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Conferire beni immobili in un trust di famiglia

Conferire beni immobili nel trust

Conferire beni immobili in un trust di famigliaMolto spesso quando si hanno molti beni immobili, oppure quando si ha una famiglia numerosa o ancora quando c’è un’attività imprenditoriale familiare, si sente la necessità di proteggere i propri averi e sottoporli a un vincolo. Tale vincolo può servire per tutelare questi beni per un determinato fine, che può essere appunto legato alla famiglia, per evitare che ci siano aggressioni di creditori o terzi che vantino diritti di qualsivoglia genere.

Per questo motivo è possibile conferire questi beni in un trust, ovvero un atto costitutivo di un vincolo di destinazione sul bene, per un determinato tipo prestabilito nel rogito. Il trust per la tutela del patrimonio familiare è uno strumento piuttosto diffuso, sebbene di per sé il trust sia un istituto di derivazione anglosassone.

Il trust interno ha, tuttavia, sempre più preso piede nella pratica immobiliare, proprio perché strumento tipico per una tutela di questo genere. Prima di vedere, dunque, nello specifico come si conferisce un bene in un trust di famiglia, facciamo una piccola introduzione su questo istituto.

Come si costituisce un trust di famiglia

Per costituire un trust di famiglia occorre recarsi dal Notaio e farlo con un rogito pubblico. Mettiamo il caso che un soggetto intenda sottoporre a un trust la casa di proprietà nella quale vive la propria famiglia, perché ha un’attività imprenditoriale e intende proteggerla dai creditori. Questa casa può essere vincolata e può essere finalizzata anche negli anni a venire rispetto al rogito solo alla protezione del patrimonio familiare, dei suoi componenti e della loro sicurezza economica.

Dal Notaio può recarsi anche solo lui, attraverso un atto istitutivo del trust che sia unilaterale. In alternativa, potrebbe decidere di istituire in trust un bene, magari diverso dalla casa abitativa, e trasferirlo a un trustee, ovvero a colui che deve gestirlo per il fine stabilito nel vincolo di destinazione. Quindi dal Notaio questo atto può essere o unilaterale o bilaterale.

Chi interviene dal Notaio?

Per costituire un trust di famiglia in primo luogo è necessario che si individui il proprietario del bene. Ne può disporre infatti solo lui, a favore della propria famiglia. Non c’è una legge che prevede quali membri della famiglia debbano essere i beneficiari di questo trust, in quanto il fine meritevole di tutela per il quale si costituisce questo vincolo non è previsto in modo nominato ma è sufficiente che sia meritevole di tutela. Sarà il Notaio, quindi, ad effettuare tale valutazione, ritenendo possibile o meno il trust.

Generalmente, si fa per la propria famiglia nucleare ma non è detto, potrebbe essere riferito anche a un contesto di beneficiari più ampi. Interviene, dunque, il proprietario del bene, che è l’unico necessario per l’atto istitutivo del trust. Egli dispone di questo bene con o senza un trasferimento a favore di una terza persona (trustee) che lo gestisca, quindi di base può effettuare questo rogito anche da solo.

Cosa si prevede nel rogito?

Nel rogito unilaterale, quindi l’atto istitutivo del trust di famiglia, si descrive il bene con tutti i suoi dati catastali, si individua il fine meritevole di tutela, quindi si specifica a favore di quale nucleo familiare viene previsto. Si individuano, quindi, i beneficiari finali e si prevede la modalità della gestione del bene, ad esempio una casa, per realizzare questo fine.

Trasferire il bene vincolato

In alcuni casi non risulta sufficiente istituire un trust di famiglia in maniera unilaterale. Conferire i beni in questo trust può non essere sufficiente per gestirli allo scopo predefinito, pertanto può essere opportuno individuare una persona alla quale trasferire questo bene. Questa persona viene denominata trustee nella terminologia tipica del trust anglosassone. Ad essa viene trasferito il bene affinché per un determinato periodo di tempo lo gestisca e poi al termine lo ritrasferisca all’originario proprietario, oppure lo ceda ai beneficiari.

Nel caso del conferimento di beni in un trust di famiglia questa persona può essere ad esempio anche uno dei figli o il coniuge, al quale un genitore trasferisce la casa, non perché ne divenga proprietario definitivamente, bensì perché lo gestisca come bene vincolato per tutta la famiglia. In questo modo, ad esempio, non può essere attribuito a terzi soggetto che non sono membri di quella famiglia (delineata nel rogito) né può essere aggredito dai creditori.

I beneficiari devono intervenire?

Non devono necessariamente intervenire in questo rogito davanti al Notaio i beneficiari, quindi tutti i membri della famiglia a favore della quale si costituisce questo vincolo e quindi questo patrimonio separato ì è necessario solo che sia presente il disponente, ovvero il proprietario ed eventualmente il trustee al quale attribuire la gestione.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa operazione?

Il vantaggio può essere quello di proteggere i propri beni facenti parte del patrimonio familiare, realizzando anche una pianificazione successoria più accurata e che preveda delle imposte più agevoli per il contribuente. Allo stesso tempo, se il disponente è un imprenditore oppure un investitore, può usufruire di un sistema che limita la propria responsabilità patrimoniale e protegge i propri averi da terzi creditori. D’altro canto, però,  è un rogito che richiede un’alta professionalità, che il Notaio può garantire ma a fronte di un onorario sicuramente maggiore rispetto a una semplice compravendita.

Quanto costa conferire beni immobili in un trust di famiglia?

Il conferimento in trust sconta l’imposta di successione e di donazione. Ma vediamo nel dettaglio. Per una casa situata in Italia occorre pagare l’imposta ipotecaria pari al 2% e l’imposta catastale par all’ 1% sul valore della rendita catastale rivalutate e moltiplicata per un coefficiente. Qualora venga invece conferita solo la nuda proprietà, si applicheranno le tabelle del valore di usufrutto o di del diritto di abitazione in relazione all’età del disponente. Pagando l’imposta di successione e quindi realizzando questo conferimento in un trust di famiglia si proteggono i beni beneficiando comunque di un regime fiscale piuttosto competitivo.

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