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Notaio atti per la famiglia

Cosa si intende per “atti per la famiglia”?

notaio tutti gli atti per la famiglia dalla tutela dei beni alle gestione del patrimonio e del regime patrimonialeCon la terminologia generica “atti per la famiglia” si fa riferimento a una serie di misure e atti volti a gestire, svincolare e accantonare beni che fanno parte del patrimonio familiare, in modo tale che possano essere facilmente fruibili da parte di figli o eredi, qualora i proprietari dovessero venire a mancare, oppure qualora si ritenga comunque opportuno un passaggio generazionale.

Uno degli atti di cui più frequentemente si usufruisce per gestire le proprie sostanze, come sappiamo, è il testamento, ma, se si prescinde dalla devoluzione a causa di morte, è possibile adottare ben altre misure per garantire l’integrità del proprio patrimonio. Infatti, esse hanno la primaria funzione di “isolare” certi beni in modo tale che non possano essere aggrediti da terzi (come per esempio i creditori).

In generale, è possibile raggruppare varie categorie di atti volti alla gestione dei beni familiari nella prospettiva di un passaggio generazionale: tra gli atti a tutela del patrimonio, e quindi volti alla conservazione di certi beni, possiamo enumerare il patto di famiglia, il fondo patrimoniale, il vincolo di destinazione e il trust fiduciario.

Senza considerare, poi, tutta la disciplina, prodromica ma necessaria, che attiene al regime patrimoniale dei coniugi, anch’essa idonea a stabilire la suddivisione dei beni e a far capire quali sono in comproprietà e quali no.

Atti a tutela del patrimonio: patto di famiglia e fondo patrimoniale

Partiamo col dire che ogni atto di disposizione e conservazione dei beni familiari si conclude alla presenza di un Notaio, il quale redigerà apposito atto pubblico e, qualora possibile, scrittura privata autenticata.

Senza il Notaio rogante, molti di questi atti non sarebbero validi, per il semplice motivo che spesso si richiede la forma dell’atto pubblico.

Detto ciò, analizziamo le differenze tra i vari atti prima citati:

  • Il patto di famiglia è un contratto col quale ci si accorda sul trasferimento di partecipazioni o beni imprenditoriali di cui un determinato familiare è titolare, con l’obiettivo di dare continuità al patrimonio anche dopo la sua morte. I beneficiari di tale attribuzione, che di fatto anticipa la successione, sono gli eredi, coloro che, secondo la legge, hanno diritto a non essere esclusi dall’eredità. Se, poi, al momento dell’apertura della successione, subentrano altri eredi a rivendicare certi diritti che attengono alla sfera patrimoniale del patto di famiglia, potranno chiedere ai beneficiari il pagamento di una somma pari al valore della quota che gli spetta per legge.
  • Il fondo patrimoniale, invece, è una convenzione che si costituisce affinché certi beni (immobili, mobili registrati o titoli di credito) siano destinati a far fronte ai bisogni della famiglia.

Si tratta di un vero e proprio vincolo di destinazione, poiché i beni che ne fanno parte non possono essere aggrediti o sottratti da eventuali creditori o terzi soggetti. L'amministrazione dei beni che fanno parte del fondo spetta ad entrambi i coniugi, secondo le regole generali della comunione dei beni, anche se titolare è uno solo di essi.

Il vincolo di destinazione

L’introduzione del cosiddetto vincolo di destinazione nel nostro ordinamento ha fatto sì che alcuni beni potessero slegarsi agevolmente dal patrimonio del titolare, di modo che non solo non possano essere aggrediti dai suoi creditori, ma neanche, in caso di apertura della successione, dai suoi eredi. Questo scopo si può raggiungere, per esempio, costituendo una società di capitali, cioè destinando determinati beni (come il denaro) a comporre il patrimonio della società e quindi “sottraendo” quei beni dal patrimonio “generale” di quel soggetto.

Altro istituto che abbiamo poc’anzi analizzato è il fondo patrimoniale, che ha una fenomenologia simile e rende “indipendenti” dalle vicissitudini patrimoniali i beni che ne fanno parte. Tuttavia è bene ricordare che il fondo patrimoniale è in genere correlato ad una situazione di coniugio fra due soggetti, mentre il termine più generico “vincolo di destinazione” prescinde da questo legame, e fa riferimento qualsiasi situazione meritevole di tutela. Puoi trovare nel portale maggiori informazioni sul ruolo del Notaio e su quanto costa costituire un vincolo di destinazione.

Il regime patrimoniale tra coniugi

Un altro aspetto che caratterizza la vita matrimoniale (e non solo) di due persone è la scelta del regime patrimoniale, che andrà a influire sulle rispettive vicende patrimoniali.

I coniugi decidono il regime patrimoniale nel momento dell’atto di matrimonio o anche successivamente e si avvalgono, per l’occasione, dell’intervento del Notaio che suggellerà tale scelta.

Il regime ordinario è quello della comunione legale dei beni, secondo il quale si prevede che tutti i beni (tranne quelli definiti personali, secondo quanto stabilito dall’art. 179 c.c.) acquistati durante o dopo il matrimonio, nonché i frutti e proventi delle attività gestite ed organizzate da ciascuno dei coniugi costituiscono un patrimonio comune. È indicato come ordinario perché è quello che viene applicato se i coniugi non si accordano diversamente ed in modo espresso per un diverso regime. Inoltre, per disporre dei beni comuni occorre sempre il consenso di entrambi.

La separazione dei beni, al contrario, comporta che tutti i beni acquistati dai due coniugi anche successivamente al matrimonio rimangano di esclusiva titolarità di chi ha effettuato l’acquisto. L’amministrazione ed il godimento dei beni spetta ai coniugi separatamente, in relazione a quelli di cui si è titolari.

Esiste poi un terzo genere di regime patrimoniale definita comunione convenzionale per il semplice fatto che trova compimento nell’accordo tra i coniugi, siglato davanti al Notaio. Con essa i coniugi possono derogare in parte al regime della comunione dei beni, ad esempio decidendo di far cadere in comunione anche le proprietà acquisite prima del matrimonio, che di regola non sono soggette a tale regime. Restano comunque esclusi dalla comunione tutti i beni che non possono essere sottratti alla categoria di “beni personali”, e si tratta di:

  • beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge e loro accessori;
  • beni utili all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un'azienda facente parte della comunione;
  • beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno, nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
  • beni provenienti da successioni o donazioni.

Notaio atti per la famiglia

Quando si parla di atti per la famiglia - nello specifico di atti volti alla conservazione o alla destinazione del patrimonio di un soggetto a beneficio dei suoi familiari - non si può prescindere dalla presenza del Notaio, il quale ha un importante ruolo sia nella fase preliminare di consulenza, in cui deve dare le informazioni necessarie ai clienti, sia nella fase successiva di valutazione del regime o dell’istituto più consono in base alle esigenze di un determinato nucleo familiare. È infatti il professionista a indirizzare le parti verso la scelta più consapevole, per poi mettere per iscritto l’accordo dalle stesse raggiunto.

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