Comitato dal notaio, chi risponde dei fondi raccolti e costi
- Il comitato: cenni generali
- Definizione di comitato
- Quali soggetti compongono il comitato?
- Differenza tra comitato e fondazione
- Quali sono le differenze relative all’atto costitutivo?
- Differenza tra comitato e associazione
- è obbligatorio il notaio per costituire un comitato?
- Quali sono le spese per costituire un comitato?
- Comitato dal notaio: donatori, fondi avanzati e rappresentanza
Il comitato: cenni generali
Il comitato è un’organizzazione, di norma di persone fisiche, le quali si riuniscono e danno vita a un patrimonio comune per realizzare un determinato scopo di solito di tipo altruistico. Il comitato nasce da un gruppo di persone che si danno uno scopo comune, quale può essere anche l’organizzazione di un evento.
Esso sorge dall’unione della volontà di questi soggetti, che congiuntamente decidono di dar vita ad una forma associativa, pertanto la volontà promana da più parti e non da una sola, come nel caso della fondazione.
In ogni caso, anche se si tratta di una forma associativa molto semplice e basilare, occorre spiegare come nel prosieguo la distinzione rispetto alle associazioni e alle fondazioni, a volte non del tutto nitida. Per questa ragione, soprattutto quando i fondi investiti sono ingenti, può essere utile l’intervento del Notaio, che aiuta a ricostruire la volontà delle parti per capire se le stesse intendono costituire un’associazione, una fondazione o ancora un comitato. Tutto ciò assume ancora più valore alla luce delle nuove norme in tema di Enti del Terzo Settore.

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Definizione di comitato
Non c’è una grande normativa di riferimento nel Codice Civile relativa ai comitati, bensì solo qualche articolo che definisce in generale la forma associativa.
L’art.39 c.c. cita una serie di tipologie di comitati quali quelli di soccorso o beneficenza, comitati promotori di opere pubbliche, monumenti, esposizioni, mostre festeggiamenti e simili. Si tratta, quindi, principalmente di enti finalizzati a regolare l’aspetto economico di eventi di vario genere, preservandone il patrimonio.
Chi rischia cosa nel comitato per la fontana
Esempio: alcuni residenti di Torino raccolgono fondi per restaurare la fontana del quartiere
Organizzatori e gestori dei fondi: rispondono personalmente e solidalmente di conservare i fondi e di usarli per lo scopo annunciato (art. 40).
Componenti del comitato: se non c’è personalità giuridica, rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte (art. 41).
Sottoscrittori: devono soltanto versare le somme promesse (art. 41).
Se i soldi non bastano, lo scopo salta o avanza un residuo, e l’atto costitutivo non dice nulla, la destinazione la decide l’autorità governativa (art. 42).
Schema semplificato del Codice Civile ; il caso concreto è da verificare con il notaio.
Coloro che partecipano a un comitato sono detti “organizzatori” oltre a coloro che assumono la gestione dei fondi: essi sono responsabili personalmente e solidalmente della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo (art. 40 c.c.). Se il comitato non ha personalità giuridica, inoltre, i suoi componenti rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte, mentre i sottoscrittori sono tenuti soltanto a versare quanto promesso (art. 41 c.c.). Il comitato generalmente non ha personalità giuridica, anche se in alcuni casi particolari può richiederne il riconoscimento, soprattutto quando vengono gestiti fondi ingenti per grandi eventi.

Quali soggetti compongono il comitato?
Ci sono vari soggetti che contribuiscono a dare vita al comitato. In primis, vi sono i promotori, i quali manifestano per primi la volontà di costituire il comitato, promuovono la raccolta fondi e aprono la raccolta delle sottoscrizioni pubbliche di terzi soggetti.
Tra i promotori possono esservi anche società o altre associazioni. Accanto ai promotori, vi sono gli organizzatori, che possono essere anche persone diverse rispetto ai primi, che si occupano materialmente di organizzare l’evento per il quale è stato costituito il comitato. Infine, vi sono i sottoscrittori, vale a dire coloro che erogano il denaro o in generale il patrimonio necessario alla realizzazione dell’evento.
Differenza tra comitato e fondazione
Per comprendere a fondo la funzione del comitato e le sue caratteristiche organizzative, è importante esporre le differenze rispetto agli altri principali enti quali le fondazioni e le associazioni. Spesso le parti si recano dal Notaio con un’idea da realizzare relativamente alla costituzione di un ente, ma senza la specifica indicazione di quelle che sono le modalità organizzative più idonee per raggiungere quel risultato.
Per quanto concerne la differenza con la fondazione, emerge come sia nel comitato che in questa sia predominante l’elemento patrimoniale: in entrambi gli enti infatti si mette un patrimonio a disposizione della realizzazione di un fine ben determinato. Il comitato ha invece una struttura associativa, ovvero un gruppo di persone riuniscono le proprie volontà e danno vita a questo ente; la fondazione non ha alcuna struttura associativa ma promana dalla volontà di un unico soggetto, il fondatore.
Quali sono le differenze relative all’atto costitutivo?
L’atto costitutivo del comitato è plurilaterale e devono sottoscriverlo tutti i promotori del comitato. L’atto costitutivo della fondazione è unilaterale e deve essere sottoscritto solo dal suo fondatore.
Di cosa si compone il patrimonio?
Il patrimonio del comitato non proviene solo e necessariamente dai suoi partecipanti. Generalmente mettono in gioco una quota, però poi aprono la strada a pubbliche sottoscrizioni, pertanto chiunque condivida lo scopo del comitato può contribuire a incrementare il patrimonio. Nella fondazione, generalmente il patrimonio, a volta anche immobiliare, è costituito da beni del fondatore, che costituisce la fondazione e la dota di un determinato patrimonio che lui stesso investe.
Personalità giuridica
La fondazione è un ente molt0 più formale: nasce per atto pubblico e, di norma, chiede il riconoscimento per ottenere la personalità giuridica. Il comitato può costituirsi e restarne privo, anche senza riconoscimento.
Differenza tra comitato e associazione
Rispetto alla fondazione, l’associazione è molto più similare al comitato, in primis per la sua struttura associativa e plurilaterale. In entrambi gli enti più persone si riuniscono per la realizzazione di uno scopo comune.
Tra le differenze principali vi è la costituzione del fondo, ovvero del patrimonio dell’ente: nel caso dell’associazione si tratta di un fondo comune composto principalmente dalle quote degli associati, pur potendo ricevere donazioni; nel caso del comitato, il patrimonio è composto da denaro proveniente dall’esterno tramite la pubblica sottoscrizione che abbiamo descritto poc’anzi.
È obbligatorio il Notaio per costituire un comitato?
No, non è obbligatorio in quanto il comitato, come l’associazione non riconosciuta, non deve necessariamente avere personalità giuridica, pertanto si può costituire anche mediante scrittura privata semplice. Se invece il comitato vuole chiedere il riconoscimento in Prefettura, di norma serve l’atto pubblico.
Anche se non è obbligatorio, i promotori possono scegliere di rivolgersi al notaio qualora il patrimonio dell’ente sia ingente e l’evento da organizzare sia particolarmente complesso. In questo caso, il Notaio aiuta le parti a regolare ogni aspetto della vita dell’ente, non lasciando nulla al caso. Si specifica, infatti, nell’atto costitutivo la denominazione, la durata, lo scopo prestabilito, e le modalità di raccolta del denaro, il programma da seguire e, soprattutto, la destinazione dei fondi che dovessero avanzare: in mancanza, la decide l’autorità governativa (art. 42 c.c.).
Quali sono le spese per costituire un comitato?
Oltre all’onorario del Notaio, occorre pagare le spese di registrazione dell’atto costitutivo, per un’imposta pari a 200 euro, a cui va aggiunto il costo delle marche da bollo pari a 16 euro per ogni quattro pagine. Se si stipula l’atto costitutivo dal Notaio, di norma ci si occupa anche della relativa richiesta di codice fiscale, con la compilazione degli appositi modelli. Se il comitato si iscrive al RUNTS come ente del Terzo settore, gli atti sono esenti dall’imposta di bollo e l’imposta di registro sull’atto costitutivo si applica in misura fissa (art. 82 D.Lgs. 117/2017).
I calcolatori di NotaioFacile non hanno una voce per i comitati, quindi per l’onorario conta il preventivo. Per un comitato con sede a Torino, come quello dell’esempio, si possono ricevere i preventivi dei notai della provincia in cui avrà sede il comitato per l’atto costitutivo: la richiesta tramite NotaioFacile è gratuita e le risposte arrivano di solito in poche ore.
Comitato dal notaio: donatori, fondi avanzati e rappresentanza
Chi dona al comitato rischia qualcosa?
No, oltre a quanto ha promesso: i sottoscrittori sono tenuti soltanto a effettuare le oblazioni promesse (art. 41 c.c.). Rispondono invece personalmente gli organizzatori, i gestori dei fondi e, se il comitato non ha personalità giuridica, i suoi componenti.
Cosa succede ai soldi che avanzano dopo l’evento?
Se l’atto costitutivo non ha previsto la destinazione dei fondi residui, o di quelli insufficienti o non più utilizzabili per lo scopo, la decide l’autorità governativa (art. 42 c.c.). Per questo la devoluzione si indica di solito già nell’atto costitutivo.
Chi rappresenta il comitato?
Il comitato può stare in giudizio nella persona del presidente (art. 41 c.c.); di norma i poteri di firma verso i terzi sono quelli previsti dall’atto costitutivo.
Un comitato può diventare ente del Terzo settore?
Si ritiene di sì: il Codice del Terzo settore comprende anche gli altri enti di carattere privato diversi dalle società, se perseguono finalità di interesse generale senza scopo di lucro e si iscrivono al RUNTS (art. 4 D.Lgs. 117/2017). Come impostarlo nel caso concreto è buona norma chiederlo al notaio.