Calcolo delle spese notarili DIVISIONE senza conguaglio
Calcolo delle spese notarili DIVISIONE con conguaglio
Divisione dei beni tra coniugi: scioglimento della comunione, separazione e costi

- L’atto notarile di divisione: il punto di vista fiscale
- Quando si fa una divisione
- Divisione dei beni della comunione legale
- Passaggio dalla comunione alla separazione dei beni dal notaio
- Divisione dei beni in comune per separazione dei coniugi
- Divisione dei beni della famiglia: i due casi
- Dividere la casa dopo la separazione: tre domande
L'atto di divisione è quello grazie al quale si procede allo scioglimento di una comunione dei beni, mediante assegnazione dei singoli in proprietà esclusiva ai condividenti.
Vi si ricorre spesso per lo scioglimento della comunione ereditaria e il Codice Civile detta al riguardo una disciplina assai complessa. Questa pagina riguarda la divisione tra coniugi; per le eredità ci sono le pagine sulla divisione dell’eredità e su come dividere un immobile tra fratelli.
L’atto notarile di divisione: il punto di vista fiscale
Dal punto di vista fiscale la divisione gode di una tassazione agevolata, essendo dovuta l'imposta di registro del 1%; tuttavia se vi sono conguagli, cioè se il valore del bene assegnato a un condividente supera la sua quota di diritto in misura eccedente il 5%, è considerata vendita l'intera eccedenza e, quindi, oltre all'imposta del 1% sarà dovuta sul conguaglio l'imposta propria della compravendita. Se nella divisione ci sono immobili si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.
Ad esempio se vi sono tre condividenti in comunione e ciascuno è titolare della quota di diritto di un terzo e il patrimonio da dividere ha un complessivo valore di 90.000 euro, a ciascun condividente spetteranno dei beni per un valore di 30.000 euro ciascuno. Se a uno dei condividenti fosse assegnato un bene di 40.000 euro e a un altro un bene del valore di 20.000, colui che ha ricevuto di più dovrebbe corrispondere in denaro una somma di denaro di euro 10.000 per parificare la differenza di valore tra i beni assegnati. La somma di euro 10.000 viene chiamata conguaglio. In questo esempio il conguaglio supera il 5% della quota di diritto (1.500 euro), quindi sui 10.000 euro si paga l’imposta della compravendita: 9%, oppure 2% se per chi riceve il bene vale come prima casa. Sotto quella soglia resta solo l’1%.
Tra coniugi i casi sono di fatto tre, con tre regimi fiscali diversi:
| Situazione | Atto | Imposte, di norma |
|---|---|---|
| Passaggio dalla comunione alla separazione, senza dividere i beni | Convenzione matrimoniale dal notaio, con due testimoni | Registro in misura fissa |
| Divisione dei beni già in comune, dopo il cambio di regime | Atto di divisione | Registro 1%, più l’imposta di vendita sul conguaglio oltre il 5% |
| Divisione o assegnazione della casa negli accordi di separazione o divorzio | Accordo omologato o negoziazione assistita, con eventuale atto notarile | Esente da registro e bollo (art. 19 legge 74/1987) |

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Quando si fa una divisione
La divisione rappresenta un metodo di scioglimento di una comunione. La divisione legale, convenzionale o giudiziale, in taluni casi può diventare molto delicata, soprattutto se riguarda la valutazione di determinate categorie di beni. La divisione legale è quella necessaria, imposta dalla legge in determinati e specifici casi previsti dal legislatore. La divisione convenzionale, o anche detta consensuale, deriva dalla volontà dei condividenti, ossia da coloro che sono in comunione ed intendono diventare proprietari esclusivi su determinati beni oggetto di comunione. La divisione giudiziale è invece rimessa alla pronuncia di un giudice.
Un esempio di divisione legale è lo scioglimento del regime di comunione dei beni dei coniugi a seguito della loro separazione. Ecco perché, per questa materia di discussione, la consulenza notarile non dovrebbe essere trascurata. Grazie a NotaioFacile puoi chiedere un parere al notaio, senza alcun obbligo di accettazione del preventivo ricevuto e in modo del tutto libero e gratuito: la risposta arriva direttamente dallo studio, di solito in poche ore.
La divisione dei beni per cambio regime patrimoniale o separazione dei coniugi
Abbiamo visto sopra in breve come sia possibile dividere i beni prima condivisi tra i due coniugi, il che di norma avviene o perché si sceglie di passare dal Regime Patrimoniale di Comunione dei Beni a quello di Separazione dei Beni o perché i coniugi decidono di mettere fine al matrimonio tramite separazione prima e divorzio poi. Come è intuibile, la situazione è spesso delicata e richiede da parte di entrambi i coniugi consapevolezza e, in alcuni casi, anche una buona dose di calma e ragionevolezza perché tutto possa svolgersi per il meglio: naturalmente non tutto è lasciato alla loro discrezionalità (il che porterebbe naturalmente in molti casi al proliferare di contenziosi), anzi la legge pone diversi limiti e paletti che sono senza dubbio da tenere in considerazione. Anche, perché no, chiedendo il supporto di un Notaio che possa aiutarci a fare tutto per il meglio. In ogni caso, per quanto riguarda la fattispecie del passaggio dalla Comunione alla Separazione dei Beni, il ricorso all’atto notarile (di fronte a due testimoni) è obbligato.
Divisione dei beni della comunione legale
La divisione dei beni della comunione avviene ogni qualvolta vi è uno scioglimento della comunione legale. Per le cause di scioglimento della comunione legale è opportuna un’analisi separata. La legge prevede che la divisione dei beni della comunione legale si effettua ripartendo in parti uguali l’attivo e il passivo. Ciò vuol dire che oltre ai crediti, i beni immobili e mobili dovranno essere divisi in parti uguali anche i debiti. La ripartizione dei debiti in parti uguali attiene solo ai rapporti interni tra i coniugi i quali, verso i terzi, continueranno a rispondere a norma degli articoli previsti in tema di comunione. Pertanto non ci sarà un coniuge che avrà il peso di dover pagare tutti i debiti che sono stati accumulati durante il regime di comunione legale.
Come avviene la divisione dei beni della comunione
La divisione dei beni della comunione può avvenire in due modi, o con il consenso di entrambi i coniugi mediante atto pubblico notarile dinanzi al notaio (divisione consensuale), o mediante l’intervento di un giudice (divisione giudiziale). Ciò può accadere anche in corso di matrimonio per dare una diversa regolamentazione dei loro rapporti patrimoniali.
I coniugi possono anche decidere che alcuni beni permangano in comunione ordinaria e che altri siano oggetto di divisione. In caso di comunione ordinaria naturalmente le norme sono diverse e ciascun coniuge potrà disporre liberamente della propria quota.
Chi va dal notaio per la divisione dei beni della comunione legale
Per poter procedere alla divisione consensuale dei beni della comunione legale occorrerà il consenso di entrambi i coniugi. Pertanto sarà necessario che entrambi si rechino dal notaio per firmare l’atto di divisione. Non basterà quindi la presenza di uno solo di essi.
Quando può procedersi alla divisione dei beni della comunione
Per poter procedere alla divisione dei beni della comunione occorre che si verifichi una causa di scioglimento della comunione. I coniugi sposati in comunione legale non potranno, in costanza di comunione legale, decidere improvvisamente decidere di dividere i beni, senza passare prima al regime di separazione dei beni. Una volta, quindi, verificatasi la causa di scioglimento, potrà procedersi alla divisione dei beni, così come precisato sopra, anche del passivo, ossia dei debiti.
Passaggio dalla Comunione alla Separazione dei Beni dal Notaio
Se non si è scelta espressamente la Separazione dei Beni al momento del matrimonio, il regime patrimoniale applicato in automatico sarà quello della Comunione dei Beni. Perché passare da quest’ultima alla Separazione? Di norma questo cambio di Regime Patrimoniale viene fatto per proteggere il patrimonio personale di uno dei coniugi, in particolare quando si temono le rivendicazioni di eventuali creditori. Si tratta di un processo abbastanza complesso e che comporta anche dei costi, ma che potrebbe essere il caso di intraprendere se la situazione economica della famiglia lo rende consigliabile. Oltre a dover ricorrere a uno specifico atto notarile (con conseguenti costi), se i coniugi decidono di dividere anche i beni già in comune sarà necessario versare un’imposta su quei beni, seppur come abbiamo visto agevolata; il solo cambio di regime, senza divisione, sconta invece l’imposta di registro in misura fissa.

Come si esegue questo passaggio dalla comunione alla separazione dei beni?
Innanzitutto è necessario che entrambi i coniugi siano concordi e decidano dunque unanimemente di recarsi dal Notaio: l’atto viene ricevuto alla presenza di due testimoni e la scelta del Regime Patrimoniale di Separazione dei Beni viene annotata sull’atto di matrimonio. Da quel momento in poi (il provvedimento non è retroattivo) i patrimoni dei due coniugi saranno separati. Ciascun coniuge sarà proprietario esclusivo di una quota e potrà disporre di essa liberamente senza il consenso dell’altro coniuge.
Divisione dei beni in comune per separazione dei coniugi
Sia che si tratti di una separazione consensuale, sia che si passi per una separazione giudiziale, la decisione dei coniugi di mettere fine al matrimonio comporta naturalmente una serie di conseguenze anche sull’aspetto economico della famiglia che si sta sciogliendo. Perché i coniugi possano chiedere la divisione degli averi, è necessario che venga prima messa fine alla comunione legale dei beni, che avviene dopo la separazione personale dei coniugi stessi, cioè quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o alla sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale, purché omologato; nelle separazioni con negoziazione assistita vale di norma la data dell’accordo. Non è invece sufficiente una separazione di fatto, indipendentemente dalla sua durata.
Come abbiamo già visto, tutti i beni personali (quelli che non rientrano nella comunione dei beni) rimangono di proprietà di ciascun coniuge, mentre sarà necessario dividere i beni in comune, che saranno da spartire in parti uguali tra i due coniugi. Se vi sono figli, il giudice può decidere un usufrutto dei beni di uno dei coniugi a favore dell’altro. In caso di beni che non possono essere divisi perché di fatto indivisibili o perché la loro divisione sarebbe inopportuna, questi beni vengono venduti e il ricavato viene diviso in parti uguali tra i coniugi.
C’è un vantaggio che molti non conoscono: gli accordi sulla casa inseriti nella separazione o nel divorzio, per esempio l’assegnazione dell’appartamento comune a uno dei due o il trasferimento della quota all’altro, sono esenti da imposta di registro e di bollo per l’art. 19 della legge 74/1987. Le condizioni e i casi sono spiegati nella pagina sui trasferimenti immobiliari nella separazione e nel divorzio. Lo stesso accordo, fatto fuori dalla procedura, pagherebbe le imposte di una divisione ordinaria: è una differenza che conviene far presente al notaio prima di chiudere gli accordi, non dopo.

Divisione dei beni della famiglia: i due casi
La divisione dei beni della famiglia può avvenire per un passaggio dal Regime Patrimoniale di Comunione dei Beni a quello di Separazione dei Beni (ad esempio a protezione del patrimonio della famiglia) tramite un apposito atto notarile da rendersi davanti a due testimoni.
Altro motivo è, come intuibile, la separazione personale dei coniugi che decidano di mettere fine al matrimonio. In questo caso, si può procedere con la domanda di divisione dei beni solo dopo che tale separazione sia stata ratificata dal giudice. Anche in questo caso, potrebbe essere buona norma richiedere la consulenza di un Notaio, specie se dovessero sorgere dubbi sulle modalità di divisione dei beni, sulla legittimità delle proprie richieste e sul contenuto della legge in merito. Per il solo atto di divisione di una casa, i costi sono descritti nella pagina sul costo dell’atto di divisione di una casa.
Dividere la casa dopo la separazione: tre domande
Siamo in comunione e ci stiamo separando: la casa va divisa a metà?
La casa comprata durante il matrimonio in comunione legale è di entrambi per metà. Dopo lo scioglimento della comunione può restare in comunione ordinaria tra i due, essere assegnata a uno con un conguaglio all’altro, oppure venduta dividendo il ricavato. Se l’accordo entra nella separazione, è esente da imposte.
Possiamo dividere i beni restando sposati?
Sì, ma prima serve una causa di scioglimento della comunione, di norma il passaggio alla separazione dei beni con atto notarile. Finché si è in comunione legale non si può chiedere la divisione.
Quanto costa l’atto di divisione dal notaio?
Imposta di registro dell’1% sul valore dei beni divisi, più ipotecaria e catastale fisse se ci sono immobili, più l’onorario. Se uno dei due riceve più della sua quota e il conguaglio supera il 5%, su quella parte si paga l’imposta della vendita. Il preventivo scritto indica ogni voce prima dell’atto.
