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Come si attribuiscono i beni con il testamento dal notaio

Perché fare testamento dal notaio

come si attribuiscono i beni con il testamentoIl testamento rappresenta l’unico strumento attraverso il quale una persona può decidere come dividere il proprio patrimonio. Non è possibile farlo con un contratto, ossia con un accordo tra più parti, ma solo con un atto unilaterale deciso dalla sola persona titolare del patrimonio.

Il testatore infatti non deve essere influenzato nelle decisioni e deve liberamente formare la sua volontà senza alcuna ingerenza esterna e le modalità con cui poter dividere il patrimonio sono numerose e ciascuna comporta delle conseguenze differenti. La figura del notaio in questi casi è di fondamentale importanza perché potrà illustrare non solo tutte le possibili chance che offre la legge, ma anche le possibili problematiche che potrebbero sorgere qualora si effettuassero delle scelte rischiose. Vediamo come si fa.

Distribuire i beni con il testamento

Non esiste un unico modo per dividere il proprio patrimonio con il testamento. La legge dà grande autonomia e libertà al testatore, infatti questi può scegliere sia di assegnare delle quote dell’eredità, sia di dare semplicemente dei singoli beni.

Ciò comporta notevoli differenze in quanto ad esempio colui che viene nominato erede dovrà sostenere i debiti ereditari a differenza di colui che riceve con il testamento un singolo bene. In ogni caso nel momento in cui il testore decide di nominare eredi delle persone a lui care, ha diverse possibilità che adesso analizzeremo.

Divisione del patrimonio nel testamento

Il testatore potrebbe avere le idee ben chiare stabilendo in maniera precisa chi siano gli eredi e che cosa debbano avere. In questo caso è fondamentale che il testatore stabilisca delle misure espresse in quote. Che cosa vuol dire? Significa che il testatore potrà anche decidere di nominare un erede nell’intero patrimonio, ma potrà anche decidere di stabilire, qualora vi siano più persone, delle quote dell’eredità. Si pensi al caso in cui il testatore abbia due figli e decida di nominarli eredi in parti uguali, ossia nelle quote di ½ ciascuno.

Oltre alla determinazione delle quote sul patrimonio il testatore può anche assegnare dei beni direttamente con il testamento che comporranno la quota: ad esempio il testatore può decidere di nominare un figlio nella quota di ½ e stabilire che a composizione della quota gli sia assegnata la casa in Roma. In questo caso alla sua morte non sarà necessaria una divisione per atto pubblico davanti al notaio, in quanto se il testatore stabilisce tutte le quote e assegna direttamente tutti i suoi beni, non sarà necessario fare un ulteriore atto con cui distribuire il patrimonio.

Cosa accade se non si distribuiscono tutti i beni con il testamento

Nel caso in cui il testatore non provveda a stabilire tutte le quote o tutti i beni vi sono delle diverse conseguenze che adesso analizzeremo.

Se il testatore ha stabilito che solo metà del patrimonio vada a un figlio non dicendo null’altro, si aprirà la successione legittima regolata dalla legge: questo accade perché non è stato disciplinato l’intero. Che vuol dire? Se il testatore avesse previsto ad esempio ½ e ½ a ciascun figlio, tutti i beni si sarebbero distribuiti tra gli stessi, ma menzionando solo una quota, che è quindi parziale rispetto all’intero patrimonio, si deve necessariamente conoscere la sorte della restante metà. In questo caso dovranno rispettarsi tutte le norme previste dalla legge.

Stabilire regole per la divisione

Il testatore potrebbe anche scegliere di non dividere direttamente il patrimonio e semplicemente decidere di stabilire delle regole a cui dovranno attenersi gli eredi al momento della divisione del patrimonio.

Nel testamento quindi possono inserirsi anche delle direttive sulla formazione delle quote ereditarie: ad esempio il testatore potrà decidere di nominare erede sua sorella e stabilire che al momento della divisione alla stessa non dovranno essere attribuiti i gioielli di famiglia. Altro non sono che degli ordini diretti o indiretti, impliciti o espliciti che il testatore dà agli eredi per la futura divisione che avverrà solo alla morte del testatore, ossia al momento dell’apertura della successione.

Nominare una persona che si occupi della divisione

Il testatore qualora non voglia procedere alla divisione direttamente con il testamento o non abbia alcuna intenzione di impartire delle regole da seguire per la divisione, può anche decidere di attribuire a una persona, chiamata esecutore testamentario, il potere di effettuare la divisione. In questo caso l’unica cosa che provvederà a scrivere nel testamento è la nomina degli eredi precisando che la divisione sarà affidata ad un esecutore testamentario.

Naturalmente è necessario che questa persona non sia nominata erede con il testamento né benefici di un singolo bene con lo stesso, ossia nel gergo tecnico, non sia legatario e quindi deve essere una persona imparziale che si occupi di tutte le operazioni.

Cosa fa l’esecutore testamentario

L’esecutore testamentario svolge un iter ben preciso al momento dell’apertura della successione ossia al momento dalla morte del testatore. Innanzitutto procede alla stima dei beni, ciò vuol dire che assegna un valore ai beni in base anche a delle consulenze tecniche. In secondo luogo prepara un progetto di divisione contenente tutte le singole papabili assegnazioni che saranno effettuate in favore degli eredi. Questo progetto deve essere poi sottoposto agli eredi. Una volta che abbia formato tutte le porzioni per ciascun erede, potrà procedere a distribuire i beni effettuando una vera e propria divisione.

Cosa accade se gli eredi non sono d’accordo con l’esecutore testamentario?

Può accadere che il progetto preparato dall’esecutore testamentario non sia di gradimento degli eredi che potrebbero non apprezzare il lavoro svolto e vedersi assegnati dei beni che non preferivano. Ci si chiede se sia possibile discostarsi da quanto scelto dall’esecutore testamentario e procedere autonomamente. Questa questione è sempre stata molto delicata in quanto significherebbe allontanarsi dalla volontà del testatore.

Tuttavia secondo alcuni studiosi del diritto sarebbe possibile procedere ad una divisione per atto pubblico dal notaio tra gli eredi purché ci sia il consenso di tutti, discostandosi dal progetto dell’esecutore. Naturalmente ciò si ritiene possibile perché gli eredi hanno un interesse sostanziale e reale nella divisione, l’esecutore è un soggetto estraneo, quindi terzo, rispetto al testamento e al suo contenuto e avrebbe solo la funzione di evitare proprio dei contrasti.

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