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Come si fa una fusione societaria e qual è il ruolo del Notaio?

Quali possono essere i motivi che portano alla fusione delle società?

fusione societariaMolto spesso accade che un imprenditore voglia ampliare il raggio d’azione della propria azienda ed ottenere nuova clientela. Ciò potrebbe essere fatto creando nuovi rami aziendali o aprendo altre sedi in posti diversi rispetto a quello in cui si opera.

Tali scelte sono sicuramente corrette ed hanno molti vantaggi ma potrebbero avere un rischio imprenditoriale anche elevato, correlato alla fase di avvio. Infatti, attraverso un tale investimento la società si andrebbe ad inserite in quote di mercato ad essa sconosciuti oppure, in alternativa, potrebbe decidere di indirizzando allo stesso mercato di riferimento ma con una diversificazione dei prodotti e servizi che prima non forniva. In tale ultimo caso, la società entrerebbe comunque in un ambito diverso rispetto a quello in cui opera e di cui conosce già le caratteristiche.

Per tali motivi, tra le varie alternative che sono valutate dagli imprenditori, si considera anche la possibilità di unire la propria società con un’altra, così da avvantaggiarsi reciprocamente dell’avviamento già compiuto e della forza che ognuna ha sul mercato.

La fusione societaria permette infatti di unire la propria attività con un’altra, così da fare ingresso in un nuovo mercato attraverso un concept già esistente, che potrebbe far diminuire i rischi legati a tale progetto di espansione. Tra i motivi per intraprendere una fusione rientrano anche: occasioni di maggior guadagno, risanamento di una società attraverso la solidità e la forza dell’altra, agevolazioni per l’ingresso in mercati emergenti.

Perché una società sceglie di procedere ad una fusione

Una società può addivenire alla decisione di fondersi con un’altra società per diverse ragioni. Innanzitutto come accade per la trasformazione vige un principio di continuità. Ciò vuol dire che la società non si estingue e si crea una nuova società, ma si determina una continuità dei rapporti già esistenti.

I soci possono sentire l’esigenza di operare una fusione per svariati motivi di ordine economico commerciale. Infatti, questi potrebbero voler accrescere le dimensioni aziendali, aumentando la produttività e avere anche una maggiore efficienza dal punto di vista tecnico-economico. Altre ragioni potrebbero derivare dalla volontà di ridurre i costi di produzione o di amministrazioni. La fusione potrebbe anche prevedere l’acquisizione di brevetti, di licenze, così come di specifici know how. Inoltre potrebbe rappresentare, in tema di marketing, anche una strategia, qualora l’attività sia fiorente, per arrivare a mercati inesplorati fino a quel momento.

Quali tipi di fusione societaria esistono?

La fusione societaria è un’operazione straordinaria che incide sullo stesso atto costitutivo delle società partecipanti. Essa consiste nell’unione di due o più società attraverso un atto notarile e può avvenire principalmente in due modi: fusione per unione e fusione per incorporazione. Nel primo caso, anche denominato come fusione in senso stretto, due o più società si uniscono per costituirne una nuova, cosicché sotto un nuovo nome andranno ad operare le diverse realtà aziendali che prima facevano riferimento alle singole società unitesi. In questo caso verrà stipulato un nuovo atto costitutivo dal Notaio, che si riferisce alla nuova società che si forma dall’unione delle precedenti.

Nella seconda ipotesi, invece, una società acquista l’altra nella sua interezza, acquisendo tale realtà aziendale. In questo caso si distingue tra società incorporante e società incorporata. La prima, detta incorporante continua ad avere esistenza, mentre l’altra o le altre società vengono in essa incorporate, ampliandola. Anche in questo caso ci sarà bisogno di un atto negoziale stipulato dal Notaio.

La consulenza notarile anche per rispettare le norme sulla concorrenza

Per le società che avessero intenzione di operare una fusione si consiglia sempre di consultarsi con un Notaio non solo per conoscere i vari atti che si dovrebbero predisporre ma anche per capire se tale operazione straordinaria possa essere eseguita nel rispetto delle norme sulla concorrenza di mercato.

Le unioni societarie, in particolare quando riguardano aziende di grandi dimensioni o alcune tipologie di mercato con pochi operatori, rischiano infatti di convogliare la clientela verso una o poche società, con possibile danno per la libera concorrenza sul mercato. Le distorsioni della concorrenza sono estremamente pericolose perché possono comportare sanzioni da parte dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Una consulenza preliminare potrebbe quindi essere un prezioso e valido aiuto per la sicurezza di un’operazione così importante, la quale si articola in diverse fasi, come riportiamo qui di seguito.

La deliberazione di fusione e l'atto di fusione: come avviene la fusione societaria?

Nel procedimento di fusione societaria si articolano in una fase preparatoria ed una fase di attuazione ognuna delle quali, a sua volta, è costituita in vari steps e solo al termine di essi si arriva alla fusione delle società.

- La fase preparatoria: ha inizio con la valutazione delle situazioni patrimoniali delle società partecipanti alla fusione, dopo di che gli amministratori predispongono un progetto di fusione che presentano all’assemblea straordinaria della società, a cui sono fornite apposite relazioni. Ogni società partecipante dovrà approvare il medesimo progetto di fusione, contenente l’atto costitutivo della nuova società risultante dalla fusione o di quella incorporante. L’approvazione deve avvenire attraverso una delibera assunta davanti al Notaio incaricato.

- La fase di attuazione: dopo la fase preparatoria devono decorrere i termini di legge per consentire ad eventuali creditori sociali di venire a conoscenza dell’operazione e, se del caso, fare opposizione. Se decorrono questi termini senza l’opposizione dei creditori, si può stipulare la fusione vera e propria, che consiste in un vero e proprio contratto denominato di fusione, da stipularsi innanzi al Notaio.   

In alcuni casi, poi, il procedimento di fusione viene semplificato per consentire una maggiore snellezza e celerità della procedura, si parla quindi di fusione semplificata.

La prima fase: la redazione del progetto fusione

Il progetto fusione viene redatto dall’organo amministrativo e deve contenere degli specifici elementi stabiliti dal legislatore. È di fondamentale importanza che siano inseriti tutti gli elementi. Il notaio in questa fase ha un ruolo fondamentale perché dovrà verificare l’esistenza degli stessi.

La fusione semplificata

La fusione semplificata prevede alcune esenzioni nella complessa procedura appena vista come, in particolare, il fatto che il progetto di fusione non debba indicare il rapporto di cambio né le relazioni degli amministratori e degli esperti in merito. Infatti essa si applica quando non c’è bisogno di stabilire come devono essere convertite le azioni o quote delle società partecipanti alla fusione, poiché è prevista nei casi di:

  • fusione per incorporazione di società interamente posseduta dalla società incorporante
  • fusione tra società appartenenti allo stesso socio
  • fusione inversa, in cui la società controllata al 100% incorpora la sua controllante.

La materia della fusione e del diritto societario rimane di grande importanza ma è altrettanto delicata ed è quindi sempre consigliabile una consulenza societaria d’impresa dal Notaio

La fusione di una società in liquidazione

Come previsto dal legislatore la partecipazione alla fusione non è consentita alle società in liquidazione che abbiano già iniziato la distribuzione dell’attivo. Da ciò ne deriva che nel caso in cui le società si trovino in uno stato di liquidazione possono procedere con il procedimento di fusione.

È necessaria la revoca dello stato di liquidazione?

Per poter comprendere se sia necessaria la revoca dello stato di liquidazione è necessario analizzare quale sia la volontà della società. Lo stato di liquidazione comporta per la società solo un mutamento dello scopo sociale: mentre durante l’attività svolta dalla società i soci hanno lo scopo di produrre utili, durante la fase della liquidazione hanno lo scopo di liquidare i creditori e di ripartire l’eventuale residuo attivo.

La revoca dello stato di liquidazione

Nel caso in cui la società voglia a tutti gli effetti riprendere l’attività sociale e quindi la fusione diventa un’operazione che ha proprio lo scopo di rilanciare lo svolgimento delle attività, bisognerà prima revocare lo stato di liquidazione e poi deliberare l’approvazione del progetto di fusione. Naturalmente ciò può avvenire nell’ambito della medesima assemblea straordinaria dei soci dinanzi al notaio. Ciò che va precisato è che la delibera di approvazione del progetto non potrà produrre effetti immediati, in quanto sarà subordinata all’efficacia della delibera della revoca della liquidazione. Infatti ciò che va precisato è che la delibera di revoca della liquidazione riconosce un termine ai creditori della società per opporsi all’operazione. Quindi, solo a seguito del buon esito dell’operazione di revoca della liquidazione, l’approvazione del progetto può produrre i suoi effetti.

La fusione con scopo liquidatorio

Può accadere che la revoca dello stato di liquidazione non sia necessaria e che si possa procedere direttamente alla fusione con l’approvazione del progetto. In questo caso la società resta in liquidazione ed è opportuno precisare dal notaio, che lo riporterà nel verbale, che si tratti proprio di un’operazione di fusione che ha lo scopo di agevolare le operazioni liquidatorie, consistenti nel pagamento dei creditori della società.

La fusione che comporta la trasformazione

Spesso la fusione può avvenire tra società di tipo diverso: si pensi al caso in cui una società a responsabilità limitata incorpori una società in nome collettivo. In questo caso per la società in nome collettivo, che viene definita società incorporata, vi è una trasformazione. In questo caso quindi sarà necessario rispettare anche quanto previsto dal legislatore in tema di trasformazione. I soci dovranno necessariamente occuparsi di far redigere una perizia di stima della società in nome collettivo. Inoltre permarrà la responsabilità illimitata per tutte quelle obbligazioni che sono sorte prima dell’operazione di fusione.

È possibile la fusione tra società ed enti diversi dalla società?

In passato si riteneva che fosse necessario un duplice passaggio: prima procedere alla trasformazione dell’ente diverso in società e poi procedere alla fusione tra le due società. Questo tipo di soluzione avrebbe determinato una lunghezza ulteriore del procedimento, ma anche diverse spese. Con il passare del tempo la prassi notarile ha ritenuto opportuno procedere mediante un’unica operazione, in quanto si raggiungerebbe ugualmente il risultato desiderato.

La fusione comporta sempre un aumento del capitale sociale?

Non sempre la fusione comporta un aumento del capitale sociale, in quanto il capitale della società risultante dalla fusione non deve necessariamente corrispondere alla somma dei capitali delle società partecipanti, ma può anche essere inferiore. I creditori della società non subiscono alcun danno in quanto sono tutelati dal diritto di opporsi all’operazione.

La differenza tra fusione e il conferimento di azienda

Può accadere che una società conferisca in un’altra società un’azienda che eserciti una determinata attività. Apparentemente potrebbe sembrare un’operazione molto simile alla fusione. Tuttavia si ritiene che tali operazioni producano conseguenze molto diverse. Infatti mentre nel conferimento di azienda le azioni o quote vengono assegnate alla società e non ai soci, nella fusione sono proprio i soci a ricevere delle nuove partecipazioni sociali.

Il ruolo del notaio

Da quanto sopra esposto si evince che il notaio è fondamentale nelle diverse fasi della fusione. Infatti una volta che l’organo amministrativo abbia provveduto alla redazione del progetto di fusione contenente tutti gli elementi tipici e necessari, si potrà procedere all’approvazione del progetto. Tale atto viene redatto dal notaio che avrà dinanzi a sé i soci che delibereranno la volontà di approvare il progetto in sede di assemblea straordinaria. Il notaio provvederà a sintetizzare quanto accaduto in sua presenza tra i soci esponendo anche i singoli interventi rilevanti degli stessi. Anche nella fase successiva all’approvazione del progetto, il ruolo del notaio è indispensabile. L’atto di fusione viene sempre redatto dal notaio per atto pubblico. In questo caso dinanzi al notaio vi saranno i rappresentanti legali delle società che attueranno la fusione. Non sarà quindi necessaria la presenza di tutti i soci facenti parte delle compagini sociali.

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