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I risultati di questi conteggi sono da intendersi a carattere generale ed esemplificativo in quanto il sistema è basato su valori indicativi e soggetti a variazioni. I risultati ottenuti potrebbero essere parziali, non includere alcuni costi e discostare anche di molto rispetto al reale valore. Per ottenere un preventivo completo e certo è buona norma CONTATTARE DIRETTAMENTE IL NOTAIO

DIVISIONE DEI BENI O SCIOGLIMENTO DI UNA COMUNIONE: ATTI SULLA SEPARAZIONE CONIUGALE

L'atto di divisione è quello grazie al quale si procede allo scioglimento di una comunione dei beni, mediante assegnazione dei singoli in proprietà esclusiva ai condividenti. video

Vi si ricorre spesso per lo scioglimento della comunione ereditaria e il codice civile detta al riguardo una disciplina assai complessa.

L’ATTO NOTARILE DI DIVISIONE: IL PUNTO DI VISTA FISCALE

Dal punto di vista fiscale la divisione gode di una tassazione agevolata, essendo dovuta l'imposta di registro del 1%; tuttavia se vi sono conguagli, cioè se il valore del bene assegnato a un condividente supera la sua quota di diritto in misura eccedente il 5%, è considerata vendita l'intera eccedenza e, quindi, oltre all'imposta del 1% sarà dovuta sul conguaglio l'imposta propria della compravendita.

LA DIVISIONE COME METODO DI SCIOGLIMENTO DI UNA COMUNIONE

La divisione legale, convenzionale o giudiziale, in taluni casi può diventare molto delicata, soprattutto se riguarda la valutazione di determinate categorie di beni. Un esempio di divisione legale è lo scioglimento del regime di comunione dei beni dei coniugi a seguito della loro separazione. Ecco perché, per questa materia di discussione, la consulenza notarile non dovrebbe essere trascurata. Grazie a NotaioFacile puoi chiedere un parere al notaio, senza alcun obbligo di accettazione del preventivo ricevuto e in modo del tutto libero e gratuito.

Chiedo al Notaio: la divisione dei beni per cambio regime patrimoniale o separazione dei coniugi

Abbiamo visto sopra in breve come sia possibile dividere i beni prima condivisi tra i due coniugi, il che di norma avviene o perché si sceglie di passare dal Regime Patrimoniale di Comunione dei Beni a quello di Separazione dei Beni o perché i coniugi decidono di mettere fine al matrimonio tramite separazione prima e divorzio poi. Come è intuibile, la situazione è spesso delicata e richiede da parte di entrambi i coniugi consapevolezza e, in alcuni casi, anche una buona dose di calma e ragionevolezza perché tutto possa svolgersi per il meglio: naturalmente non tutto è lasciato alla loro discrezionalità (il che porterebbe naturalmente in molti casi al proliferare di contenziosi), anzi la legge pone diversi limiti e paletti che sono senza dubbio da tenere in considerazione. Anche, perché no, chiedendo il supporto di un Notaio che possa aiutarci a fare tutto per il meglio. In ogni caso, per quanto riguarda la fattispecie del passaggio dalla Comunione alla Separazione dei Beni, il ricorso all’atto notarile (di fronte a due testimoni) è obbligato.

Passaggio dalla Comunione alla Separazione dei Beni dal Notaio

Se non si è scelta espressamente la Separazione dei Beni al momento del matrimonio, il regime patrimoniale applicato in automatico sarà quello della Comunione dei Beni. Perché passare da quest’ultima alla Separazione? Di norma questo cambio di Regime Patrimoniale viene fatto per proteggere il patrimonio personale di uno dei coniugi, in particolare quando si temono le rivendicazioni di eventuali creditori. Si tratta di un processo abbastanza complesso e che comporta anche dei costi, ma che potrebbe essere il caso di intraprendere se la situazione economica della famiglia lo rende consigliabile. Oltre a dover ricorrere a uno specifico atto notarile (con conseguenti costi), sarà infatti necessario versare anche un’imposta sui beni oggetto della divisione, seppur come abbiamo visto agevolata.

divisione dei beni nel matrimonioLa Separazione dei Beni, una volta resa effettiva dall’intervento del Notaio e dalla pubblicazione dell’atto a margine di quello di matrimonio, di norma garantisce che i patrimoni dei coniugi siano completamente separati. Questo significa che ciascuno dei due può disporre liberamente della propria parte di patrimonio, anche in caso di atti di amministrazione straordinaria, senza il consenso esplicito dell’altro coniuge. Ma soprattutto significa che, in caso di debiti o problemi finanziari di uno dei coniugi, quantomeno la parte dell’altro sia inattaccabile da eventuali creditori. Il passaggio dalla Comunione alla Separazione dei Beni non ha alcun effetto sul matrimonio: la coppia continua ad essere sposata esattamente come prima, senza alcuna modifica del rapporto familiare. Quello che cambia è la distribuzione dei beni, che non sono più in comune, ma ricadono nel possesso personale di ciascuno dei due coniugi (che possono comunque decidere ad esempio di cointestare beni).

Come si esegue questo passaggio? Innanzitutto è necessario che entrambi i coniugi siano concordi e decidano dunque unanimemente di recarsi dal Notaio: questi, alla presenza di due testimoni, raccoglierà la volontà dei coniugi di passare al Regime Patrimoniale di Separazione dei Beni e farà annotare questa scelta sull’atto di matrimonio. Da quel momento in poi (il provvedimento non è retroattivo) i patrimoni dei due coniugi saranno separati.

Divisione dei beni in comune per separazione dei coniugi

Sia che si tratti di una separazione consensuale, sia che si passi per una separazione giudiziale, la decisione dei coniugi di mettere fine al matrimonio comporta naturalmente una serie di conseguenze anche sull’aspetto economico della famiglia che si sta sciogliendo. Perché i coniugi possano chiedere la divisione degli averi, è necessario che venga prima messa fine alla comunione legale dei beni, che avviene dopo la separazione personale dei coniugi stessi, cioè quando il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati o alla sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dinanzi al presidente. Non è invece sufficiente una separazione di fatto, indipendentemente dalla sua durata.

Come abbiamo già visto, tutti i beni personali (quelli che non rientrano nella comunione dei beni) rimangono di proprietà di ciascun coniuge, mentre sarà necessario dividere i beni in comune, che saranno da spartire in parti uguali tra i due coniugi. Se vi sono figli, il giudice può decidere un usufrutto dei beni di uno dei coniugi a favore dell’altro. In caso di beni che non possono essere divisi perché di fatto indivisibili o perché la loro divisione sarebbe inopportuna, questi beni vengono venduti e il ricavato viene diviso in parti uguali tra i coniugi.

Divisione dei Beni della famiglia e NotaioSe la separazione è consensuale, l’accordo tra i coniugi ha valore contrattuale. Anche in questo caso, specie se si dovessero sollevare dubbi o domande sulla legittimità della propria posizione, può essere buona cosa chiedere la consulenza del Notaio così da operare per il meglio e raggiungere una posizione condivisa e rispettosa dei diritti di entrambi i coniugi.

Riassunto in breve sulla divisione dei beni della famiglia

La divisione dei beni della famiglia può avvenire per un passaggio dal Regime Patrimoniale di Comunione dei Beni a quello di Separazione dei Beni (ad esempio a protezione del patrimonio della famiglia) tramite un apposito atto notarile da rendersi davanti a due testimoni.

Altro motivo è, come intuibile, la separazione personale dei coniugi che decidano di mettere fine al matrimonio. In questo caso, si può procedere con la domanda di divisione dei beni solo dopo che tale separazione sia stata ratificata dal presidente del tribunale. Anche in questo caso, potrebbe essere buona norma richiedere la consulenza di un Notaio, specie se dovessero sorgere dubbi sulle modalità di divisione dei beni, sulla legittimità delle proprie richieste e sul contenuto della legge in merito.

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