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Vediamo quali sono le caratteristiche della rendita vitalizia e come costituirla dal Notaio

Cos’è la rendita vitalizia?

contratto di rendita vitaliziaLa rendita vitalizia consiste nella corresponsione periodica di una somma di denaro o di una certa quantità di cose già prestabilita per tutta la vita del beneficiario. Essa, secondo la normativa italiana, può essere costituita attraverso un accordo scritto in un contratto oppure attraverso una previsione inserita in un testamento. In ogni caso sorge l’obbligo in capo ad un soggetto, che prende il nome di vitaliziante, di dare una certa quantità di denaro o di altre cose ad un altro soggetto, che viene chiamato vitaliziato e che beneficerà della rendita per tutta la sua vita. Il vitalizio può essere accordato o previsto anche a favore di più persone o a favore di un soggetto diverso.

Il contratto di vitalizio dal Notaio

Il contratto di vitalizio è costituito da un accordo scritto in cui una parte trasferisce un suo bene o diritto ad un’altra, la quale in cambio si obbliga a corrispondere al vitaliziato la rendita prevista. Ad esempio si può cedere la propria casa in cambio di una somma di denaro periodica per tutta la propria vita. Questo contratto non è una vendita a rate o con pagamento posticipato perché l’ammontare della rendita non sarebbe correlato al valore dell’immobile, anche perché non si potrebbe conoscere la durata della vita del vitaliziato, che condiziona la durata della rendita e quindi il suo ammontare. Molto spesso al fine di tutelare chi cede il bene, il quale si affida al rispetto dell’obbligo da parte del vitaliziante, viene introdotta nel contratto una clausola risolutiva per cui il mancato pagamento della rendita produce la risoluzione del contratto. In tal caso, il bene trasferito tornerà di sua proprietà. Il contratto di vitalizio è indicato tra gli strumenti utili anche per le persone anziane, come tutela per la Terza età.

Si consiglia sempre, ad ogni modo, di rivolgersi ad un Notaio esperto per la stipulazione dell’atto. Infatti, in mancanza dell’assistenza di un professionista si potrebbe rischiare di incorrere nella rescissione per lesione laddove vi sia una notevole sproporzione tra l’obbligo stabilito per una parte e il valore di quanto trasferito dall’altra.

La donazione di rendita vitalizia

Alternativamente alla costituzione a titolo oneroso, in cui il vitalizio costituisce corrispettivo al trasferimento di un bene come abbiamo appena visto, si può donare una rendita vitalizia. Il modo in cui ciò avviene è il seguente: una persona, volendo beneficiarne un’altra, invece di darle una somma di denaro o un certo bene in un’unica soluzione, decide di obbligarsi a titolo gratuito e quindi senza ricevere nulla in cambio a darle una rendita. Ricordiamo, a tal proposito, che qualsiasi atto di donazione si stipula davanti al Notaio. La fattispecie potrebbe essere disposta, ad esempio, da un genitore per corrispondere una somma mensile ad un figlio con disabilità quale rendita vitalizia. In tale caso infatti potrebbe assicurare un sostentamento al proprio figlio anche dopo che egli sarà venuto a mancare, perché alla morte del genitore l’obbligo di rendita ricadrà sui suoi eredi.

Cosa succede se non viene pagata la rendita?

La costituzione di una rendita vitalizia potrebbe sembrare rischiosa, perché comporterebbe il fidarsi della parola di una persona. Tuttavia si deve considerare che essa ha assunto un obbligo scritto e che la legge prevede delle importanti conseguenze per il caso il cui, in qualsiasi momento, non dovesse rispettare il suo obbligo di corrispondere le rate del vitalizio. In particolare è previsto che se viene vi è il mancato pagamento, il beneficiario può rivolgersi al giudice per far sequestrare e vendere i beni dell’obbligato, così da coprire le rate mancanti con il ricavato della vendita e da garantire che possano essere pagate quelle successive. Se però non vi sono beni da vendere per garantire la rendita allora si può richiedere la risoluzione del contratto e riottenere indietro il bene ceduto in cambio della rendita vitalizia. È bene però precisare che tale risoluzione non può essere richiesta se il vitalizio è nato da una donazione o da una disposizione testamentaria, perché nulla è stato dato in cambio.

Sarebbe comunque consigliabile richiedere al Notaio che stipulerà l’atto di inserire una clausola risolutiva in caso di mancato pagamento: con una semplice aggiunta nel contratto si potrà così evitare una causa giudiziale per inadempimento.

La differenza tra la rendita vitalizia e rendita perpetua

Quando si parla di rendita è importante non fare confusione tra rendita vitalizia e rendita perpetua.

Con la rendita vitalizia, come abbiamo visto, nasce l’obbligo di corrispondere una quantità di denaro o di altre cose per tutta la vita del beneficiario. Ad esempio un genitore potrebbe trasferire il suo appartamento a sua figlia, la quale si obbliga a versargli una cifra fissa e prestabilita ogni mese. Alla morte del genitore la figlia sarà liberata dall’obbligo.

Nella rendita perpetua invece sorge ugualmente un obbligo di corrispondere una quantità fissa di denaro o di altri beni con scadenze periodiche prestabilite, ma tale corresponsione ha durata infinita. Questo significa che alla morte del beneficiario iniziale i suoi eredi beneficeranno della rendita. Ad esempio un agricoltore in cambio del trasferimento di un importante e prestigioso vigneto si obbliga a corrispondere in perpetuo una bottiglia di vino al mese a colui che gli ha ceduto il vigneto. Alla morte di quest’ultimo il vitaliziante o i suoi eredi dovranno continuare ad adempiere tale obbligo.

La rendita vitalizia o perpetua a fronte del trasferimento di un bene immobile, una casa o un terreno, oppure per donazione può essere costituita con un atto pubblico notarile. Si consiglia pertanto di esporre tutti i dubbi che potrebbero sorgere ad un Notaio specializzato prima della stipulazione dell’atto.

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