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RETTIFICA DI UN ATTO NOTARILE: MODALITà E COSTI

La rettifica dell'atto notarile

la rettifica degli atti notarili come correggerli e quanto costa farloE’ importante parlare di rettifica degli atti notarili, in quanto, nel momento in cui ci si reca dal notaio ad esempio per acquistare un immobile. 

Il Notaio richiederà alla parte venditrice l’atto di provenienza; si tratta dell’atto con cui il venditore a sua volta ha acquistato l’immobile oggetto di compravendita.

Qualora in questo atto di provenienza si rinvengano degli errori materiali, del tipo che vedremo nel seguito, ciò può rappresentare un problema da risolvere prima di stipulare il nuovo atto.

L’acquirente, ovvero colui che deve pagare le spese dell’atto notarile, ha interesse a che l’atto di provenienza sia privo di errori, per evitare che tali errori possano riversarsi anche sul suo acquisto negativamente.

La rettifica di errori materiali

La disciplina in tema di rettifica, di cui all’art.59 bis della legge Notarile, prevede che il Notaio abbia facoltà di rettificare un atto pubblico oppure una scrittura privata autenticata, contenente errori od omissioni materiali relativi a dati preesistenti alla sua redazione, provvedendovi mediante una propria certificazione.

Si tratta di una possibilità molto rilevante, in quanto si dà la possibilità allo stesso Notaio di rettificare un atto.

Perché ciò è rilevante? Perché per rettificare un atto che è stato stipulato dieci anni prima, non occorre richiamare le parti originarie di quel contratto, ma vi si può provvedere anche in loro assenza, direttamente per volontà e richiesta rivolta al notaio da parte dei nuovi contraenti che si trovano dinanzi al pubblico ufficiale per stipulare un nuovo atto.

Com’è possibile che un atto venga rettificato senza la volontà delle parti che lo avevano stipulato?

È possibile in quanto con la rettifica non si modifica la volontà delle parti, non si pone un essere un nuovo accordo, non si modificano elementi essenziali del contratto, quali patti essenziali, l’oggetto, i soggetti ecc.

Si effettua una rettifica di un mero errore materiale, operazione che non richiede una manifestazione di volontà di tipo negoziale.

Quali tipologie di atti si possono rettificare?

Si possono rettificare tutti gli atti pubblici e le scritture private autenticate.

Non si possono rettificare i testamenti olografi, in quanto si tratta di una scrittura privata non autenticata dal pubblico ufficiale, ma che fino all’apertura della successione resta nelle mani private.

Al contrario, può essere rettificato un testamento pubblico, a tutti gli effetti una scrittura privata autenticata.

Chi può richiedere la rettifica di un atto notarile?

Non è necessario che l’autore della rettifica sia anche autore o parte dell’atto da rettificare. Può farlo chiunque, anche una parte che non ha preso parte all’atto da rettificare. Il Notaio può provvedere alla rettifica su incarico delle parti che, portando l’atto di provenienza al fine di stipulare il nuovo atto, dichiarano di avervi rinvenuto un errore materiale e di volerlo correggere prima di procedere.

Il Notaio può anche ritenere opportuno procedervi senza alcun previo incarico, di propria iniziativa, allo scopo di conformare gli atti pubblici di suo rogito allo stato di fatto, alle risultanze catastali e immobiliari.

È possibile rettificare l’atto stipulato da un altro Notaio?

, non occorre identità tra il Notaio che ha stipulato l’atto da rettificare e quello che procede alla rettifica.

Esempio: Caio acquista un immobile da Tizio. Tizio porta dal Notaio Romolo Romani l’atto del Notaio Mario Rossi con il quale Tizio acquistava l’immobile da Mevio, il cosiddetto atto di provenienza. Se si rinviene un errore relativo ai dati catastali dell’immobile nell’atto del Notaio Mario Rossi, il Notaio Romolo Romani potrà provvedere alla rettifica, sia di propria iniziativa, che su richiesta dell’acquirente Caio, che ha interesse a salvaguardare il proprio acquisto da eventuali errori. Ciò può avvenire anche se il Notaio Mario Rossi non fosse più in esercizio.

Quali sono gli errori che si possono rettificare?

Deve trattarsi di errori materiali, ovvero veri e propri lapsus e sviste che non vanno a incidere sul contenuto sostanziale dell’atto, mettendone in discussione la sua validità. L’atto che si va a rettificare è un atto valido, ma l’esigenza di rettificarlo è espressione della certezza dei rapporti giuridici che contorna la pubblicità degli atti notarili.

Un acquirente, che magari vede ripetuti nel proprio atto di acquisto errori relativi all’identificazione catastale dell’immobile che va ad acquistare, ha interesse a rendere certa la situazione giuridica.

Gli errori devono riguardare elementi preesistenti, quindi non possono riguardare la volontà manifestata davanti al Notaio, bensì elementi che sono tali in maniera oggettiva, perché risultanza di documenti certi e individuabili. Analizziamo una casistica.

Dati catastali

Il più frequente errore oggetto di rettifica è quello concernente i dati catastali. Ad esempio, l’erronea indicazione del Foglio, del numero di mappa. È possibile considerarlo un errore materiale perché l’immobile oggetto di acquisto può ben identificarsi in base alla sua descrizione e agli elementi fattuali, tra cui la consistenza, i confini, i piani e così via.

Non si interviene sulla volontà in quanto è chiaro dall’atto che le parti abbiano voluto cedere quell’immobile, tuttavia è opportuno ben identificarlo anche catastalmente affinché i successivi trasferimenti siano certi.

Dati anagrafici delle parti

Un altro errore oggetto di rettifica molto frequente concerne i dati anagrafici delle parti, il nome, il cognome, la residenza, la data di nascita. Ciò è possibile in quanto sia perfettamente identificabile la persona con riferimento ai dati che sono stati indicati in maniera corretta. Ad esempio, se è sbagliata la data di nascita, ma il codice fiscale è corretto, sarà facilmente individuabile l’errore nonché la persona a cui quel codice fiscale si riferisce.

Errore sull’importo dell’assegno

Caio acquista un bene che vale 50.000 euro e consegna al Notaio un assegno dello stesso importo, ma il Notaio nell’atto commette un errore, dichiarando che il prezzo è stato pagato con un assegno di euro 40.000. Qui è un mero errore di trascrizione dell’importo esatto previsto sull’assegno. Pertanto si potrà certamente rettificare.

Quanto costa la rettifica e chi deve pagarla?

La rettifica è sottoposta a imposta di registro pari a euro 200, imposte ipotecarie e catastali pari a 50 euro cadauna, oltre che la Tassa Archivio. Se l’atto da rettificare è anteriore al 2014, occorre pagare in più l’imposta di bollo pari ad euro 155.

Se si tratta di una compravendita, le spese di cui sopra sono a carico dell’acquirente. Se di altri atti, della parte che ne richiede la rettifica. Le parti possono, tuttavia, accordarsi diversamente.

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