Può donare il beneficiario di amministrazione di sostegno?
- Beneficiario di amministrazione di sostegno
- Chi può fare la donazione
- Beneficiario di amministrazione di sostegno e donazione
- Come si fa la donazione del beneficiario di amministrazione di sostegno
- Quanto costa la donazione del beneficiario di amministrazione di sostegno
- Donazione e amministratore di sostegno: quattro chiarimenti
Beneficiario di amministrazione di sostegno
Quando si parla di amministrazione di sostegno si fa riferimento a una tutela giuridica prevista dalla legge in favore di soggetti che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
Attualmente tale istituto è molto utilizzato in quanto permette di personalizzare la tutela attraverso un decreto su misura in base alla situazione in cui si trova il beneficiario.
Il beneficiario di amministrazione di sostegno, se nel provvedimento di nomina non sono state previste le limitazioni proprie dell’interdetto, ad esempio, può personalmente fare testamento, può contrarre matrimonio e riconoscere un figlio nato fuori dal matrimonio. Ma può fare una donazione dal notaio? Vediamolo insieme.
Cosa può fare dal notaio il beneficiario di amministrazione di sostegno
Una domanda molto frequente, che viene posta al notaio una volta che viene nominato dal giudice tutelare un amministratore di sostegno, è quali sono gli atti che un beneficiario di amministrazione di sostegno può compiere dal notaio.
Non è possibile dare una risposta univoca in quanto, a differenza di altre forme di tutela, è di particolare importanza il decreto di nomina e il suo relativo contenuto. Infatti tale documentazione rappresenta il punto di riferimento per comprendere quale siano gli atti che possono essere compiuti dalla persona tutelata da sola, senza l’assistenza di alcuna persona, così come quali siano, invece, gli atti per i quali sia necessario l’assistenza o la rappresentanza dell’amministratore di sostegno. Lo stesso vale quando il beneficiario vuole comprare casa.

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Chi può fare la donazione
Nell’ambito delle donazioni il legislatore è molto preciso nell’affermare che i soggetti dichiarati incapaci come i minori, gli interdetti e gli inabilitati, non possono effettuare le donazioni.
Si tratta di frenare la cosiddetta prodigalità, evitando che si spoglino di beni spontaneamente, senza avere la piena contezza e consapevolezza dell’atto che si sta compiendo. Discorso diverso, alla luce degli orientamenti della Corte costituzionale e della Cassazione, merita il beneficiario di amministrazione di sostegno, come adesso vedremo.
Perché il beneficiario di amministrazione di sostegno può donare?
Come già anticipato in favore dell’amministrazione si sostegno sono previste delle tutele cucite su misura, a seconda del tipo di problematica che presenta la persona: talvolta viene nominato anche soltanto per un’assistenza ad alcuni atti, in virtù di patologiche condizioni fisiche che non consentono di essere nelle migliori condizioni.
Con la sentenza n. 114 del 2019 la Corte costituzionale ha ribadito che il beneficiario di amministrazione di sostegno deve essere considerato di regola come un soggetto capace: a differenza dell’interdizione e dell’inabilitazione, la nomina dell’amministratore non crea uno stato di incapacità.
Tale affermazione ribalta alcuni precedenti orientamenti: in passato era diffuso l’orientamento che negasse la possibilità al beneficiario di amministrazione di sostegno di donare, in quanto l’atto di donazione implica un impoverimento dello stesso, senza ricevere alcun corrispettivo e non sempre può avere la capacità di comprendere l’atto che si sta compiendo.

Beneficiario di amministrazione di sostegno e donazione
In base a questo orientamento, il beneficiario di tale forma di tutela conserva la capacità di donare, salvo che il giudice tutelare, nel decreto di nomina o in un provvedimento successivo, gli estenda con una clausola espressa il divieto previsto per interdetti e inabilitati (art. 411 c.c.). Come abbiamo visto, infatti, il decreto di nomina rappresenta il documento da controllare per comprendere quali siano gli atti che possono essere compiuti senza l’assistenza, con l’assistenza o anche in rappresentanza.
Come si fa la donazione del beneficiario di amministrazione di sostegno
Al pari di qualsiasi altra donazione se il beneficiario di amministrazione di sostegno vuole compiere tale atto deve recarsi dal notaio per firmare l’atto insieme al donatario, ossia a colui che riceve la donazione. La donazione richiede l’atto pubblico, sotto pena di nullità (art. 782 c.c.).
Naturalmente è obbligatoria la presenza di due testimoni che devono avere i requisiti previsti dalla legge notarile: in particolare si deve trattare di due persone che non siano interessate all’atto e che abbiano tutte le caratteristiche previste dalla legge, tra cui non essere parenti delle parti entro un determinato grado.
Tipi di donazione del beneficiario di amministrazione di sostegno
Se il decreto di nomina non lo limita, il beneficiario di amministrazione di sostegno può effettuare qualsiasi atto di liberalità, che abbia ad oggetto del denaro, oppure dei beni immobili, come locali commerciali, terreni e case.
Ciò che quindi va necessariamente controllato è il decreto di nomina che rappresenta la chiave indispensabile per comprendere quali siano gli atti da poter compiere, senza l’assistenza dell’amministratore di sostegno. Un caso delicato è il decreto che non parla di donazioni ma affida all’amministratore gli atti di straordinaria amministrazione: in situazioni come questa è buona norma chiedere al notaio come leggerlo.
Quanto costa la donazione del beneficiario di amministrazione di sostegno
La donazione è un atto molto diffuso nella prassi, principalmente in ambito familiare, in quanto consente di raggiungere alcuni effetti, anticipando la successione della persona che intende donare. A tal proposito nel caso in cui si tratti di parenti molto stretti, come ad esempio parenti in linea retta, da padre a figlio, è possibile risparmiare in quanto la legge prevede delle imposte e delle tasse differenti. Per una casa, imposte e onorari per città sono nella pagina sulla donazione di immobili.
Indipendentemente se sia una persona beneficiaria di amministrazione di sostegno o sia una persona pienamente capace, è buona norma chiedere un preventivo notarile, in quanto si avranno le idee chiare sui costi da sostenere.
Tramite questa piattaforma è possibile richiedere un preventivo gratuito notarile senza dover assumere alcun tipo di impegno, né dover pagare costi di registrazione e iscrizione. In pochi brevi passaggi, si potrà richiedere un preventivo nella città italiana che si preferisce in modo totalmente gratuito entrando in contatto diretto con un notaio senza alcuna intermediazione.
Donazione e amministratore di sostegno: quattro chiarimenti
Il beneficiario può donare la casa a un figlio?
Di regola sì, se il decreto non lo vieta: la Corte costituzionale ha chiarito che il divieto di donare dell’art. 774 c.c. non si applica automaticamente al beneficiario. Il giudice tutelare può però estenderglielo con una clausola espressa.
L’amministratore di sostegno può donare al posto del beneficiario?
È una questione aperta: la dottrina prevalente è contraria e solo alcuni giudici di merito l’hanno consentito in casi particolari. È buona norma chiederlo direttamente al notaio.
Il beneficiario può fare una donazione all’amministratore?
Le regole sono quelle previste per il tutore, in quanto compatibili, ma la legge fa salve in ogni caso le convenzioni a favore dell’amministratore che sia coniuge, convivente stabile o parente entro il quarto grado del beneficiario (art. 411 c.c.). Nel singolo caso è buona norma chiedere al notaio.
Chi riceve una casa in donazione da un beneficiario rischia qualcosa?
La donazione potrebbe essere annullata se il beneficiario l’ha fatta violando il decreto (art. 412 c.c.) o se, al momento dell’atto, era incapace di intendere o di volere (art. 775 c.c.). Per questo contano sia il decreto sia le condizioni della persona.