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preventivo certificato

Alcune delle fasi più importanti della vita di tutti i giorni, possono essere oggetto di atti notarili da stipulare dal notaio, come strumento di garanzia. Ecco come fare in modo di ottenere il miglior preventivo, e come beneficiare delle tutele più importanti.

Che cosa c’è dentro un preventivo notarile

La cifra che si legge in fondo a un preventivo è la somma di voci molto diverse fra loro. Semplificando, sono quattro:

  • imposte e tasse: il notaio le incassa e le riversa allo Stato, e per lo stesso atto sono uguali dovunque lo si stipuli;
  • visure e anticipazioni: i controlli in catasto e nei registri immobiliari fatti prima della stipula, che vengono rimborsati;
  • spese di studio: le spese ordinarie di gestione quantificate dal professionista;
  • onorario: il compenso del notaio, l’unica voce che cambia davvero da uno studio all’altro.

Un preventivo si giudica soprattutto da qui: se le quattro voci si leggono separate, si capisce cosa si sta pagando. Se invece arriva un numero unico, non si riesce a confrontare nulla, perché la parte più grossa di quella cifra, quasi sempre, non è il compenso del professionista. Nella sezione dedicata trovi tutti i preventivi notarili divisi per tipo di atto.

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L’atto notarile in modo consapevole

È fondamentale, prima di decidere di stipulare un atto notarile dal notaio, riuscire ad avere le giuste ed esaustive informazioni, per potersi fare un’idea chiara e precisa, sia relativamente a cosa si va a fare, e sia con riferimento a tutte le possibili conseguenze di un rogito, che possa trattarsi di un semplice e frequente atto di compravendita, oppure di qualcosa di più elaborato, come un verbale societario.

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Perché è importante il preventivo notarile prima del rogito

Sicuramente un aspetto molto rilevante, nel valutare se addivenire ad una stipula, oppure solo per farsi un’idea, è quello relativo al miglior preventivo notarile. Si tratta di un elemento importante, qualora si voglia fissare un budget complessivo, oppure, nel caso in cui si abbiano risorse ben delimitate a disposizione, e non si voglia sforare.

Tuttavia, non bisogna dimenticare, che un preventivo utile, non è necessariamente un preventivo che sia il più economico possibile, perché ciò che conta è anche una buona qualità del servizio offerto. L’ideale, quindi, sarebbe riuscire a trovare il giusto compromesso fra i due aspetti, quindi fra le legittime tutele collegate alla qualità di quanto stipulato, ma anche relativamente ad un notaio economico. Ecco nel dettaglio, quali potrebbero essere le varie voci che vengono inserite in un preventivo completo, e quali sono gli elementi di cui è necessario valutare i costi.

Le voci del preventivo dal notaio

Nonostante non sia semplice poter fornire un preventivo numericamente preciso nel suo specifico, è comunque possibile elencare quali sono i riferimenti di spesa che normalmente vengono inseriti per l’atto notarile dal notaio.

Il preventivo migliore, è quello che si compone di tutti gli elementi di valutazione e analizza le singole componenti e relativi costi.

L’aspetto sempre presente è quello dell’ammontare delle imposte e tasse. Normalmente è sempre necessario corrispondere l’imposta di registro, ovvero il costo sostenuto per la registrazione dell’atto, l’imposta catastale, ovvero quella relativa al cambiamento di intestazione (cioè la voltura), e anche l’imposta ipotecaria, per le formalità relative alla trascrizione o pubblicità dell’atto all’interno dei registri immobiliari, oppure nel Registro delle imprese.

Oltre alle imposte e spese, che comunque variano a seconda della tipologia di atto notarile (le imposte per l’acquisto di una casa non saranno le stesse di un testamento pubblico per esempio), sarà necessario rimborsare al notaio, i costi sostenuti per le visure telematiche in catasto e nei registri immobiliari.

Di regola, inoltre, il preventivo è composto anche dall’ammontare delle cosiddette spese di studio, ovvero le ordinarie spese di gestione quantificate dal professionista, in relazione alle esigenze dello studio (o di più studi, in caso di ulteriori sedi secondarie). All’interno del preventivo, verranno poi elencati i benefici fiscali applicati e gli eventuali risparmi di spesa connessi (nell’ipotesi, di agevolazioni prima casa o credito d’imposta).

Voce del preventivo Dove finisce Cambia da studio a studio?
Imposta di registro Allo Stato No, dipende dall’atto e dal valore
Imposte ipotecaria e catastale Allo Stato No
Bolli, tasse di archivio e registrazione Allo Stato e all’Archivio notarile No
Visure catastali e ipotecarie Rimborso di spese già sostenute Poco, in base ai controlli necessari
Spese di studio Allo studio notarile Sì
Onorario Al notaio Sì, è la voce più variabile

L’onorario del notaio

La componente maggiormente variabile del preventivo è quella relativa all’onorario del notaio: è bene specificare che, solo una parte dei costi dell’atto notarile vanno a comporre lo stesso, visto che il preventivo complessivo è formato da tantissimi altri aspetti.

L’onorario del professionista è da lui determinato in maniera soggettiva, a seconda del singolo notaio: pertanto, diversamente da quanto accade per le imposte e le tasse, risulta estremamente variabile nel suo ammontare. Nonostante nel comune sentire, si possa ritenere che i compensi siano elevati, non bisogna dimenticare che il notaio è un pubblico ufficiale; ciò significa che riveste una grande responsabilità, con riferimento a ciò che viene da lui scritto, compiuto, ed infine sottoscritto, con l’impronta del suo sigillo. Esistono poi degli atti dotati di particolare complessità, che richiedono un lavoro intellettuale notevole, per la sua redazione.

Quanto pesa la parte fiscale: due conti su una casa

Un esempio rende l’idea meglio di qualsiasi spiegazione. Prendiamo un appartamento con rendita catastale di 600 euro, comprato da un privato. Con il meccanismo del prezzo valore, di norma applicabile su richiesta quando l’acquirente è una persona fisica, le imposte si calcolano sul valore catastale e non sul prezzo pattuito.

  Prima casa Seconda casa
Valore catastale (rendita 600 €) 69.300 € (rendita x 115,5) 75.600 € (rendita x 126)
Imposta di registro 2% = 1.386 € (minimo di legge 1.000 €) 9% = 6.804 €
Ipotecaria e catastale 50 + 50 € 50 + 50 €
Totale imposte 1.486 € 6.904 €

Su questa parte, che nella seconda colonna supera i 6.800 euro, nessuno studio può fare sconti: è la stessa a Milano e in un paese di provincia. La differenza fra due preventivi per lo stesso identico atto si gioca quindi su una porzione molto più piccola del totale. Chi vuole farsi un’idea prima di chiedere può partire dalle tariffe notarili aggiornate.

Due preventivi a confronto: cosa guardare davvero

Prima di mettere due cifre una accanto all’altra conviene controllare tre cose. Che si riferiscano allo stesso atto e allo stesso valore dichiarato, perché basta una differenza sul prezzo o sull’agevolazione prima casa per rendere il confronto inutile. Che le imposte siano calcolate allo stesso modo, con o senza prezzo valore. E che sia chiaro cosa è compreso: visure, copie, adempimenti successivi, eventuale deposito del prezzo.

Capita che il preventivo più basso escluda voci che poi torneranno comunque, e che quello più alto le contenga già tutte. Il confronto serve a capire questo, non a stabilire una classifica.

Le tutele per il contratto dal notaio

Il notaio è una figura competente in moltissimi ambiti, in grado di fornire non solo informazioni giuridiche, con riferimento a quale tipologia di atto notarile meglio viene incontro alle esigenze e ai desideri delle parti, ma rappresenta un garante e simbolo di tutela per le parti, in qualunque situazione. Per distinguere quali tutele vengono fornite, che possono anche rappresentare degli aspetti del singolo preventivo, è opportuno separare la tutela preventiva al rogito, da quella contestuale allo stesso.

Con riferimento alle tutele successive alla stipula, già il fatto che si tratti di un atto pubblico da lui formato, comporta che faccia prova fino a querela di falso.

Le tutele preventive riguardano non solo le informazioni, che vengono fornite nei colloqui precedenti alla stipula, ma anche tutte le verifiche che vengono compiute prima dell’atto notarile. Queste verifiche, hanno ad oggetto, per esempio il singolo immobile oggetto dell’atto, ed il notaio si preoccuperà, mediante lo strumento delle visure ipocatastali, di controllare che non ci siano gravami, e di ricostruire la storia ventennale. Si parla di storia ventennale, perché vent’anni è il tempo massimo affinché un bene possa essere acquisito per usucapione, e anche il limite di scadenza delle ipoteche, che perdono efficacia qualora entro vent’anni non vengano rinnovate.

Queste sono alcune delle maggiori verifiche: l’elenco è semplificato e indicativo, e cambia molto a seconda dell’immobile e della sua provenienza.

L’ipoteca dal notaio

Relativamente alle tutele inserite in un atto, la più comune è l’ipoteca legale, cioè l’ipoteca collegata al singolo atto di vendita, che tutela, per esempio, in caso di mancato pagamento del prezzo. Nulla vieta che il notaio possa inserire come garanzia, un’ipoteca volontaria, che avrà effetto con l’apposita iscrizione nei registri immobiliari.

Il deposito del prezzo

Nel caso in cui un atto sia sottoposto a condizione, ma non si vuole rischiare che il prezzo pagato vada perduto, è possibile utilizzare la figura del deposito prezzo presso il notaio. Nello specifico, il professionista notarile, annoterà in un apposito registro le somme da conservare, che avrà l’obbligo di custodire fino al verificarsi o mancato verificarsi della condizione (o scadenza di un termine). Anche questo elemento, qualora presente, potrebbe essere conteggiato all’interno del preventivo notarile.

Perché è utile il preventivo online prima di stipulare l’atto notarile

Nel caso in cui si sia indecisi se recarsi fisicamente dal notaio, perché non si è ancora sicuri di voler stipulare un atto, è possibile ottenere un preventivo anche utilizzando Internet, e nello specifico mediante il portale NF, anche solo per iniziare a farsi un’idea globale. Si tratta di uno strumento utile, sia perché magari non si è ancora sicuri di cosa fare, e andare direttamente in uno studio notarile potrebbe mettere in soggezione, e sia perché un domani si arriverà ad una futura stipula, dal notaio in città, già consapevoli di cosa fare, di quali documenti portare (o che devono essere richiesti) e di quanto orientativamente potrebbe venire a costare.

Come arrivare a un preventivo completo

Servono tre cose. La prima è sapere che atto si deve fare e su quale immobile: indirizzo, dati catastali, prezzo, se c’è un mutuo. La seconda è dire subito se si hanno i requisiti per la prima casa, perché cambia la parte fiscale più di ogni altra scelta. La terza è indicare la provincia, visto che l’atto va stipulato nel distretto di competenza del notaio. La pagina su cosa serve per fare un preventivo elenca i dati uno per uno.

Con quei dati la richiesta di preventivo arriva direttamente a uno studio notarile della provincia indicata, senza intermediari e senza costi. Risponde un notaio, non un call center, e di solito bastano poche ore.

Domande frequenti sul preventivo per un atto notarile

Chiedere un preventivo a un notaio si paga? No. Il preventivo è gratuito e dal 29 2017, con la legge 124/2017 sulla concorrenza, i professionisti sono tenuti a fornirlo in forma scritta o digitale con l’indicazione delle singole voci, anche senza che il cliente lo chieda. Il tema è approfondito nella pagina su quanto costa un preventivo dal notaio.

Perché due preventivi per lo stesso atto sono diversi? Perché cambia l’onorario e, in parte, le spese di studio. Imposte, bolli e tasse sono identiche ovunque a parità di atto e di valore dichiarato. Se la differenza fra due preventivi è grande, spesso dipende da cosa è incluso e da come è stato calcolato il valore.

Nel preventivo per l’acquisto di una prima casa cosa incide di più? Di norma le imposte, anche con le agevolazioni. Nell’esempio sopra, su una rendita di 600 euro, la parte fiscale vale 1.486 euro e sale a 6.904 euro se la stessa casa viene comprata come seconda casa.

Il deposito del prezzo fa aumentare il preventivo? Può comparire come voce a sé, perché comporta adempimenti ulteriori. Va chiesto in anticipo se si vuole usarlo, per esempio quando al momento del rogito c’è ancora un’ipoteca da cancellare o l’immobile non è libero.

Quanto tempo serve per ricevere il preventivo? Se i dati dell’immobile e dell’operazione sono completi, di solito poche ore. Quando mancano i dati catastali o la provenienza, i tempi si allungano perché lo studio deve prima capire cosa serve verificare.