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La successione del defunto: cos’è e quando si apre

eredita e successioni dal notaio informazioni e approfondimentiLa c.d. successione a causa di morte è quel momento in cui si trasferiscono diritti e posizioni giuridiche (sia attive che passive), prima appartenenti a un soggetto, ai suoi discendenti ed eredi. Come è possibile intuire, la successione si apre al momento della morte e nel luogo dell’ultimo domicilio del suddetto soggetto.

Tipi di successione

La successione può essere di due tipologie: successione a titolo universale e successione a titolo particolare.

Quanto alla prima si verifica nel momento in cui l’erede subentra in tutti i rapporti attivi (contratti e crediti) e passivi (debiti che il testatore aveva contratto in vita, ma anche nei debiti che sorgono in virtù della morte del testatore, come le spese funerarie o la pubblicazione del testamento).

Quanto alla seconda si verifica quando una persona subentra in un rapporto patrimoniale specifico. Si pensi al caso in cui a una persona venga attribuito un determinato bene, senza essere istituito erede: in questo caso in termini giuridici si parla di legato, come attribuzione a titolo particolare.

Come è regolata la successione

La successione può essere regolata da un testamento oppure, in assenza di questo, dalla legge.

Il testatore può volontariamente disporre del proprio patrimonio mediante un testamento che è l’unico strumento che il legislatore offre per dividere il patrimonio per il tempo in cui avrà cessato di vivere. Esistono diverse tipologie di testamento che si ricevono dinanzi al notaio (testamento pubblico, testamento segreto, testamento internazionale e testamento speciale). Tuttavia esiste anche la possibilità di redigere il testamento in forma privata, scrivendolo di proprio pugno rispettando determinati requisiti: si tratta del testamento olografo.

La successione, in assenza di disposizioni testamentarie, viene regolata dalla legge (successione legittima). In questo caso è la legge che definisce chi sono i soggetti a cui andrà il patrimonio e in che misura, specificando le quote del patrimonio da dividere.

Fasi della successione

Per essere considerati proprietari veri e propri dei beni del defunto occorre rispettare delle fasi della successione che non possono essere in alcun modo omesse o saltate.

Innanzitutto al momento della morte, si ha un lasso di tempo, pari a 12 mesi, per presentare la dichiarazione di successione: si tratta di un adempimento prettamente fiscale, che ha lo scopo di individuare quali saranno le tasse da pagare. Coloro che sono autorizzati a presentare la dichiarazione si successione sono i chiamati all’eredità, i familiari, coloro che abbiano già accettato l’eredità, l’esecutore testamentario, in generale tutti coloro che amministrano i beni dell’eredità.

Accettazione dell’eredità

Prima di acquisire l’eredità, tuttavia, è necessario un atto di accettazione, espressa o tacita.

È espressa se l’atto che formalizza tale assenso è ricevuto dal Notaio o da un cancelliere del tribunale competente per territorio; è invece tacita se si desume da comportamenti dell’erede che inequivocabilmente fanno supporre che voglia accettare l’eredità in discorso (un esempio può essere il venire in possesso di uno o più beni ereditari, o l’atto di vendere o cedere a terzi uno di essi).

L’accettazione dell'eredità, che sia espressa o tacita, è un atto unilaterale (cioè posto in essere da una persona senza contrattare), non recettizio (cioè che prescinde dall’accettazione o dal consenso di altri), irrevocabile e non ripetibile (nel senso che, una volta manifestata tale volontà, non è possibile rinunciare o tornare sui propri passi).

Tipi di accettazione eredità

L’accettazione può poi essere pura e semplice o con beneficio d’inventario, a seconda che vi sia o meno confusione tra il patrimonio ereditario (prima appartenente al soggetto deceduto) e dell’erede. Ovviamente, qualora si opti per la confusione dei due patrimoni, l’erede può correre il rischio di dover rispondere di tutti i debiti gravanti sull’eredità anche col proprio patrimonio, rischio invece escluso dall’accettazione con beneficio d’inventario, in quanto in questo caso i debiti da saldare sono proporzionati al valore dei beni ricevuti.

Successione e ruolo del Notaio

Dopo la morte del de cuius, i successori avranno il compito di verificare l’esistenza di un testamento, al fine di venire a conoscenza di eventuali modalità di devoluzione del patrimonio in esso stabilite o, in mancanza, delle modalità previste dalla legge. Per fare questo, possono chiedere l’intervento di un Notaio, alla cui attenzione verrà sottoposto il testamento scritto dal testatore autonomamente o con l’ausilio di un altro professionista.

Comunione ereditaria e divisione: cosa sono?

Lo stato di comunione ereditaria si realizza quando vi sono più soggetti che concorrono al titolo di erede e, congiuntamente o in momenti successivi, decidono di accettare l’eredità. In generale rispondono tutti dei debiti ereditari ma in proporzione alla quota attribuitagli, con la conseguenza che, se uno degli eredi paga ed estingue tutti i debiti ereditari, potrà chiedere agli altri la restituzione di quanto pagato anche in loro vece (c.d. diritto di rivalsa).

Come si può uscire dalla situazione di comunione ereditaria? Semplice, attraverso la divisione dei beni, in modo tale che ogni erede diventi unico titolare della quota a lui spettante in base alle leggi successorie.

La divisione può essere testamentaria, nel caso in cui testatore abbia diviso in quote il proprio patrimonio attribuendo i beni agli assegnatari oppure contrattuale, nel caso in cui le parti decidano di addivenire a un accordo scritto in ordine alla modalità di divisione del patrimonio in comunione ed infine giudiziale, nel caso in cui non si raggiunga un accordo e per questo sia necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria.

Per beni mobili e immobili divisibili, ciascun erede può chiedere la sua quota in natura. Se invece l’asse ereditario contempla anche beni indivisibili, essi dovranno essere compresi nella porzione dell’erede che ha diritto ad una quota maggiore rispetto agli altri, o anche nelle porzioni di più eredi. Se tale procedura non è possibile, si darà luogo alla vendita all’incanto (detta anche vendita all’asta).

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Autore: Redazione NF questo articolo è stato realizzato con cura e attenzione da un essere umano ed è coperto dal diritto d'autore.
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