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COMUNIONE DEI BENI E DIRITTO DI FAMIGLIA: CONSULENZA NOTARILE GRATUITA PER CONIUGI


Comunione dei beni tra coniugi: regime patrimoniale e diritto di famiglia

Nel caso in cui i coniugi non esprimano alcuna scelta sul regime patrimoniale all'atto della celebrazione del matrimonio, viene applicata automaticamente la comunione legale dei beni.


COMUNIONE DEI BENE: COSA COMPRENDE?


Nella comunione legale dei beni rientrano tutti i beni acquistati durante il matrimonio, salvo le eccezioni previste dalla legge.


I beni sono comuni a entrambi indipendentemente da quale dei due coniugi abbia effettuato l'acquisto e il pagamento: quindi, se anche l'acquisto avviene a opera di un solo coniuge, il bene acquistato è di entrambi. Occorre pertanto porre grande attenzione quando si acquista un bene da un privato al suo regime patrimoniale: la vendita effettuata da uno solo dei comproprietari potrebbe essere annullata.


Non tutti i beni acquistati dai coniugi rientrano nella comunione legale dei beni. Ne sono esclusi i beni personali, tra i quali vi sono: quelli che ciascun coniuge già possedeva prima del matrimonio, quelli acquistati anche successivamente al matrimonio per successione o donazione (a meno che il testamento o la donazione non preveda l'attribuzione alla comunione), quelli di uso strettamente personale, quelli che servono all'esercizio della professione e quelli che vengono acquistati con i proventi del trasferimento di altri beni personali.


L'amministrazione ordinaria dei beni della comunione spetta a ciascuno dei coniugi disgiuntamente dall'altro; mentre per gli atti di straordinaria amministrazione occorre il consenso di entrambi.


ECCO PERCHÈ SERVE LA CONSULENZA NOTARILE


La scelta del tipo di regime patrimoniale tra coniugi, in separazione di beni o in comunione di beni, è un aspetto delicato e vale la pena sentire il parere di un professionista esperto. Con NotaioFacile puoi chiedere un consiglio, senza impegno e senza registrazione al portale, a uno dei 500 Notai online a tua disposizione. Riceverai gratuitamente la tua risposta entro 48 ore dall’invio della richiesta. Notaio Facile è un portale che mette in contatto diretto utente e notaio.

Separazione dei Beni e ruolo del Notaio nella scelta


Come abbiamo già avuto modo di vedere quando abbiamo parlato del Regime Patrimoniale, se i coniugi non specificano altrimenti, al momento del matrimonio si applica automaticamente la Comunione dei Beni. Ma se invece si volesse optare per la Separazione dei Beni? Cosa comporterebbe? E perché scegliere una modalità piuttosto che l’altra? Se si hanno dei dubbi in proposito, la cosa migliore sarebbe con tutta probabilità quella di chiedere la consulenza e il supporto di un Notaio: grazie all’aiuto di questo professionista, infatti, non solo potremo comprendere appieno quali sono le differenze specifiche tra i due regimi patrimoniali, ma anche come si applicano sul piano pratico alla nostra situazione particolare. Un conto, lo sappiamo, è aver compreso una cosa in teoria, un altro invece riuscire a valutare fino in fondo quanto questa teoria possa avere ricadute sul piano pratico non solo nell’immediato, ma anche potenzialmente a distanza di anni. Ricordiamoci infatti che il Regime Patrimoniale scelto (che, certo, può sempre essere modificato anche in un secondo momento tramite un apposito atto notarile) ci accompagnerà per tutta la nostra vita matrimoniale e avrà effetti importanti anche al suo scioglimento.

comunione dei beni in famiglia

Approfondimento sulla Comunione dei Beni e Ruolo del Notaio


Come già detto nell’affrontare il discorso riguardo il Regime Patrimoniale se non diversamente specificato dai coniugi al momento del matrimonio viene automaticamente applicato il regime di Comunione dei Beni. A disciplinare questo argomento sono gli articoli 177 e seguenti dei Codice Civile: qui vengono infatti indicate sia le modalità di godimento di questi beni, sia l’acquisizione di nuovi beni o crediti. Ma cosa fa parte esattamente di questa “Comunione dei Beni”? Cosa ci dobbiamo aspettare? Fanno parte di essa gli acquisti di qualsiasi genere fatti nel corso del matrimonio, indipendentemente dal fatto che essi siano stati fatti da uno solo dei coniugi o da entrambi: sono esclusi da questa fattispecie i beni personali, di cui parleremo più avanti. Fanno inoltre parte della Comunione dei Beni le aziende che, costituite dopo il matrimonio, sono gestite da entrambi i coniugi.
Ma non solo: vi sono anche altri beni che fanno parte della Comunione, o meglio, rientrano in essa solo allo scioglimento della stessa. Spieghiamoci meglio: di questi Regime Patrimoniale fanno parte anche i frutti dei beni personali di ciascuno dei coniugi (che, ricordiamo, non rientrano di per sé nella Comunione dei Beni) percepiti prima dello scioglimento della Comunione dei Beni e non consumati entro la stessa. Allo stesso modo, se al momento dello scioglimento della Comunione dei Beni vi sono proventi non consumati provenienti dall’attività autonoma di ciascuno dei coniugi, anche questi beni sono oggetto di comunione. Questi ultimi due casi costituiscono quella che viene definita “comunione de residuo”: di norma infatti non sarebbero oggetto della comunione, ne diventano parte solo se esistenti e non consumati al momento del suo scioglimento.

Come abbiamo accennato poco sopra, sono esclusi dal regime di comunione i cosiddetti beni personali. Ma quali sono? Anche in questo caso la legge è precisa. Sono ad esempio beni personali tutti quelli che erano in possesso dei coniugi prima del matrimonio, ma anche quelli che derivano da successioni o donazioni, anche durante il matrimonio (a meno che nell’atto di donazione o nel testamento non sia specificamente indicato che debbano entrare a far parte della comunione stessa). Allo stesso modo, sono ad esempio beni personali quelli di uso del coniuge, che non hanno un utilizzo comune: parliamo ad esempio dei vestiti, ma anche di orologi, gioielli ecc.; così come gli strumenti di lavoro dei coniugi (a meno che siano destinati a un’azienda che rientra nella comunione dei beni).

Comunione dei Beni, consulenza del Notaio e amministrazione dei beni


La materia è dunque più complessa di quanto potrebbe apparire a una prima analisi superficiale e, come si può facilmente intuire, comporta una serie di conseguenze che possono essere anche molto importanti, soprattutto in prospettiva. È dunque bene valutare appieno le implicazioni della scelta del Regime Patrimoniale della famiglia, decidendo di conseguenza se optare per la Comunione oppure per Separazione dei Beni, così da avere ben chiaro opportunità e obblighi della scelta compiuta. In questo senso può esserci di grande aiuto una consulenza del Notaio che, rispetto alla nostra specifica situazione e alle esigenze che esprimiamo, saprà non solo consigliarci quale sia la soluzione migliore per noi, ma anche illustrarci quali potrebbero essere le eventuali implicazioni anche a lungo termine di tali scelte, anche nel caso (che nessuno vorrebbe considerare, ma esiste) di un possibile scioglimento del matrimonio.

Per quanto riguarda invece l’amministrazione dei beni che sono oggetto della comunione, ognuno dei coniugi può disporre di essi anche disgiuntamente dall’altro, amministrandoli dunque secondo il proprio giudizio senza bisogno che siano sempre entrambi a disporne. Questo per quello che riguarda almeno l’ordinaria amministrazione: discorso diverso per atti di straordinaria amministrazione, per i quali serve invece il consenso esplicito di entrambi i coniugi. Nel caso in cui questi fossero in disaccordo, quello dei due che desidera procedere può chiedere l’intervento del giudice perché dia l’autorizzazione al compimento dell’atto. Senza questa autorizzazione, qualsiasi decisione di straordinaria amministrazione compiuta senza l’assenso di entrambi i coniugi in regime di Comunione dei Beni può essere annullata.

Vi è un ultimo capitolo di cui è importante tenere conto (e anche qui il supporto di un Notaio può essere prezioso, per valutare fino in fondo la situazione dei coniugi): il rapporto con eventuali creditori. Se sussiste un regime di Comunione dei Beni, infatti, entrambi rispondono di qualsiasi obbligazione contratta congiuntamente, mentre per quelle contratte separatamente il creditore può avvalersi dei beni oggetto della comunione, ma solo se i beni personali del coniuge che ha contratto l’obbligazione non sono sufficienti a coprire il debito e solo limitatamente alla quota di proprietà del coniuge debitore. Importante sottolineare come il creditore possa avvalersi di beni in comunione anche se il debito è stato contratto prima del matrimonio (e dunque prima della Comunione dei Beni stessa).

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