Uscire da una società

Come si esce da una società

Uscire da una societàPuò accadere che si senta l’esigenza di non far più parte di una società e che si senta la necessità di fuoriuscire dalla compagine sociale. Si tratta di una scelta che va presa con cautela analizzando la singola situazione concreta, in quanto esistono diversi modi per poter abbandonare l’attività svolta sottoforma societaria.

Sicuramente quando si lascia una società si ha diritto a una liquidazione o comunque a una somma di denaro nel caso in cui si intenda cedere la propria quota. A seconda del tipo di società, di cui si è soci, è possibile uscire dalla stessa sia dichiarando espressamente di non volerne più farne parte, sia attraverso l’esclusione da parte dell’organo amministrativo o dell’assemblea.

Naturalmente questi sono i casi che si aggiungono alla cessione di quote affrontata nelle apposite sezioni. Vediamo quali sono le differenze se si vuole uscire da una società di persone o da una società di capitali.

Uscire da una società di persone

A differenza delle società di capitali, ossia delle società per azioni e delle società a responsabilità limitata, nelle società di persone costituiscono modifiche dei patti sociali non solo le cosiddette modifiche oggettive (modifiche di clausole esistenti, introduzione di nuove clausole o soppressione di clausole), ma anche le modifiche soggettive (modifica del numero dei soci, variazione delle persone dei soci, modifica e nomina degli amministratori).

Il contratto sociale può essere modificato solo con il consenso di tutti i soci, se non è previsto diversamente nel contratto sociale. Pertanto, tutte le parti dovranno recarsi dal notaio per modificare il contratto, anche nel caso in cui uno dei soci non intenda più far parte della società di persone. Successivamente al rogito notarile, a cura del notaio, la modifica del contratto sociale dovrà essere pubblicizzata mediante l’iscrizione nel Registro delle Imprese.

Come poter uscire da una società di persone: il diritto recesso

Per uscire da una società di persone e non fare parte più della compagine sociale, il socio può esercitare il cosiddetto diritto di recesso unilateralmente, senza il consenso degli altri soci. L’esercizio di tale diritto determina lo scioglimento del rapporto sociale.

La comunicazione del diritto di recesso è immediatamente efficace nel momento in cui giunge a conoscenza degli altri soci ed, è proprio per questo che nel gergo tecnico giuridico, viene definito atto recettizio. La volontà di abbandonare la società potrebbe anche derivare da dei comportamenti da cui si evinca la mancata volontà di continuare l’attività sociale, ma deve richiedere l’iscrizione nel Registro delle imprese in via suppletiva.

Tuttavia, la modifica della compagine sociale comporta una modifica dei patti sociali che andrà effettuata, come abbiamo già detto, dinanzi al notaio.

Diversi tipi di recesso

Nella prassi notarile si distinguono diversi tipi di recesso, ossia diverse ragioni per cui poter esercitare il diritto di recesso e fuoriuscire dalla compagine sociale.

La prima ipotesi si determina quando la società è a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci. La seconda ipotesi si verifica quando sussiste una giusta causa, mentre la terza ipotesi, invece, si considera quando il contratto sociale lo consente, in quanto i soci abbiano espressamente previsto quando poter uscire dalla società.

Esclusione del socio di società di persone

Lo scioglimento del rapporto sociale, ossia del rapporto tra la società e i singolo socio nelle società di persone, ossia nella società semplice, nella società in nome collettivo e nella società in accomandita semplice, può avvenire per tre diverse ragioni: in primo luogo può esservi la volontà del socio di fuoriuscire dalla compagine sociale, attraverso l’esercizio del diritto di recesso dalla società. In secondo luogo può determinarsi l’esclusione del socio in specifici casi di seguito affrontati. Infine la morte del socio determina lo scioglimento del rapporto sociale. Ciascuna causa di scioglimento presenta delle specifiche peculiarità. In ongi caso se si vuole abbandonare la compagine sociale potrà anche decidersi di cedere propria quota, come vedremo, nelle modalità prescirtte dalla legge.

Come si esclude un socio dal notaio

per procedere all’esclusione del socio i soci si recheranno dal notaio, a seconda della causa che abbia determinato tale necessità. Si tratta di una modifica dei patti sociali che si adotta con la maggioranza dei soci. Ma come deve essere calcolata la maggioranza? Qual è il criterio per poter procedere al calcolo?

La maggioranza dei soci si calcola per teste e non per quote di partecipazione agli utili (le cosiddette quote di interesse); ciò si desume anche dal fatto che non viene computato nel calcolo il socio che si vuole escludere.

Esclusione di un socio da una società di capitali

Come si è già avuto modo di dire con riguardo alle società di persone, anche nelle società di capitali (tendenzialmente srl e spa) l’esclusione si qualifica come una delle ipotesi del venir meno di un socio rispetto agli obblighi e ai diritti che precedentemente vantava nell’ambito della compagine societaria.

Il socio viene escluso generalmente quando si rende inadempiente rispetto all’obbligazione di conferimento in denaro o in natura o quando si verifica un’altra giusta causa di risoluzione del rapporto prevista dall’atto costitutivo. Al socio escluso viene ovviamente riconosciuto il rimborso della propria quota di partecipazione, che sarà proporzionale al patrimonio della società.

Esclusione e recesso: che differenza c’è?

I due istituti, pur avendo l’effetto di sciogliere il rapporto sociale relativamente a un singolo socio, sono completamente differenti. Se nell’esclusione il socio subisce la volontà dell’assemblea, nel caso del recesso l’assemblea e la stessa società subiscono la volontà del socio di sciogliere il singolo rapporto sociale, ossia di voler abbandonare l’attività della società.

È però da precisare che il socio non può recedere arbitrariamente e indiscriminatamente; la legge, infatti, disciplina i singoli casi in cui il recesso può essere esercitato. Sostanzialmente esiste una presunzione di legge su una giusta causa, per la quale il socio (che di fatto non ha concorso all’assunzione di una determinata decisione) potrebbe decidere di non voler più partecipare alla società. A fianco delle ipotesi legali, ossia espressamente previste dalla legge, lo statuto sociale, in sede di costituzione e successivamente, può prevedere casi di recesso volontario, ove sono i soci stessi a prevedere ipotesi che configurano giusta causa di scioglimento del singolo rapporto sociale.

Cessione di quota della società dal notaio

La cessione della quota può essere effettuata dal notaio o da un professionista abilitato come il commercialista. Questa può avvenire a titolo oneroso, ossia con il pagamento di una somma di denaro da parte di colui che acquista in favore del socio che la compra: in questo caso il prezzo è liberamente negoziabile tra le parti, può essere basato sul valore nominale della partecipazione sociale o può essere ancorato ad altri criteri.

Tuttavia è, altresì, possibile che la cessione avvenga con una donazione e tale fenomeno è più diffuso in ambito familiare: si pensi al caso in cui un genitore decida di fuoriuscire dalla compagine sociale perché totalmente disinteressato all’attività e intenda donare la propria quota a un figlio. In questo caso sarà necessario l’atto pubblico notarile e la presenza di due testimoni che abbiano i requisiti previsti dalla legge, proprio perché si tratta di una donazione a tutti gli effetti, avente ad oggetto una quota sociale.

Quanti soldi si ricevono se si cede la quota

La cessione della quota sociale dal notaio prevede il pagamento di un prezzo, nel caso in cui sia a titolo oneroso: il corrispettivo può essere liberamente negoziabile, in quanto viene liberamente dalla volontà delle parti del contratto, ossia dal socio attuale e dal potenziale socio, acquirente della quota.

Ciò che viene ceduto non è il patrimonio della società, che può essere composto da diversi beni immobili, mobili, contratti, crediti, ma è proprio la quota comprensiva dei diritti e degli obblighi connessi alla stessa.

Quanto costa uscire dalla società?

Il costo per esercitare il diritto di recesso dipende dalla tipologia di società dalla quale si vuole usciere ed è sempre buona norma chiedere direttamente al notaio il preventivo. Tramite questa piattaforma è possibile richiedere un preventivo notarile gratuito indipendentemente si si vuole cedere la quota, esercitare il recesso o escludere il socio modificando lo statuto o i patti sociali, così come donare la quota dal notaio.

Tale servizio è del tutto gratuito e non richiede alcun costo di registrazione o di iscrizione: selezionando la città in cui si preferisce stipulare, in pochi semplici passaggi e in breve tempo, è possibile entrare in contatto diretto con il notaio, senza mediazioni di altri professionisti.

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Autore: Redazione NF questo articolo è stato realizzato con cura e attenzione da un essere umano ed è coperto dal diritto d'autore.
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