Donazione tra parenti: imposta di donazione e franchigie

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Donare una casa a un figlio, con rendita catastale di 600 euro, costa zero di imposta di donazione: il valore catastale è 75.600 euro e la franchigia per figli e coniuge è di un milione ciascuno. Si pagano però le altre imposte, ipotecaria 2% e catastale 1% del valore catastale, cioè 2.268 euro, che scendono a 400 se per il figlio è prima casa, più 230 euro di bollo e 90 di tassa ipotecaria, e l’onorario del notaio. La stessa casa donata a un fratello costa uguale (franchigia 100.000 euro); donata al figlio di un fratello, che non è in linea retta, paga il 6% senza franchigia, 4.536 euro; donata a un estraneo l’8%, 6.048 euro. Dal 2025 l’imposta è autoliquidata: di norma la calcola e la versa il notaio in sede di registrazione. Le fasce di onorario per la donazione, città per città, sono nella pagina sulla donazione di immobili; la cifra esatta arriva con il preventivo.

Donazione dal notaio

Particolarmente diffuso nell’ambito familiare è l’atto di donazione che avviene tra nonni e nipoti e tra genitori e figli; questo può avere ad oggetto una somma di denaro, una casa, un terreno o qualsiasi altro bene.

Ai fini della validità dell’atto è importante sapere che deve essere stipulato per atto pubblico notarile alla presenza di due testimoni, aventi i requisiti previsti dalla legge, ma una delle domande più frequenti è chi è che non è tenuto a pagare le imposte di donazione, come è possibile risparmiare e quali sono i limiti e le percentuali previsti dal legislatore. Ecco cosa bisogna sapere e quali sono le differenze sulle imposte.

Imposta sulle donazioni: cosa sapere

Sapere quanto si è tenuti a pagare per una donazione è sicuramente una delle preoccupazioni più ricorrenti e l’imposta sulle donazioni è equiparata all’imposta sulle successioni ereditarie.

Il legislatore ha voluto impedire che le persone potessero bypassare il pagamento di tale spesa ed è proprio per questo che vi è stata questa equiparazione. Se, infatti, fosse prevista solo un’imposta per i trasferimenti che avvengono a seguito della morte di una persona, si potrebbe eludere l’imposta sulle successioni semplicemente donando i propri beni quando si è ancora in vita. Pertanto aliquote e franchigie sono le stesse.

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Quando si paga l’imposta sulle donazioni

L’imposta sulle donazioni si applica tutte le volte in cui vi sono dei trasferimenti gratuiti tra persone vive di beni immobili (case, terreni, locali commerciali) e beni mobili (oggetti, anche di valore, come gioielli, arredi etc.).

Anche nel caso in cui si tratti di somme di denaro, azioni e obbligazioni, così come di quote di partecipazione societaria si deve pagare l’imposta di donazione; stesso discorso vale anche se viene donato il diritto di usufrutto o il diritto di uso e abitazione così come diritti di credito vantati dalla parte che dona nei confronti di un debitore. Per la donazione di somme di denaro, che ha regole sue, c’è la pagina sulla donazione di denaro.

Quando non si paga l’imposta sulla donazione

Esistono dei casi in cui non si applica l’imposta sulla donazione, in particolare quando il “regalo” effettuato non ha un valore molto alto e nel gergo tecnico si parla appunto di donazione di modico valore. Deve trattarsi, quindi, di una donazione che non comporti un impoverimento notevole per il donante e che quindi il valore di riferimento sia anche, tenendo conto delle condizioni economiche e reddituali di colui che decide di effettuare la donazione.

Per comprendere al meglio cosa si intende per queste piccole donazioni, si può far riferimento ai regali e le elargizioni d’uso effettuate in occasione di ricorrenze come compleanni, matrimoni o qualsiasi altro evento.

Anche nel caso in cui si scelga di effettuare una donazione in favore di enti pubblici o di determinati enti non profit, come fondazioni, associazioni ed enti del terzo settore con finalità previste dalla legge, di norma non si dovrà tenere conto del pagamento di tale imposta. Le condizioni variano da ente a ente: è sempre buona norma contattare direttamente il notaio per avere aggiornamenti ed essere certi.

Quando i genitori pagano la casa del figlio

C’è un caso che interessa moltissime famiglie: il figlio compra casa e i genitori pagano tutto o parte del prezzo. È una donazione indiretta e, se la compravendita sconta l’imposta di registro o l’IVA, l’imposta di donazione non si applica, qualunque sia l’importo e qualunque sia la parentela. Uno zio che paga al nipote un bilocale da 200.000 euro, per esempio, con un atto di donazione di denaro pagherebbe il 6% senza franchigia, 12.000 euro; pagando lui il prezzo al rogito, di norma nulla. Restano le imposte della compravendita.

Donazione tra parenti: imposta di donazione

Quanto si paga per l’imposta di donazione

L’imposta sulle donazioni è commisurata al valore dell’oggetto della donazione. Che cosa vuol dire questo? Significa che se, ad esempio, la casa ha un valore molto elevato, la somma da pagare sarà più alta. Ma quali sono i limiti per evitare di pagare l’imposta sulla donazione?

I limiti per il pagamento dell’imposta sulla donazione sono dettati anche dal grado di parentela che sussiste tra donante e donatario: esistono varie fasce ed aliquote ridotte che variano tra il 4% e il 6%, fino ad arrivare a un massimo dell’8 %.

Chi riceve Aliquota Franchigia per beneficiario
Coniuge, figli, nipoti (figli dei figli) e altri parenti in linea retta 4% 1.000.000 euro
Fratelli e sorelle 6% 100.000 euro
Altri parenti fino al 4° grado (nipoti figli di fratelli, zii, cugini), affini in linea retta, affini collaterali fino al 3° 6% nessuna
Tutti gli altri, conviventi compresi 8% nessuna
Beneficiario con disabilità grave, qualunque parentela quella del suo rapporto 1.500.000 euro

Sugli immobili, oltre all’imposta di donazione, si pagano sempre l’imposta ipotecaria (2%) e la catastale (1%) sul valore catastale, oppure 200 euro ciascuna se chi riceve ha i requisiti prima casa, come spiegato nella pagina sull’agevolazione prima casa nelle donazioni; più 230 euro di bollo e 90 di tassa ipotecaria. Per fare il conto sul proprio caso si può usare il calcolatore della donazione.

Imposta per donazione a coniuge, figli e nipoti

Nel caso in cui si decida di fare una donazione al coniuge, ai figli o ai nipoti in linea retta si gode di una franchigia di un milione di euro. Che cosa significa questo? Vuol dire che nel caso in cui il valore della donazione sia inferiore a tale importo, si sarà esenti dal pagamento dell’imposta. Quindi se si hanno un coniuge e due figli e si effettui una donazione in favore di tali soggetti e a ciascuno di essi sia attribuito un valore inferiore al 1.000.000, nessuno sarà tenuto al pagamento dell’imposta di donazione.

Da tale esempio si evince che il limite massimo di un milione, non deve essere considerato nel suo complesso, ma deve essere applicato su ogni singola persona beneficiaria. Nel caso di superamento del limite, l’imposta da pagare sarà pari al 4% del valore del bene donato, ma solo limitatamente all’eccedenza della franchigia di un milione di euro.

Imposta per donazione a fratelli e sorelle

Può accadere che si voglia effettuare una donazione in favore dei fratelli e delle sorelle e in tal caso si pagherà una aliquota pari al 6% per l’eccedenza rispetto alla franchigia che adesso vedremo, quindi superiore al caso in cui la donazione, invece, sia effettuata in favore di coniuge, figli o nipoti. La franchigia in questo caso ammonta a euro 100.000 e fa riferimento, come al caso di sopra, a ogni beneficiario.

Imposta per donazione a parenti e estranei

Quando ci si allontana dalla parentela più stretta e si voglia effettuare una donazione in favore di parenti entro il 4° grado compreso, o in favore di affini in linea retta e collaterale fino al 3° grado, l’imposta è del 6% senza franchigia, ciò vuol dire che sarà calcolata sull’intero valore del bene oggetto di donazione. La donazione invece agli estranei viene tassata con un’imposta pari all’8% senza alcuna franchigia.

Imposta per donazione a disabile

Nel caso in cui la donazione venga effettuata in favore di una persona con disabilità grave, riconosciuta ai sensi della legge 104/1992, la franchigia di esenzione è più alta ed è pari a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.

Quindi anche se la donazione venisse effettuata in favore di un nipote con disabilità grave la normale franchigia di un milione di euro verrebbe elevata.

Stesso discorso può essere fatto valere nell’ipotesi in cui beneficiario di una donazione sia un estraneo che non dovrebbe aver diritto ad alcun tipo di esenzione, in virtù dell’assenza di parentela, ma che in virtù della disabilità può beneficiare della franchigia di 1.500.000.

Domande frequenti sull’imposta di donazione

Quanto pago per donare la casa a mio figlio?

Zero di imposta di donazione, finché il valore catastale resta sotto il milione. Si pagano ipotecaria e catastale, il 3% del valore catastale (2.268 euro su una rendita di 600), o 400 euro in tutto se per il figlio è prima casa, più bollo, tassa ipotecaria e onorario del notaio.

“Nipote” vuol dire sempre 4% con un milione di franchigia?

No, e l’errore è frequente. Il nipote figlio di un figlio è in linea retta: 4% oltre un milione. Il nipote figlio di un fratello è un parente di terzo grado in linea collaterale: 6% sull’intero valore, senza franchigia. Sulla stessa casa da 75.600 euro di valore catastale la differenza è tra zero e 4.536 euro.

Il convivente ha diritto a una franchigia?

No. Ai fini dell’imposta di donazione il convivente non sposato è un estraneo: 8% sull’intero valore. Solo il coniuge e la parte di un’unione civile hanno la franchigia di un milione.

Chi paga l’imposta di donazione?

Per legge chi riceve la donazione. Nella pratica le parti possono accordarsi diversamente, e tra genitori e figli spesso paga il genitore.

Quando e a chi si paga l’imposta di donazione?

Al momento dell’atto, al notaio, che dal 2025 di norma la autoliquida e la versa in sede di registrazione insieme a ipotecaria, catastale e bollo. Sulle modalità di versamento del proprio caso è sempre buona norma contattare direttamente il notaio per avere aggiornamenti ed essere certi.

Se i genitori mi pagano la casa devo pagare l’imposta di donazione?

Di norma no: è una donazione indiretta collegata a una compravendita che sconta registro o IVA, esclusa dall’imposta qualunque sia l’importo. Si pagano solo le imposte dell’acquisto.

Le donazioni fatte negli anni si sommano per la franchigia?

Sì, per la stessa coppia donante-donatario: se un genitore ha già donato a un figlio beni per 800.000 euro, la franchigia residua per la donazione successiva è di 200.000. Per la successione, invece, dal 2025 le donazioni precedenti non si sommano più all’eredità.