Cos'è una srl PMI e che cosa cambia rispetto a una srl

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La scelta della società dal notaio

La scelta del modello societario da adottare comporta un’attenta analisi da parte dei soci sui vantaggi e sui rischi che ne possono derivare. La società a responsabilità limitata è una società di capitali, che, tuttavia, presenta dei caratteri simili alle società di persone, in virtù anche del ruolo centrale del socio.

Il D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ha prodotto effetti notevoli sul diritto societario delle società a responsabilità limitata che si qualificano come “piccole e medie imprese”. Il D. Lgs. 129/2017, che ha modificato il Testo unico della finanza, rimanda per la nozione di PMI alla raccomandazione europea.

Il notaio potrebbe avere un ruolo di particolare importanza nella verifica, semplificando molto, dei requisiti per poter definire una s.r.l. come PMI (piccole e medie imprese).

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Quali sono i requisiti per poter definire una s. r. l. PMI?

Per poter definire una S.r.l. PMI si fa riferimento alla raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE, attuata in Italia con il decreto ministeriale del 18 aprile 2005.

È necessario che la S.r.l. PMI soddisfi contemporaneamente le seguenti caratteristiche oggettive, anche dimensionali:

  • Occupare meno di 250 persone ed avere un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di Euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore ai 43 milioni di Euro

Di norma la qualifica si acquista o si perde quando i limiti sono superati, o non più superati, per due esercizi consecutivi. Per le start up innovative e gli incubatori certificati, che hanno già una disciplina propria, c’è la pagina sulle Startup innovative.

Perdita dei requisiti di s.r.l. PMI: cosa accade?

Se nel corso dell’attività sociale, la società perdesse i requisiti di PMI, la disciplina peculiare applicata precedentemente, manterrebbe la sua efficacia. Ad esempio, nel caso in cui una s.r.l. PMI abbia una clausola statutaria che consenta la creazione di categorie di quote, queste ultime manterranno la loro efficacia, con riferimento alle sole partecipazioni esistenti a tale data, in analogia con quanto previsto per le start- up innovative.

Società S.r.l. PMI dal Notaio perche sceglierla e come costituirla

I vantaggi di una s.r.l. PMI

La disciplina delle s.r.l. PMI si avvicina allo stesso tempo:

  • al modello delle start up innovative, derogando alle norme del diritto societario;
  • al modello delle società per azioni, caratterizzato dalla spersonalizzazione delle partecipazioni sociali. Si ricordi, infatti, che le azioni sono partecipazioni sociali standardizzate.

Ciò consente ai soci di poter spaziare tra le discipline e assumere le decisioni più opportune in base alle esigenze dell’attività sociale, potendosi confrontare con il notaio.

Le deroghe estese alle srl PMI sono in sostanza quattro: le categorie di quote, anche con voto non proporzionale; le operazioni sulle proprie quote in attuazione di piani di incentivazione per dipendenti, collaboratori e amministratori; l’offerta delle quote al pubblico tramite portali di crowdfunding; la dematerializzazione delle quote, introdotta dalla legge 21/2024 con una clausola dello statuto.

Le categorie di quote: cosa sono?

Le società s.r.l. PMI possono emettere categorie di quote.

La possibilità di prevedere delle categorie di partecipazioni sociali è una caratteristica tipica delle società per azioni. È proprio per questo motivo che la disciplina si avvina a quella delle spa. Sulle categorie di azioni c’è una pagina dedicata, per confronto, sulle categorie di azioni.

Le categorie di quote si caratterizzano per attribuire a tutti i loro possessori “diritti diversi” dai diritti spettanti agli altri soci e/o alle quote di altre categoria. Si precisa che all’interno della stessa categoria i diritti devono essere necessariamente uguali. I soci possono prevedere nello statuto la coesistenza sia di quote che abbiano diritti diversi, sia di quote ordinarie.

La decisione di emettere categorie di quote spetta ai soci, che modificano lo statuto con un verbale redatto da un notaio. Sulle modifiche dello statuto c’è la pagina sulla modifica dello statuto di srl.

Un caso tipico: tre soci gestiscono una srl che rientra nei limiti della PMI e fanno entrare un investitore con quote prive del diritto di voto, ma con diritti diversi sugli utili. Come strutturare le categorie nel caso concreto è un punto da definire con il notaio. Per l’ingresso di un terzo c’è anche la pagina sull’aumento del capitale in favore di non soci.

✔
Quote senza voto o con voto non proporzionale, limitato a certi argomenti o subordinato a condizioni.
✔
Diritti diversi tra una categoria e l’altra, anche sugli utili e sulla circolazione della quota.
✔
Quote ordinarie e categorie insieme nello stesso statuto.
⚠
Quote prive del diritto di voto: esistono limiti da verificare con il notaio.
✘
Escludere un socio dagli utili e dalle perdite: il patto leonino resta vietato.
✘
Rappresentare le quote con azioni: nella srl le partecipazioni non possono essere azioni.

Le caratteristiche delle categorie di quote

I diritti diversi delle categorie di quote possono prevedere anche una diversa disciplina per la circolazione delle quote. Ad esempio, una quota potrà essere preferita per il caso in cui un altro socio intenda vendere la propria partecipazione sociale (clausola di prelazione). I diritti diversi possono anche consistere in obblighi o oneri da rispettare. Le clausole sulla circolazione sono spiegate nella pagina sui limiti alla circolazione delle partecipazioni.

Limiti alla emissione di categorie di quote

La creazione di categorie di quote incontra, però, alcuni limiti.

Tra questi rientrano il rispetto dei divieti di carattere generale del diritto societario e della disciplina delle s.r.l. (ad esempio il divieto del patto leonino, ossia non è possibile prevedere una categoria di quote che escluda un socio dalla partecipazione agli utili e alle perdite). Il notaio potrebbe adattare le esigenze dei soci nel rispetto dei limiti della normativa vigente.

Ci si è chiesti cosa accade se un socio intenda vendere la propria quota caratterizzata da tali diritti diversi. In questo caso, i diritti diversi circolano con la quota. Pertanto, colui che acquista la quota sarà titolare degli stessi diritti della categoria.

E i diritti particolari? Qual è il rapporto con le categorie di quote?

Nelle s.r.l. è possibile anche attribuire ai singoli soci dei diritti particolari, che sono strettamente collegati alla persona del socio. Questi diritti particolari possono avere ad oggetto diritti sugli utili o diritti amministrativi. Ad esempio, un socio titolare di una quota ordinaria potrebbe avere un particolare diritto sugli utili, ossia un diritto di percepire gli utili in una percentuale maggiore rispetto agli altri soci. Oppure potrebbe avere il particolare diritto di nominare un amministratore della società o di scegliere una rosa di soggetti, entro i quali poter nominare un amministratore.

Lo stretto legame, che il diritto ha con la persona del socio, comporta che di norma, in caso di trasferimento della quota, non sia trasferito anche il diritto particolare, salvo diversa previsione dello statuto.

La presenza di diritti particolari non preclude la possibilità di creare categorie di quote. Possono, infatti, esistere contemporaneamente sia i diritti particolari che si riferiscono alla persona del socio, sia le categorie di quote.

In questo caso il notaio potrebbe inserire una clausola statutaria che possa stabilire la prevalenza di uno o dell’altro, secondo la volontà espressa dai soci. Sui patti tra i soci c’è anche la pagina sugli accordi tra soci.

Il diritto di voto nelle categorie di quote

La nuova normativa ammette categorie di quote che attribuiscano al socio il diritto di voto in misura non proporzionale rispetto alla partecipazione posseduta, diritto di voto limitato a particolari argomenti o subordinato al verificarsi di particolari condizioni.

Nel rispetto dei principi di buona fede e correttezza e in presenza di un interesse meritevole di tutela, un socio titolare di quote di partecipazione di più categorie, aventi caratteristiche differenti, può:

  • partecipare alle decisioni assembleari solo con determinate quote e non con altre;
  • esercitare il diritto di voto attribuito ad una categoria in maniera differente, rispetto a quello assegnato da un’altra categoria.

Quote dematerializzate e crowdfunding

La legge 21/2024 (legge Capitali) consente alle srl PMI di sottoporre in via facoltativa le quote al regime di dematerializzazione e gestione accentrata, con una clausola dello statuto che individua le categorie interessate. Secondo il Consiglio Notarile di Milano la dematerializzazione può riguardare tutte le categorie di quote, anche in assenza di categorie diverse. Per l’offerta delle quote al pubblico tramite portali di crowdfunding, secondo le fonti consultate, dal 2023 la possibilità è riconosciuta anche alle srl che non sono PMI, mentre categorie di quote e dematerializzazione restano riservate alle PMI. Per capire cosa si può fare nel proprio caso si può indicare la modifica che si ha in mente in una richiesta di preventivo: risponde direttamente il notaio, di norma in poche ore e senza impegno. Le cifre e le soluzioni precise vanno confermate dal notaio.

Srl PMI, i dubbi più frequenti dei soci

Quando una srl può dirsi PMI?

Si fa riferimento alla raccomandazione europea 2003/361/CE: meno di 250 persone occupate e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni. Di norma la qualifica si acquista o si perde quando i limiti sono superati, o non più superati, per due esercizi consecutivi. Per i casi dubbi, come i gruppi di imprese, è buona norma sentire il notaio.

Cosa può fare in più una srl PMI rispetto a una srl ordinaria?

Può creare categorie di quote con diritti diversi, anche sul voto, compiere operazioni sulle proprie quote in attuazione di piani di incentivazione e, dopo la legge 21/2024, dematerializzare le quote con una clausola dello statuto. Secondo le fonti consultate, dal 2023 l'offerta di quote tramite portali di crowdfunding è aperta anche alle srl che non sono PMI.

Si possono emettere quote senza diritto di voto?

Per le srl PMI la legge ammette categorie di quote con voto non proporzionale, limitato a certi argomenti o subordinato a condizioni, fino a prevedere quote prive del diritto di voto. Esistono limiti da verificare con il notaio, per esempio quelli che derivano dal divieto del patto leonino e dai principi di buona fede e correttezza.

Cosa succede se la srl smette di essere PMI?

Le categorie di quote già emesse mantengono la loro efficacia, ma soltanto per le partecipazioni esistenti a quella data, in analogia con quanto previsto per le start up innovative. Sulle nuove emissioni va chiesto al notaio.

I diritti particolari passano a chi compra la quota?

Di norma no: sono legati alla persona del socio, e se la quota viene venduta il diritto particolare non si trasferisce, salvo che lo statuto preveda diversamente. I diritti delle categorie di quote, invece, circolano con la quota.