Comprare un’azienda con debiti, chi paga e come tutelarsi
- Acquistare un’azienda: cenni generali
- L’azienda e i suoi debiti e crediti
- La sorte dei debiti aziendali dopo il rogito notarile
- Comprare un’azienda con debiti: i dubbi più ricorrenti
- Acquisto di un’azienda con debiti: le valutazioni prima dell’atto
- L’esclusione dei debiti dall’acquisto: cosa si può pattuire
- Acquistare ramo di azienda
- Il costo di un rogito notarile di acquisto di azienda
Acquistare un’azienda: cenni generali
Prima di analizzare l’atto di acquisto di azienda, in particolare nel caso in cui sia costituita anche da debiti, occorre considerare l’azienda come bene giuridico. Essa non va confusa con l’impresa, in quanto l’azienda è il complesso dei beni organizzati per l’esercizio dell’impresa, mentre quest’ultima è da intendersi come l’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi.
L’azienda, dunque, è un complesso di beni che può essere ceduto da un imprenditore che magari ha cessato la propria attività ad un altro che invece intende intraprenderla.
Ad esempio, un imprenditore nel settore della ristorazione può acquisire un’azienda da un altro avente ad oggetto i tavoli, le posate, la cucina, gli elettrodomestici e tutto ciò che occorre per esercitare l’attività. Eventualmente può farne parte anche un bene immobile, ovvero l’edificio in cui si svolge l’attività.

Contatta il Notaio Gratis
Fai un PREVENTIVO
L’azienda e i suoi debiti e crediti
Insieme ai beni, con l’azienda possono passare anche una serie di diritti e doveri, rapporti giuridici attivi e passivi: crediti e debiti e rapporti contrattuali. Non tutti però seguono la stessa regola, ed è proprio qui che l’acquisto di un’azienda con debiti richiede più attenzione di una normale cessione d’azienda.
Ad esempio, nel caso in cui il ristorante avesse un contratto di fornitura con un fornitore di bibite, questo di regola continuerà a portare la sua fornitura anche al cessionario nuovo proprietario dell’azienda, salvo che nel rogito si preveda diversamente (art. 2558 c.c.). Diverso è il caso delle fatture già scadute e non pagate: quelle sono debiti, e per i debiti la legge segue un’altra strada. Di base, quindi, l’azienda non si acquista come una scatola chiusa: si acquista nel complesso, ma i vari rapporti si possono conoscere prima e gestire diversamente.
| Tipo di debito | Chi ne risponde | Cosa si può guardare prima |
|---|---|---|
| Fornitori e altri creditori | Il venditore resta obbligato, salvo che i creditori lo liberino. Nell’azienda commerciale risponde in solido anche chi compra, ma solo per i debiti scritti nei libri contabili obbligatori (art. 2560 c.c.). | Libri contabili, scadenzario dei fornitori, elenco dei debiti da allegare o richiamare nell’atto. |
| Imposte e sanzioni | Chi compra risponde in solido, dopo il venditore, per l’anno della cessione e i due precedenti, entro il valore dell’azienda e dei debiti che risultano agli uffici. | Certificato dei carichi pendenti: se è negativo, o non arriva entro quaranta giorni dalla richiesta, libera chi compra, salvo cessione in frode al fisco. |
| Crediti dei dipendenti | Venditore e compratore rispondono in solido dei crediti maturati al momento del trasferimento (art. 2112 c.c.), TFR compreso. | Buste paga, TFR accantonato, eventuali vertenze; il lavoratore può liberare il venditore con una conciliazione (artt. 410 e 411 c.p.c.). |
| Contratti in corso | Di regola chi compra subentra nei contratti non personali, salvo patto contrario (art. 2558 c.c.); gli arretrati già scaduti seguono invece le regole dei debiti. | Contratto di locazione del locale, forniture, utenze e canoni eventualmente non pagati. |

La sorte dei debiti aziendali dopo il rogito notarile
La legge specifica che in seguito all’acquisto, colui che cede l’azienda non è liberato da questi debiti se non con il consenso dei creditori (art. 2560 c.c.).
Chi compra, invece, risponde dei debiti anteriori solo a certe condizioni: l’azienda deve essere commerciale e i debiti devono risultare dai libri contabili obbligatori. In quel caso il creditore può rivolgersi sia al venditore sia al compratore, che sono obbligati in solido. Secondo la giurisprudenza prevalente l’iscrizione nei libri è proprio ciò che fa nascere la responsabilità di chi compra: un debito che dai libri non risulta, di norma, resta del solo venditore.
Ad esempio, il titolare di un bar non ha pagato tre mesi di affitto del locale, 400 euro al mese, e il debito di 1.200 euro è annotato nella contabilità. Dopo la cessione il proprietario del locale potrà chiedere quei 1.200 euro tanto al vecchio titolare quanto al nuovo, che ne risponde perché il debito era nei libri. Se invece l’arretrato non fosse stato registrato, il nuovo titolare di norma non ne risponderebbe verso il creditore.
Del resto si tratta nella maggioranza dei casi di debiti che sono necessari per l’esercizio di quella determinata impresa. Fisco e dipendenti seguono però regole proprie, riassunte nella tabella qui sopra.
Comprare un’azienda con debiti: i dubbi più ricorrenti
Se compro un negozio con debiti, la banca del venditore può chiedere i soldi a me?
Solo se il debito risulta dai libri contabili obbligatori dell’azienda commerciale ceduta: in quel caso la banca può rivolgersi a entrambi. Un finanziamento personale del titolare, estraneo all’azienda, non segue questa regola. Prima di firmare può essere utile farsi consegnare l’elenco dei debiti e confrontarlo con la contabilità.
Una clausola che lascia i debiti al venditore mi protegge?
Vale tra le parti, non verso i creditori. Se il debito è nei libri, il creditore può comunque chiedere il pagamento a chi compra, che poi potrà rivalersi sul venditore in base alla clausola. Per questo le parti a volte affiancano alla clausola altre cautele, come una parte del prezzo trattenuta o depositata fino a una certa data.
Come si sa se l’azienda ha debiti con il fisco?
Si può chiedere agli uffici il certificato dei carichi pendenti. Se è negativo, o se non viene rilasciato entro quaranta giorni, chi compra è liberato dalla responsabilità per imposte e sanzioni del venditore, salvo il caso della cessione fatta in frode al fisco. La regola, contenuta nell’art. 14 del d.lgs. 472/1997, è ripresa dall’art. 16 del testo unico delle sanzioni tributarie (d.lgs. 173/2024).
I debiti abbassano le imposte dell’atto?
Possono farlo. L’imposta di registro si calcola sul valore dell’azienda al netto delle passività risultanti dalle scritture contabili obbligatorie o da atti con data certa, ma la Cassazione ha chiarito che il debito deve essere davvero collegato all’azienda ceduta: un mutuo estraneo, accollato da chi compra, non riduce la base imponibile.
Il notaio controlla i debiti dell’azienda?
Le verifiche notarili riguardano tendenzialmente i registri pubblici, come quelli immobiliari e il Registro delle imprese, mentre contabilità e posizioni con fornitori e dipendenti si esaminano di solito con il commercialista. Quali controlli rientrino nel singolo incarico, e quali documenti portare, è buona norma chiederlo direttamente al notaio.
Acquisto di un’azienda con debiti: le valutazioni prima dell’atto
Quando si deve acquistare un’azienda con debiti ci si rivolge al Notaio sia da parte del cedente che del cessionario. Il primo passo da fare è quello di quantificare l’azienda e spesso le parti portano al Notaio una perizia di stima effettuata da un tecnico abilitato a ciò, la quale valuti precisamente gli elementi che compongono l’azienda e li quantifichi. Inoltre, occorre svolgere una valutazione di tutti i beni, mobili e immobili, crediti e debiti che sono compresi nell’azienda.
Nel caso in cui nell’azienda siano presenti i debiti, la perizia non è sempre obbligatoria, ma può aiutare le parti a ridurre il valore dell’azienda, riducendone il prezzo in modo motivato. Le parti possono manifestare al Notaio la propria volontà in relazione a questi debiti, perché le opzioni sono molteplici.
Il contratto, per le imprese soggette a registrazione, si fa per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, e va depositato nel Registro delle imprese entro trenta giorni, adempimento di cui di norma si occupa lo studio notarile (art. 2556 c.c.).
L’esclusione dei debiti dall’acquisto: cosa si può pattuire
Potrebbe voler esserci un accordo tra le parti con il quale l’acquirente dichiara di volere l’azienda ma senza pagare i debiti che ne fanno parte. Ciò potrebbe essere comprensibile in quanto effettuare un investimento relativo ad un’azienda che già è piena di debiti potrebbe non essere vantaggioso per chi acquista. Per questo motivo, le parti sono libere di inserire nel contratto con l’aiuto del Notaio delle clausole che regolino tra loro la sorte di questi debiti.
Ad esempio il cedente potrebbe mantenere su di sé questa responsabilità, pur di vendere la propria azienda sarebbe disposto a pagarne i suoi debiti, magari attraverso il corrispettivo ricevuto in cambio. In questo caso nel contratto si potrebbe inserire una clausola con la quale l’acquirente accetta l’azienda senza obbligarsi a pagare i debiti preesistenti, e il cedente si impegna a tenerlo indenne. Come detto, la clausola non vincola i creditori: serve a stabilire chi, alla fine, deve sopportare il debito.
All’opposto, le parti possono prevedere che chi compra si accolli i debiti, scalandoli dal prezzo. In questo caso, che è tendenzialmente il più frequente nelle piccole aziende, il prezzo pagato al venditore si riduce dell’importo dei debiti assunti.
Perché potrebbe convenire lo stesso acquistare un’azienda con debiti?
Un’azienda con debiti potrebbe convenire ugualmente in quanto si acquisterebbe un complesso aziendale a un prezzo inferiore rispetto a quanto verrebbe pagato in caso di azienda completamente sanata. Se invece l’obiettivo è provare l’attività prima di comprarla, un’alternativa da valutare è l’affitto d’azienda.
Acquistare ramo di azienda
Tra le soluzioni che le parti potrebbero valutare con il Notaio vi è l’acquisto non di tutta l’azienda ma di un ramo della stessa. Acquistare un ramo di azienda vuol dire acquistarne solo una parte che ne costituisce comunque un complesso unitario, esercitabile unitariamente in forma di impresa.
Ad esempio, una società svolge attività di vendita di scarpe nonché di vendita di giocattoli per bambini, è una unica società che svolge attività di commercio ma con due rami d’azienda separati. Si può acquistare anche solo l’azienda relativa alla vendita di giocattoli. Ciò è utile quando i debiti aziendali siano riferiti ad esempio, primariamente, ad uno dei due rami. Attenzione però: le regole sui debiti valgono anche per il ramo ceduto, quindi i debiti di quel ramo che risultano dai libri seguono comunque chi lo compra.
Il costo di un rogito notarile di acquisto di azienda
Il rogito notarile di acquisto di azienda sconta in primo luogo il pagamento dell’onorario del Notaio più IVA. Oltre a questo occorre pagare l’imposta di registro, che di norma è pari al 3% sul valore dei beni mobili e dell’avviamento, con aliquote diverse per crediti (0,5%) e immobili, e con le passività ripartite tra i beni in proporzione al loro valore. Per questa ragione l’imposta può essere inferiore in caso di acquisto di azienda con debiti, purché i debiti siano davvero dell’azienda. Inoltre, occorre pagare l’imposta di bollo e i diritti di iscrizione al Registro delle Imprese, oltre alle imposte ipotecaria e catastale se nell’azienda c’è un immobile.
Per avere una cifra sul proprio caso si può descrivere l’azienda, con il prezzo e i debiti che il compratore si accolla, nel modulo per il preventivo gratuito: i notai che rispondono, di norma in poche ore, possono indicare onorario e imposte. Per le altre operazioni sulla propria attività c’è anche la pagina sul notaio per l’azienda.