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Dichiarazione di successione dal Notaio

Cos’è la dichiarazione di successione e a cosa serve

La dichiarazione di successione dal NotaioLa dichiarazione di successione è un documento di natura fiscale che segue il momento della morte di un certo soggetto e disciplina il momento dell’apertura della successione a favore dei chiamati all’eredità.

Tale dichiarazione è quindi a loro carico e la funzione principale è quella di fornire informazioni all’Agenzia delle entrate sull’ammontare e sulla composizione del patrimonio ereditario in modo da poter calcolare le imposte che devono essere pagate.

Molte volte è difficile capire come debba avvenire la sua esatta compilazione, ed è per questo che il Notaio ed altri professionisti vengono in aiuto.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

I soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione sono individuati dall’Agenzia delle entrate e sono i seguenti:

– i chiamati all'eredità (per legge o per testamento, anche se non hanno ancora accettato l'eredità, purché non vi abbiano espressamente rinunciato) e i legatari, anche nel caso di apertura della successione per dichiarazione di morte presunta, o i rappresentanti legali;

– chi è immesso nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta;

– gli amministratori dell'eredità;

– i curatori delle eredità giacenti;

– gli esecutori testamentari;

– il trustee.

Prima della semplificazione telematica, per poter procedere esistevano ancora le modalità di compilazione in forma cartacea, e il procedimento era piuttosto lungo. Adesso è possibile presentare in modalità telematica la dichiarazione di successione, e i soggetti menzionati sono esonerati solamente nel caso in cui avviene una rinuncia dell’eredità.

Chi è esonerato dalla presentazione della dichiarazione

Non è obbligatoria l’allegazione della dichiarazione di successione qualora sussistano, contemporaneamente, le seguenti condizioni:

  1. se l’eredità è devoluta al coniuge ed ai parenti in linea retta (vale a dire figli, nipoti, genitori) del defunto;
  2. se l’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari;
  3. quando l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro.

Come e dove va presentata la dichiarazione

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione all’Agenzia delle entrate competente in base all’ultima residenza del defunto, in modalità telematica. Se il luogo di residenza si trova all’estero, la dichiarazione deve essere presentata all’ufficio dell’ultima residenza italiana.

La dichiarazione inviata per via telematica si considera presentata nel momento in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione è poi data dalla ricevuta trasmessa, sempre per via telematica, dall’Agenzia stessa.

Quando interviene il notaio

Il ruolo del Notaio è quanto mai significativo nel momento dell’apertura della successione, soprattutto per il compimento di tutte le pratiche preliminari in cui si richiede una collaborazione di tutti gli eredi partecipanti.

In particolare, il Notaio si occuperà di coadiuvare le parti nella compilazione della dichiarazione di successione, compiendo tutti gli accertamenti necessari.

Provvede, inoltre:

– a redigere il prospetto di autoliquidazione delle imposte, il modello di pagamento di tasse, imposte, sanzioni ed altre entrate, nonché la relativa autocertificazione;

– a registrare la dichiarazione presso l’Agenzia delle Entrate competente, successivamente predisponendo e presentando la voltura catastale presso il Catasto territorialmente competente in base a dove sono situati gli immobili ereditati.

Documenti da presentare per la dchiarazione di successione

Preliminarmente alla compilazione e presentazione della dichiarazione di successione, sono da esibire i seguenti documenti:

  • copia di un documento di identità valido e del codice fiscale degli eredi;
  • atto di provenienza delle proprietà immobiliari intestate al deceduto;
  • autocertificazione dell’erede, in carta libera, della morte del de cuius;
  • autocertificazione dello stato di famiglia storico;
  • (eventuali) atti di donazione stipulati dal de cuius;
  • documenti tecnici sugli immobili (planimetrie, visure catastali, ecc.);
  • copia del testamento (ove presente);
  • copia del verbale di rinuncia all’eredità (ove esercitata);
  • dichiarazione bancaria/postale di sussistenza e consistenza di mutui ipotecari, conti correnti, libretti, investimenti finanziari, gestioni patrimoniali, fondi comuni di investimento, azioni, obbligazioni, certificati di deposito bancari ecc.;
  • certificato di destinazione urbanistica dei terreni;
  • dichiarazione del datore di lavoro con le indennità maturate dal lavoratore dipendente (per esempio le mensilità);
  • dichiarazione societaria di titolarità di quote e valorizzazione delle stesse;
  • verbale di apertura delle cassette di sicurezza, redatto da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio oppure da un pubblico ufficiale.

Costo dichiarazione successione

Il costo relativo alla presentazione della dichiarazione di successione dipende molto dal valore dei beni ereditari, cioè dall’ammontare complessivo del patrimonio caduto in successione. Verosimilmente si tiene conto, oltre che di questo, anche dell’opera dei professionisti coinvolti nella procedura, come il Notaio, il commercialista ecc.

Cosa succede se manca la dichiarazione di successione?

Nel caso in cui la registrazione della dichiarazione di successione sia omessa, si applica una sanzione che va dal 120 al 240% dell’imposta liquidata; se non è dovuta l’imposta, si applica la sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro.

Se invece la dichiarazione è presentata con un ritardo che non supera i trenta giorni, si applica la sanzione amministrativa dal 60 al 120% dell’imposta liquidata; se non è dovuta imposta, si applica la sanzione amministrativa da 150 a 500 euro.

Il tardivo versamento dell’imposta comporta invece l’applicazione della sanzione del 30%, calcolata sull’importo non versato. Tuttavia, prima che avvenga l’accertamento d’ufficio si può effettuare il cosiddetto “ravvedimento operoso”, mediante il quale è possibile regolarizzare i versamenti di imposte omessi o insufficienti, in questo modo beneficiando di una riduzione delle sanzioni.

Cosa succede dopo la presentazione della dichiarazione?

Una volta presentata la dichiarazione, l’Agenzia delle entrate notifica agli eredi la liquidazione dell’imposta di successione, da pagare entro i 60 giorni successivi alla richiesta (e devono farlo tutti gli eredi solidalmente: significa che il Fisco può agire per ottenere l’intero importo anche nei confronti di un erede soltanto che, poi, potrà rivalersi sugli altri in proporzione alle loro quote di eredità). Ovviamente l’importo dovuto a titolo di imposta dipende dal grado di parentela degli eredi rispetto al defunto, e si dovranno applicare, quindi, certe aliquote e franchigie.

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