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Il contratto di mantenimento viene consigliato spesso in alternativa alla donazione, vediamo cos’è e quali sono i suoi vantaggi

Cos’è il contratto il contratto di mantenimento

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Il contratto di mantenimento è un accordo scritto tra due parti in cui una trasferisce all’altra un suo bene o un suo diritto, come ad esempio il diritto di proprietà o di usufrutto su una casa, in cambio di ricevere da questa tutto ciò che è necessario per mantenere un certo stile di vita. Per questo si deve avere ben cura di distinguere il contratto di mantenimento da quello di alimenti perché in questa seconda tipologia l’obbligo degli alimenti corrisponde al dovere di provvedere solo a quanto è strettamente necessario per vivere ed allo stato di bisogno di chi riceve gli alimenti. Invece nel contratto di mantenimento sono gli stessi soggetti dell’accordo a stabilire in cosa consiste l’obbligo di mantenimento: può essere costituito, ad esempio, dal dovere di far visita alla persona ogni giorno, dall’accompagnarla a fare la spesa una volta alla settimana ovvero dal provvedere alle sue cure e alla sua assistenza in generale. Nella recente diffusione di tale negozio giuridico l’obbligo di mantenimento è solitamente individuato come dovere di garantire una casa in cui vivere, un’assistenza medica adeguata ed una compagnia continua per tutta la vita; in tali casi si parla anche di mantenimento vitalizio. Tuttavia sulla base di un importante principio del diritto, quello dell’autonomia negoziale, le parti possono prevedere che il dovere di mantenimento non duri per tutta la vita ma solo per un periodo definito; ad esempio, si potrebbe trasferire bene, come cedere una quota sociale, in cambio di farsi mantenere durante gli studi universitari: in tal caso si stabilirà che per tutta la durata degli studi l’obbligato dovrà provvedere a tutto ciò che è necessario a tal fine, come il pagamento delle rette universitarie, la fornitura dei libri da studiare, i fondi per l’erasmus o ancora la sovvenzione dell’alloggio universitario.

Grazie alle sue importanti caratteristiche il contratto di mantenimento è un tipo di contratto che viene consigliato spesso, infatti molte persone vorrebbero distribuire i beni tra i propri cari quando sono ancora in vita ma potrebbero esitare e sentirsi frenati proprio perché temono che questo gli faccia perdere ogni fonte di sostentamento, essendosi privati dei propri beni, laddove si trovassero ad avere necessità di assistenza in futuro. Per capire se il mantenimento è la figura negoziale più idonea alle proprie esigenze sarebbe quindi di fondamentale importanza una consulenza notarile e scegliere, ad esempio, se stipulare un contratto di mantenimento o una donazione.

Contratto di mantenimento o donazione? Quale scegliere?

Molto spesso il contratto di mantenimento è indicato come alternativa alla donazione, infatti esso rappresenta notevoli vantaggi rispetto all’atto donativo sia per il cedente sia per il cessionario. Chi trasferisce il bene, a fronte della diminuzione del suo patrimonio, si assicura un mantenimento delle proprie condizioni di vita, di solito per tutta la durata della sua vita. Inoltre egli, che ha fatto affidamento sull’obbligo di mantenimento che ha assunto l’altra parte, può chiedere la risoluzione del contratto se questa non adempie gli obblighi. Quindi se ad esempio un genitore trasferisce a suo figlio la propria casa al mare stipulando un contratto di mantenimento in cui si prevede l’obbligo, in capo al figlio, di mantenere suo padre per tutta la sua vita e, per qualsiasi ragione, ad un certo punto smettesse di farlo, allora il padre attraverso la risoluzione dovrà riavere la casa indietro. Questa possibilità è indicata soprattutto quando ci sono più figli perché in tal modo, laddove ci fosse la risoluzione, il bene ricadrebbe di nuovo nella successione del padre. Il contratto di mantenimento, come si diceva, ha dei vantaggi rispetto alla donazione anche per chi riceve il bene trasferito. Egli, infatti, non pagherà alcun prezzo in denaro ed incrementerà il suo patrimonio con un bene che non è di provenienza donativa.

Il problema dei beni di provenienza donativa è molto sentito perché chiunque volesse acquistarli avrebbe sempre lo spettro, il pericolo, di un’azione di riduzione a suo carico che potrebbe fargli perdere il bene comprato. Nell’acquisto dei beni di provenienza donativa si riscontrano, quindi, molte difficoltà: chi compra avrà problemi di accesso al mutuo, mentre chi vuole vendere potrebbe avere difficoltà a trovare degli acquirenti proprio per tali motivi.

In definitiva, possiamo consigliare in linea generale di valutare il contratto di mantenimento a tutte le persone che sentano la necessità di avere delle maggiori tutele e la possibilità di riprendersi il bene qualora non si sarà più assistiti. Se invece si è mossi dall’animo di donare potrebbe essere utile informarsi dal Notaio sulle forme e sulle tutele dell’atto di donazione ed, in particolare, sulla donazione modale. Sarà bene fare attenzione e considerare, altresì, il contratto di rendita vitalizia: esso pone come obbligo quello di corrispondere una rendita perpetua a fronte del trasferimento di un bene, ossia una somma di denaro stabilita nel contratto da versare periodicamente. Tutte queste tipologie negoziali si adattano ad esigenze e necessità differenti, alcune sono di recente sviluppo ed altre sono più tradizionali ma si consiglia sempre di chiedere consiglio al Notaio per valutare ciò che possa fare al proprio caso, anche sfruttando l’opportunità di contatto diretto con i Notai che offre questo sito.

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