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Come tutelare il proprio sepolcro dal notaio

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Cosa si intende per diritto di sepolcro

Sin dall’epoca degli antichi romani onorare le spoglie e la memoria del defunto rappresentava un’importante tradizione che richiedeva solennità e attenzione. Già in epoca antica si tutelava il luogo di tumulazione prevedendo delle sanzioni per chi avesse avuto un atteggiamento non rispettoso nel luogo predetto.

Quando si parla di diritto di sepolcro non è possibile fornire una definizione unica, in quanto presenta numerose sfaccettature che sono analizzate dal legislatore nel Regolamento di Polizia Mortuaria, il D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, artt. 90 e ss.

Il diritto di sepolcro sulla cappella funeraria

Il diritto sulla cappella funeraria viene anche definito diritto di sepolcro in senso stretto. Si intende il diritto che si ha sulla costruzione ossia sulla cappella funeraria e sugli accessori, realizzata all’interno del cimitero del Comune.

Per ottenere tale diritto è necessario che il Comune rilasci una concessione amministrativa con cui si autorizzi la costruzione del fabbricato che verrà adibito alla sepoltura. Con tale concessione il Comune consente di mantenere tale diritto per un termine determinato e non per sempre. È, altresì, possibile che questo diritto sia rinnovato nel corso del tempo.

Si discute sulla trasmissibilità di tale diritto. Secondo gli orientamenti prevalenti può essere trasferito tale diritto, ma è necessario sempre un preventivo accordo con il Comune, in quanto il suolo su cui insiste, ossia il terreno cimiteriale, non è di titolarità di colui che provvede alla costruzione della cappella funeraria.

Chi ha il diritto di apporre il nome al sepolcro?

Il proprio nome sul sepolcro può essere apposto dal soggetto fondatore e alla sua morte da coloro che diventeranno titolari della cappella.

Ha un valore di importanza notevole dal punto di vista affettivo, morale e sentimentale.

Dove è possibile costruire una cappella funeraria?

La cappella funeraria con le specifiche autorizzazione del Comune è possibile costruirla all’interno del cimitero del Comune, ma la legge ammette anche la costruzione della cappella al di fuori delle mura cimiteriali. In questo caso però bisognerà avere un’autorizzazione da parte del sindaco, che a sua volta avrà ottenuto una delibera del consiglio comunale, nonché un parere del coordinatore sanitario dell’unità locale.

Una volta ottenute le autorizzazioni e i pareri sarà sempre necessario il rispetto di un protocollo, in quanto i titolari del diritto di uso di tali cappelle, in caso di violazione, potrebbero assistere alla decadenza del proprio diritto.

Che cos’è diritto di sepolcro cosiddetto primario?

Il diritto di sepolcro primario è il diritto di essere seppelliti e di far seppellire altre persone in uno specifico sepolcro. Si discosta dal diritto di sepolcro sopra analizzato relativo alla cappella funeraria. Tale diritto spetta a colui che ha ottenuto la concessione e anche ai suoi congiunti.

Questo diritto si può trasmettere gratuitamente con una donazione o prevedendo un prezzo sia se il titolare è in vita con un contratto, sia se muore. In questo ambito è possibile individuare due tipologie di sepolcri: il sepolcro familiare e il sepolcro ereditario.

Cosa si intende per sepolcro familiare

Il sepolcro familiare sorge di diritto a favore di coloro che appartengono al nucleo familiare del fondatore anche nel caso in cui non rivestano la qualità di erede. Colui che fonda il sepolcro familiare può sia prevedere che la categoria sia ampliata, sia stabilire che la cerchia di coloro che hanno il diritto di essere seppelliti possa essere ridotta.

Naturalmente nel corso della storia, si sono diffuse delle consuetudini, ossia prassi con cui nell’ambito della cerchia familiare si facevano rientrare il coniuge e i figli senza ombra di dubbio.

Coloro che vengono sepolti nel sepolcro familiare sono contitolari del diritto di essere seppelliti, ma possono anche decidere di rinunciarvi. Tuttavia, non possono né vendere né donare tale diritto. Gli unici soggetti che possono disporre di tale diritto sono il fondatore e l’ultimo familiare.

Cosa si intende per sepolcro ereditario

Il diritto di essere seppelliti sorge in favore degli eredi al di là del fatto che vi sia o meno un rapporto consanguineo. Secondo il regolamento di Polizia mortuaria è possibile anche che il fondatore richieda la tumulazione di salme di persone che non siano né eredi, né legate da un rapporto consanguineo. Si pensi al caso dei conviventi o di coloro che abbiano avuto cura del defunto quando era in vita in un momento di difficoltà.

Che cos’è il diritto di sepolcro cosiddetto secondario?

Onorare le spoglie dei propri cari è un diritto riconosciuto dal legislatore ritenuto personalissimo che non può essere ceduto, ma spetta a tutti i congiunti o a coloro che siano legati da un rapporto affettivo. Il diritto di sepolcro secondario non è altro che il diritto di poter accedere ad una tomba e di poter proporre opposizione a qualsiasi atto che possa oltraggiare le spoglie del defunto.

Il ruolo del notaio: la trasmissibilità del sepolcro

Recarsi dal notaio per disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui si avrà cessato di vivere è la soluzione migliore anche per disciplinare il diritto di sepolcro. Naturalmente, in virtù di quanto sopra esposto, è necessario distinguere i singoli diritti.

Con riferimento al diritto di sepolcro sulla cappella funeraria può essere attribuito mediante un testamento in favore di chiunque, sia da colui che lo ha fondato, il fondatore, sia da chi diventi titolare in un momento successivo.

Per quanto riguarda, invece, il diritto di essere seppellito nella cappella funeraria o di seppellire altri, colui che lo ha fondato può arbitrariamente decidere di ampliare la cerchia dei soggetti beneficiari, sempre, tuttavia, nei limiti del rapporto consanguineo. In questo caso sarà conservato il vincolo di destinazione.

Nel caso in cui il fondatore o l’ultimo membro della cerchia familiare decidano di attribuire a un estraneo il diritto di seppellire o di essere seppellito, il sepolcro da familiare si trasformerà in sepolcro ereditario.

Quanto infine, alla possibilità di consentire l’accesso, dinanzi al notaio il testatore potrà raccomandare o onerare i soggetti da lui scelti a visitare le proprie spoglie.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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