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Vendita con riserva di propietà e Cessione di Azienda: Il Notaio Risponde


Cessione di Azienda e Vendita con riserva di propietà: Consulenza notarile

La cessione d’azienda consiste nel trasferimento del diritto di esercizio di una azienda a un altro soggetto economico e/o giuridico. Tale atto si effettua solitamente in seguito a un atto di compravendita, successione o donazione e può derivare anche da affitto o usufrutto. Ecco tutti i dettagli che riguardano la cessione d’azienda e il ruolo rivestito dal notaio in questa operazione.


L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, comprende, quindi, tutti i beni materiali (banconi, scaffali, macchinari, attrezzature, ecc.,) e immateriali (marchi, avviamento, contratti, know-how, ecc.) necessari per l'esercizio di un'attività di impresa: bar, ristorante, commercio.


L'esercizio di un'attività di impresa, che presuppone sempre un'azienda, può avvenire individualmente, da parte di un singolo imprenditore, nella forma della così detta “ditta individuale”, o in forma collettiva da parte di più soggetti con il ricorso ad uno dei tipi di società previsti dal codice civile (s.n.c., s.a.s., s.r.l., ecc.)


I beni di compendio dell'azienda non sono necessariamente di proprietà dell'imprenditore, ma possono essere nella sua disponibilità a diverso titolo: affitto, leasing, comodato, ecc.


Un'azienda può essere costituita dal nulla direttamente da chi vuole intraprendere una determinata attività o può essere acquistata, come un qualsiasi altro bene; in tale ultimo caso il prezzo di acquisto comprenderà anche l'avviamento, cioè la capacità di una determinata azienda di produrre reddito in relazione alla clientela acquisita, infine, l'azienda può essere semplicemente affittata da chi ne ha la titolarità.


L'atto di trasferimento di un'azienda a qualsiasi titolo (vendita, affitto, comodato, ecc.) necessita dell'intervento del notaio, che ne cura, tra l'altro la registrazione e il deposito presso il Registro delle Imprese competente.


Tuttavia l'acquisto di un'azienda, soprattutto dietro pagamento di un prezzo, è un atto particolarmente complesso, sia per gli adempimenti che ne conseguono, oltre a quelli di competenza del notaio, (comunicazioni di subentro ai Comuni, INPS, ASSL, subentri nei contratti in essere per l'esercizio dell'attività, ecc.), sia per la preventiva verifica della reale situazione patrimoniale dell'azienda in contratto.


Per tali ragioni è opportuno, se non addirittura indispensabile, affidarsi anche all'assistenza di un commercialista e/o di un avvocato, esperti del settore, per evitare spiacevoli sorprese. Infatti, a norma dell'articolo 2560 codice civile, nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti anteriori alla cessione anche l'acquirente, se tali debiti risultano dai libri contabili obbligatori e, inoltre, l'acquirente di un'azienda è per legge (art. 14 del d.lgs. 18 dicembre 1997 n. 472) solidalmente responsabile con il cedente, entro i limiti del valore dell'azienda, in relazione al pagamento dell'imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse nell'anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti, nonché per quelle già irrogate e contestate nello stesso periodo, anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore.


LA VENDITA CON RISERVA DI PROPRIETÀ


Nella prassi commerciale, quando il pagamento del prezzo avviene a rate, con o senza cambiali, si ricorre di solito allo schema contrattuale della vendita con riserva della proprietà. Questa fattispecie, applicabile a qualsiasi vendita a rate, consente di attribuire immediatamente all'acquirente il godimento dell'azienda, ma non la proprietà, che verrà acquistata solo con il pagamento del saldo del prezzo. Dal punto di vista pratico ciò comporta che l'acquirente non può rivendere l'azienda stessa prima del pagamento integrale del prezzo senza il consenso del titolare del riservato dominio (il suo venditore). Ove ricorra tale ipotesi (vendita con riserva della proprietà) è opportuno richiedere al notaio la previsione di clausole contrattuali disciplinanti le modalità di prestazione del consenso del titolare del riservato dominio in caso di rivendita: sovente capita, infatti, che volendo appunto rivendere l'azienda prima del saldo del prezzo, il titolare del riservato dominio non sia rintracciabile o disponibile o non sia più in possesso delle cambiali rilasciate per la dilazione di pagamento.


CONSULENZA NOTARILE – CESSIONE D’AZIENDA


Nella cessione di azienda ha un ruolo fondamentale il notaio e possono essere indispensabili anche avvocati o commercialisti. Meglio quindi chiedere, in materia, informazioni preliminari al notaio. Su Notaio Facile puoi contattare direttamente un Notaio professionista e ricevere velocemente risposte. Su questo e altri argomenti, informandoti per esempio su questioni di diritto societario oppure al caso di affitto di azienda.

Cessione d’azienda: le norme e il ruolo del Notaio, un approfondimento


cessione ramo d'aziendaAbbiamo già visto sopra abbastanza nello specifico sopra le indicazioni riguardanti la cessione d’azienda e la necessità di rivolgersi a un Notaio, ma vediamo ora di approfondire il ruolo di questo professionista e gli articoli che regolano la cessione d’azienda. Iniziamo subito a dire che l’argomento viene tratto nel libro V del Codice Civile. La legge prevede dunque che, nel corso della vita dell’impresa, si possano determinare le condizioni per cui si renda necessaria la vendita o dell’azienda intera o di un ramo di essa (a questo proposito si parla di cessione di ramo d’azienda e sarà dunque solo una parte delle attività da essa svolte a passare ad altri). La cessione d’azienda (o di un ramo di essa) è un vero e proprio contratto, tanto che l’atto che regola questo passaggio sarà iscritto da Notaio al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente. L’acquirente comprerà l’azienda (o il ramo di essa che viene ceduto) nella sua interezza, subentrando di fatto alla precedente gestione in tutto e per tutto, ivi compresi i contratti in esse, le obbligazioni assunte e, naturalmente, i profitti che derivano dall’attività. Così come vengono trasferiti anche i rapporti di lavoro in essere: coloro che erano dipendenti dell’impresa prima della cessione lo saranno anche dopo e, se vi dovessero essere stipendi arretrati non pagati, possono chiedere che venga dato loro quanto gli spetta sia alla vecchia proprietà (cedente) sia alla nuova (cessionario). Lo stesso dicasi però anche per quanto riguarda eventuali crediti: coloro che dovevano somme di denaro alla vecchia proprietà prima della cessione, dovranno corrispondere il dovuto alla nuova proprietà. Per quanto riguarda i debiti invece, sempre riferendosi a quanto scritto nel Codice Civile e più nello specifico nell’art.2560, il legislatore ha voluto difendere i diritti di coloro che vantano crediti nei confronti dell’azienda, che potranno rifarsi sia sul cedente sia sul cessionario per veder soddisfatte le loro richieste.

Come si può facilmente intuire, la cessione d’azienda o di un ramo di essa non è un percorso facile e richiede molti documenti, attenzione e competenza: si tratta inoltre non di imprese che stanno nascendo, dunque senza passato, ma di attività che vengono trasferite con tutta la loro storia, le loro proprietà, dipendenti, contratti, debiti e crediti. Insomma, una mole di informazioni che è necessario non solo prendere in debita considerazione, ma anche considerare nel contratto inserendo clausole e una serie di indicazioni che variano da caso a caso. Ciò detto, risulta subito chiaro come sia importante avvalersi di una consulenza notarile specializzata che ci aiuti a compiere le scelte più corrette, oltre che per il semplice espletamento delle pratiche burocratiche connesse alla cessione.

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