Trasferire la sede sociale all’estero con il Notaio

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Trasferimento sede sociale all’estero: cenni generali

La sede sociale è il luogo in cui la società stabilisce la base della proprietà attività imprenditoriale e deve essere fissata all’atto costitutivo, con indicazione precisa del Comune dove la stessa si trovi. Si indica anche la via precisa, tuttavia ciò che conta è il Comune, quindi se si trasferisce la sede sociale da una strada all’altra non c’è bisogno di modificare l’atto costitutivo.

La sede sociale ufficiale è quella indicata nell’atto costitutivo, anche se molto spesso a questa si affianca una sede operativa, la quale rappresenta il luogo dove concretamente si svolge l’attività. In sostanza, se si ha una società nel settore della ristorazione, si avrà una sede sociale ufficiale che è quella in cui si gestisce tutta l’attività e poi ci saranno varie sedi operative nei luoghi in cui ci sono gli effettivi locali adibiti a ristorazione.

Oggi sempre più spesso le società svolgono attività a livello internazionale, pur essendosi costituite in Italia. In questo contesto può inserirsi la procedura per trasferire la sede all’estero, che dal 2023 segue regole nuove quando la destinazione è un Paese dell’Unione europea.

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Trasferimento sede sociale dal Notaio

Prima di analizzare le conseguenze del trasferimento della sede sociale all’estero a seconda del Paese di destinazione, vediamo come procedere praticamente a realizzare questa modifica dei patti sociali.

Per effettuare questa modifica occorre modificare i patti sociali, ovvero l’atto costitutivo. In alcune società lo statuto sociale, nel quale è appunto indicata la sede, è incorporato all’atto costitutivo, in altre ipotesi è allegato a parte all’atto costitutivo. In ogni caso, la società deve deliberare con le maggioranze previste da legge e statuto questa modifica (generalmente a maggioranza) mediante un’assemblea verbalizzata con atto notarile.

In questo atto notarile il notaio effettua il controllo di legalità formale e sostanziale dell’atto e poi provvede a iscriverlo al Registro delle Imprese. Quando la destinazione è un altro Stato membro e la società cambia legge applicabile, l’assemblea è però solo un passaggio di un procedimento più lungo, la trasformazione transfrontaliera, che vediamo più avanti.

Dopo il trasferimento della sede sociale, la società non è più italiana?

Generalmente no, viene assoggettata alla disciplina estera quindi diventa a tutti gli effetti una società estera iscritta al registro delle imprese estero, mantenendo però la stessa personalità giuridica, senza scioglimento né liquidazione. Se si trasferisce in un Paese dell’Unione, come vedremo, in alcuni casi può spostare solo la sede effettiva e restare una società di diritto italiano.

Che accade se uno dei soci non è d’accordo?

I soci che non hanno votato a favore hanno il diritto di recedere dalla società (artt. 2437 e 2473 c.c.), quindi se qualcuno non è d’accordo come può capitare visto che la decisione viene adottata a maggioranza, la società deve liquidare il socio uscente al valore della sua partecipazione. Da questo deriva che per alcuni aspetti la decisione di trasferire la sede sociale all’estero possa non essere sempre favorevole per la società.

Trasferire la sede sociale sella società all’estero con il Notaio

Trasferimento in un paese comunitario

Per via della libertà di stabilimento prevista dal diritto dell’Unione Europea, è possibile trasferire la sede sociale in un paese comunitario senza richiedere particolari autorizzazioni. La società italiana, ad esempio può liberamente esercitare la propria attività imprenditoriale in un altro Stato comunitario. Dal 3 luglio 2023 il trasferimento della sede statutaria con cambio di legge è regolato dal d.lgs. 19/2023, che ha attuato la direttiva 2019/2121: la società italiana diventa una società del tipo previsto dallo Stato di arrivo (una GmbH tedesca, una SL spagnola e così via) attraverso un procedimento con tutele precise per soci, creditori e lavoratori.

1
Progetto e relazione. Gli amministratori redigono il progetto di trasformazione e una relazione per soci e lavoratori; il progetto va depositato nel Registro delle Imprese almeno 30 giorni prima dell’assemblea (15 per le società di persone).
2
Osservazioni. Soci, creditori e lavoratori possono presentare osservazioni fino a 5 giorni prima dell’assemblea; ai lavoratori l’informativa arriva almeno 45 giorni prima.
3
Delibera dal notaio. L’assemblea approva il progetto con le maggioranze delle modifiche statutarie; chi non vota a favore può recedere.
4
Certificato preliminare. Il notaio verifica che la fase italiana sia regolare e rilascia il certificato preliminare, che viene depositato nel Registro delle Imprese.
5
Controllo estero ed efficacia. L’autorità dello Stato di destinazione completa i controlli, la società viene iscritta nel registro estero e cancellata da quello italiano.

In questo caso, in alternativa, la società può valutare di spostare all’estero solo la sede effettiva o operativa mantenendo la legge italiana come legge applicabile alla vita societaria, e questo è un aspetto su cui l’intervento del Notaio pesa molto. Spostare la sede all’estero non è solo una modifica formale, ma potrebbe indicare una modifica anche complessivamente della legge applicabile. Che la società possa restare italiana dipende però anche dal criterio di collegamento adottato dallo Stato di arrivo, che potrebbe considerarla propria per il solo fatto che l’amministrazione si svolge sul suo territorio.

Dopo il trasferimento della sede sociale in territorio comunitario, quale legge si applica?

Con la trasformazione transfrontaliera si applica la legge dello Stato di destinazione, e la società assume uno dei tipi previsti da quell’ordinamento. Se invece si sposta soltanto la sede effettiva, la società può restare sottoposta alla legge italiana, e conviene specificarlo nel verbale dell’assemblea che modifica lo statuto sociale relativamente alla sede, dopo aver verificato che lo Stato di arrivo lo consenta.

Due domande prima di decidere

Quanto tempo serve per spostare la sede in un Paese UE? Tra deposito del progetto, termini per le osservazioni, assemblea, certificato preliminare e controlli nello Stato di arrivo, di norma alcuni mesi. I tempi dipendono molto dall’autorità estera.

Ci sono conseguenze fiscali? Sì, e possono pesare: il trasferimento della residenza fiscale all’estero comporta, di regola, la tassazione delle plusvalenze latenti (la cosiddetta exit tax), salvo i casi in cui i beni restano in una stabile organizzazione italiana. È un punto da esaminare con il commercialista prima di avviare la procedura.

Trasferimento all’estero e modifica patti sociali

L’intervento del Notaio in questa fase è essenziale in quanto il trasferimento della sede sociale all’estero comporta in alcuni casi delle conseguenti modifiche anche ad altri elementi dei patti sociali. Ad esempio, se ci si trasferisce in un altro Stato che ha regole societarie diverse e che prevede che per costituire una determinata società si debba avere un determinato capitale minimo di partenza, questo può condizionare la situazione.

Se la società italiana ha un capitale inferiore, essa in seguito al trasferimento della sede dovrà anche effettuare un aumento di capitale per adeguarsi alla disciplina estera. Questo può riguardare molte altre norme, per esempio relative alla composizione degli organi amministrativi e di controllo, agli adempimenti da rispettare e alle nomine dei rappresentanti legali. Per questo la consulenza preliminare del Notaio conta molto.

Adempimenti in Italia dopo l’atto notarile

In seguito alla sottoscrizione del verbale in forma notarile, lo stesso deve essere pubblicizzato nel registro delle Imprese del luogo ove è ubicata la sede italiana della società entro trenta giorni. In seguito all’espletamento di questa formalità pubblicitaria si dà notizia ai terzi del trasferimento sociale all’estero. In questa fase la società è ancora iscritta al registro imprese italiano in quanto è necessario prima effettuare l’iscrizione della società nel registro delle imprese del paese di destinazione. Successivamente, si procederà alla cancellazione dal Registro delle Imprese italiano, e solo da quel momento la società cessa di essere italiana.

Adempimenti nello stato estero

Dopo il rogito notarile che verbalizza la decisione societaria di trasferimento della sede sociale all’estero, la documentazione italiana, con il certificato preliminare quando si tratta di un Paese UE, viene presentata all’autorità o al pubblico ufficiale competente dello Stato prescelto, che svolge i propri controlli e procede ad iscrivere la società nel registro delle imprese estero, con i documenti richiesti dalla legge locale.

Fuori dall’Unione europea il quadro è diverso: non esiste una procedura armonizzata e vale l’art. 25 della legge 218/1995, per cui il trasferimento della sede all’estero ha efficacia solo se posto in essere conformemente alle leggi di entrambi gli Stati, quello di partenza e quello di arrivo. Occorre quindi verificare in anticipo, con il notaio e con un professionista del Paese di destinazione, che quell’ordinamento accetti la continuità della società italiana; dove non la accetta, la strada resta quella dello scioglimento in Italia e della costituzione di una nuova società all’estero. In seguito, la società richiede la cancellazione dal registro delle imprese italiano, mostrando la documentazione comprovante l’avvenuta iscrizione all’estero: a questo provvede l’organo amministrativo, con l’assistenza del Notaio che ha ricevuto l’atto.