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Come risparmiare sulle tasse di successione

La dichiarazione di successione

come risparmiare sulla successione con l'aiuto del notaioEntro un anno dalla morte, occorre che gli eredi presentino una dichiarazione di successione, ovvero un documento di natura fiscale con il quale dichiarano chi sono gli eredi, quali beni fanno parte della massa ereditaria, elencandoli con precisione, allo scopo di pagare le imposte richieste dalla legge sugli immobili nonché sui mobili, il denaro e altri beni ricevuti in successione.

Questa dichiarazione può essere presentata dal Notaio al quale ci si può rivolgere per questo, soprattutto se presso lo stesso notaio era stato depositato il testamento del defunto.

In questo caso gli eredi possono recarsi dal Notaio per venire a conoscenza di quanto esposto nel testamento pubblico oppure anche solo per effettuare la certificazione. La dichiarazione di successione non si paga se si ha un patrimonio ridotto nel quale non sono comprese immobili o ingenti somme di denaro.

Cosa è compreso nella dichiarazione di successione?

Per definire con precisione l’imposta da pagare ovviamente bisognerebbe conoscere il quantum preciso sia dell’eredità che dei debiti che sono compresi.

Vengono tassati tutti i seguenti beni che cadono in successione: beni immobili (case, terreni), gioielli, beni mobili di altro valore, azioni, fondi fiduciari, investimenti, denaro, aziende e quote di partecipazioni in società. In base al valore di questi elementi sarà possibile quantificare l’imposta di successione.

Questa va valutata anche in relazione ai debiti che fanno parte dell’eredità, in quanto nella stessa sono compresi tutti i rapporti giuridici che facevano capo al de cuius, anche debiti e crediti appunto. Non sono comprese alcune categorie di beni, quali ad esempio i TFR, i titoli di stato, i beni sottoposti a vincolo culturale e i crediti verso lo Stato. Per il resto occorre necessariamente pagare l’imposta di successione.

Come si calcola l’imposta di successione?

Per il calcolo dell’imposta di successione vi è una franchigia che è diversa a seconda di chi sia l’erede. Per il coniuge e i parenti in linea retta l’aliquota è pari al 4% per una franchigia di un milione di euro, ovvero si calcola in questo modo solo se il valore complessivo del patrimonio supera questa somma.

Per quanto riguarda invece fratelli e sorelle l’aliquota è pari al 6% se si supera la franchigia di 100.000 euro. Per i parenti fino al 4% o per gli affini in via diretta e collaterale, quindi per parenti non molto stretti, non vi è nessuna franchigia e di paga l’imposta al 6% del valore del patrimonio.

Una volta determinato il valore del patrimonio, detratti i debiti, si può calcolare l’imposta di successione. Si può eventualmente richiedere anche agevolazione prima casa qualora il bene immobile ricevuto sia utilizzato come abitazione primaria dell’erede.

Come risparmiare sulla successione?

Uno dei metodi per risparmiare sulla propria successione è sicuramente quello di effettuare una pianificazione successoria, con l’aiuto e la consulenza di un Notaio. Premettendo una considerazione importante, ovvero che non è possibile porre in essere patti successori, ovvero contratti con i quali si dispone in vita della propria successione.

Si tratterebbe in questo caso di un patto successorio nullo ai sensi dell’art. 458 c.c. Una persona, soprattutto se sia in possesso di un patrimonio consistente, potrebbe essere interessata a realizzare una pianificazione successoria regolare, rispettosa del dettato normativo, cercando di capire con quale strumento contrattuale si possa o meno risparmiare.

È possibile, infatti, conoscere in anticipo tutte le imposte dei diversi schemi contrattuali e poter prendere una decisione in tutta serenità. Se, invece, il patrimonio è ridotto, non risulta opportuno in quanto con la successione in ogni caso non si supererebbe la franchigia sopra esposta e si risparmierebbe ugualmente.

Strumenti notarili di pianificazione successoria

Tra i più importanti strumenti di pianificazione successoria, relativo soprattutto all’ipotesi in cui la persona di riferimento sia un imprenditore, è il patto di famiglia.

Con questo contratto l’imprenditore può attribuire in vita la sua azienda al figlio che ritiene più promettente, facendo intervenire dal Notaio anche gli altri figli e il coniuge, allo scopo di ottenere anche il loro consenso. In questo modo, può pianificare la trasmissione della sua azienda senza che altri figli possano mettere in discussione la scelta e rivendicarne parte della proprietà. In questa sede, anche i non assegnatari dell’azienda potranno ottenere qualcosa, in quanto saranno liquidati relativamente alla loro quota successoria.  È uno strumento interessante di pianificazione e di risparmio delle future spese successorie.

L’atto notarile di donazione

Un altro strumento molto utile per disporre in vita delle proprie sostanze è la donazione. In questo modo, il titolare può attribuire gratuitamente un proprio bene, ad esempio la propria casa, usufruendo anche delle agevolazioni a favore degli acquirenti che sono caratteristiche di questo tipo contrattuale, soprattutto se il destinatario acquista come prima casa.

Anche in caso di donazione vi sono delle franchigie alte, per cui le imposte si pagano superato un determinato valore, ma il vantaggio di disporne in vita è quello di ottenere una regolamentazione e una pianificazione definitiva, evitando che l’immobile cada in successione, con le conseguenze che ne derivano in termini di incremento della massa ereditaria.

Il testamento

Il principale strumento di pianificazione successorio è certamente il testamento. Con il testamento, il titolare può disporre con un atto mortis causa delle proprie sostanze, decidendo liberamente. A differenza degli strumenti contrattuali di cui sopra, che devono essere accettati anche dai beneficiari, essendo atti tra vivi, con il testamento si ha ampia autonomia di decidere le sorti del proprio patrimonio.

Soprattutto qualora, su consiglio del Notaio, si prevedano nel testamento clausole dal contenuto divisorio, dispositivo, di onere nei confronti degli eredi, e non solo attributive, il testamento assume valenza di pianificazione. All’apertura della successione, gli eredi che vogliano accettare l’eredità, devono dare esecuzione alle disposizioni del testatore, pagare i debiti e poi successivamente dividersi l’eredità se necessario. Ciò si pone in un’ottica di risparmio di tempi e costi.

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