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Calcolo costo successioni e donazioni dal Notaio

L’imposta su successioni e donazioni

calcolo del costo donazione e successione dal notaioL’imposta relativa a successioni e donazioni colpisce il valore dei trasferimenti a causa di morte (derivanti da successione testamentaria o legittima) oppure per atto tra vivi (come appunto la donazione). Da ciò ne consegue che i beni oggetto di successione sono tassati in base al valore che hanno al momento dell’apertura della successione (ossia al momento della morte del de cuius), mentre i beni oggetto di donazione sono tassati in base al valore che hanno nel momento in cui si stipula l’atto di donazione: per quanto riguarda gli immobili, il riferimento è dato dal valore catastale moltiplicato per il coefficiente previsto dalla legge (come vedremo fra poco).

Questo principio vale per gli immobili che hanno una rendita catastale; non si applica quindi ai terreni, né agli immobili in corso di costruzione, per i quali si tiene conto del valore di mercato.

Notaio per la dichiarazione di successione e altri adempimenti prodromici al pagamento dell’imposta

Ogni evento precedente o successivo alla morte del testatore/donante è soggetto ad una serie di oneri fiscali e tributari, primo fra tutti la presentazione della dichiarazione di successione. Essa contiene tutte le generalità dei successori e la descrizione dei beni, e va consegnata all’Agenzia delle Entrate entro un anno dall’apertura della successione. In base ai valori indicati, si pagherà l’imposta corrispondente.

Il Notaio, quale pubblico ufficiale, ha un ruolo importante in queste circostanze, non solo al fine di indirizzare gli utenti nella compilazione della suddetta dichiarazione, ma anche per chiarire i dubbi relativi al pagamento delle imposte.

Innanzitutto, sembra che siano tenuti a pagare le imposte coloro che sono nel possesso dei beni ereditari (quindi gli eredi) e nel limite del valore dei beni che possiedono. Questo significa che non si pagherà nulla in rapporto a ciò di cui non è possibile disporre: per lo stesso principio, chi è destinatario di un legato (cioè di una singola attribuzione patrimoniale che proviene dal testatore) paga solo l’imposta relativa ad esso.

L’imposta di cui trattasi si applica solo con riferimento a certi trasferimenti di beni e diritti, in particolar modo a:

  • trasferimenti di beni e diritti mediante successione a causa di morte;
  • trasferimenti di beni e diritti a titolo gratuito (esclusi i patti di famiglia a favore dei discendenti o del coniuge, che abbiano ad oggetto aziende o suoi rami, quote o partecipazioni di società);
  • donazioni e altre liberalità tra vivi (escluse le donazioni di modico valore);
  • liberalità indirette (registrate);
  • costituzione di diritti reali di godimento, rinuncia a diritti reali o di credito e costituzione di rendite o pensioni.

Come si calcola l’imposta di successione?

Una volta ricevuta la dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate verifica i dati riportati e provvede al calcolo dell’imposta. In seguito verrà inviata al domicilio dell’erede una comunicazione con l’importo da pagare.

Come si è accennato poc’anzi, l’imposta di successione si deve calcolare tenendo conto della rendita catastale, (se il trasferimento riguarda beni immobili) che è aumentata del 5% e va moltiplicata per i seguenti coefficienti: 110 se si tratta di prima casa; 120 se si tratta di immobile di categoria catastale A e C (ad eccezione di A/10 e C/1); 140 se immobile di categoria catastale B; 60 se immobile di categoria catastale A/10 e D; 40,8 se si tratta di immobili di categoria catastale C/1 ed E.

In questo modo, è possibile calcolare anche la base imponibile e applicare l’aliquota corrispondente al valore del trasferimento.

Un esempio aiuterà a capire: Prendiamo un immobile di categoria A, la cui rendita catastale ammonta a 550 euro. Per calcolare la base imponibile (e quindi l’aliquota) si procede in questo modo:

550 + (5% di 550) = 550 + 27,5 = 577,5 euro

577,5 x 120 = 69.300

Altrimenti, se si tratta di un terreno agricolo, si tiene conto del reddito dominicale rivalutato del 25 % e si moltiplica il tutto per 90.

Notaio per il calcolo dell’imposta sulle donazioni

Al fine di stabilire quali tasse si devono pagare, vengono in considerazione i rapporti parentela tra donante e donatario e le tipologie di beni donati.

Se la donazione riguarda rapporti tra coniugi, parenti in linea retta o parenti in linea collaterale entro il quarto grado, non si paga nessuna imposta, ad eccezione che si tratti di beni immobili.

In questo caso, sono dovute:

  • l’imposta ipotecaria pari al 2% del valore catastale del bene;
  • l’imposta catastale pari all’1% del valore catastale del bene.

Qualora però l’immobile oggetto di donazione si qualifichi come “prima casa”, le imposte sono dovute in misura fissa pari a 200 euro ciascuna.

A questi oneri si aggiunge anche l’imposta di registro pari a 200 euro, dovuti per la registrazione dell’atto di donazione di cui si occupa il Notaio stesso.

Di seguito cerchiamo di fare ordine e capire quali aliquote si applicano.

Aliquote e franchigie applicabili

All’imposta sulle successioni e donazioni, a seconda dei rapporti intercorrenti tra donante/testatore e beneficiario, si applicano le seguenti aliquote:

  • 4% per successioni e donazioni effettuate a favore del coniuge e degli altri parenti in linea retta solo sull’importo eccedente la franchigia di 1.000.000 di euro (quindi per queste categorie di soggetti sono esenti dall’imposta i trasferimenti di valore inferiore ad 1.000.000 di euro);
  • 6% per successioni e donazioni a favore di fratelli e sorelle solo sull’importo eccedente 100.000 euro (quindi sono esenti dall’imposta i trasferimenti di valore inferiore ad 100.000 euro);
  • 6% per successioni e donazioni a favore di altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado, senza applicare nessuna franchigia;
  • 8% per successioni e donazioni a favore di tutti gli altri soggetti (estranei), senza applicare nessuna franchigia;
  • 4%, 6%, o 8% per successioni e donazioni a favore di persone portatrici di handicap (in base al grado di parentela) solo sull’importo eccedente la franchigia di 1.500.000 di euro (indipendentemente dal grado di parentela).

Le aliquote appena elencate si applicano sempre sul valore complessivo netto (trasferito se non sono previste franchigie).

Per quanto riguarda le franchigie (cioè l’ammontare massimo del patrimonio ereditario entro il quale non si paga l’imposta), esse si calcolano sul valore della donazione o della massa ereditaria attribuita in successione a ciascun beneficiario e nel calcolo vanno inclusi anche i precedenti trasferimenti a favore dello stesso.

Esempio: se un soggetto riceve dalla propria sorella, in due momenti diversi, una somma di 40.000 euro a titolo di donazione e poi, per successione legittima, una somma pari a 100.000 euro, l’aliquota del 6% si applica all’importo che eccede la franchigia di 100.000, quindi su 40.000 euro.

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