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Testamento Pubblico: Ecco come può aiutarti il Notaio

Il testamento pubblico è ricevuto dal notaio, alla presenza di due testimoni, innanzi ai quali il testatore dichiara la sua volontà, che viene riportata per iscritto dal notaio stesso. video

I VANTAGGI DEL TESTAMENTO PUBBLICO

Questa forma di testamento offre la massima sicurezza, anche dal punto di vista dell'esattezza giuridica delle disposizioni in esso contenute; il notaio, infatti, traduce in linguaggio giuridico la volontà espressa dal testatore, utilizzando espressioni univoche in grado di evitare possibili dubbi interpretativi; spesso nella lettura di un testamento olografo ci si trova davanti a difficoltà interpretative delle disposizioni del testatore, non essendo redatto da un tecnico del diritto.

CONSULENZA NOTARILE – TESTAMENTO PUBBLICO

Il testamento pubblico è strutturato in maniera tale da essere l’unica forma virtualmente inoppugnabile. Questo lo distingue da altre tipologie testamentarie esistenti e riconosciute giuridicamente, come il testamento olografo o il testamento segreto. Grazie a Notaio Facile puoi entrare in contatto diretto con un notaio professionista e ottenere il preventivo in materia di successioni, per qualsiasi tipo di atto. Confermando la propria disponibilità sul modulo di contatto, è possibile essere contattati per un appuntamento di persona presso lo studio notarile della città indicata.

Testamento Pubblico reso di fronte al Notaio: un documento inattaccabile

Il nome non tragga in inganno: il Testamento Pubblico non si chiama così in quanto di pubblico dominio o comunque accessibili ad altri, anzi, il suo contenuto è assolutamente riservato e sarà reso noto solo dopo la morte del testatore. Il nome deriva dal fatto che viene reso davanti al Notaio nella sua qualità di pubblico ufficiale e a due testimoni. Chiarito questo primo punto fondamentale, è bene dire subito che, se per quanto riguarda il Notaio potremo d’altra parte essere sicuri della sua assoluta discrezione, lo stesso potrebbe non valere per i testimoni, cui naturalmente viene chiesto di mantenere il riserbo, ma che non è detto lo facciano: è forse questo l’unico punto debole del Testamento Pubblico, che per il resto consente diversi vantaggi di non poco conto rispetto a quello Segreto e a quello Olografo.

Innanzitutto, vale la pena ricordarlo anche se i casi di analfabetismo sono meno frequenti oggi, si tratta dell’unica forma testamentaria a disposizione di coloro che non sono in grado di leggere e scrivere: il Testamento Olografo deve infatti essere scritto di proprio pugno a mano dal testatore (escludendo dunque di fatto chi non può scrivere), mentre quello Segreto richiede quantomeno che il testatore sappia e possa leggere, prevendendo invece una procedura specifica per chi non può scrivere.

Come si fa testamento pubblico

testamento pubblico notaioLa stesura del Testamento Pubblico richiede delle formalità e presuppone l’intervento del Notaio: grazie a questo documento viene accertata la volontà della persona che sta facendo testamento, conferendo alle sue disposizioni la fortissima valenza legale dell’atto pubblico.

Si tratta dell’unica forma testamentaria davvero sottoposta ad atto notarile (anche il Testamento Segreto richiede infatti l’intervento del Notaio, ma solo per l’atto di ricevimento) poiché è il Notaio a raccogliere le volontà del testatore e a redigere l’atto che sarà poi sottoscritto dal professionista stesso, dal testatore e dai due testimoni. Grazie a questa procedura, non vi sarà dunque dubbio alcuno sul fatto che il testamento riporti le effettive volontà della persona.

Il Notaio provvederà dunque ad accertarsi dell’identità del testatore, che dichiarerà oralmente e in presenza di testimoni il suo desiderio di disporre dei propri beni dopo la sua morte. Queste volontà saranno dunque riportate per iscritto dal Notaio, che provvederà quindi a leggere l’atto al testatore stesso e ai testimoni. Il tutto si chiude con le formalità burocratiche e le firme dei presenti: il testamento ha ora validità legale.

Nel caso in cui sia necessario, è possibile ricorrere alla presenza di un interprete, di norma nel caso in cui il testatore non possa da solo esprimere le proprie volontà in modo chiaro per il Notaio (pensiamo a una persona priva dell’udito, per cui potrebbe essere necessario un esperto in linguaggio dei segni per tradurre quanto viene detto). In questo caso, anche l’interprete dovrà essere identificato, ne dovrà essere accertata l’idoneità al compito che gli viene assegnato, dovrà pronunciare un apposito giuramento e dovrà firmare il documento insieme a Notaio, testatore e testimoni.

Nel momento in cui il Notaio accerta l’idenTestamento pubblico: atto di successione testamentariatità del testatore, dovrà anche verificare la sua capacità di esprimere una volontà valida e quindi trascriverla in modo chiaro e incontrovertibile. Non di rado succede infatti che la persona utilizzi formule poco chiare o non abbia preso in considerazione tutte le sfaccettature della questione: sarà dunque il Notaio ad approfondire insieme al testatore le sue volontà, così da dar loro una forma compiuta e chiara.

Testamento pubblico dal Notaio

Anche se il Notaio può e anzi deve chiarire la situazione al testatore, dargli le indicazioni necessarie riguardo il diritto testamentario, fornire chiarimenti e giungere insieme al testatore a una definizione precisa riguardo la destinazione dei beni, non può e non deve invece in nessun modo influenzare la volontà della persona spingendola in direzioni diverse da quelle che intendeva prendere, né tantomeno travisare le volontà riportando contenuti diversi da quelli che gli sono stati comunicati. I testimoni, maggiorenni, daranno conferma di questo: la loro presenza serve proprio a garantire che quanto riportato sull’atto sia ciò che è stato espresso dal testatore e che questi non è stato influenzato.

È dunque il Notaio a redigere (di proprio pugno o tramite persona di fiducia dello studio legale) la scheda testamentaria, quindi la legge in presenza del testatore e dei testimoni perché questi possano confermare che quanto scritto corrisponda alla sua volontà. Anche l’approvazione da parte di questi ultimi deve seguire determinate formalità (non basta ad esempio un semplice cenno del capo del testatore, o un “ok, confermo” detto alla fine della lettura del testamento). Non solo bisogna seguire determinate formalità, ma queste devono essere anche debitamente trascritte, pena la nullità del testamento stesso: basti questo a dare indicazione di come queste formule siano parte integrante e fondamentale del Testamento Pubblico.

Il Notaio provvederà dunque a inviare all’archivio notarile copia del testamento in busta chiusa con ceralacca e con sigillo notarile. Una volta venuto a conoscenza della morte del testatore, il Notaio provvederà a comunicarne l’esistenza agli eredi (se ne conosce la residenza), quindi si procede con quella che tecnicamente viene chiamata l’attivazione del testamento stesso, trasferendolo dal repertorio degli atti di ultima volontà al repertorio degli atti tra vivi: in questo modo possono essere eseguite le ultime volontà del testatore. Analizziamo attentamente come avvengono questi passaggi.

Cosa avviene dopo la morte del testatore

Dopo la morte del testatore, come sopra anticipato, avviene solitamente la cosiddetta pubblicazione del testamento. Questa espressione può essere utilizzata per il testamento olografo e per il testamento segreto, ma non è possibile utilizzarla per il testamento pubblico. Infatti a differenza dell’olografo, il testamento pubblico ha già la forma di atto pubblico, ma deve ugualmente essere portato alla conoscenza di tutti, in particolare di quelli che hanno un interesse, potendo avere dei benefici dal testamento. Il notaio darà così notizia agli eredi e legatari della presenza del documento di ultima volontà. Questi chiederanno al notaio il passaggio negli atti tra vivi del testamento e si provvederà alla registrazione ai fini fiscali.

Non è sempre così scontato venire a conoscenza della morte del testatore. Non esiste alcun obbligo di legge di provvedere alla comunicazione al notaio. Per questo solitamente quando un soggetto si reca al notaio per comunicare le sue ultime volontà, indica alle persone più fidate il notaio a cui fare riferimento al momento della sua morte. Ciò facilita sicuramente tutti i procedimenti successivi alla morte e soprattutto evita che la successione sia poi regolata dalla legge, invece che dal testamento, come voluto dal testatore.

Quanto tempo deve passare dalla morte prima di aprire il testamento?

Non esiste un tempo minimo prima di aspettare di conoscere il contenuto del testamento. Dal momento in cui la persona che ha fatto testamento pubblico dal notaio viene a mancare, il testamento può essere immediatamente aperto su richiesta al notaio da coloro che sono interessati. Bisognerà, però, aspettare l’emissione del certificato di morte da parte del Comune dell’ultimo domicilio del testatore, che il notaio provvederà ad allegare all’atto.

Testamento pubblico del muto e sordomuto

In caso di testamento pubblico dinanzi al notaio da parte del muto o del sordomuto che non sappia leggere e scrivere, è necessaria la presenza di quattro testimoni come prescritto dall’art. 603 del codice civile. Gli interpreti saranno due, a meno che uno dei testimoni non conosca il linguaggio a segni e gesti.

Se il soggetto muto o sordomuto sa leggere e scrivere dovrà leggere personalmente l’atto e scrivere di suo pugno alla fine dell’atto e prima di tutte le sottoscrizioni di averlo letto e riconosciuto conforme alla propria volontà. Questa dichiarazione scritta di pugno da un soggetto diverso dal notaio, rappresenta eccezionalmente un caso di intervento di una parte in un documento redatto dal pubblico ufficiale.

Cosa è possibile scrivere nel testamento pubblico

Il compito del notaio è quello di indagare la volontà del testatore, traducendo in termini giuridici le sue volontà.

In passato si riteneva che il testamento potesse avere un valore solo distributivo-attributivo. Ciò vuol dire che con il testamento il testatore poteva soltanto dividere il suo patrimonio e attribuire tutto o parte di esso ai soggetti che ritenesse più idonei.

Con il passare del tempo si è abbandonata questa visione rigida e si è considerato il testamento come un atto di ultima volontà che potesse accogliere qualsiasi volontà del testatore, purché lecita, che non violasse le norme imperative, di ordine pubblico e di buon costume.

Escludere qualcuno dalla successione

Prima di una famosa sentenza della Cassazione non si considerava possibile escludere qualcuno dalla successione. La cassazione è stata innovativa in quanto ha dato la possibilità di escludere, con una dichiarazione contenuta espressamente nel testamento, gli eredi legittimi dalla propria successione. Si discute ancora se sia possibile escludere i cosiddetti legittimari (coniuge, figli, in assenza di figli, i genitori) dalla successione, essendo dei soggetti che la legge tutela, riservando agli stessi una quota dell’eredità.

È possibile revocare un testamento?

Il testamento pubblico, così come qualsiasi tipologia di testamento è possibile revocarlo in ogni momento. Per revocare il testamento non è necessario un altro testamento pubblico: qualsiasi forma testamentaria può essere idonea per revocare un precedente testamento, quindi, anche l’olografo, il segreto o l’internazionale. Inoltre, nel caso si volesse solo revocare senza fare un nuovo testamento, può essere revocato con un atto pubblico notarile alla presenza di due testimoni.

Il Testamento Pubblico in breve

Di seguito ricapitoliamo schematicamente le caratteristiche che identificano il Testamento Pubblico:

  • può essere fatto da chiunque, anche da chi ad esempio non sia in grado di leggere o scrivere;
  • le volontà vengono espresse dal testatore al Notaio alla presenza di due testimoni;
  • il Notaio provvede a scrivere tali volontà e a leggerle a testatore e testimoni, così che questi possano confermare che il contenuto rispecchi i desiderata del testatore;
  • il Notaio non può in alcun modo modificare le volontà del testatore, né influenzarne le decisioni. Può e deve invece fornire i chiarimenti necessari a far sì che queste volontà rispettino la legge e siano chiare e incontrovertibili;
  • è necessario seguire una serie di formalità molto rigide, che sono parte integrante del testamento stesso;
  • sarà il Notaio, una volta venuto a conoscenza della morte del testatore, ad avvertire gli eredi e ad attivare il testamento.

Quando conviene fare il testamento pubblico?

Il testamento pubblico è un ottimo strumento per le persone per poter decidere come distribuire il proprio patrimonio quando non si sarà più in vita. In assenza di testamento la successione è regolata dalla legge. Conviene ricorrere allo stesso quando si vuole evitare che determinati soggetti addivengano alla successione, ove quest’ultima sia regolata dalle norme di legge. Ad esempio se due coniugi non hanno figli, alla morte di uno dei due, il patrimonio andrà anche ad altri parenti del coniuge defunto, come i fratelli e le sorelle. Se si vuole evitare questo è preferibile ricorrere al testamento disponendo in favore dei soggetti che si desidera.

Quanto costa fare testamento pubblico dal notaio

Il costo di un testamento pubblico non può definirsi standard. Non è possibile indicare una cifra precisa in quanto dipende anche dalla complessità del testamento, delle disposizioni testamentarie in esso contenute e dalla capienza del patrimonio. Il ruolo del notaio per il testamento pubblico è di fondamentale importanza in quanto dovrà interpretare la volontà del testatore, accogliendola totalmente sempre nei limiti inderogabili di legge.

Copia del testamento pubblico

La copia del testamento pubblico può essere rilasciata al solo testatore, se questi la richiede. Non è possibile rilasciare una copia se il testatore è ancora in vita a persone diverse dal testatore. Alla morte di quest’ultimo, la copia del della registrazione del testamento pubblico possono essere rilasciati dal notaio che ha ricevuto l’atto a chiunque ne faccia richiesta.

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