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Notaio e Trust: caratteristiche e regolamentazione


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Cosa è un trust? E chi sono i soggetti che ne fanno parte? E, ancora, che ruolo ha il Notaio nel trust? Una serie di domande tecniche che richiedono un approfondimento per essere comprese a fondo. Innanzitutto iniziamo col definire cosa sia un Trust per poi andare a vedere quale sia il ruolo del Notaio all’interno di questo rapporto molto particolare.

Cosa è un Trust?


Attraverso un Trust a una persona viene data la gestione di un determinato patrimonio per un fine definito, proprio come se ne fosse il proprietario. In altre parole, mettiamo di voler destinare un determinato patrimonio a una specifica causa, a uno scopo stabilito (che non deve essere naturalmente contrario alla legge e all’ordine pubblico). In questo caso potremo affidare il compito di gestire il suddetto patrimonio per quel fine specifico a un’altra persona, che viene definito fiduciario o trustee.
Come dice il nome stesso, sia in italiano sia in inglese poco importa, la fiducia è alla base di questo rapporto ed è un requisito fondamentale, in quanto al fiduciario vengono concessi su quel patrimonio diritti e doveri di un vero proprietario, mentre esce dalla disponibilità di chi lo ha istituito.

Quando si ricorre a un Trust?


Si può ricorrere a un Trust per i più diversi motivi: sarà probabilmente noto a tutti il caso in cui si vuole che un determinato patrimonio venga conservato negli anni e dunque destinato a dei beneficiari specifici alla morte di chi ha disposto il Trust stesso (disponente o settlor) oppure al raggiungimento della maggiore età dei beneficiari stessi o al matrimonio o a qualsiasi altro evento che venga ritenuto importante a questo fine dal disponente.
In altre parole: metto un determinato patrimonio nelle mani del fiduciario, gli affido il compito di gestirlo al meglio e alla mia morte verrà destinato a determinate persone (beneficiari). Oppure decido che il patrimonio affidato al fiduciario verrà dato ai nipoti nel momento in cui si laureano, oppure quando si sposeranno e via dicendo. Questo per fare alcuni esempi pratici di come può essere utilizzato lo strumento del Trust, ma naturalmente i casi pratici sono pressoché infiniti.
Il fiduciario è tenuto a utilizzare il patrimonio che gli viene affidato solo ed esclusivamente per i fini stabiliti.
Se utilizzato nella maniera corretta, il Trust è uno strumento dalle grandi potenzialità, in quanto fornisce risposte a esigenze sia commerciali e finanziarie sia all’interno della famiglia o della società per le quali altrimenti sarebbe difficile trovare strumenti adeguati. Come detto, anche se nell’immaginario i Trust sono di interesse della famiglia (e in effetti la gran parte delle volte questo strumento viene utilizzato proprio a questo scopo), in realtà è possibile farvi ricorso anche in ambito imprenditoriale o finanziario.
Dalla complessità e dall’importanza della questione così come sopra descritta, risulta evidente come il ruolo del Notaio sia importante perché questo strumento venga utilizzato al suo meglio, e tra poco vedremo in che modo.

Cosa ne è dei beni che costituiscono un Trust?


I beni che costituiscono il Trust escono dalla disponibilità di chi lo istituisce. Il disponente o settlor, come lo abbiamo più sopra definito, non avrà più dunque nelle proprie disponibilità il patrimonio che va a costituire il Trust, che deve essere appunto utilizzato solo e unicamente per lo scopo per cui viene istituito e affidato al fiduciario. Quest’ultimo avrà invece la piena disponibilità del patrimonio che gli è stato affidato e che dovrà utilizzare solo e unicamente per la finalità che è stata definita dal disponente.
Quando diciamo che i beni entrano nella piena disponibilità del fiduciario e che egli ne dispone come un vero e proprio proprietario – seppure solo per il raggiungimento di un fine specifico – non intendiamo naturalmente che questi beni siano realmente suoi: ne sia una prova il fatto che, in caso di morte del fiduciario, i beni oggetti di Trust non vanno in eredità, né rientrano in alcun modo in vicende private del fiduciario stesso, quali eventuali fallimenti o altri avvenimenti che metterebbero a rischio un patrimonio personale.
Una volta che noi affidiamo un determinato patrimonio al fiduciario, però, possiamo certo dire che ne perdiamo in qualche modo il controllo: sarà questo soggetto infatti a disporne come ritiene più opportuno per raggiungere le finalità che abbiamo stabilito. Il trustee risponde in primo luogo verso i beneficiari del Trust, prima ancora che verso il disponente: è in loro favore che deve gestire al meglio il patrimonio che gli è stato affidato.

Il Trust: una legge straniera che vale anche in Italia


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Quando si parla di Trust “interni” si intendono i Trust che vengono istituiti in Italia, operano in Italia, ma sono regolati di fatto da una legge straniera, in quanto non esiste una legge italiana che li definisca.
Quindi io disponente sono italiano, il trustee (fiduciario) cui affido il patrimonio da gestire – sia esso una persona fisica o una struttura che se ne occupa professionalmente poco importa – è italiano, ma la legge che regola questo strumento è straniera, “presa a prestito” da uno di quei paesi (tipicamente paesi anglosassoni) che da molto tempo hanno a che fare con questo strumento.
È proprio nei Trust interni che il Notaio ha spesso un ruolo di rilievo.

Il Notaio nel Trust interno


Abbiamo visto sopra cosa sia un Trust e quali siano le caratteristiche che lo contraddistinguono, compreso il fatto di non essere uno strumento tipicamente italiano, che anzi si deve ispirare a regole vigenti in altri paesi. Ma cosa fa il Notaio nel Trust? Qual è il ruolo di questa figura?
Innanzitutto è bene dire che il Notaio interviene tipicamente nei Trust interni, quindi quelli in cui disponente e fiduciario sono italiani (anche se naturalmente nulla vieta che vengano interpellati anche per quelli definiti esteri o stranieri).
Da quanto detto sopra in materia di Trust, risulta evidente come istituire un Trust richieda conoscenze e competenze che abbracciano molti campi: bisogna essere esperti in materia di proprietà, di successioni (non dimentichiamo che in Italia esistono determinate regole per gli eredi legittimi e che questi variano a seconda delle condizioni), di famiglia e via dicendo. Insomma, un Trust può potenzialmente abbracciare tutti i settori del diritto privato ed è dunque di fondamentale importanza rivolgersi a un esperto per la sua corretta istituzione: ecco dunque il perché di un Notaio per il Trust. Anche perché da quanto detto sino ad ora risulta chiaro come ogni Trust sia un caso a sé, con caratteristiche del tutto peculiari e diversi aspetti da tenere in considerazione.

Notaio e stesura di un Trust


Abbiamo visto come il Trust sia un istituto straniero, non nato in Italia e anzi di recente introduzione nel nostro Paese: adeguarlo alle leggi vigenti in Italia perché non vada in contrapposizione con esse è dunque un compito delicato, che richiede competenze a tutto tondo, la capacità di scandagliare a fondo la volontà del disponente e di trovare il modo migliore perché questa volontà prenda forma nella più assoluta legalità. Insomma, un compito non facile: ecco perché è importante rivolgersi a un Notaio per la stesura di un Trust che prenda il meglio che può offrire questo strumento e lo cali all’interno del nostro ordinamento giuridico.
A rendere questo compito ancora più delicato è il fatto che il Trust è appunto definito da leggi straniere, di norma provenienti dal mondo anglosassone, quindi afferenti ad ordinamenti di common law: questo significa che tra l’altro la sua applicazione viene definita dall’esame dei precedenti, a differenza di quanto avviene nell’ordinamento italiano.
Dunque, se anche lo strumento del Trust offre non di rado soluzioni superiori rispetto ad altri strumenti che fanno invece parte della tradizione italiana, ogni Trust deve essere valutato singolarmente, debitamente strutturato e offrire la certezza della sua corretta applicazione anche all’interno del nostro ordinamento.
Il Notaio non è dunque un mero certificatore di un Trust, indipendentemente dalla sua validità o meno nel quadro legislativo italiano, ma esegue indagini approfondite riguardo il Trust in oggetto e le leggi facenti parte del diritto civile che tale Trust potrebbe potenzialmente violare.

Trust e Notaio: in conclusione


Il Trust è dunque uno strumento tramite il quale un determinato patrimonio viene tolto dalle disponibilità di un soggetto (disponente o settlor) e affidato a un altro soggetto (fiduciario o trustee, che può essere persona fisica o giuridica) perché questi lo amministri nel modo più corretto al fine del raggiungimento di un determinato obiettivo che viene definito al momento dell’istituzione del Trust.
Si tratta di uno strumento non nato in Italia né regolato da leggi italiane, bisogna infatti fare riferimento a regolamentazioni straniere, di norma del mondo anglosassone.
Il ricorso al Notaio per il Trust è particolarmente importante sia perché si tratta di uno strumento delicato, che va potenzialmente a toccare l’intero ambito del diritto privato, sia perché, non essendo un istituto italiano, è necessario armonizzarlo nel modo corretto con il nostro ordinamento perché non contravvenga a nessuna legge. Il Notaio può dunque svolgere analisi approfondite, stendere il Trust e certificarne la validità accertandosi della volontà delle parti.

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