Preventivo Notaio Online
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“Vicino a te” non vuol dire il notaio sotto casa: il notaio ha competenza in tutta la regione in cui ha sede, quindi la scelta giusta è lo studio più comodo per chi deve firmare, non necessariamente il più vicino in linea d’aria. Su NotaioFacile si sceglie la provincia in cui si vuole fare l’atto e la richiesta arriva direttamente a uno studio di quella provincia, senza intermediari: la risposta arriva di norma in poche ore, non in uno o due giorni come altrove. Il preventivo più comodo, però, non è sempre il migliore: qui sotto come si legge e quando è davvero conveniente.
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Quando ci si deve approcciare ad una pratica notarile di qualsiasi tipo, la prima preoccupazione riguarda sicuramente la spesa da affrontare. Spesso si ha una concezione dell’attività notarile come legata a una spesa ingente da parte del cliente, spesso frutto anche di un pregiudizio secondo il quale sia una somma da consegnare al Notaio nella sua interessa. In quest’ottica riveste un ruolo fondamentale il preventivo notarile, ovvero l’insieme delle voci di spesa che il cliente deve affrontare analizzate una per una.
Questo in quanto non tutto ciò che viene pagato rappresenta l’onorario notarile, ma vi sono anche altre spese riferite ad esempio a oneri fiscali o altri pagamenti. Per questo motivo, si chiede anticipatamente il preventivo notarile al Notaio, anche per valutarne la completezza e la convenienza. Un preventivo è conveniente non necessariamente quando è più basso, per le ragioni che di seguito andremo ad indicare. Ecco quindi una guida per leggere con attenzione il preventivo a seconda del tipo di rogito da effettuare per capire quanto effettivamente un preventivo possa ritenersi vantaggioso.
Il notaio può ricevere atti in tutta la regione in cui ha sede, non solo nel proprio Comune. Per questo cercare “il notaio più vicino” ha senso solo fino a un certo punto: quello che conta è che lo studio sia raggiungibile da tutte le parti che devono firmare, non che sia il primo risultato su una mappa. Chi compra casa in un’altra città può benissimo rogitare nella propria provincia, se il venditore è d’accordo; chi vive fuori regione può scegliere lo studio più comodo per entrambi, o farsi rappresentare con una procura.
Su NotaioFacile la provincia si sceglie dalla home, indipendentemente da dove si trova l’immobile: la richiesta arriva a uno studio di quella provincia, senza passare da un call center o da un intermediario. È la differenza tra un servizio che smista le richieste in giro per l’Italia e uno che le manda direttamente a chi risponderà davvero.
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Prima di analizzare le varie voci che compongono un preventivo, occorre premettere come non sempre un preventivo basso è sinonimo di preventivo notarile conveniente e vantaggioso. Dietro l’attività notarile vi sono una serie di controlli sul rogito che spesso richiedono tempo e lavoro. Questo cresce in proporzione alla complessità del rogito per cui non vi è una regola generale ma si può dire che un preventivo basso potrebbe anche, eventualmente, essere sintomo di una superficialità di fondo in ordine alla fase istruttoria.
È importante valutare tutti gli aspetti legati all’operazione contrattuale da fare, pertanto vi sono varie spese da affrontare anche da parte dello studio notarile e quindi del professionista. Per questo motivo, quando si chiede un preventivo è bene non ricercare e affidarsi ciecamente al preventivo più basso, bensì è bene considerare l’approccio notarile alla pratica e il senso di fiducia che può suscitare un Notaio, anche con un lavoro e controllo maggiore. Per poter fare una valutazione sul preventivo più conveniente.
Per potere individuare il preventivo più conveniente e di conseguenza selezionare il professionista più adatto al proprio caso concreto, occorre imparare a leggere le voci che lo compongono. Questo ricordando sempre che preventivo più conveniente non corrisponde sempre a preventivo più basso, in quanto occorre considerare sia il tipo di rogito da effettuare, che può determinare una variazione delle spese, sia le singole voci che lo compongono.
Non bisogna vedere il preventivo come una spesa complessiva unica da consegnare al Notaio per la sua attività professionale. Di quello che si deve versare dopo il rogito e che rappresenta il netto complessivo del preventivo che viene comunicato, solo una parte va imputata a onorario del Notaio, indicata anche con la rispettiva IVA. La restante parte compone il preventivo con altre voci di spesa, per lo più riferite a imposte da pagare per avere effettuato un determinato rogito.
Ad esempio, se si acquista una casa e si fa un rogito di compravendita c’è l’imposta di registro per il trasferimento immobiliare, se si costituisce una società ci sono le spese per iscrizione a Registro Imprese e così via.
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La voce che generalmente caratterizza un preventivo è quella che riguarda l’onorario. Esso può essere indicato comprensivo di IVA oppure può essere indicato in modo analitico con l’IVA accanto, precisandone la percentuale di riferimento. In relazione alla spesa dell’onorario, che il più delle volte può rappresentare una parte sostanziale del complessivo preventivo, bisogna considerare il tipo di rogito che si deve effettuare.
Questa voce potrebbe essere similare per gli atti similari: se si acquista più volte dallo stesso Notaio, si potrà eventualmente incontrare sempre la medesima voce relativa all’onorario all’interno del preventivo. Questa, tuttavia, non è una regola in quanto una compravendita può comportare un impegno differente del professionista, può esservi una complessità di controllo e ricerca documentale maggiore tale da determinare un onorario leggermente più elevato. Per questo motivo, è bene sempre confrontarsi con il Notaio al fine di comprendere il significato di un onorario più o meno alto e capire quanto il preventivo possa essere conveniente o meno.
Quando si fa un rogito di compravendita, nel preventivo tra le voci principali vi è quella dell’imposta di registro. Si tratta di una voce importante che il più delle volte determina proprio l’incremento della spesa complessiva. Di regola, quando si acquista un immobile, lo Stato richiede una imposta da pagare che viene calcolata sul valore catastale dello stesso. Il valore catastale è un valore che si individua moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente di legge. Questo coefficiente cambia a seconda che sia prima o seconda casa. Per questo motivo, quando si legge un preventivo non si può generalmente ritenere che non sia conveniente solo perché è più alto, in quanto magari l’aumento è dovuto alla verifica da parte del Notaio del fatto che si tratti di un acquisto come seconda casa. In questo caso, infatti, l’imposta è pari al 9% del valore catastale.
Tra le altre voci che si possono individuare nel preventivo, generalmente possono esservi altre tipologie di imposte quali ad esempio, nel caso della compravendita, l’imposta ipotecaria e catastale o altre imposte fisse. Anch’esse devono essere individuate e descritte analiticamente in modo da far comprendere al cliente la ragione delle stesse in relazione al rogito.
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In definitiva, per scegliere il preventivo più conveniente per il proprio caso concreto non occorre limitarsi a quello più basso, né a quello più vicino. Il preventivo migliore che può garantire una maggiore tutela al cliente è quello analitico, che consenta quindi di far comprendere le tipologie di spese da affrontare con le relative imposte descritte, richiesto a uno studio comodo per chi deve firmare e con una risposta arrivata in tempi rapidi. Cosa contiene un preventivo completo, voce per voce, con un esempio in cifre, è nella pagina sui preventivi notarili.
No: puoi scegliere qualsiasi notaio della tua regione, o anche fuori se le parti sono d’accordo a spostarsi. Conta che lo studio sia comodo per chi deve firmare, non la distanza in chilometri da casa tua.
Perché può comprendere controlli e lavoro che l’altro esclude: la lettura dei documenti prima del compromesso, la relazione per la banca, la disponibilità a rogitare in tempi stretti. Un preventivo basso e generico, senza voci separate, non permette di saperlo.
Su NotaioFacile di norma poche ore, non uno o due giorni: la richiesta arriva direttamente a uno studio della provincia scelta, senza passaggi intermedi.
Dove preferisci, tra le province raggiungibili dalle parti: l’atto non deve per forza farsi dove si trova la casa. Molti scelgono la provincia di residenza dell’acquirente, che di norma paga anche l’onorario.
Deve indicare separatamente imposte, spese e onorario, non un solo numero: se manca questa divisione, chiedila prima di confrontare due proposte. Un preventivo analitico è anche più facile da confrontare con un altro.
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