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Notaio atti per la famiglia

Cosa si intende per “atti per la famiglia”?

notaio tutti gli atti per la famiglia dalla tutela dei beni alle gestione del patrimonio e del regime patrimonialeCon la terminologia generica “atti per la famiglia” si fa riferimento a una serie di misure e atti volti a gestire, svincolare e accantonare beni che fanno parte del patrimonio familiare, in modo tale che possano essere facilmente fruibili da parte di figli o eredi, qualora i proprietari dovessero venire a mancare, oppure qualora si ritenga comunque opportuno un passaggio generazionale.

Uno degli atti di cui più frequentemente si usufruisce per gestire le proprie sostanze, come sappiamo, è il testamento, ma, se si prescinde dalla devoluzione a causa di morte, è possibile adottare ben altre misure per garantire l’integrità del proprio patrimonio. Infatti, esse hanno la primaria funzione di “isolare” certi beni in modo tale che non possano essere aggrediti da terzi (come per esempio i creditori).

Quali sono gli “atti per la famiglia”?

In generale, è possibile raggruppare varie categorie di atti volti alla gestione dei beni familiari nella prospettiva di un passaggio generazionale: tra gli atti a tutela del patrimonio, e quindi volti alla conservazione di certi beni, possiamo enumerare il patto di famiglia, il fondo patrimoniale, il vincolo di destinazione e il trust fiduciario.

Senza considerare, poi, tutta la disciplina, prodromica ma necessaria, che attiene al regime patrimoniale dei coniugi, anch’essa idonea a stabilire la suddivisione dei beni e a far capire quali sono in comproprietà e quali no.

Chi va dal notaio per gli “atti per la famiglia”?

A seconda del tipo di atto che si intende stipulare, dal notaio si recheranno diverse persone per il rogito notarile. Nel caso ad esempio di modifica del regime patrimoniale dal notaio si recheranno entrambi i coniugi o uniti civili che manifesteranno la loro volontà di modificare il regime patrimoniale.

Nel caso di fondo patrimoniale anche solo un membro della famiglia (il padre o la madre o anche un soggetto terzo) potrebbe decidere di costituirlo. Tuttavia si rende necessaria la partecipazione anche degli altri membri della famiglia. In virtù delle molteplicità degli atti di famiglia che possono essere stipulati dal notaio, bisognerà rivolgersi allo stesso per comprendere quali siano le persone necessarie per il rogito notarile. Nelle convenzioni matrimoniali in particolare la presenza di due testimoni è sempre obbligatoria.

Cosa si intende per famiglia

Quando si parla di famiglia in passato si faceva riferimento ai coniugi uniti in matrimonio. Il legislatore con la Legge Cirinnà ha riconosciuto anche, come formazione sociale, persone dello stesso sesso che decidono di unirsi civilmente. In questo modo ha posto sullo stesso piano le norme che regolano il matrimonio a quelle che disciplinano l’unione civile anche dal punto di vista del regime patrimoniale.

I conviventi formano una famiglia?

La legge Cirinnà ha introdotto anche nell’ordinamento giuridico italiano la possibilità di stipulare dei contratti che regolano la convivenza, in particolare i rapporti patrimoniali tra i conviventi.

Questo tipo di contratto viene stipulato anche per atto pubblico notarile e dà l’opportunità anche di scegliere la comunione legale come regime patrimoniale della famiglia, al pari del matrimonio tra coniugi. In qualsiasi momento i conviventi potranno decidere di voler adottare un altro tipo di regime sempre con atto pubblico notarile. A differenza delle unioni civili, i conviventi però non vantano alcun diritto sulla successione del convivente defunto, se non quelli espressamente previsti dalla legge in caso di contratto di locazione.

Il contratto di convivenza può essere stipulato anche tra persone eterosessuali e può concludersi tra due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

Notaio atti per la famiglia

Quando si parla di atti per la famiglia - nello specifico di atti volti alla conservazione o alla destinazione del patrimonio di un soggetto a beneficio dei suoi familiari - non si può prescindere dalla presenza del Notaio, il quale ha un importante ruolo sia nella fase preliminare di consulenza, in cui deve dare le informazioni necessarie ai clienti, sia nella fase successiva di valutazione del regime o dell’istituto più consono in base alle esigenze di un determinato nucleo familiare. È infatti il professionista a indirizzare le parti verso la scelta più consapevole, per poi mettere per iscritto l’accordo dalle stesse raggiunto.

Quando andare dal notaio per gli atti per la famiglia?

Esistono dei casi specifici in cui è la legge che impone proprio l’atto pubblico notarile, in particolare per gli atti che riguardano la famiglia. Infatti, nel caso in cui si voglia costituire un fondo patrimoniale sarà necessario un atto pubblico. Non sarà possibile tutelare dei beni dall’eventuale aggressione dei creditori con una scrittura privata tra le parti. Lo stesso discorso può farsi per il patto di famiglia che ha ad oggetto il passaggio generazionale dell’azienda o delle quote societarie: anche in questo caso l’atto pubblico notarile è imposto dal legislatore.

Il notaio è determinante anche se si passa dal regime di separazione dei beni a quello di comunione o viceversa. In tutti questi casi sopra elencati ed altri previsti espressamente, sarà necessario andare dal notaio.

Quanto costano gli atti per la famiglia dal notaio

In virtù dei numerosi atti che possono essere stipulati dal notaio per la famiglia, vi saranno dei costi differenti. Ad esempio nel caso della modifica del regime patrimoniale bisognerà affrontare i costi di trascrizione nei Registri immobiliari. Nel caso, invece, del fondo patrimoniale, potrebbe accadere che vi siano altre spese da sostenere, ad esempio quelle del trasferimento di immobili. Oltre alle singole imposte e tasse dovrà contemplarsi anche l’onorario notarile. Rivolgersi ad un notaio per un preventivo è la soluzione preferibile in quanto ciascun atto ha le proprie peculiarità.

Il regime patrimoniale tra coniugi

Un altro aspetto che caratterizza la vita matrimoniale, (e non solo, in virtù delle unioni civili e del contratto di convivenza introdotti con la Legge Cirinnà) di due persone è la scelta del regime patrimoniale, che andrà a influire sulle rispettive vicende patrimoniali. Il regime patrimoniale regola i rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Quando si decide il regime patrimoniale

I coniugi decidono il regime patrimoniale nel momento dell’atto di matrimonio o anche successivamente e si avvalgono, per l’occasione, dell’intervento del Notaio che suggellerà tale scelta. Possono infatti in qualsiasi momento decidere di modificare il regime patrimoniale, sempre ed esclusivamente alla presenza di un notaio così come di due testimoni.

Quali sono i regimi patrimoniali

Il regime ordinario è quello della comunione legale dei beni, secondo il quale si prevede che tutti i beni (tranne quelli definiti personali, secondo quanto stabilito dall’art. 179 c.c.) acquistati durante o dopo il matrimonio, nonché i frutti e proventi delle attività gestite ed organizzate da ciascuno dei coniugi costituiscono un patrimonio comune. È indicato come ordinario perché è quello che viene applicato se i coniugi non si accordano diversamente ed in modo espresso per un diverso regime. Inoltre, per disporre dei beni comuni occorre sempre il consenso di entrambi.

La separazione dei beni, al contrario, comporta che tutti i beni acquistati dai due coniugi anche successivamente al matrimonio rimangano di esclusiva titolarità di chi ha effettuato l’acquisto. L’amministrazione ed il godimento dei beni spetta ai coniugi separatamente, in relazione a quelli di cui si è titolari.

Esiste poi un terzo genere di regime patrimoniale definita comunione convenzionale per il semplice fatto che trova compimento nell’accordo tra i coniugi, siglato davanti al Notaio. Con essa i coniugi possono derogare in parte al regime della comunione dei beni, ad esempio decidendo di far cadere in comunione anche le proprietà acquisite prima del matrimonio, che di regola non sono soggette a tale regime. Restano comunque esclusi dalla comunione tutti i beni che non possono essere sottratti alla categoria di “beni personali”, e si tratta di:

  • beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge e loro accessori;
  • beni utili all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un'azienda facente parte della comunione;
  • beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno, nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
  • beni provenienti da successioni o donazioni.

Atti a tutela del patrimonio: patto di famiglia e fondo patrimoniale

Partiamo col dire che ogni atto di disposizione e conservazione dei beni familiari si conclude alla presenza di un Notaio, come già anticipato, il quale redigerà apposito atto pubblico e, qualora possibile, scrittura privata autenticata.

Senza il Notaio rogante, molti di questi atti non sarebbero validi, per il semplice motivo che spesso si richiede la forma dell’atto pubblico.

Come si tutela il patrimonio della famiglia dal notaio?

Il legislatore offre diverse soluzioni per tutelare il patrimonio della famiglia. Non esiste un’unica e giusta modalità per poter soddisfare le esigenze dei membri della famiglia. Il notaio riveste un ruolo decisivo in quanto esporrà tutte le caratteristiche tipiche delle singole e papabili soluzioni. Solo a seguito di un’analisi delle esigenze delle parti il notaio potrà cucire su misura l’atto preferibile da stipulare.

Detto ciò, analizziamo le differenze tra i vari atti prima citati:

  • Il patto di famiglia è un contratto col quale ci si accorda sul trasferimento di partecipazioni o beni imprenditoriali di cui un determinato familiare è titolare, con l’obiettivo di dare continuità al patrimonio anche dopo la sua morte. I beneficiari di tale attribuzione, che di fatto anticipa la successione, sono gli eredi, coloro che, secondo la legge, hanno diritto a non essere esclusi dall’eredità. Se, poi, al momento dell’apertura della successione, subentrano altri eredi a rivendicare certi diritti che attengono alla sfera patrimoniale del patto di famiglia, potranno chiedere ai beneficiari il pagamento di una somma pari al valore della quota che gli spetta per legge.
  • Il fondo patrimoniale, invece, è una convenzione che si costituisce affinché certi beni (immobili, mobili registrati o titoli di credito) siano destinati a far fronte ai bisogni della famiglia.

Si tratta di un vero e proprio vincolo di destinazione, poiché i beni che ne fanno parte non possono essere aggrediti o sottratti da eventuali creditori o terzi soggetti. L'amministrazione dei beni che fanno parte del fondo spetta ad entrambi i coniugi, secondo le regole generali della comunione dei beni, anche se titolare è uno solo di essi.

Il vincolo di destinazione

L’introduzione del cosiddetto vincolo di destinazione nel nostro ordinamento ha fatto sì che alcuni beni potessero slegarsi agevolmente dal patrimonio del titolare, di modo che non solo non possano essere aggrediti dai suoi creditori, ma neanche, in caso di apertura della successione, dai suoi eredi. Questo scopo si può raggiungere, per esempio, costituendo una società di capitali, cioè destinando determinati beni (come il denaro) a comporre il patrimonio della società e quindi “sottraendo” quei beni dal patrimonio “generale” di quel soggetto.

Altro istituto che abbiamo poc’anzi analizzato è il fondo patrimoniale, che ha una fenomenologia simile e rende “indipendenti” dalle vicissitudini patrimoniali i beni che ne fanno parte. Tuttavia è bene ricordare che il fondo patrimoniale è in genere correlato ad una situazione di coniugio fra due soggetti, mentre il termine più generico “vincolo di destinazione” prescinde da questo legame, e fa riferimento qualsiasi situazione meritevole di tutela.

Quando viene stipulato solitamente il vincolo di destinazione?

Il vincolo di destinazione, a differenza del fondo patrimoniale o di altre soluzioni che tutelano il patrimonio, viene costituito dal notaio per atto pubblico a tutela di interessi meritevoli di tutela come la tutela dei disabili, la convivenza, etc. Si tratta di interessi che sono anche protetti dalla nostra Costituzione che prescindono anche dal nucleo familiare.

Puoi trovare nel portale maggiori informazioni sul ruolo del Notaio e su quanto costa costituire un vincolo di destinazione.

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