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Come revocare la Donazione dal Notaio

Cos’è la donazione?

La donazione è il contratto con il quale una persona arricchisce l’altra, disponendo a suo favore di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione, per puro spirito di liberalità.revoca donazione notaio

Poiché una volta conclusa è di norma irrevocabile, per la donazione è essenziale è la forma del contratto: deve essere conclusa sotto il controllo del notaio per atto pubblico alla presenza di due testimoni.

È opportuno quindi farsi sempre assistere e consigliare dal notaio che potrà indicare le soluzioni giuridiche più adatte al caso di specie, atte anche ad evitare futuri problemi di commerciabilità dei beni donate nonchè contenziosi familiari destinati ad esaurirsi a seguito di contenziosi civili dalla durata più o meno decennale.

Revoca ed annullamento sono sinonimi?

Revoca ed annullamento della donazione non sono certamente due fenomeni sovrapponibili. In generale occorre precisare che i motivi che spingono un soggetto a donare possono essere molteplici e la maggior parte di essi sono irrilevanti per l’ordinamento giuridico. Non lo è quando:

  • su di esso sia caduto l’errore del donante (a condizione che risulti dal contratto e sia stato il solo motivo a determinare il donante a compiere la liberalità). A queste condizioni l’errore di fatto e di diritto sui motivi consente di impugnare la donazione;
  • sia illecito. Se il donante decide di attribuire un bene o un diritto per un motivo illecito, la donazione è nulla quando tale motivo risulta dal contratto ed è stato l’unico a determinare il donante a perfezionare il contratto.

In tali ipotesi, la donazione è certamente annullabile.

Sia il donante che il donatario sono concordi nel porre nel nulla la donazione effettuata anni prima. Possono risolverla?

La risposta è si.

Dottrina e giurisprudenza sono concordi nell’identificare il mutuo dissenso come un negozio risolutorio con cui le parti pongono nel nulla, sia per il futuro, che per il passato, l’originario atto di donazione.

Caratteristiche del mutuo dissenso possono così essere riassunte:

  • è un negozio autonomo ed unitario, riconosciuto dall’ordinamento agli artt. 1321 e 1372 c.c.;
  • la causa consiste nella risoluzione del precedente negozio;
  • le parti riottengono quanto precedentemente dato poiché, risolto il negozio, le prestazioni costituiscono un indebito oggettivo e in forza di tanto va restituito;
  • si incide direttamente sul negozio originario.

L’atto di risoluzione della donazione per mutuo dissenso deve essere stipulato davanti ad un notaio (anche diverso da quello nei cui rogiti si trova l’atto di donazione originario), con l’osservanza delle formalità richieste per la stipula della donazione stessa.

Quanto costa l’atto di risoluzione per mutuo dissenso della donazione

Quanto costa l’atto di risoluzione per mutuo dissenso della donazione.

Per quantificare indicativamente l’ammontare dei costi notarili per la stipula di tale tipologia di atto è possibile chiedere un preventivo gratuitamente e senza impegno direttamente al notaio anche grazie a questo portale. Esso dipenderà, tuttavia, dall’oggetto della donazione stessa.

Posso revocare una donazione già perfezionata?

La legge prevede espressamente due ipotesi al ricorrere delle quali, sebbene la donazione abbia già iniziato a dispiegare i suoi effetti, può divenire inefficace.

In quali ipotesi posso revocare la donazione?

La prima ipotesi è espressamente prevista dal legislatore all’art. 801 c.c. il quale prevede la possibilità di revocare una donazione per ingratitudine.

La seconda ipotesi, invece, è disciplinata all’art. 803 c.c. il quale prevede la revocazione per sopravvenienza di figli che il donante non aveva o nè ignorava l’esistenza all’epoca in cui ha effettuato la donazione.

Quali sono le ipotesi di revoca per ingratitudine?

La revoca della donazione ricorre quando:

  • il donatario abbia commesso reati gravi nei confronti del donante o dei suoi congiunti (in particolare, le ipotesi sono: omicidio volontario, tentato omicidio o altro reato cui siano applicabili le norme sull’omicidio; denuncia o testimonianza per reato punibile con l’ergastolo, o reclusione non inferiore a tre anni se la denuncia è risultata calunniosa o la testimonianza è risultata falsa);
  • si sia reso colpevole di ingiuria grave verso il donante;
  • abbia dolosamente arrecato grave pregiudizio al suo patrimonio, o gli abbia rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti a sensi di legge.

La ratio della revoca della donazione ex art. 803 c.c.

Facciamo un esempio: Tizio, celibe e senza parenti stretti al seguito, per mero spirito di liberalità, dona a Caio, suo vicino di casa, l’immobile che egli utilizzava quale residenza estiva. Dopo 3 anni dalla stipula dell’atto, incontra Sempronia dalla quale ha due gemelli. Caio può revocare la donazione regolarmente conclusasi anni prima?

La risposta è assolutamente si e risponde proprio alla ratio della previsione di legge.

Con tale norma il legislatore ha inteso tutelare anche a posteriori la piena libertà di scelta del donante operando una sorta di presunzione (non assoluta dato che in mancanza di apposita domanda giudiziale la presunzione de quo non avrebbe certamente luogo). In forza di essa, infatti, se il disponente, al tempo della donazione, avesse saputo che sarebbero sopravvenuti dei figli, certamente non si sarebbe determinato a compiere il negozio oggi oggetto di revoca.  

La revoca della donazione è effettuata, previo accertamento giudiziale, innanzi al Tribunale territorialmente competente.

Ci sono casi nei quali non è possibile procedere alla revoca della donazione?

Si. Non possono revocarsi, nè per ingratitudine e nè per sopravvenienza dei figli, le donazioni rimuneratorie e quelle fatte in occasione di un determinato matrimonio, anche alla luce dell’art. 785 c.c.

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