Persona sorda o muta dal notaio, interprete e testimoni

- La tutela del muto e del sordomuto dinanzi al notaio
- I soggetti minorati muti o sordomuti dinanzi al notaio
- L’intervento dell’interprete: il necessario intervento
- La presenza dei testimoni: quando è necessaria?
- Il muto e il sordomuto che sanno leggere e scrivere
- Il muto e il sordomuto che non sanno e non possono leggere e scrivere
- Sordità e rogito, le domande delle famiglie
- Preventivo notarile per chi non sente o non parla
La tutela del muto e del sordomuto dinanzi al notaio
La capacità giuridica di un soggetto sordomuto o muto, ossia l’idoneità alla titolarità di diritti e all’assunzione di obblighi, non trova nessun limite nella legge e può essere oggetto di restrizioni solo nel caso in cui sia interdetto, inabilitato o sia beneficiario di un’amministrazione di sostegno. Chi non sente o non parla compra casa, la vende, la dona e fa testamento come chiunque altro: cambia soltanto il modo in cui l’atto viene letto, compreso e firmato.
Differente è la disciplina se si tratta di un atto pubblico, stipulato dinanzi al notaio o se si tratta di una scrittura privata. In questo ultimo caso tutti gli atti si intendono regolarmente validi, mentre negli atti pubblici è necessario fare un’attenta analisi a seconda dei casi concreti che possono verificarsi.
Le regole stanno negli articoli 56 e 57 della legge notarile e ruotano attorno a una figura, l’interprete, che aiuta a comprendere il contenuto del documento e a comunicare con le parti e con il notaio. Fino a poco tempo fa lo nominava solo il presidente del tribunale, con un ricorso di volontaria giurisdizione; dal 2023, con la riforma Cartabia, può nominarlo anche il notaio incaricato dell’atto, e questo di norma accorcia i tempi.
La violazione di tali norme comporta la nullità dell’atto, come sancito dalla legge notarile. È il motivo per cui, in questi casi, la preparazione del rogito tende a essere più accurata del solito.
Come si arriva alla firma, in quattro passaggi

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I soggetti minorati muti o sordomuti dinanzi al notaio
Può accadere che dinanzi al notaio vi sia un soggetto muto o sordomuto. La norma di applicazione è la medesima, non ponendosi alcuna differenza sulla disciplina applicabile, sebbene siano diversi i tipi di menomazione e si ritrova nella legge notarile all’art. 57.
La legge del 20 febbraio del 2006 n.95 ha previsto la sostituzione del termine <<sordo>> a <<sordomuto>> in tutti i testi legislativi vigenti. Ciò vuol dire che il legislatore nel legiferare non potrà utilizzare il termine sordomuto. Tuttavia, per gli operatori di diritto e, quindi anche per il notaio, in qualità di pubblico ufficiale, non è fatto divieto dell’utilizzazione del termine sordomuto nell’atto pubblico da lui ricevuto.
Il notaio dovrà accertarsi dello stato in cui si trova il soggetto che ha dinanzi secondo l’ordinaria diligenza, senza dover ricorrere a meticolosi accertamenti. Infatti, non sempre sarà necessario il ricorso ad una perizia per verificare lo stato effettivo del soggetto. Sebbene nella prassi sia proprio la parte a dichiarare la sua menomazione, il notaio ugualmente tenderà ad accertarsi della veridicità dell’affermazione.
Cosa si intende per muto e sordomuto
Il sordomuto è il soggetto che, oltre ad essere affetto da mutismo, è anche interamente privo dell’udito.
Il muto, invece, è colui che non sa e non può esprimersi verbalmente in maniera comprensibile sia in via definitiva, che in via transitoria.
E chi è solo sordo?
Per la persona che non sente ma parla, la legge notarile (art. 56) segue una strada più semplice: se sa leggere, legge l’atto da sé al posto della lettura del notaio, e di questo viene fatta menzione nel rogito. L’interprete entra in gioco solo se la persona sorda non sa leggere. Per la Cassazione la regola riguarda anche chi, pur non essendo del tutto privo dell’udito, non riesce a seguire la lettura nemmeno con gli apparecchi acustici, come capita a molte persone anziane che vendono o donano la casa ai figli.

L’intervento dell’interprete: il necessario intervento
Sia nel caso in cui il soggetto sia muto o sia sordomuto, è necessaria la presenza di almeno un interprete.
L’interprete è nominato dal Presidente del Tribunale competente rispetto al domicilio del minorato oppure, dal 28 febbraio 2023, dal notaio individuato per la stipula dell’atto (art. 56 della legge notarile, come modificato dal decreto legislativo 149/2022). Nel primo caso serve un’istanza alla cancelleria della volontaria giurisdizione, con contributo unificato e tempi che variano da tribunale a tribunale; nel secondo la nomina può risultare direttamente dall’atto, con il giuramento dell’interprete. Solitamente viene scelto tra le persone abituate a trattare con il muto o sordomuto ed a comunicare a segni e gesti.
Può essere scelto tra gli affini e fra i parenti del minorato ma, di norma, non può essere il coniuge. Non può svolgere, inoltre, contemporaneamente la funzione di testimone e di fidefaciente.
Deve avere anche le caratteristiche tipiche previste dalla legge per poter essere testimone (maggiorenne, cittadino italiano etc.), giura davanti al notaio di adempiere fedelmente il suo ufficio e firma l’atto insieme alle parti.
Quali sono le funzioni dell’interprete?
Nel caso in cui la parte è solo muta, l’interprete ha la funzione di dover semplicemente manifestare la volontà del minorato sia al notaio che alle parti.
Se, invece, la parte dinanzi al notaio è anche sordomuta, dovrà anche tradurre le dichiarazioni rese dal minorato nel linguaggio a segni e gesti.
La presenza dei testimoni: quando è necessaria?
La presenza dei testimoni è necessaria tutte le volte in cui la parte è incapace di leggere e di sottoscrivere. Quando il muto o il sordomuto sa e può leggere e scrivere in applicazione della regola di carattere generale dell’art. 48 della legge notarile la presenza dei testimoni non è obbligatoria. Tuttavia, alcune teorie sostengono che sia opportuna la loro presenza anche se non obbligatoria, al fine di garantire una maggiore tutela per il soggetto minorato. Restano i casi in cui i testimoni servono comunque, a prescindere dalla sordità: la donazione e le convenzioni matrimoniali.
Il muto e il sordomuto che sanno leggere e scrivere
Se il soggetto muto o sordomuto sa leggere e scrivere dovrà leggere personalmente l’atto e scrivere di suo pugno alla fine dell’atto e prima di tutte le sottoscrizioni di averlo letto e riconosciuto conforme alla propria volontà. Questa dichiarazione scritta di pugno da un soggetto diverso dal notaio, rappresenta eccezionalmente un caso di intervento di una parte in un documento redatto dal pubblico ufficiale. La firma, poi, segue le regole di tutti: nome e cognome per esteso, come spiegato nella pagina su come si firma l’atto notarile.
Naturalmente il notaio non sarà dispensato dalla lettura, anche perché potrebbero esservi anche altre parti dinanzi allo stesso che prendono parte alla stipula.
Se vi sono più soggetti minorati che devono rendere la dichiarazione di pugno si ritiene opportuno che colui che ha reso la prima dichiarazione per iscritto debba ripetere la sua firma dopo la dichiarazione resa dal secondo minorato.
Il muto e il sordomuto che non sanno e non possono leggere e scrivere
Anche se il legislatore usa come terminologia leggere <<e>> scrivere, è pacifico che debba intendersi leggere <<o>> scrivere. Quando il soggetto è impossibilitato (si pensi ad un braccio ingessato che impedisca la sottoscrizione e la scrittura della dichiarazione di pugno prima delle sottoscrizioni) o non sa leggere o scrivere, per non averlo mai imparato ferma restando la presenza di due testimone e dell’interprete, è necessario, inoltre, che vi sia o un altro interprete o che uno dei testimoni intenda il linguaggio a segni e gesti. Se il minorato è anche impedito a sottoscrivere è necessario anche menzionarne la causa come prescritto dalla legge notarile, pena la nullità dell’atto. Su chi firma, e al posto di chi, nei casi di incapacità vera e propria, rimanda la pagina su chi deve firmare l’atto notarile.
Il testamento del muto o del sordomuto
In caso di testamento pubblico dinanzi al notaio da parte del muto o del sordomuto, si osservano le stesse regole della legge notarile viste sopra; se il testatore è anche incapace di leggere, è necessaria la presenza di quattro testimoni come prescritto dall’art. 603 del Codice Civile , altrimenti ne bastano due. Gli interpreti saranno due, a meno che uno dei testimoni non conosca il linguaggio a segni e gesti.
Sordità e rogito, le domande delle famiglie
Mia madre è sorda ma legge benissimo: serve l’interprete per vendere la sua casa?
Di norma no. Chi è sordo e sa leggere legge l’atto da sé, al posto della lettura del notaio, e il rogito ne dà menzione. L’interprete serve quando la persona sorda non sa leggere, o quando è anche muta.
Mio fratello è sordomuto e compra casa con il mutuo: quante persone devono esserci?
Se sa leggere e scrivere: l’interprete, che giura e firma, e nessun testimone obbligatorio, anche se spesso il notaio ne chiede due per prudenza. Lo stesso vale per l’atto di mutuo, che si firma di solito nella stessa seduta.
Chi paga l’interprete e quanto tempo serve per nominarlo?
Il compenso, se c’è, lo concordano le parti con l’interprete, che spesso è un familiare. Se lo nomina il notaio in sede di atto non ci sono attese; se si passa dal presidente del tribunale servono un’istanza, il contributo unificato e, secondo le indicazioni pubblicate da alcuni tribunali, circa un mese.
Può fare da interprete mio marito, che conosce la lingua dei segni?
Per il coniuge della parte, di norma no: l’interprete deve avere i requisiti del testimone e il coniuge ne è escluso. La legge ammette invece parenti e affini, quindi un figlio, un fratello o un cognato.
Il nonno sordomuto che non sa scrivere può donare la casa al nipote?
Sì, con più cautele: interprete, due testimoni (obbligatori comunque per la donazione) di cui uno che capisca i segni oppure un secondo interprete, e nell’atto la menzione del motivo per cui non firma. È uno dei casi in cui se ne parla con il notaio con largo anticipo.
Preventivo notarile per chi non sente o non parla
La presenza dell’interprete e degli eventuali testimoni non cambia la natura dell’atto, quindi il preventivo del notaio per una vendita, una donazione o un testamento si chiede allo stesso modo. Su NotaioFacile si può compilare la richiesta di preventivo in pochi minuti e ricevere in poche ore le proposte dei notai della città scelta: nel campo delle note è utile segnalare che una delle parti è sorda o muta, così il notaio può indicare da subito come organizzare la nomina dell’interprete.