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Collazione delle donazioni e dispensa

Che cos’è la collazione

Collazione delle donazioni e dispensaLa collazione è l’atto con il quale determinati soggetti, che hanno accettato l’eredità, conferiscono alla massa ereditaria le donazioni ricevute in vita dal defunto.

L’istituto della collazione sembrerebbe esistere in quanto il de cuius donerebbe con la sottintesa intenzione di anticipare al futuro erede tutto o parte della sua eredità.

Pertanto, all’atto di successione il bene ricevuto in donazione dovrà essere considerato come un acconto, se non addirittura come il saldo, della sua quota ereditaria. In questo modo, l’istituto della collazione assolve il compito di rimuovere la disparità di trattamento che le donazioni creerebbero tra i coeredi e ristabilirebbe la situazione di uguaglianza tra i coeredi.

Quando si devono collazionare le donazioni

La collazione è un atto notarile che precede la divisione ereditaria. I soggetti che sono tenuti alla collazione dichiarano di imputare alla massa da dividere anche le donazioni precedentemente conseguite, al fine di aumentare la massa da dividere. La collazione può essere per imputazione o in natura

Collazione per imputazione

La collazione per imputazione si attua in due fasi: dapprima con l’addebito del valore del bene donato a carico della quota spettante all’erede donatario in sede di divisione, poi con il prelevamento di una corrispondente quantità di beni da parte degli altri eredi non donatari, avente ad oggetto, per quanto possibile, beni della stessa natura e qualità di quelli che non sono stati conferiti in natura.

Collazione in natura

La collazione in natura si effettua attraverso un atto di conferimento che ha la struttura di un negozio traslativo. L’atto è unilaterale, recettizio, irrevocabile e deve essere trascritto come tutti i contratti che abbiano ad oggetto diritti su beni immobili

Chi è obbligato a collazionare le donazioni?

I presupposti per far sorgere l’obbligo di collazione sono:

-    rivestire la qualità di donatario, cioè aver ricevuto in donazione un bene dal de cuius;

-    rivestire la qualità di discendente (legittimo, naturale o adottivo) o di coniuge del de cuius;

-    rivestire la qualità di coerede, legittimo o testamentario del de cuius che fece la donazione quando ancora in vita;

-    l’esistenza di un relictum da dividere, cioè di beni che compongano l’eredità andata in comunione tra gli eredi. Secondo alcuni quest’ultimo presupposto non sarebbe necessario, formandosi una comunione sulle donazioni collazionate.

Come rendere stabili nel tempo le donazioni

Uno strumento utilizzabile dal donante per rendere stabili le donazioni ed evitare che il donatario coerede debba collazionare il bene donato dopo la morte del donante è la dispensa da collazione.

Che cos’è la dispensa da donazione?

La dispensa della collazione è quel negozio giuridico con il quale il donante esonera il donatario dall’obbligo di conferire ai coeredi ciò che ha ricevuto dallo stesso donante dopo la sua morte.

È, quindi, un negozio a causa di morte in quanto esplica i suoi effetti soltanto dopo la morte del testatore, incidendo sull’assetto successorio e patrimoniale dei coeredi discendenti.

Come si fa la dispensa da collazione?

Piuttosto che parlare di come si faccia la dispensa da collazione, è meglio chiarire in quali atti sia possibile inserire la dispensa da collazione.

La dispensa contenuta nell’atto di donazione

La dispensa è normalmente contenuta nello stesso atto di donazione. Qualora si volesse revocare questo ulteriore vantaggio sembrerebbe essere necessario un atto contrario avente la forma della donazione con la partecipazione necessaria di chi ha ricevuto la donazione.

La dispensa per testamento

La dispensa, oltre ad essere prevista nella stessa donazione, potrà essere contenuta anche in un testamento, solitamente posteriore alla donazione, ma nulla vieta che esso sia precedente (esempio: “dispenso mio figlio dal conferire tutte le donazioni che gli farò”). Si tratta di una disposizione testamentaria a carattere patrimoniale, e, come tale, revocabile in ogni momento .

La dispensa contenuta in un atto tra vivi successivo

La dispensa posteriore contenuta in un atto tra vivi è possibile. Potrebbe tuttavia capitare che il notaio che riceve l’atto richieda che debbano partecipare tutti i contraenti della precedente donazione rispettando la forma propria del negozio della donazione.

Per alcuni, invece, la donazione contenuta in un atto successivo può essere disposta con la sola presenza del donante.

Quali sono gli effetti della collazione?

La dispensa dalla collazione tende ad escludere che il bene donato debba essere ricompreso nella massa ereditaria.

In questo modo si cerca di limitare il più possibile che chi abbia ricevuto il bene donato debba rimetterlo in comunione con gli altri eredi, soprattutto se si tratta di bene immobile.

Limiti alla possibilità di dispensare la collazione

Ai sensi del 2° comma dell’art. 737 del Codice Civile la dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile, cioè la quota ereditaria che il testatore può liberamente attribuire a terzi.

In altri termini, se la dispensa comporta lesione della legittima (la quota che spetta di diritto a determinati familiari) degli altri coeredi, il donatario sarà tenuto a conferire quanto ricevuto in eccedenza rispetto alla disponibile. Se, nonostante la collazione della donazione, la lesione dovesse persistere, il legittimario leso potrà agire anche in riduzione

Chi può aiutare a vederci più chiaro

Sicuramente, il miglior aiuto per avere idee più chiare è il notaio. La professionalità e l’imparzialità del notaio possono aiutare a comprendere gli effetti della collazione e della sua eventuale dispensa su un atto di donazione che si abbia il desiderio di effettuare, consigliando anche i passi successivi che potrebbe determinare una sistemazione patrimoniale definitiva e il più stabile possibile all’interno del nucleo familiare più stretto, nel rispetto dei limiti di legge.

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