Opposizione alla donazione: si può ancora fare? Cosa cambia

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L’atto di opposizione ad una donazione dal Notaio

Oggi, se il donante è ancora vivo, l'opposizione alla donazione di norma non si può più fare. La legge 2 dicembre 2025 n. 182, in vigore dal 18 dicembre 2025, ha riscritto l'articolo 563 del Codice Civile e ha tolto di mezzo il meccanismo su cui l'opposizione si reggeva: la possibilità di chiedere la casa donata anche a chi l'aveva comprata dal donatario. Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, dopo quella data non è possibile ricevere un atto di opposizione finché la successione del donante non si è aperta.

Resta però molto da sapere, sia per chi un'opposizione l'aveva già fatta, sia per chi teme che la donazione di un genitore a un fratello possa danneggiarlo.

Le tre date che decidono tutto

Fino al 17 dicembre 2025

Il coniuge e i parenti in linea retta del donante potevano notificare e trascrivere un atto di opposizione, per conservare la possibilità di chiedere in futuro la restituzione del bene anche a chi lo avesse comprato.

18 dicembre 2025

Entra in vigore la riforma: chi compra a titolo oneroso dal donatario non può più subire la restituzione. Con donante vivo non si possono più fare nuove opposizioni.

18 giugno 2026

Scade la finestra di sei mesi riservata alle successioni aperte prima della riforma: solo in quei casi un'opposizione notificata e trascritta entro questa data ha conservato le vecchie regole.

Un caso tipico. Nel 2021 un padre dona al figlio maggiore l'appartamento di famiglia; la figlia minore teme di restare senza nulla e nel 2026 chiede a un notaio di fare opposizione. Il padre è vivo, quindi con ogni probabilità il notaio le spiegherebbe che l'atto non si può più ricevere. La figlia però non perde i suoi diritti: alla morte del padre, se risulterà lesa nella sua quota, potrà agire contro il fratello per ottenere quanto le spetta. Quello che non potrà fare è chiedere la casa a chi, nel frattempo, l'avesse comprata dal fratello.

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A cosa serviva l'opposizione alla donazione

Con la vecchia disciplina, dalla trascrizione di una donazione partiva un periodo di vent'anni. Entro quel termine i legittimari del donante che si ritenevano lesi potevano agire contro il donatario e, se questi aveva venduto il bene e non aveva altro, anche contro chi lo aveva comprato, chiedendogli la restituzione. Passati vent'anni senza opposizione, la restituzione verso i terzi non era più possibile, anche se restava l'azione di riduzione contro il donatario.

La previsione dell’atto di opposizione alla donazione è stata introdotta perché potrebbe accadere che il soggetto donante sia ancora in vita dopo venti anni dalla donazione, facendo così scadere il termine di prescrizione senza dare la possibilità agli eredi di agire per la restituzione del bene. Difatti finché il donante è in vita nessuna azione può essere fatta contro il donatario né contro i terzi che acquistino il bene donato, perché l’azione di restituzione del bene donato richiede che il donante muoia e che si apra la sua successione ereditaria, cosa che potrebbe accadere anche dopo più di venti anni dal momento in cui avviene la donazione.

L'opposizione sospendeva quel termine e poteva essere rinnovata. L'effetto collaterale era noto a chiunque abbia cercato di vendere o comprare una casa donata: un'opposizione trascritta bloccava di fatto il mercato di quell'immobile, e le banche esitavano a finanziarne l'acquisto. Proprio per questo i rischi dell'acquisto di una casa donata sono stati per anni uno dei temi più delicati nelle compravendite.

opposizione alla donazione a cosa serve e chi la può fare

Cosa ha cambiato la legge 182/2025

Il nuovo articolo 563, intitolato "Effetti della riduzione della donazione", stabilisce che la riduzione non pregiudica i terzi ai quali il donatario ha alienato gli immobili donati. Se non esiste più un'azione di restituzione verso chi compra a pagamento, non c'è più nulla da "prenotare" con un'opposizione: il vecchio quarto comma dell'articolo 563, che la prevedeva, non c'è più.

I diritti dei legittimari restano, ma cambiano forma. Alla morte del donante, chi si ritiene leso nella propria quota può agire in riduzione contro il donatario entro dieci anni dall'apertura della successione. Se il donatario ha venduto la casa e non ha altri beni, il rischio della sua insolvenza resta al legittimario. Se invece il donatario ha passato il bene a qualcuno gratuitamente, quest'ultimo può essere chiamato a compensare in denaro i legittimari, nei limiti del vantaggio ricevuto.

Si può ancora fare opposizione alla donazione?

Con il donante in vita: dopo il 18 dicembre 2025, secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, no. Vale sia per le nuove opposizioni sia, con ogni probabilità, per i rinnovi di quelle vecchie, che sono a loro volta nuovi atti di opposizione; su questo punto conviene comunque sentire un notaio.

Con il donante morto prima del 18 dicembre 2025: la legge ha lasciato ai legittimari sei mesi, fino al 18 giugno 2026, per notificare e trascrivere una domanda di riduzione oppure un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione. Chi lo ha fatto ha conservato, per quella successione, le vecchie regole, compresa la restituzione verso chi compra. Quel termine è scaduto: oggi non si può più usare questa strada.

Con il donante morto dal 18 dicembre 2025 in poi: si applicano le nuove regole e l'opposizione non ha più ragione di esistere.

Le opposizioni già trascritte prima della riforma

È il caso più delicato. Se un figlio aveva trascritto un'opposizione, per esempio nel 2019, e il donante è ancora vivo, che valore ha oggi quell'atto? Le interpretazioni degli studiosi non coincidono: c'è chi sostiene che gli atti già notificati e trascritti conservino i loro effetti, e chi ritiene che, esaurita la finestra transitoria, abbiano perso utilità. Finché la questione non sarà chiarita, chi deve vendere o comprare una casa con un'opposizione nei registri farebbe bene a parlarne con un notaio prima della proposta; spesso la soluzione più lineare resta la rinuncia all'opposizione da parte di chi l'aveva fatta.

Chi erano i soggetti legittimati ad opporsi alla donazione?

Fino alla riforma, solo alcune persone potevano fare validamente un atto di opposizione: quelle che, appartenendo al nucleo familiare più stretto del donante, sarebbero state i suoi eredi legittimari se il donante fosse morto. L'elenco resta utile per capire chi può aver trascritto un'opposizione ancora presente nei registri. Si tratta dei soggetti individuati dall'articolo 563 del Codice Civile nella sua vecchia formulazione, cioè il coniuge ed i parenti in linea retta del donante.

In termini pratici avrebbero il diritto di opporsi alla donazione i seguenti parenti del donante:

  • il coniuge, anche se separato purché senza addebito, che il donante aveva al momento della donazione;
  • la persona che diventa coniuge del donante entro venti anni dall’avvenuta donazione;
  • i genitori del donante, ma anche eventualmente i suoi nonni;
  • i figli, i nipoti ed anche i pronipoti del donante, poiché questi ultimi potrebbero diventare eredi legittimari al posto dei figli del donante, laddove premuoiano a quest’ultimo.

Come si faceva l'atto di opposizione

L’atto di opposizione non si fa in tribunale, infatti si dice che è un atto stragiudiziale proprio perché non avviene all’interno di un giudizio o di un processo. Esso è un atto che può essere fatto solo da alcuni soggetti individuati dalla legge, che di seguito analizzaremo, con un atto privato che deve essere regolarmente notificato e trascritto, per il quale è generalmente consigliabile rivolgersi ad un Notaio affinché si abbia la certezza di perfezionarlo in modo valido secondo i requisiti di legge.

Di solito l'atto veniva comunicato almeno al donatario e riportava gli estremi della donazione a cui ci si opponeva. Aveva effetto solo per chi lo aveva firmato: per gli altri legittimari il termine di vent'anni continuava a correre. E valeva vent'anni dalla sua trascrizione, salvo rinnovo.

Perché non si poteva incaricare altre persone

Si parla di atto personalissimo tutte le volte in cui si allude ad attività giuridiche (ad esempio la redazione del testamento o il matrimonio) che devono essere compiute dal soggetto in prima persona e non ammettono la possibilità di potersi far sostituire da un rappresentante. Sono atti che attengono proprio alla sfera personale del soggetto coinvolto.

L'opposizione era considerata un atto di questo tipo: niente procura, anche se più legittimati potevano firmare insieme un unico atto o farne uno ciascuno contro la stessa donazione.

Rinuncia all’opposizione alla donazione

Il diritto di opporsi era rinunciabile: con la rinuncia il legittimario eliminava in via preventiva il potere di sospendere il termine dei vent'anni. Oggi, con donante vivo, rinunciare a un'opposizione che non si può più fare ha poco senso. La rinuncia conserva invece un'utilità concreta quando un'opposizione era già stata trascritta prima della riforma e serve liberare la casa per venderla o comprarla con mutuo.

Cosa può fare oggi chi teme di essere leso da una donazione

Chi pensa che la donazione di un genitore a un fratello possa ridurre la propria quota non ha più strumenti per "bloccare" la casa donata, ma conserva i propri diritti. Per capire se esiste davvero una lesione bisogna aspettare la successione e fare il conto delle quote ereditarie, tenendo conto di tutto quello che il genitore lascia. Se la lesione c'è, l'azione di riduzione contro il donatario resta possibile entro dieci anni dall'apertura della successione, anche se la donazione risale a molto prima: i vent'anni, per il donatario, non sono mai stati un traguardo, come spiegato nella pagina su cosa succede dopo 20 anni dalla donazione.

Finché il genitore è vivo, la strada più utile è spesso parlarne in famiglia: una donazione pensata insieme, magari con attribuzioni equilibrate tra i figli, evita molte liti future. Un notaio può aiutare a ragionarci, anche solo con un colloquio, e i temi sono gli stessi della pianificazione della successione.

Costi

Quando si poteva fare, l'opposizione doveva essere trascritta e notificata al donatario e agli eventuali acquirenti del bene donato. Tale atto di opposizione sarebbe comunque soggetto alle imposte ordinarie, che sarebbero calcolate e comunicate preventivamente dal Notaio incaricato, tra cui l’imposta ipotecaria in misura fissa e l’imposta di bollo.

Oggi la domanda di costo riguarda semmai la rinuncia a un'opposizione già trascritta, oppure la consulenza su una donazione in famiglia. In entrambi i casi potete chiedere un preventivo ai notai della vostra zona, descrivendo la vostra situazione: di solito rispondono in poche ore.

Domande frequenti sull'opposizione alla donazione

Mio padre ha donato la casa a mio fratello: posso ancora fare opposizione?

Se tuo padre è vivo, dopo il 18 dicembre 2025 di norma no: secondo il Consiglio Nazionale del Notariato l'atto non si può più ricevere. Conservi però i tuoi diritti: alla sua morte, se risulterai leso nella quota di legittima, potrai agire contro tuo fratello entro dieci anni dall'apertura della successione.

Avevo fatto opposizione alla donazione anni fa: vale ancora?

Sugli effetti delle opposizioni trascritte prima della riforma, con donante ancora vivo, le interpretazioni non sono univoche. Se c'è in gioco la vendita o l'acquisto della casa, conviene farsi consigliare da un notaio; spesso la soluzione più semplice è la rinuncia all'opposizione.

Voglio comprare una casa e nei registri risulta un'opposizione alla donazione: cosa faccio?

Prima della proposta, conviene chiedere al venditore chi l'ha fatta e parlarne con il notaio. La strada più lineare, di norma, è che chi ha trascritto l'opposizione vi rinunci con atto notarile prima del rogito, così anche la banca che finanzia l'acquisto ha un quadro chiaro.

Il donante è morto nel 2024 e io non ho fatto nulla entro giugno 2026: ho perso i miei diritti?

Non tutti. Hai perso la possibilità di chiedere la casa a chi l'avesse comprata dal donatario, perché alla tua successione si applicano ora le nuove regole. Resta l'azione di riduzione contro il donatario, entro dieci anni dall'apertura della successione, per ottenere quanto ti spetta.

Si può rinnovare un'opposizione che sta per scadere?

Il rinnovo è a sua volta un atto di opposizione, e con donante vivo dopo il 18 dicembre 2025 non dovrebbe più essere possibile riceverlo. Trattandosi di un punto su cui la prassi si sta ancora assestando, è una domanda da porre direttamente a un notaio.