Notaio e azienda, cessione, affitto e passaggio ai figli

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L’azienda: cenni generali

Per azienda si intende il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio di una impresa. Essa, pertanto, comprende tutto ciò che serve per esercitare quella attività economica, per cui ad esempio un negozio di abbigliamento comprende l’edificio in cui si trova il negozio, gli scaffali dove è riposta la merce, i manichini, la stessa merce e così via.

L’azienda viene avviata da qualcuno che la crea, mentre può essere anche acquistata da un altro imprenditore che l’ha già utilizzata per la propria impresa da tempo. Nell’azienda possono essere compresi anche beni immobili, quali appunto la casa, il negozio, il laboratorio dove si svolge l’attività economica: in questi casi, ancora di più che negli altri è importante l’assistenza del Notaio negli atti con il quali si dispone dell’azienda. Vediamo, quindi, quali sono i principali atti nei quali è necessaria l’assistenza del Notaio.

Gli atti sull’azienda che passano dal notaio, con un caso per ciascuno
AttoCaso tipicoCosa comporta
Cessione d’aziendaIl titolare del bar va in pensione e vende tutto a chi già ci lavoraAtto dal notaio, iscritto al Registro delle Imprese; registro proporzionale, aliquote diverse per merci, avviamento e immobili
Cessione di ramoLa parrucchiera cede il reparto estetica e tiene il saloneCome la cessione, ma l’oggetto è il solo ramo autonomo
Affitto d’aziendaIl negozio di famiglia va a un gestore per cinque anni, con canone mensileAtto dal notaio e iscrizione; la proprietà resta al titolare, che la riprende alla scadenza
Donazione o patto di famigliaL’officina passa al figlio che ci lavora, agli altri una sommaAtto pubblico dal notaio (per la donazione con due testimoni); imposta di donazione, con esenzione se il figlio prosegue per cinque anni
Testamento con legatoL’azienda a un solo figlio, il resto diviso tra tuttiSi apre alla morte; l’azienda passa al legatario senza bisogno di accettazione
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Cessione di azienda

Il principale tipo di atto in cui occorre coinvolgere il Notaio è la cessione di azienda. Si tratta dell’atto con il quale il titolare e quindi imprenditore decide di porre fine alla propria attività e vendere l’azienda, ovvero tutto ciò che occorre per esercitare quel tipo di attività.

L’atto richiede un particolare tipo di formalità in quanto successivamente deve essere depositato per l’iscrizione nel Registro delle Imprese: il Codice Civile (art. 2556) richiede per le imprese soggette a registrazione la forma scritta, e il deposito entro trenta giorni a cura del notaio che ha ricevuto l’atto pubblico o autenticato le firme. In questo tipo di atto si devono considerare una serie di aspetti che passano da colui che cede l’azienda a colui che la acquista e che vanno regolamentati nel contratto. In primo luogo, si devono considerare gli eventuali debiti esistenti, o crediti con fornitori o altri soggetti: chi compra risponde dei debiti che risultano dai libri contabili obbligatori, e per questo la pagina sull’acquisto di un’azienda con debiti merita una lettura prima di firmare il compromesso.

Si devono specificare i contratti in essere che si estinguono e quelli che rimangono in vigore, con l’acquirente dell’azienda come soggetto che subentra. Vanno inoltre valutati gli aspetti relativi ai segni distintivi, quali il marchio, l’insegna e la ditta: le parti possono concordare se lasciare le stesse o modificarle, anche se solitamente quando si acquista un’azienda si cerca di mantenere alcuni punti fermi per non perdere la clientela. Resta poi il divieto di concorrenza: per cinque anni chi ha venduto non può aprire un’attività che, per oggetto e zona, porti via i clienti a quella ceduta (art. 2557 c.c.).

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Cessione di ramo di azienda

Si deve cedere non necessariamente l’intera azienda, ma è possibile cedere anche un ramo della stessa. Il ramo di azienda è un settore della stessa che è organizzato in maniera autonoma e indipendente rispetto al resto, pur facendo parte complessivamente della stessa impresa.

Le attività relative al ramo di azienda possono essere gestite anche in maniera separata dal resto dell’azienda e anche per questo possono cedersi separatamente. Un imprenditore può decidere di vendere parte della propria azienda che non riesce a gestire, restando così titolare della restante parte. Non vi sono molte differenze a livello contrattuale, si tratta sempre di un contratto di cessione di azienda, salva la specificazione dell’oggetto che è diverso; i dettagli sono nella pagina sulla cessione del ramo d’azienda.

L’affitto dell’azienda

Oltre agli atti con il quali si cede l’azienda, è possibile anche darla in affitto, concedendo dunque la possibilità di utilizzare l’azienda verso il corrispettivo di un determinato canone. Anche in questo caso è necessario redigere questo contratto per iscritto.

Se l’acquisto di un’azienda è un atto spesso oneroso e anche complicato dal punto di vista formale, dovendosi concordare numerosi aspetti dell’avviamento e della composizione dell’azienda, l’affitto è sicuramente meno formale e dispendioso. In quest’ultimo caso la proprietà dell’azienda, ovvero del complesso dei beni organizzati utilizzato da un imprenditore per esercitare la sua attività economica, resta nelle mani dello stesso, che però cessa l’attività. L’affittuario sarà il nuovo imprenditore, esercitando un’attività economica servendosi di un’azienda che non ha in proprietà, ma gli è stata concessa in affitto. Al termine della sua attività, dovrà restituire tutti i beni oggetto dell’azienda (l’edificio in cui si svolge, i mezzi ecc.) al proprietario. È la strada che spesso si sceglie quando non si è sicuri di voler vendere: un periodo di affitto con opzione di acquisto permette a chi gestisce di provare e a chi è titolare di mantenere la proprietà.

Il passaggio generazionale dell’azienda

Un altro aspetto da considerare per quanto riguarda il ruolo del Notaio nella circolazione dell’azienda è quello relativo alla successione mortis causa. È possibile affidarsi a un professionista per gestire l’azienda per la propria successione ereditaria in vari modi. In primo luogo, ci si può affidare allo strumento del patto di famiglia, scegliendo tra i propri discendenti quello ritenuto più idoneo a gestire l’azienda dopo la morte del titolare: in questo caso, si lascia comunque agli altri discendenti in qualità di futuri eredi una somma a titolo di liquidazione.

È possibile seguire la strada della donazione, attribuendo l’azienda a titolo gratuito ma con un atto che ha effetto immediato, non alla morte del titolare. Anche mediante testamento è possibile lasciare l’azienda: ciò può avvenire o a titolo di erede, includendo l’azienda tra i beni della massa ereditaria da dividere tra gli eredi, oppure a titolo di legato. In tutti e tre i casi la legge prevede un’esenzione dall’imposta di successione e donazione se chi riceve l’azienda è il coniuge o un discendente e prosegue l’attività per almeno cinque anni, dichiarandolo nell’atto.

Cosa vuol dire lasciare l’azienda a titolo di legato?

Spesso lasciare l’azienda unitamente agli altri beni ereditari può essere controproducente. Ciò perché l’azienda verrebbe inclusa tra gli altri beni ereditari e dovrebbe essere successivamente divisa tra gli eredi, i quali potrebbero con difficoltà trovare un accordo in ordine alla gestione della stessa.

Non tutti gli eredi potrebbero essere idonei ad assumere la qualifica di imprenditore. Per questo motivo, attraverso un legato si fa una disposizione a titolo particolare, attribuendo direttamente l’azienda a un soggetto, che può essere un figlio o un terzo. Questi all’apertura della successione acquisterà automaticamente l’azienda, senza bisogno di accettazione. Come si scrive e che cosa comporta per gli altri eredi è spiegato nella pagina sul legato d’azienda nel testamento.

Vendere, affittare o lasciare il negozio: quattro domande ricorrenti

Vendo il bar: i dipendenti passano automaticamente a chi compra?

Sì, il rapporto di lavoro continua con l’acquirente e i lavoratori conservano i diritti maturati (art. 2112 c.c.). Chi vende e chi compra rispondono insieme dei crediti che il lavoratore aveva al momento del passaggio, e nelle imprese con più di quindici dipendenti serve anche la comunicazione preventiva ai sindacati.

Il locale è in affitto: posso vendere l’attività senza il consenso del proprietario dei muri?

Sì, per i locali commerciali la legge permette di cedere il contratto di locazione insieme all’azienda anche senza il consenso del locatore, che va però avvisato e può opporsi per gravi motivi entro trenta giorni (art. 36 legge 392/1978). È uno dei punti che il notaio di norma verifica prima dell’atto.

Quanto costa cedere un piccolo negozio dal notaio?

Oltre all’onorario, pesa l’imposta di registro, che si calcola per categorie di beni: 3% su merci, attrezzature e avviamento, 9% sugli eventuali immobili, 0,50% sui crediti, con i debiti che si scomputano in proporzione. Per questo nell’atto il prezzo viene ripartito voce per voce: senza ripartizione si rischia l’aliquota più alta su tutto.

Posso dare l’azienda in affitto a mio figlio e poi lasciargliela per testamento?

Sì, e capita spesso: l’affitto gli permette di gestirla subito, il testamento con legato o il patto di famiglia regolano il passaggio definitivo. Se prosegue l’attività per cinque anni dopo averla ricevuta, l’imposta di successione non si paga.

I costi

Per quanto riguarda i costi, occorre preventivamente valutare l’azienda e per questo può servire un perito che se ne occupi, con una perizia di stima. In secondo luogo, si valuta l’onorario del Notaio più IVA, al quale vanno affiancate le spese fiscali. La cessione di azienda sconta l’imposta di registro in misura proporzionale, il che vuol dire che si valuta in relazione alla tipologia dei beni che sono in essa ricompresi. Essa corrisponde al 3% per i beni mobili e il 9% per i beni immobili, oltre allo 0,50% per i crediti; l’operazione è fuori campo IVA. Successivamente all’atto il Notaio provvederà a depositare l’atto per l’iscrizione al Registro delle Imprese. Chi vuole conoscere in anticipo onorario e imposte per il proprio caso può chiedere un preventivo ai notai della sua città su NotaioFacile, indicando il tipo di attività e se nell’azienda ci sono immobili: le risposte arrivano in poche ore.