Come tutelare il patrimonio dai creditori con il notaio

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La protezione del proprio patrimonio dal notaio

Nel corso della vita è possibile che un soggetto contragga molteplici debiti e che sia costretto a proteggere i propri beni e tutto il patrimonio, da eventuali aggressioni da parte dei creditori.

La protezione del proprio patrimonio è una tematica complessa che richiederebbe l’intervento di un operatore giuridico, in tal caso il notaio, in grado di illustrare le soluzioni possibili a seconda dell’obiettivo che si intende raggiungere. Sarà opportuna un’analisi caso per caso, in quanto diverse possono essere le strade percorribili. Si pensi al caso del padre di famiglia che voglia proteggere la casa familiare dai creditori o al caso dell’imprenditore che voglia tutelare la propria azienda: gli interessi in gioco, in questi due esempi, appaiono diversi. I vincoli di destinazione dunque possono essere gli strumenti idonei per proteggere il proprio patrimonio.

Chi arriva su questa pagina si fa quasi sempre la stessa domanda: la casa di famiglia e i risparmi si possono mettere al sicuro? Tendenzialmente sì, con strumenti diversi tra loro, ma vale una condizione che li accomuna tutti: rendono quando si costituiscono per tempo, come scelta di pianificazione, e molto meno quando arrivano dopo i debiti. Le pagine di questa sezione descrivono uno per uno il fondo patrimoniale, gli atti di destinazione, il trust di famiglia e l’acquisto fiduciario; qui li mettiamo a confronto e, soprattutto, diciamo che cosa nessuno di loro può fare.

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Cosa si intende per i vincoli di destinazione?

Per proteggere il proprio patrimonio un soggetto può separare alcuni beni da altri, in virtù di uno specifico scopo che si intende perseguire, dando vita a dei patrimoni separati o destinati, di cui ne rimane titolare. Per effetto di tale separazione patrimoniale, dei debiti contratti in virtù del vincolo ne risponderanno solo i beni vincolati.

È un’eccezione al principio generale sancito dal nostro ordinamento che disciplina la responsabilità patrimoniale del debitore, il quale risponde dell’adempimento dei propri debiti, con tutti i suoi beni presenti e futuri.

Come tutelare il patrimonio dai creditori attraverso atti notarili

Quello che nessun vincolo può fare

Il Codice Civile parte da una regola secca: chi ha un debito ne risponde con tutti i suoi beni, presenti e futuri (art. 2740 c.c.). Fondo, vincolo e trust sono eccezioni a questa regola, e come tutte le eccezioni hanno confini. Tre, in particolare, meritano attenzione prima di andare dal notaio.

I debiti già esistenti restano scoperti. Se il vincolo nasce dopo il debito, il creditore che ha già un titolo esecutivo può pignorare l’immobile vincolato o donato entro un anno dalla trascrizione dell’atto, senza nemmeno passare da una causa (art. 2929 bis c.c.). Passato l’anno gli resta l’azione revocatoria, che si prescrive in cinque anni e che, per gli atti gratuiti come un fondo o una donazione, è relativamente facile da ottenere.

Il fondo patrimoniale protegge meno di quanto si creda. La legge lo mette al riparo solo dai debiti estranei ai bisogni della famiglia, e solo se il creditore sapeva che erano estranei. I giudici interpretano i bisogni della famiglia in senso ampio: un debito dell’attività di uno dei coniugi, se i guadagni servivano a mantenere la famiglia, può rientrarvi. Il fondo, inoltre, presuppone il matrimonio o l’unione civile e di norma si scioglie con il divorzio, salvo che vi siano figli minori.

Lo scopo deve essere vero. Il vincolo di destinazione richiede un interesse meritevole di tutela: assistere un familiare con disabilità, garantire la casa ai figli, sostenere una convivenza. Mettere i beni al riparo dai creditori non è, in sé, uno scopo meritevole, e un vincolo costruito solo per quello rischia di non reggere. Lo stesso vale per un trust costituito per sottrarre beni a chi deve essere pagato.

Un esempio aiuta a capire il peso del tempo. Due coniugi senza debiti, con una casa di proprietà, decidono di costituirla in fondo patrimoniale perché uno dei due sta per aprire un’attività. Il fondo nasce quando non ci sono creditori e con uno scopo reale, i bisogni della famiglia: è la situazione in cui lo strumento rende di più. Se la stessa coppia arrivasse dal notaio con un decreto ingiuntivo già notificato, il fondo nascerebbe esposto all’art. 2929 bis e alla revocatoria. Chi pensa di intestare la casa ai figli per lo stesso motivo trova nella pagina su come vincolare il patrimonio senza rischi i limiti della donazione.

Fondo, vincolo, trust o fondazione: cosa cambia

Strumento Chi può costituirlo Beni vincolabili Da quali debiti protegge, di norma
Fondo patrimoniale Coniugi o uniti civilmente; anche un terzo, per atto pubblico o testamento Immobili, mobili registrati, titoli di credito Dai debiti estranei ai bisogni della famiglia, se il creditore sapeva che erano estranei (art. 170 c.c.)
Vincolo di destinazione (art. 2645 ter c.c.) Chiunque, anche un convivente Immobili e mobili registrati Da tutti i debiti non contratti per lo scopo del vincolo; serve uno scopo meritevole di tutela
Trust Chiunque, scegliendo nell’atto una legge straniera che lo regoli Qualsiasi bene, anche denaro e quote I beni passano al trustee ed escono dal patrimonio del disponente: i suoi creditori personali di norma non li raggiungono
Fondazione Chiunque, anche per testamento Un patrimonio destinato a uno scopo non di lucro Da tutti, ma i beni non sono più di chi li ha dati e non tornano alla famiglia

La tabella semplifica molto: ogni strumento ha condizioni, costi e conseguenze fiscali proprie, e la scelta dipende dal caso concreto. Su questi punti è buona norma parlarne direttamente con il notaio prima di decidere.

È possibile vincolare dei beni mediante un testamento?

Il testamento è un atto sempre revocabile, unilaterale con cui il testatore non solo dispone dei propri beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere, ma può anche prevedere una specifica utilizzazione degli stessi attraverso un vincolo che abbia uno scopo determinato.

Poiché il testamento è un atto unilaterale, che non ammette l’intervento di nessuno nella formazione della volontà, è necessario che il vincolo di destinazione prescelto sia compatibile con il testamento e che sia, quindi, anch’esso unilaterale.

Il ruolo del notaio e la forma da adottare

È possibile utilizzare qualsiasi forma testamentaria, ossia il testamento pubblico, olografo, segreto, speciale o internazionale.

Ciascuna forma testamentaria ha delle specifiche formalità e adempimenti che saranno rispettati dal pubblico ufficiale, ai fini della validità dell’atto.

Nel caso in cui si decida di affidarsi al notaio per la redazione del testamento, dinanzi allo stesso sarà presente il solo testatore, oltre alla presenza dei testimoni, aventi i requisiti di legge come richiesti dalla legge notarile.

Vincoli di destinazione che si possono prevedere per testamento

Le soluzioni più diffuse nella prassi sono: il vincolo di destinazione, la costituzione di una fondazione, il trust e il fondo patrimoniale.

Vincoli di destinazione dal notaio

Il testatore potrebbe costituire un vincolo di destinazione ai sensi dell’art. 2645 ter c. c.  con il testamento, vincolando determinati beni immobili o mobili registrati (automobili ad esempio) per il raggiungimento di uno scopo meritevole di tutela secondo l’ordinamento giuridico.

Per scopo meritevole di tutela si intende una finalità di pubblica utilità o di natura etico- sociale e non si intende solo uno scopo che non sia vietato dalla legge.

Annoverando alcuni esempi di scopi meritevoli di tutela è possibile considerare:

  • La tutela dei disabili
  • La convivenza
  • Famiglia in crisi

Per quel che concerne la durata del vincolo non può essere superiore alla vita del beneficiario o comunque non superiore a 90 anni.

La Fondazione

Con il testamento è possibile costituire anche una fondazione, che è una persona giuridica necessariamente riconosciuta, attraverso la quale si vincola un patrimonio per uno scopo non di lucro, stabilito dal testatore.

È opportuno, anche, prevedere, a chi vadano i beni per il caso in cui la fondazione non ottenga il riconoscimento

Quali sono gli elementi indispensabili della fondazione da inserire nel testamento? Il contenuto minimo necessario richiesto prevede l’indicazione dello scopo e del patrimonio che si intende separare. I restanti elementi possono essere inseriti nel testamento, ma possono essere anche integrati da un soggetto terzo, in un momento successivo.

Si parla di costituzione diretta della fondazione quando sono inseriti tutti gli elementi della stessa.

Si ha costituzione indiretta, quando si precisano solo lo scopo e il patrimonio, ma il testatore manifesta ugualmente la volontà di costituire una fondazione, incaricando un altro soggetto al completamento degli elementi costitutivi previsti dalla legge.

Il Trust

Il trust non è un istituto disciplinato dall’ordinamento italiano: manca una legge regolatrice del trust.

La normativa non è, quindi, prevista dal Codice Civile come nel caso del vincolo di destinazione, della fondazione e del fondo patrimoniale, ma dalla convenzione dell’Aja, ratificata in Italia nel 1989. È di importanza notevole scegliere le legge regolatrice del trust.

Con il trust una persona fisica trasferisce a un’altra determinati beni, affinché li amministri in favore di un altro soggetto che è il reale beneficiario, per uno scopo specifico. Anche un trust può essere contenuto in un testamento.

Il testatore può per testamento anche designare il solo soggetto a cui trasferirà i beni e disciplinare il trust con atto separato in modo da evitare che si possa conoscere la regolamentazione. In questo caso si parla di trust semisegreto.

Il Fondo patrimoniale

Il fondo patrimoniale può essere costituito anche per testamento, sia da uno dei coniugi che da un terzo, destinando specifici beni immobili, mobili registrati o titoli di credito, per far fronte ai bisogni della famiglia. È ammessa sia la costituzione diretta che indiretta.

Diverse sono le modalità mediante le quali poter prevedere l’attribuzione di beni da vincolare in fondo patrimoniale.

È opportuno segnalare degli esempi, al fine di comprendere al meglio le modalità operative ammissibili.

Tra questi, è possibile annoverare i seguenti:

  • Il testatore attribuisce ai coniugi i beni prescelti, con l’onere di costituirli in fondo patrimoniale entro un determinato termine;
  • Il testatore assegna ai coniugi determinati beni imprimendo immediatamente il vincolo del fondo patrimoniale;
  • Il testatore attribuisce a un terzo estraneo dei beni determinati e prevede a carico di quest’ultimo e, a favore di uno o di entrambi i coniugi, il diritto di pretendere la stipula di un fondo patrimoniale per far fronte ai bisogni della famiglia.

Chi convive senza essere sposato né unito civilmente non può costituire un fondo patrimoniale: le strade possibili per una coppia di fatto sono descritte nella pagina sulla tutela dei beni nelle famiglie di fatto. Quanto ai costi, quando non c’è trasferimento di proprietà le imposte di un vincolo sono tendenzialmente in misura fissa, mentre l’onorario dipende dai beni e dall’atto: per sapere cosa costerebbe nel proprio caso si può descrivere la situazione ai notai della propria zona, che di solito rispondono in poche ore con un preventivo scritto.

Le domande di chi vuole mettere al sicuro la casa

Ho ricevuto un decreto ingiuntivo: posso ancora proteggere la casa con un fondo o un vincolo?

Di norma è tardi. Un vincolo o una donazione trascritti dopo la nascita del debito possono essere pignorati dal creditore con titolo esecutivo entro un anno dalla trascrizione, senza causa (art. 2929 bis c.c.), e restano attaccabili con la revocatoria per cinque anni. Ogni situazione ha però le sue particolarità: è una valutazione da fare con il notaio.

Il fondo patrimoniale protegge anche dai debiti con il Fisco?

Non sempre. La protezione vale solo per i debiti estranei ai bisogni della famiglia, e in diversi casi i giudici hanno ricondotto a quei bisogni anche debiti fiscali o d’impresa. Dipende dal singolo debito e da come è nato: senza una verifica sul caso concreto non si può dare una risposta sicura.

Una coppia convivente può fare il fondo patrimoniale?

No, il fondo è riservato ai coniugi e alle unioni civili. Una coppia di fatto può valutare un vincolo di destinazione sull’immobile a favore del convivente o dei figli, oppure un trust, sempre con uno scopo meritevole di tutela.

Quanto dura un vincolo di destinazione sulla casa?

Al massimo novanta anni, oppure per tutta la vita della persona beneficiaria se è una persona fisica. Scaduto il termine, il bene torna liberamente disponibile e pignorabile.