Trasformare una società in liquidazione, regole e limiti
- Cosa si intende per trasformazione
- Cosa comporta la liquidazione di una società
- Trasformare una società in liquidazione
- Trasformazione società senza revoca della liquidazione
- Trasformazione società e revoca della liquidazione
Cosa si intende per trasformazione
La trasformazione è un atto che modifica la veste sociale della società e le norme applicabili alla stessa. Può considerarsi come un passaggio da una società lucrativa ad un’altra tipologia di società con fini di lucro o a un ente che abbia una causa diversa e viceversa.
La funzione è quella di consentire l’adattamento dell’assetto organizzativo alle nuove e sopravvenute esigenze della società, evitando il duplice passaggio della liquidazione e della costituzione di una nuova società dal notaio. Una delle domande più frequenti che viene posta agli esperti del settore è se una volta che la società sia stata messa in liquidazione sia possibile procedere a una trasformazione dal notaio e cosa comporta. Analizziamolo insieme.
Come si attua la trasformazione
A differenza di altre operazioni come la fusione e la scissione di una società in cui è necessario recarsi più volte dal notaio, in quanto sono operazioni che si articolano in diversi passaggi che richiedono anche il decorrere di determinati termini imposti dalla legge, nella trasformazione di una società di regola basterà l’intervento del notaio una sola volta in quanto si tratta di un’operazione attuabile mediante un unico atto notarile.
Cosa comporta la trasformazione societaria
La trasformazione societaria per etto pubblico notarile non implica trasferimento di beni, né successione di un soggetto a un altro, così come non determina l’estinzione di un ente e la costituzione di una nuova realtà societaria. Il soggetto giuridico è sempre lo stesso, ma muta quello che è l’assetto organizzativo, la sua veste sociale.
Come affermato dal Codice Civile , nel caso in cui i soci decidano di trasformare la società, ad esempio da un srl a una snc o viceversa, l’ente trasformato conserva gli obblighi e i diritti e prosegue in tutti i rapporti, anche processuali, dell’ente che ha effettuato la trasformazione. Quindi nel caso in cui la società sia in giudizio all’interno di un processo, per effetto della trasformazione continuerà a farne parte. Lo stesso vale per gli immobili: restano intestati alla stessa società, che cambia solo veste.

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Cosa comporta la liquidazione di una società
Quando una società viene messa in liquidazione cambia lo scopo sociale, ossia cambia proprio il motivo per il quale i soci esercitano la loro attività. La fase della liquidazione è antecedente alla cancellazione della società dal Registro delle Imprese e ha proprio il fine ultimo di chiudere l’attività intrapresa con la costituzione della società del notaio. Come si arriva alla liquidazione e come si conclude è spiegato nella pagina sulla liquidazione della srl.
Nel corso del tempo i soci potrebbero però avvertire l’esigenza di trasformare la società, ma ci si è chiesti se la trasformazione sia un rilancio automatico della società o possa rappresentare un’operazione che possa facilitare le operazioni di liquidazione.

Trasformare una società in liquidazione
La trasformazione non comporta la revoca implicita dello stato di liquidazione e si può quindi verificare una delle due seguenti ipotesi.
In primo luogo la società potrebbe rimanere in stato di liquidazione: viene quindi deliberata solo la trasformazione, e se i soci non revocano espressamente la liquidazione nello stesso atto, la società trasformata resta in liquidazione (massima K.A.30 dei notai del Triveneto).
Questo tipo di trasformazione viene definito a scopo di liquidazione o anche a scopo liquidativo ed ha lo scopo proprio di agevolare le operazioni di liquidazione ossia il pagamento di tutti i creditori, spesso riducendo i costi di gestione.
Un esempio rende l’idea. Una spa di famiglia che possedeva alcuni appartamenti è in liquidazione da due anni; gli immobili sono stati venduti tutti tranne uno, e il collegio sindacale costa ogni anno più di quanto l’appartamento rende. I soci possono trasformarla in srl, dove l’organo di controllo è obbligatorio solo oltre certe soglie, lasciandola in liquidazione: il liquidatore continua a cercare un acquirente, ma con spese minori.
Altro caso che può verificarsi, invece, è che la società decida di revocare la liquidazione in maniera espressa dal notaio allo scopo di rilanciare e quindi riprendere l’attività di impresa.
| Trasformazione senza revoca | Trasformazione con revoca | |
|---|---|---|
| Scopo | Chiudere meglio, spesso con meno costi | Riprendere l’attività |
| Chi gestisce | Restano i liquidatori | Tornano gli amministratori |
| Presupposto | Compatibilità con lo stato della liquidazione | Eliminare prima la causa di scioglimento |
| Effetto | Con gli adempimenti pubblicitari della trasformazione | La revoca dopo sessanta giorni dall’iscrizione, salvo consenso o pagamento dei creditori |
Due dubbi frequenti
La trasformazione fa ripartire automaticamente la società? No. Senza una revoca espressa della liquidazione, la società trasformata resta in liquidazione e continua a gestirla il liquidatore. Per riprendere l’attività serve una delibera di revoca, che può stare nello stesso atto.
Il socio che non vuole il rilancio può uscire? Sì. Nelle srl e nelle spa chi non ha votato a favore della revoca della liquidazione ha di regola diritto di recedere e di farsi liquidare la quota.
Quanto costa trasformare una società
Il costo della trasformazione della società non è fisso in quanto varia a seconda del tipo sociale che si intende adottare e della complessità dell’operazione, ad esempio se occorre anche una perizia o un aumento di capitale per raggiungere il minimo del nuovo tipo. Per le trasformazioni tra società le imposte sono di regola in misura fissa, mentre l’onorario è libero. È infatti necessario in questo caso rivolgersi ad un notaio anche mediante questa piattaforma per sottoporre il caso concreto al fine di avere un preventivo notarile più dettagliato in modo da comprendere sin dall’inizio quali siano i costi da affrontare.
Limiti alla trasformazione di società in liquidazione
Il Codice Civile ammette la trasformazione persino durante una procedura concorsuale, purché non vi siano incompatibilità con le sue finalità o con il suo stato (art. 2499 c.c.), e lo stesso criterio si applica alla liquidazione volontaria. I limiti sono quindi due e ciascuno, da solo, può impedire l’operazione: l’incompatibilità dell’operazione con le finalità della liquidazione e uno stato troppo avanzato della liquidazione stessa. Nelle trasformazioni verso enti di tipo diverso, inoltre, non si possono aggirare le regole sulla destinazione del patrimonio previste per il tipo di partenza, e i creditori conservano il diritto di opporsi.
Trasformazione società senza revoca della liquidazione
Come abbiamo accennato si ritiene ammissibile che i soci decidano di non revocare lo stato di liquidazione, ma di trasformare la società da un tipo in un altro tipo. La società derivante dalla trasformazione potrà, quindi, anche decidere di permanere in uno stato di liquidazione, senza quindi dover effettuare alcun cambiamento in ordine allo scopo perseguito che è proprio quello di chiudere la società, dopo aver soddisfatto tutti i creditori e diviso l’eventuale attivo rimanente.
I soci nel momento in cui scelgono di intraprendere tale strada non sono tenuti a motivare la decisione di trasformazione, essendo la valutazione sull’opportunità di tale operazione rimessa al loro insindacabile giudizio.
Trasformazione società e revoca della liquidazione
Può accadere che la trasformazione venga considerata dai soci come uno strumento per rilanciare l’attività di svolta dalla società al fine di riprendere gli affari. In questo caso, la ripresa dell’attività sarebbe dunque incompatibile con il procedimento liquidatorio e quindi sarebbe necessaria una revoca dello stato di liquidazione, che viene sempre deliberata dai soci in sede di assemblea dal notaio, con le maggioranze richieste per le modifiche dello statuto, prima della trasformazione o nello stesso atto.
Effetti della revoca di liquidazione
A differenza della trasformazione a scopo liquidativo, la revoca dello stato di liquidazione non produce immediatamente i suoi effetti: ha effetto solo dopo sessanta giorni dall’iscrizione della delibera nel registro delle imprese, salvo che tutti i creditori abbiano dato il consenso o siano stati pagati. In quei sessanta giorni i creditori anteriori possono opporsi.
Prima di affrontare questa problematica è importante sapere che la società può in ogni momento revocare lo stato di liquidazione, eliminando naturalmente la causa di scioglimento.
Che cosa significa questo? Vuol dire che la società era stata messa in liquidazione in quanto sussisteva un motivo ben preciso, ossia il verificarsi di una causa di scioglimento che può essere prevista dalla legge o dallo statuto e solo con la rimozione di tale problematica sarà possibile revocare lo stato di liquidazione. Quindi nel caso in cui la società sia stata messa in liquidazione per il decorso del termine, bisognerà prorogare la durata e successivamente operare la trasformazione; se invece la causa era la perdita del capitale, occorrerà prima ricostituirlo. Conseguentemente sarà necessario nominare nuovamente gli amministratori che prenderanno il posto dei liquidatori.

