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DIRITTO FAMILIARE E REGIME PATRIMONIALE CONIUGALE: LE COSE DA SAPERE

La legge regola molti aspetti della vita della famiglia, sia di natura patrimoniale che non, disciplinando i diritti e i doveri che con il matrimonio sorgono non solo tra i coniugi, ma anche tra figli, parenti e terze persone. Video

Cosa si intende per regime patrimoniale

Per regime patrimoniale si intende l’insieme di tutte le regole previste per i rapporti patrimoniali tra i coniugi. I rapporti patrimoniali sono regolati dalla legge che si preoccupa di dettare delle norme di natura economica e di equiparare la posizione dei coniugi, salvaguardando i diritti e i doveri di contribuzione derivanti dal matrimonio.

Chi riguarda la scelta del regime patrimoniale

Quando si parla di scelta del regime patrimoniale solitamente si fa riferimento a coloro che si uniscono in matrimonio. Tuttavia con la Legge Cirinnà anche gli uniti civili, ossia le persone dello stesso sesso che decidono di unirsi, possono operare tale scelta.

Una novità riguarda anche coloro che stipulano un contratto di convivenza. Nel contratto di convivenza però, come approfondito nell’apposita sezione, la possibilità di scegliere la comunione legale è solo un’opportunità che il legislatore ha voluto fornire. Infatti nel caso in cui nulla scelgano in merito, si parla di assenza di regime.

Tipi di regime patrimoniale: comunione e separazione dei beni

La legge rileva innanzitutto la scelta del regime patrimoniale della famiglia che i coniugi adottano all'atto del matrimonio o successivamente, con apposita convenzione matrimoniale, potendo essi optare per il regime della comunione legale dei beni o per quello della separazione dei beni e comunione convenzionale. Altri aspetti di diritto familiare attengono ad esempio agli obblighi alimentari tra parenti e affini, all'amministrazione del patrimonio di soggetti minori o incapaci, all'esercizio di attività di impresa da parte dei coniugi, ecc.

Quali sono le differenze tra comunione e separazione dei beni

Abbiamo visto poco sopra come i due regimi patrimoniali in vigore siano quelli della Comunione dei Beni o della Separazione dei Beni (che vengono approfonditi nelle sezioni a loro dedicate): ma vediamo quali sono le differenze basilari tra i due e perché sarebbe bene chiedere la consulenza di un Notaio prima di prendere qualsiasi decisione in merito, specie se si verificano determinate condizioni che possono favorire l’una o l’altra soluzione. Innanzitutto è bene dire che per chi si sposa in Italia, in mancanza di indicazioni in senso diverso, il regime patrimoniale dei coniugi è quello della Comunione dei Beni: se dunque gli sposi non optano specificatamente per la separazione dei beni, sarà questa la forma automaticamente applicata.

La comunione convenzionale

Si sente parlare spesso di comunione legale e separazione dei beni. Tuttavia esistono anche un altro regime patrimoniale che i coniugi possono adottare, come ad esempio la comunione convenzionale.

Quando si parla di comunione convenzionale si intende l’adozione di un regime patrimoniale che ha di base le stesse regole della comunione legale, ma ne deroga su certi aspetti. Ferma restando l’impossibilità di derogare alle norme di amministrazione della comunione legale, i coniugi possono apportare delle modifiche a quest’ultima, sostituendola appunto con un regime convenzionale. Ad esempio possono decidere che entrino a far parte della comunione legale tutti i beni che sono stati acquistati prima del matrimonio, che di regola invece non sono soggetti alla comunione legale. Ciò può avvenire solo per atto pubblico davanti al notaio alla presenza di due testimoni aventi i requisiti di legge.

IL RUOLO DEL NOTAIO IN CASO DI REGIME PATRIMONIALE

Nel settore del diritto familiare il ruolo del notaio può rivelarsi più utile di quanto si pensi: egli, infatti, ha una conoscenza specifica della materia ed è in grado di offrire una consulenza altamente qualificata, potendo proporre le soluzioni più idonee in materia di regime patrimoniale al fine di regolare i rapporti tra coniugi, valutare la comunione o separazione dei beni, operare correttamente nei confronti dei figli o nei confronti di eventuali soggetti incapaci, evitando l'assunzione di impegni non conformi alle disposizioni di legge.

Quando si sceglie il regime patrimoniale

La scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni può avvenire da parte degli sposi sia prima del matrimonio con appropriata convenzione stipulata per atto pubblico notarile davanti al notaio o al momento della richiesta di pubblicazioni, sia al momento della celebrazione del matrimonio, rendendo un’apposita dichiarazione davanti a colui che celebra il rito con apposita dichiarazione. Come di seguito precisato, anche dopo il matrimonio può stipularsi una convenzione davanti al notaio per atto pubblico.

Come scegliere il regime patrimoniale giusto

Quando si sta per formare una famiglia, spesso non ci si sofferma a pensare a quello che in termine tecnico si chiama “regime patrimoniale”: come abbiamo visto poco sopra, potremmo dire che si tratta della gestione dei beni della famiglia che si sta formando, con una serie di conseguenze specifiche anche a lungo termine. In altre parole si tratta di decidere come gestire i rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Notaio per cambiare regime patrimonialeDunque, se è vero che il regime patrimoniale può essere modificato anche in un secondo momento, rifletterci in modo adeguato e con cognizione di causa subito può far risparmiare tempo e soldi (oltre, naturalmente, a poterci evitare sorprese che non avevamo preso in considerazione a tempo debito).

Perché la comunione dei beni è automatica

A questo punto ci si potrebbe chiedere perché, in mancanza di specifica indicazione, il legislatore abbia scelto la comunione dei beni come regime patrimoniale automatico. Perché non scegliere invece ad esempio la separazione dei beni, che rende ognuno dei coniugi responsabile solo delle obbligazioni assunte personalmente? Quello che dobbiamo tenere in considerazione, infatti, è che il regime patrimoniale non regola solo la distribuzione dei beni all’interno della famiglia stessa, ma anche i rapporti economici che la famiglia assume rispetto a terzi. Alla base della decisione di privilegiare la comunione dei beni vi è probabilmente la visione della famiglia come unità, nucleo unitario, così nell’aspetto economico come in tutti gli altri ambiti.

Dove si scopre il regime patrimoniale

Il regime patrimoniale dei coniugi è un’informazione contenuta nell’estratto dell’atto di matrimonio. È specificato nella voce “annotazioni”, in cui vengono aggiunte eventuali modifiche in merito alla separazione o al divorzio tra i coniugi. Nel caso in cui sia sposati in comunione legale dei beni, nulla sarà indicato nelle annotazioni, essendo il regime patrimoniale automatico della famiglia, in assenza di scelta.

Quindi se si vuole conoscere il regime patrimoniale scelto al momento del matrimonio o se si vuole sapere se si è sposati in comunione dei beni o in separazione, basterà chiedere un estratto dell’atto di matrimonio al Comune in cui si è celebrato il matrimonio.

Anche se in un momento successivo si sia modificato il regime patrimoniale sarà possibile conoscere tale modifica proprio da tale documentazione.

È possibile passare da comunione a separazione dei beni e viceversa?

Può accadere che nel corso del matrimonio i coniugi non vogliano continuare il regime patrimoniale scelto all’inizio e siano intenzionati a passare ad un altro tipo di regime patrimoniale.

Se si decidesse solo in un secondo momento di passare dalla comunione alla separazione dei beni, ciò sarebbe possibile grazie a uno specifico atto pubblico notarile, in presenza di due testimoni.

Come si può facilmente intuire, questo comporterebbe un’ulteriore spesa da sostenere: meglio dunque avvalersi da subito di una consulenza notarile così da chiarirci le idee. Per quanto concerne gli atri stati europei o extraeuropei occorre basarsi sulle normative di reciprocità che non riportiamo per evitare che possano non essere aggiornate. In questi casi è bene chiedere al Notaio informazioni indicando lo stato nel quale si risulta sposati.

Si possono escludere dei beni dalla comunione legale?

Una domanda ricorrente da parte di chi sceglie la comunione legale è se solo determinati beni possano essere esclusi dalla comunione legale al momento dell’acquisto. Il legislatore è estremamente rigido in quanto prevede un elenco tassativo che è non possibile derogare, in cui menziona tutti i casi in cui sia possibile considerare un bene come personale e non in comunione legale. Ad esempio i beni che provengono da una donazione o per successione non sono da considerarsi in comunione legale, ma personali.

Scelta del regime patrimoniale: come può aiutarci il Notaio

Le implicazioni della scelta di un Regime Patrimoniale rispetto a un altro ha dunque, come abbiamo visto poco sopra, diverse implicazioni, non sempre completamente inquadrabili da chi – come la maggior parte dei cittadini – non ha la piena conoscenza di tutte le sfaccettature né l’esperienza necessaria a prevedere eventuali problemi (o opportunità!) che la scelta di un determinato Regime Patrimoniale ha rispetto a un altro. Ecco perché sarebbe bene avvalersi della consulenza specializzata di un Notaio: come abbiamo avuto già modo di dire in diverse occasioni, questo professionista non solo è senza alcun dubbio un grande esperto del settore, ma ha anche con tutta probabilità l’esperienza necessaria per valutare il nostro caso specifico non solo in teoria, ma basandosi sui dati di fatto della nostra situazione personale e lavorativa.

In questo modo sarà in grado di consigliarci al meglio, valutando insieme i pro e i contro della comunione e della separazione dei beni ed eventuali soluzioni o accorgimenti da mettere in campo. In questo modo potremo iniziare la nostra vita matrimoniale sotto i migliori auspici anche economici!

Perché consultare un notaio prima di cambiare regime patrimoniale

Lo stesso dicasi se ci siamo già sposati optando per una delle due soluzioni oppure senza porci il problema (e dunque accettando la Comunione dei Beni) e adesso ci stessimo domandando se sia il caso di rivedere le nostre posizioni: prima di prendere risoluzioni anche in questo caso sarebbe bene valutare in modo approfondito insieme al Notaio le motivazioni di questa decisione, se sia davvero il caso di modificare la nostra posizione o meno, se è quella la soluzione che stiamo cercando, quali cambiamenti porterà alla nostra vita professionale e così via.

Come spesso accade, le decisioni prese dopo una giusta ponderazione – specie se come in questo caso supportata dalla competenza di un professionista – sono le migliori: possiamo infatti in questo modo verificarne l’impatto non solo sul breve, ma anche sul medio e lungo periodo. Il premio di tanta accortezza? La serenità di non avere sorprese cui non avevamo pensato e la sicurezza di aver imboccato una strada non a caso o spinti da una necessità del momento, ma con la necessaria consapevolezza.

In tutti questi casi la consulenza notarile è uno strumento prezioso di cui non dovremmo mai dimenticarci: se siamo a volte portati a pensare al Notaio solo nei momenti finali della redazione di un atto, non di rado addirittura quando non possiamo più farne a meno, ebbene, questa nuova prospettiva potrebbe contribuire a modificare (in meglio!) la nostra idea del rapporto con questo professionista.

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Regime patrimoniale della famiglia

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