Vincolo di destinazione o fondo patrimoniale: le differenze
- Vincolo di destinazione. di cosa si tratta?
- Il vincolo di destinazione
- Il fondo patrimoniale
- Cosa hanno in comune il vincolo di destinazione e il fondo patrimoniale?
- Scopi dei vincoli di destinazione
- Quello che nessuno dei due strumenti garantisce
- Quali sono i costi del vincolo di destinazione e del fondo patrimoniale?
- Fondo o vincolo? le domande di chi deve scegliere
Vincolo di destinazione. Di cosa si tratta?
Spesso ci si reca dal Notaio manifestando la volontà di porre al riparo uno o più beni di propria proprietà dalle azioni creditorie. Ciò in quanto la regola generale prevede che il debitore risponda con tutti i propri beni presenti e futuri, ai sensi dell’ art. 2740 c.c. Da ciò deriva che se un soggetto contrae un debito e non lo paga, dovrà risponderne anche con i propri beni.
In alcune situazioni, tuttavia, può avvertirsi l’esigenza di proteggere alcuni dei propri beni, per destinarli magari ad un interesse particolarmente importante, quale può essere il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, oppure il perseguimento di un particolare fine sociale. Gli strumenti sono più di uno, e il notaio è la figura che tendenzialmente li illustra alle parti dopo aver ascoltato a fondo le loro volontà. I due più usati, a colpo d’occhio:
Fondo patrimoniale
- Solo coniugi e uniti civilmente (anche un terzo, per loro)
- Immobili, mobili registrati, titoli di credito
- Scopo: i bisogni della famiglia
- Dura quanto il matrimonio; con figli minori fino alla loro maggiore età
- Amministrazione congiunta, con le regole della comunione legale
- Annotazione sull’atto di matrimonio e trascrizione
Vincolo di destinazione
- Chiunque, anche conviventi o persone sole
- Immobili e mobili registrati
- Scopo meritevole di tutela, scritto nell’atto
- Fino a 90 anni, o per la vita del beneficiario
- Regole di gestione decise nell’atto, con o senza un attuatore
- Trascrizione nei registri immobiliari

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Il vincolo di destinazione
Meno noto del fondo patrimoniale, il vincolo di destinazione è uno strumento giuridico previsto all’art.2645 ter c.c. in virtù del quale è possibile costituire su uno o più beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri, un vincolo, finalizzato a destinare tali beni a un interesse ritenuto meritevole di tutela dall’ordinamento giuridico, tra cui persone con disabilità, pubbliche amministrazioni, o altri enti.
Un soggetto, titolare di un bene, decide di destinarlo ad un interesse che egli stesso nonché il Notaio ritiene meritevole di tutela, individuandone dei beneficiari determinati. Tale fine, attuato mediante una gestione ben definita, può essere attuato dallo stesso soggetto oppure da un terzo, definito attuatore, il quale si occuperà di realizzare il fine predefinito.
Semplificando, il ruolo del Notaio è quello di coadiuvare i soggetti che hanno una volontà di questo tipo a definire la costituzione del vincolo nel modo più opportuno e corrispondente alla legge.

Il fondo patrimoniale
Il fondo patrimoniale è uno strumento giuridico particolarmente dedicato alla famiglia. Può essere costituito da due coniugi, mediante un atto con il quale si conviene che uno o più beni di proprietà di entrambi, di uno di essi, o di un terzo, vengano sottoposti a un vincolo e destinati al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Si può costituire prima o durante il matrimonio, nonché tramite testamento. Dal 2016 la stessa possibilità è aperta alle unioni civili.
Da un punto di vista notarile, si tratta di una convenzione matrimoniale, in virtù della quale la proprietà dei beni generalmente resta in capo ai coniugi, che devono amministrarla congiuntamente.
I beni possono essere alienati con il consenso di entrambi i coniugi, salvo che nell’atto costitutivo sia previsto diversamente; se ci sono figli minori serve di norma anche l’autorizzazione del giudice.
Cosa hanno in comune il Vincolo di destinazione e il Fondo Patrimoniale?
In entrambi i casi si costituisce un vincolo giuridico, che in qualche modo protegge i beni da attacchi dei creditori, nonché lo tutela per un fine predeterminato. Si tratta di realizzare il cosiddetto effetto segregativo, ovvero di separazione patrimoniale tra il bene vincolato e tutti gli altri beni del titolare. Entrambi devono essere costituiti per atto pubblico notarile.
Mentre per il fondo patrimoniale la legge prevede espressamente la possibilità di costituirlo anche per testamento, per il vincolo di destinazione nulla dice in merito. Nonostante gli accesi dibattiti tra gli studiosi del diritto si ritiene che possa essere previsto all’interno di un testamento, qualsiasi sia la forma di quest’ultimo.
Ma andiamo ad analizzarne le differenze, per comprendere come possa esplicarsi la scelta delle parti che si recano dal Notaio per realizzare un fine di separazione patrimoniale.
Scopi dei vincoli di destinazione
Il fondo patrimoniale è uno strumento utile nell’ambito familiare in costanza di matrimonio, pertanto potrà essere scelto se il soggetto è coniugato, o se intende coniugarsi a breve, destinandolo così alla famiglia che sta per formare. Può trattarsi anche di un terzo estraneo al nucleo familiare, che intenda vincolarlo comunque ai bisogni di una determinata coppia di coniugi legalmente uniti in matrimonio o in unione civile.
Pensiamo ad esempio al nonno, che destina il proprio immobile al soddisfacimento dei bisogni della famiglia di suo figlio.
Il vincolo di destinazione, invece, non è legato al matrimonio, ma è aperto a qualsiasi fine che si ritenga meritevole di tutela, soprattutto se rientrante tra i fini richiesti dalla norma e sopra elencati.
Pertanto può essere utile in caso di convivenza, quando non vi è famiglia fondata sul matrimonio ma famiglia di fatto, ma anche per altri tipi di scopo che non siano solo leciti, ma che siano anche meritevoli di tutela.
Qual è il ruolo del Notaio nella scelta dello strumento più adeguato?
Di norma il notaio ascolta le parti e l’interesse in gioco, e valuta se possa ritenersi meritevole di tutela in maniera tale da dar vita a un vincolo di destinazione, o se invece rientri nell’ambito familiare. È proprio per questo che il confronto con il notaio, in questa scelta, conta più di qualsiasi schema: ogni situazione ha la sua soluzione, e chi sceglie, dopo essersi informato, è chi costituisce il vincolo.
Modalità per costituire il fondo patrimoniale e il vincolo di destinazione
Il fondo patrimoniale va stipulato per atto pubblico notarile con la presenza di due testimoni; generalmente di entrambi i coniugi, ma anche da uno solo di essi. Il fondo viene poi annotato a margine dell’atto di matrimonio.
Il vincolo di destinazione va stipulato con la sola necessità del soggetto conferente, titolare dell’immobile che si vincola. I beneficiari non devono essere necessariamente presenti. Il vincolo viene poi trascritto nei registri immobiliari, per renderlo conoscibile e opponibile a tutti i terzi.
Durata del fondo patrimoniale e del vincolo di destinazione
La destinazione del fondo termina in seguito allo scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (ad esempio in caso di divorzio). Se vi sono figli minori, continua a durare fino al raggiungimento della maggiore età. Il vincolo di destinazione può avere una durata non superiore a novanta anni o corrispondente alla vita del beneficiario. Le cause di cessazione del vincolo di destinazione sono solitamente indicate nell’atto costitutivo.
Come si amministrano il vincolo di destinazione e il fondo patrimoniale
Nel fondo patrimoniale le regole di amministrazione sono più rigide, in quanto la legge rimanda alle norme sulla comunione legale, dalla quali non ci si può discostare essendo una disciplina inderogabile. Ad esempio nell’atto costitutivo del fondo patrimoniale non si potrà prevedere una clausola con cui si stabilisca che un coniuge può amministrare da solo senza il consenso dell’altro. Nel vincolo di destinazione, invece, il legislatore lascia più autonomia a coloro che decidono di costituirlo. L’atto costitutivo in tal caso assume un peso decisivo.
Quello che nessuno dei due strumenti garantisce
Fondo e vincolo tengono fuori i creditori estranei allo scopo, non quelli che c’erano già. Per un debito nato prima dell’atto, il creditore con un titolo esecutivo può pignorare il bene entro un anno dalla trascrizione (art. 2929 bis c.c.) e, dopo, chiedere la revocatoria entro cinque anni. Per il fondo, inoltre, i giudici leggono i bisogni della famiglia in senso ampio, e un debito dell’attività di un coniuge può rientrarvi; per il vincolo, uno scopo costruito solo per sottrarre i beni ai creditori non è meritevole. Il confronto allargato a trust e fondazione, con i limiti comuni a tutti, è nella pagina su come tutelare il patrimonio dal notaio.
Quali sono i costi del Vincolo di destinazione e del Fondo Patrimoniale?
Un fondo patrimoniale semplice, senza trasferimento di proprietà, ha un costo corrispondente all’onorario del Notaio più IVA, l’imposta di registro pari a euro 200, l’imposta ipotecaria pari a euro 200, l’imposta di bollo pari a euro 155 (salvo che non abbia ad oggetto beni immobili ma, ad esempio, quote sociali).
Le spese per il vincolo di destinazione sono uguali, qualora il vincolo non abbia ad oggetto il trasferimento del bene. Qualora invece, per la realizzazione del vincolo, il bene venga trasferito ad un soggetto attuatore, l’atto sconta anche l’imposta sulle donazioni e successioni, che andrà calcolata sul valore del bene. L’onorario del Notaio può cambiare a seconda del tipo di vincolo di destinazione. Le imposte fisse possono variare con il tipo di atto e con i beni: il preventivo scritto le elenca voce per voce, e si può chiederlo ai notai della propria zona descrivendo cosa si vuole vincolare e per chi; di solito la risposta arriva in poche ore.
Fondo o vincolo? Le domande di chi deve scegliere
Siamo sposati: fondo patrimoniale o vincolo di destinazione?
Entrambi sono possibili. Il fondo è legato al matrimonio, si scioglie con il divorzio e segue le regole della comunione; il vincolo richiede uno scopo meritevole scritto nell’atto, dura fino a novant’anni e lascia più libertà sulla gestione. Dipende da cosa si vuole proteggere, per chi e per quanto tempo: è una valutazione da fare con il notaio.
Il vincolo di destinazione si può fare per testamento?
La legge lo prevede espressamente solo per il fondo patrimoniale. Per il vincolo di destinazione l’opinione prevalente lo ammette, ma il punto è discusso: chi pensa a un testamento con un vincolo dentro farà bene a parlarne prima con il notaio.
Il vincolo protegge dai debiti che ho già?
No, né il fondo né il vincolo. Per i debiti anteriori il creditore può pignorare entro un anno dalla trascrizione o agire in revocatoria entro cinque anni. Entrambi gli strumenti rendono quando nascono prima dei debiti, con uno scopo reale.