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Scoperta di un testamento dopo la successione dal Notaio

Successione legittima e successione testamentaria

cosa succede se si scopre un testamento dopo aver fatto la successioneL’eredità si può devolvere per successione o per testamento. Sono queste le due forme di devoluzione della successione previste dalla legge.

La successione legittima si apre quando la persona defunta non abbia previsto un testamento, ovvero tale testamento non sia stato rivenuto dai suoi prossimi congiunti. In questo caso, sopperisce la legge prevedendo le quote che spettano agli eredi, quali generalmente coniuge, figli e in caso di mancanza di questi soggetti, anche fratelli, sorelle o ascendenti.

Se invece il soggetto di cui si tratta ha fatto testamento, ciò prevale sempre sulla successione legittima: la volontà di una persona, detta volontà testamentaria, prevale sempre su quanto prevede la legge in quanto è giusto che ognuno decida a chi devolvere i propri beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

Ciò sempre nei limiti delle quote di riserva spettanti ai legittimari, ovvero figli e coniuge. La prevalenza del testamento sulla successione è la regola ma a volte potrebbero sorgere delle questioni familiari per via della scoperta di un testamento successivamente all’apertura della successione.

Scoperta di un testamento olografo

Quando parliamo della successiva scoperta di un testamento, ci riferiamo al testamento olografo. Il testamento può essere pubblico quando viene stipulato dal Notaio e da questi trattenuto nel suo repertorio speciale degli atti di ultima volontà.

La parte si reca dal Notaio esponendo le sue volontà e il pubblico ufficiale le trasforma in disposizioni aderenti alla legge. In questo caso, quando muore il testatore, le parti si recano dal Notaio per aprire il testamento e realizzare la successione in virtù di queste disposizioni. Diverso è invece il testamento olografo, ovvero quello scritto di pugno dal testatore, datato e firmato e personalmente conservato.

A volte si può anche decidere di depositare il testamento olografo dal Notaio, ma di solito viene conservato direttamente dal testatore. Egli può rendere nota la presenza del testamento ai propri congiunti, in modo che alla sua morte sappiano già che esiste lo stesso e quindi possono procedere alla successione testamentaria.

Cosa comporta la mancata comunicazione del testamento?

Non sempre, però, il testatore fa questa comunicazione, magari per non essere circuito dai congiunti e potenziali eredi interessati all’eredità. In questo modo, gli eredi possono anche scoprirlo non immediatamente all’apertura della successione, ma successivamente. Vediamo cosa fare in questo caso.

Successione legittima

Se non rinvengono un testamento, gli eredi della persona defunta devono provvedere alla successione secondo le regole previste per legge. Si parla, infatti, di successione legittima proprio perché l’eredità viene devoluta secondo le regole previste dalla legge, in relazione al numero di eredi, alla loro qualifica (ad esempio, le quote cambiano se il coniuge concorre da solo oppure se concorre con i figli).

Gli eredi provvedono alla dichiarazione di successione pagando le rispettive imposte in base a queste quote e, successivamente, se vi sono immobili o altri beni provvedono alla divisione ereditaria dal Notaio. Se ad esempio dopo qualche anno dall’apertura della successione, gli eredi rinvengono in un cassetto della casa del defunto un testamento olografo, come devono comportarsi?

Scoperta di un testamento olografo: cosa fare?

La successione testamentaria prevale sempre su quella legittima. Questo vuol dire che quando viene rinvenuto un testamento olografo, gli eredi non possono assolutamente negarne l’esistenza, pena la possibilità che qualcun altro lo faccia valere in giudizio. La volontà testamentaria  deve sempre essere rispettata dagli eredi, che comunque possono eventualmente agire per la tutela della posizione di legittimari, che riguarda il coniuge e i figli. Ma cosa fare quando già sono stai effettuati gli adempimenti per la successione legittima?

Ad esempio, quando gli eredi hanno già presentato la dichiarazione di successione e, magari, già stipulato dal Notaio la divisione, come possono ovviare alla presenza di un testamento che preveda disposizioni diverse?

Recarsi dal Notaio con il testamento olografo

Dopo la scoperta del testamento olografo, è opportuno che gli eredi si rechino dal Notaio presso il quale hanno anche effettuato la dichiarazione di successione. Il Notaio provvederà ad una pubblicazione di testamento olografo, mediante un verbale rogitato per atto pubblico e sottoscritto da uno degli eredi. È opportuno che si effettuino le modifiche necessarie per adattare la successione a quanto previsto nel testamento. In particolare, la dichiarazione di successione va integrata in base alle disposizioni del testamento, effettuando i pagamenti corrispondenti.

Ad esempio, se un erede in base al testamento riceve una quota minore rispetto a quella precedente, dovrà ricevere un credito in compensazione dagli altri eredi. La dichiarazione di successione integrativa è un adempimento fiscale, parificato alla dichiarazione di successione già presentata.

Divisione ereditaria dopo il testamento

Il problema principale riguarda non tanto la dichiarazione di successione, che comunque è un adempimento fiscale molto semplice, in seguito al quale occorre pagare le imposte. Se, invece, prima della scoperta del testamento gli eredi hanno già provveduto a divisione, potrebbe complicarsi la situazione. In seguito alla pubblicazione del testamento dal Notaio, gli eredi possono confrontarsi con il pubblico ufficiale e trovare la soluzione più idonea.

Ad esempio, le quote in virtù delle quali si è operata la successione potrebbero essere cambiate dopo il testamento, per cui occorre procedere ad una nuova contrattazione notarile, che regoli la divisione in base alle nuove disposizioni.

Cosa si potrebbe fare dal Notaio per regolamentare la situazione?

Il tipo di atto notarile da stipulare varia a seconda della situazione. Potrebbero essere necessari dei trasferimenti immobiliari da una parte all’altra, così come solo dei pagamenti di conguagli in modo da regolarizzare la situazione in base al nuovo testamento. Ad esempio, un erede ha ricevuto una casa in seguito alla divisione, ma in base al testamento risulta che la sua quota sia minore. In questo caso, potrebbe trattenere la casa e versare un conguaglio altri eredi.

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