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Costi agenzia e notaio per comprare casa

Comprare casa tramite agenzia

Costi agenzia e notaio per comprare casaÈ molto frequente, quando si decide di comprare una casa, che ci si rivolga ad un’agenzia immobiliare, per orientarsi all’interno del mercato degli acquisti.

Questo perché, magari, si ritiene di poter beneficiare di scelte più vantaggiose, e le abitazioni offerte in vendita potrebbero risultare più appetibili, rispetto a quelle offerte dal semplice soggetto privato. Inoltre, rivolgersi ad un’agenzia, consentirebbe di risparmiare tempo nella ricerca di una casa, poiché l’agenzia ha il compito di filtrare le sole offerte di acquisto, che rispecchiano i parametri richiesti dal futuro acquirente.

Nonostante tutti questi potenziali pro, rivolgersi ad un’agenzia immobiliare, quando si decide di comprare una casa, significa dover sopportare un ulteriore costo aggiuntivo, rispetto ai costi dell’atto di vendita e, pertanto, bisogna prestare una particolare attenzione.

I costi dell’agenzia immobiliare

Ricorrere ad un’agenzia di intermediazione immobiliare, comporta l’incremento delle spese globali della vendita, poiché alle tasse relative all’atto notarile, comprensive dell’onorario dovuto al notaio, andrà aggiunto anche il compenso da devolvere all’agente.

Questo compenso si chiama percentuale, e deve essere corrisposto proprio perché l’agenzia immobiliare svolge la funzione di mediazione, fra il potenziale venditore ed il potenziale acquirente. Ciò significa che, la percentuale dovuta all’agenzia immobiliare, deve essere corrisposta indipendentemente dal buon esito delle trattative, cioè a prescindere dal fatto che si arrivi concretamente alla stipula del contratto di vendita, preliminare o definitivo. Per esempio, il diritto al compenso potrebbe sorgere, in favore dell’agente, anche con il semplice compromesso, cioè l’accordo non formale nel quale una parte si impegna a vendere, e l’altra parte si impegna ad acquistare, entro un dato termine.

Con riferimento all’ammontare della percentuale, essa dipende, soprattutto, dal valore dell’immobile oggetto del contratto, ma varia anche a seconda delle singole agenzie immobiliari. Procedendo col dare un’indicazione approssimativa, si potrebbe dire che, mediamente, la percentuale si aggira intorno al 2/3% del prezzo di vendita.

Di norma, di questo costo, devono farsene carico sia il soggetto venditore che il compratore, ma è comunque possibile stabilire diversamente.

La scelta del notaio

La scelta del notaio, esattamente come la scelta dell’agenzia immobiliare, alla quale rivolgersi, è completamente libera e discrezionale. Questo vuol dire che, anche qualora l’agenzia immobiliare collabori e lavori frequentemente con uno specifico notaio di riferimento, non vi è alcun obbligo di scegliere il medesimo professionista per il proprio rogito. Pertanto, sarebbe preferibile diffidare di tutte quelle agenzie, che impongono un determinato pubblico ufficiale per la stipula dell’atto di vendita, o di qualunque altro atto.

Il notaio, normalmente, è scelto dal futuro acquirente, che sarà poi la persona che dovrà farsi carico delle spese, connesse a rogito.

Con riferimento all’ambito territoriale, si può preferire un notaio del luogo in cui è collocato il potenziale immobile, o anche un notaio più lontano. Bisogna tener presente che l’ambito territoriale di competenza del professionista notarile, si estende alla regione in cui è collocato il distretto, o i distretti riuniti, cui è stato assegnato dopo la nomina o successivo trasferimento.

I costi del notaio

A volte si può pensare, erroneamente, che le somme che vengono pagate per un atto notarile, nello specifico un atto notarile di vendita, siano degli importi che vengono devoluti interamente al notaio rogante.

In verità, invece, il costo del notaio, detto onorario, costituisce solo una minima parte delle spese da sostenere in caso di vendita.

Le spese comprendono, oltre al prezzo da pagare al venditore, le tasse relative al trasferimento immobiliare.

I costi della vendita

Volendo fare un riassunto riepilogativo delle imposte che devono essere corrisposte, bisognerà operare una distinzione a seconda che si tratti di prima abitazione, oppure di seconda casa. Al costo totale dovranno essere, eventualmente, aggiunti, il potenziale costo di ristrutturazioni, qualora se ne vogliano attuare, o del mutuo, qualora si voglia finanziare il pagamento del corrispettivo della vendita.

Vendita prima casa

Nel caso in cui si trattasse della prima abitazione, e ci siano i presupposti per godere delle agevolazioni prima casa, il risparmio di spesa sarà notevole.

Con riferimento alle singole imposte: in caso di acquisto da soggetto privato, l’imposta di Registro sarà pari al 2%, aliquota da calcolarsi sul valore dell’immobile, mentre l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale saranno pari ad euro 50 ciascuna, quindi complessivamente pari ad euro 100.

Qualora, invece, l’acquisto della prima casa, avvenga da un’impresa costruttrice, entro i cinque anni dalla costruzione dell’immobile, bisognerà pagare l’imposta sul valore aggiunto (IVA), pari al 4%. L’ imposta di registro, quella ipotecaria e quella catastale, saranno in misura fissa, pari ad euro 200 cadauna.

Vendita seconda casa

Per l’acquisto della seconda casa non si può beneficiare delle stesse agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della prima abitazione, ma è comunque possibile risparmiare, con l’aiuto del notaio. Volendo procedere anche qui con un riepilogo delle imposte, si opera sempre la distinzione fra acquisto da soggetto privato e acquisto da impresa costruttrice, entro i cinque anni.

Nel primo caso l’imposta di Registro sarà pari al 9%, aliquota che deve sempre essere calcolata sul valore dell’immobile, mentre l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale, saranno sempre pari ad euro 50 ciascuna, quindi complessivamente avranno un ammontare di euro 100.

Nel secondo caso, quindi qualora l’acquisto della seconda casa avvenga da un’impresa costruttrice, entro i cinque anni dalla costruzione dell’immobile, l’imposta sul valore aggiunto (IVA), non sarà più pari al 4%, ma al 9%. Le altre imposte, quindi l’imposta di registro, l’ipotecaria e la catastale, saranno sempre in misura fissa, e avranno un ammontare di euro 200, ciascuna.

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