Revoca dello stato di liquidazione, la società torna attiva

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Società e stato di liquidazione

Per lo scioglimento di una società occorre rispettare un procedimento che si articola in più fasi. Una di queste, obbligatoria per le società di capitali, ossia per le srl, spa e sapa, è la messa in liquidazione di una società. Cosa si può ancora fare dal notaio mentre la società è in quella fase è spiegato nella pagina sulla srl in liquidazione.

La messa in liquidazione di una società determina il mutamento dello scopo sociale: mentre prima venivano esercitate determinate attività previste nell’atto costitutivo allo scopo di trarne degli utili, con la messa in liquidazione lo scopo è quello di addivenire poi, alla cancellazione della società dal Registro delle Imprese.

È importante sapere che si parla di stato di liquidazione solo nel caso in cui sia stato iscritto nel Registro delle Imprese tale stato e quindi non è possibile affermare che la società versi in uno stato di liquidazione se non compare tale informazione nel Registro delle Imprese: gli effetti dello scioglimento decorrono dall’iscrizione (art. 2484 c.c.). Ma è possibile revocare la liquidazione? Come si fa? Vediamo come funziona.

Liquidazione società di capitali

Nelle società di capitali il procedimento di liquidazione si articola in tre fasi.

La prima fase è la nomina dei liquidatori e il passaggio delle consegne dagli amministratori che cessano dalla carica, i quali consegnano ai liquidatori i libri sociali, una situazione dei conti e un rendiconto della loro gestione (art. 2487 bis c.c.).

La seconda fase è costituita dalla conversione in denaro dei beni sociali allo scopo di pagare i creditori ed infine la ripartizione dell’attivo, qualora sia ancora esistente, tra i soci. Il susseguirsi di queste tre fasi di norma non è derogabile e quindi i soci non possono decidere di saltare o evitare una di queste fasi, procedendo direttamente alla cancellazione della società.

Liquidazione società di persone

Nelle società di persone lo stato di liquidazione, o per essere precisi la messa in liquidazione di una società, non è obbligatorio come nelle società di capitali. I soci dunque sono liberi di adottare anche un altro tipo di procedimento diverso da quello previsto dal legislatore nelle società di capitali: i liquidatori servono quando il contratto sociale non prevede il modo di liquidare e i soci non trovano un accordo (art. 2275 c.c.). Il caso della snc è descritto nella pagina su scioglimento e liquidazione della snc.

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Revoca dello stato di liquidazione dal notaio

Una volta messa in liquidazione, la società può decidere in qualsiasi momento di rilanciare l’attività sociale, revocando il cosiddetto stato di liquidazione. In questo caso la società a seguito di questa decisione assunta davanti al notaio, come vedremo, potrà ritornare a svolgere la sua attività e torneranno ad essere protagonisti gli amministratori, che di norma si nominano con la stessa delibera, mentre i liquidatori perderanno ogni potere, in quanto si occupavano solo di far sì che la liquidazione andasse a buon fine.

Revoca stato di liquidazione societa

Come si revoca la liquidazione di una società

La decisione di revoca dello stato di liquidazione di una società è sempre di competenza dell’assemblea dei soci che, a seguito della convocazione, si riuniranno e delibereranno innanzi al notaio questa decisione, con le maggioranze richieste per le modificazioni dello statuto (art. 2487 ter c.c.).

Il verbale è redatto dal notaio per atto pubblico e riporta lo svolgimento dei lavori assembleari, gli interventi dei soci, le proposte e le delibere adottate. Mente il notaio riveste il ruolo di verbalizzatore, colui che è tenuto alla gestione dei lavori in assemblea è proprio il Presidente che, o sarà quello previsto all’interno dello statuto o sarà designato dai soci intervenuti (per la srl, art. 2479 bis c.c.). Come si svolge in pratica una assemblea dal notaio è spiegato in una pagina a parte.

Quando si può revocare la liquidazione

La liquidazione può essere revocata in qualsiasi momento per atto pubblico notarile, come abbiamo visto sopra.

Per revocare lo stato di liquidazione è necessario eliminare prima, quando occorre, le cause che hanno determinato lo scioglimento (art. 2487 ter c.c.). Ad esempio se le perdite, superiori a un terzo del capitale sociale, avevano fatto scendere il capitale sotto il minimo legale e la società era stata messa in liquidazione, sarà necessario prima deliberare la riduzione del capitale e il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al minimo, oppure la trasformazione della società (artt. 2447 e 2482 ter c.c.), e poi si potrà revocare lo stato di liquidazione. Le diverse operazioni sul capitale sociale sono descritte in una pagina dedicata.

Presupposti per la revoca della liquidazione di una società

Prima di decidere di revocare lo stato di liquidazione è necessario verificare la presenza di alcuni presupposti. Secondo un orientamento diffuso, la società non deve aver iniziato la distribuzione dell’attivo e quindi non deve trovarsi in uno stato avanzato della liquidazione. Che cosa significa? Vuol dire che durante la fase della liquidazione l’obiettivo principale è quello di pagare i creditori, prima di cancellare la società dal Registro delle Imprese. Solo dopo che siano stati soddisfatti i creditori sarà possibile dividere l’attivo eventuale tra i soci, ossia l’eventuale denaro rimanente nelle casse sociali. Nel caso in cui sia già iniziata tale ultima fase non sarà possibile revocare lo stato di liquidazione proprio perché si trova in uno stato già avanzato. Nel caso concreto è buona norma verificarlo con il notaio prima di convocare l’assemblea. Chi invece vuole cambiare tipo di società trova le regole nella pagina su come trasformare una società in liquidazione.

Cosa comporta la revoca della liquidazione

Nel momento in cui i soci decidono di revocare lo stato di liquidazione dal notaio allo scopo di rilanciare l’attività svolta dalla società, è necessario sapere che è possibile fuoriuscire dalla compagine sociale qualora non si sia d’accordo in ordine a tale decisione, esercitando il diritto di recesso riconosciuto dalla legge (art. 2473 c.c. per la srl, art. 2437 c.c. per la spa).

Si tratta di una chance che la legge offre ai soci dissenzienti per evitare che restino prigionieri della società. Questa possibilità è riconosciuta sia nelle società a responsabilità limitata che nelle società per azioni. Tempi e rimborso del socio che esce sono spiegati nella pagina su come uscire da una srl.

Effetti della revoca dello stato di liquidazione

Una volta deliberata la revoca della liquidazione dal notaio la decisione dell’assemblea dei soci non produrrà immediatamente effetti una volta iscritta nel Registro delle Imprese.

Il legislatore infatti ha voluto tutelare i creditori prevedendo che la revoca produca effetti solo decorsi 60 giorni senza che nessun creditore abbia proposto opposizione. La produzione degli effetti e il rilancio della società potrebbe verificarsi in tempi più brevi nel caso in cui i creditori prestino il consenso all’operazione oppure vengano soddisfatti nei loro diritti, ossia vengano pagati (art. 2487 ter c.c.). Se un creditore anteriore all’iscrizione fa opposizione, il tribunale può comunque disporre che la revoca abbia luogo quando ritiene infondato il pericolo di pregiudizio o la società presta idonea garanzia (art. 2445 c.c.).

I sessanta giorni della revoca

Giorno 0Giorno 60
Delibera dal notaio e iscrizione nel registro delle impreseLa revoca ha effetto, se nessun creditore si è opposto

Nel mezzo, i creditori anteriori all’iscrizione possono fare opposizione.

Prima dei 60 giorni se risulta il consenso dei creditori o il pagamento di quelli che non lo hanno dato.

Schema semplificato e indicativo (art. 2487 ter c.c.).

Per la delibera di revoca si può chiedere un preventivo al notaio per riaprire la società in liquidazione, indicando se nella stessa assemblea si nominano i nuovi amministratori: la richiesta è gratuita.

Riaprire la società, tre domande dei soci

Con quale maggioranza si revoca la liquidazione di una srl?

Con le maggioranze richieste per modificare l’atto costitutivo (art. 2487 ter c.c.): nella srl, salvo diversa previsione dell’atto costitutivo, il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale (art. 2479 bis c.c.). Il verbale è redatto dal notaio.

Il socio contrario alla revoca può uscire dalla società?

Sì. Nella srl il recesso spetta ai soci che non hanno consentito alla revoca dello stato di liquidazione (art. 2473 c.c.), e nella spa ai soci che non hanno concorso alla relativa delibera (art. 2437 c.c.).

Da quando la società può tornare a lavorare?

La revoca ha effetto dopo sessanta giorni dall’iscrizione della delibera nel registro delle imprese, oppure prima se risulta il consenso dei creditori o il pagamento di quelli che non lo hanno dato (art. 2487 ter c.c.). Se un creditore si oppone, il tribunale può comunque autorizzare l’operazione quando ritiene infondato il pericolo o la società presta idonea garanzia.