Rettifica di un atto notarile: modalità e costi

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Un errore in un atto notarile si scopre quasi sempre dopo anni, quando si rivende la casa o si chiede un mutuo: un subalterno sbagliato, una particella invertita, un cognome con una lettera in meno, una data di nascita errata. Se è un errore materiale, cioè una svista che non cambia la volontà delle parti, si corregge con un atto di rettifica: dal 2010 il notaio può farlo anche da solo, senza richiamare venditore e acquirente, quando l’errore riguarda dati catastali o generalità e la correzione risulta da documenti certi. Costa le imposte in misura fissa, il bollo e un onorario contenuto, e si fa in pochi giorni. Se invece l’errore tocca il contenuto dell’accordo, per esempio il prezzo o l’oggetto della vendita, serve un nuovo atto con tutte le parti. Il notaio dell’atto originario, o un altro, può dire quale caso è il tuo: si parte da un preventivo.

Rettifica di un atto notarile: cos’è

La rettifica di un atto notarile è l’atto con cui si correggono gli errori materiali contenuti in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata. Per errore materiale si intende un errore nella scrittura o nella trascrizione di dati, che non incide sulla volontà delle parti e sul contenuto sostanziale dell’atto: ad esempio un errore nei dati catastali dell’immobile, nelle generalità delle parti, nell’indicazione dei confini, nella data.

Gli errori materiali sono frequenti, perché gli atti notarili contengono molti dati numerici e anagrafici. Un errore nell’indicazione del subalterno o della particella catastale può creare problemi al momento della rivendita dell’immobile o della richiesta di un mutuo, perché la banca e il nuovo notaio non trovano corrispondenza tra l’atto di provenienza e la situazione catastale. Per questo è opportuno rettificare l’atto non appena ci si accorge dell’errore.

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Chi può rettificare un atto notarile

La rettifica può essere effettuata dallo stesso notaio che ha ricevuto l’atto oppure da un altro notaio. Dal 2010, con l’introduzione dell’articolo 59-bis della legge notarile, il notaio può rettificare da solo, con una propria certificazione, gli errori e le omissioni materiali relativi a dati preesistenti alla redazione dell’atto, come i dati catastali, le generalità delle parti, i dati di un documento. In questi casi non è necessaria la presenza delle parti, che non devono tornare dal notaio, e la rettifica avviene con un atto unilaterale del notaio, sulla base di documenti certi come le visure catastali, i certificati anagrafici o l’atto di provenienza.

Se invece l’errore non riguarda dati preesistenti, o se la correzione richiede una nuova manifestazione di volontà delle parti, per esempio perché nell’atto è stato indicato un immobile diverso da quello effettivamente venduto, o un prezzo diverso da quello pattuito, serve un atto di rettifica con l’intervento di tutte le parti, che devono confermare la loro volontà. In questo caso si tratta, in sostanza, di un nuovo accordo.

Errori e rimedi, in tabella

Errore nell’atto Chi rettifica Cosa serve Costo indicativo
Subalterno, particella, foglio, rendita sbagliati il notaio da solo (articolo 59-bis) visura e planimetria che provano il dato corretto imposte fisse, bollo e onorario contenuto, di norma qualche centinaio di euro
Cognome, data di nascita, codice fiscale errati il notaio da solo documento d’identità o certificato anagrafico come sopra
Confini o descrizione dell’immobile imprecisi il notaio da solo, se il dato risulta da documenti; altrimenti le parti estratto di mappa, atto di provenienza come sopra, di più se intervengono le parti
Prezzo, quote, immobile diverso da quello voluto tutte le parti, con nuovo atto presenza di venditore e acquirente, o loro procure onorario pieno; se cambia il prezzo, imposte sulla differenza
Menzioni urbanistiche mancanti una sola parte, anche l’acquirente, con atto di conferma titoli edilizi dell’immobile imposte fisse e onorario

Il caso dei dati catastali è il più frequente e ha una pagina sua: rettifica dei dati catastali con atto dal notaio. Quando l’errore è una menzione urbanistica mancante l’atto non si rettifica ma si conferma, come spiega la pagina sugli atti che può sanare il notaio.

la rettifica degli atti notarili

Come si fa la rettifica

L’atto di rettifica viene redatto dal notaio e contiene l’indicazione dell’atto da rettificare, dell’errore e della correzione. L’atto di rettifica deve essere registrato e, se l’atto rettificato era stato trascritto nei registri immobiliari, anche la rettifica deve essere trascritta, in modo che la correzione risulti a chiunque consulti i registri. Il notaio provvede inoltre alla voltura catastale se la rettifica riguarda dati catastali.

La rettifica ha effetto dalla data dell’atto originario, perché non modifica il contenuto dell’atto ma si limita a correggere un errore materiale. In questo modo la continuità delle trascrizioni resta integra e l’immobile può essere venduto o ipotecato senza problemi.

Quanto costa rettificare un atto notarile

I costi della rettifica dipendono dal tipo di errore e dalla modalità di rettifica. Se la rettifica è effettuata dal notaio con la propria certificazione, i costi sono contenuti, perché si tratta di un atto semplice che non richiede l’intervento delle parti. Se invece è necessario un nuovo atto con l’intervento delle parti, i costi sono più elevati e comprendono le imposte di registro, ipotecaria e catastale, che sono dovute in misura fissa se la rettifica non comporta un trasferimento di ricchezza, e l’onorario del Notaio.

Chi paga dipende da chi ha sbagliato: se l’errore è dello studio, la rettifica è di norma a suo carico; se è nato da un dato errato fornito dalle parti, per esempio una visura vecchia, paga chi lo ha fornito. Quando la rettifica serve a vendere, in pratica la paga il venditore, perché senza di essa il rogito non si fa.

Domande frequenti sulla rettifica di un atto notarile

Ho scoperto che nel mio rogito il subalterno è sbagliato: devo richiamare il venditore?

No. Se il subalterno corretto risulta dalla visura e dalla planimetria, il notaio rettifica da solo con la sua certificazione, in pochi giorni, e trascrive la rettifica. Il venditore non deve fare nulla. Vale anche per cognomi, date di nascita e codici fiscali errati.

L’atto è di un notaio andato in pensione: chi lo rettifica?

Qualsiasi notaio, anche di un’altra città: la rettifica unilaterale non deve farla per forza chi ha ricevuto l’atto. Serve una copia dell’atto originario, che si chiede al notaio subentrato o all’Archivio notarile.

Nel rogito c’è un prezzo diverso da quello che abbiamo pagato: si rettifica?

Non con una rettifica di errore materiale: il prezzo è parte dell’accordo e va cambiato da tutte le parti con un nuovo atto. Se il prezzo corretto è più alto, si pagano le imposte sulla differenza; se è più basso, l’Agenzia delle Entrate può chiedere spiegazioni. Conviene parlarne subito con il notaio.

La banca ha bloccato il mutuo per un errore nell’atto di provenienza: quanto ci vuole?

Per un errore materiale su dati catastali o anagrafici, di norma una o due settimane tra atto di rettifica e trascrizione, dopodiché la banca può procedere. Chi vende deve attivarsi subito, perché la delibera del mutuo ha una scadenza.

La rettifica cambia la data dell’atto o le agevolazioni?

No. La rettifica ha effetto dalla data dell’atto originario e non tocca imposte già pagate, agevolazioni prima casa o termini che decorrono da quella data. Se invece la correzione cambia l’oggetto o il prezzo, non è più una rettifica ma un nuovo atto, con le sue imposte.