttosto che un altro quindi non intenda effettuare una donazione, per non creare problemi successivamente all’apertura della successione. Questo tipo di operazione rappresenta una compravendita normale quindi a differenza della donazione non ci sono vantaggi, in quanto semplicemente l’acquirente figlio paga l’imposta di registro normalmente a seconda che sia prima o seconda casa. Occorre, però, fare attenzione alla compravendita genitore figlio in quanto a volte potrebbe celare una donazione simulata, quando si vende la casa per un prezzo irrisorio rispetto al suo valore. Tale compravendita potrebbe essere impugnata ed è per questo che è il tipo di atto genitore figlio al quale occorre prestare più attenzione.

Lasciare la casa in successione

Un'altra modalità per attribuire la casa ai figli è quella successoria quindi senza provvedere in alcun modo in vita ma lasciando che i propri beni vadano in successione legittima. È chiaro come questa modalità della successione per legge non consenta al titolare genitore di decidere a chi vada la casa o le varie case, sempre che gli eredi siano più di uno. Quando si apre la successione, infatti, si forma una massa ereditaria e saranno poi gli eredi a provvedere alla divisione in base alle quote. Per cui se ad esempio un genitore lascia due figli e un coniuge, dovranno decidere questi eredi a chi andrà la casa di proprietà del genitore. Non è quindi una modalità di attribuzione specifica, a differenza della successione testamentaria.

Quanto costa lasciare la casa per successione?

Il figlio che ottiene la casa in virtù della successione legittima dovrà contribuire al pagamento dell’imposta di successione ma successivamente anche alla sua parte di pagamento del rogito di divisione dal Notaio. Perciò nel complesso non si può dire sia più conveniente di una donazione e di una compravendita, salvo che dalla successione la casa gli possa essere attribuita in maniera diretta come di seguito descritto.

Attribuire la casa al figlio con il legato

Piuttosto che lasciare che la casa vada in successione per legge, il genitore può fare testamento, all’interno del quale istituire degli eredi e poi attribuire la sua casa con un legato. Il legato è un’attribuzione a titolo particolare, quindi diretta ad una persona che riceve automaticamente il bene senza necessità di accettare espressamente. Per evitare che leda la legittima degli altri figli, può attribuire la casa con un legato in sostituzione di legittima, ovvero un modo per dare la legittima al figlio senza che vengano lesi gli altri, i quali ricevono una quota di eredità.

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