Servizi notarili per le donazioni, quale atto e quanto costa
- Quali sono i servizi notarili per le donazioni
- Servizi notarili per le donazioni dirette
- Servizi notarili per le donazioni indirette
- Servizi notarili per risolvere la donazione
- Costo dei servizi notarili per le donazioni
- Prima di chiamare il notaio, tre dubbi frequenti
I servizi notarili ricomprendono tutte le situazioni, nelle quali il notaio è chiamato ad intervenire, per fornire delucidazioni di carattere giuridico, oppure direttamente per il rogito. Fra le varie tipologie di atti notarili, rientrano quegli atti, all’interno dei quali non è previsto il pagamento di alcun corrispettivo.
Vediamo allora quali sono nel dettaglio tutti i servizi notarili per le donazioni.
Quali sono i servizi notarili per le donazioni
I servizi notarili per le donazioni hanno ad oggetto tutte le situazioni, in cui una persona, decida di effettuare un’attribuzione patrimoniale di un bene o di un diritto, in favore di un’altra. Quindi lo scopo è quello di avvantaggiarla, senza voler ricevere nulla in cambio.
Il notaio, in questo ambito, è competente sia qualora l’attribuzione avvenga mediante cosiddette donazioni dirette, che qualora avvenga indirettamente.
Di norma il servizio comincia prima della firma, con la consulenza su imposte, documenti ed effetti per gli altri eredi, e prosegue dopo: per gli atti soggetti a trascrizione, come la donazione della casa, la legge chiede al notaio di curarne la trascrizione nei registri immobiliari (art. 2671 c.c.).

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Servizi notarili per le donazioni dirette
La donazione diretta, rappresenta il normale tipo di donazione, ovvero quell’atto pubblico, nel quale le parti coinvolte sono donante e donatario (ovvero il beneficiario della donazione). Si tratta, in particolare, di un contratto nel quale, il soggetto beneficiario, deve esprimere il suo consenso, accettando quanto attribuito in suo favore (può trattarsi anche di una pluralità di beni o diritti).
Nel caso in cui il donatario sia un minore o un incapace, tra i servizi notarili per le donazioni può rientrare anche la presentazione del ricorso all’autorità giudiziaria, affinché la stessa rilasci l’autorizzazione all’accettazione della donazione (art. 320 c.c.). Dal 2023, in alternativa, l’autorizzazione può essere rilasciata dallo stesso notaio che riceve l’atto, su richiesta scritta delle parti (art. 21 del d.lgs. n. 149 del 2022): le due strade sono descritte nella pagina sui servizi notarili per le autorizzazioni e, per la casa, in quella su come donare la casa a un minorenne.
Va precisato che, in tutte le donazioni dirette, è richiesta la presenza obbligatoria dei testimoni. I servizi notarili, a seconda delle esigenze delle parti, prevedono differenti tipologie di donazioni dirette. I testimoni sono due, come prevede l’art. 48 della legge notarile.
Donazione di bene o denaro
La tipologia più comune di donazione è quella in cui viene attribuito il diritto di proprietà di un bene, per esempio una casa.
Oltre all’ipotesi del trasferimento di un diritto definitivo come questo, è possibile utilizzare lo strumento della donazione, anche per costituire un diritto reale, in favore del donatario (come per esempio un diritto di servitù su un terreno)
Inoltre, sebbene si tratti di una soluzione meno diffusa, l’atto notarile serve anche qualora oggetto della donazione sia del denaro. Di base si dovrebbe trattare di cifre importanti, che non potrebbero rientrare nell’ambito della cosiddetta donazione di modico valore. In quel caso l’atto pubblico è richiesto a pena di nullità (art. 782 c.c.).
Donazione dirette particolari
Fra i servizi notarili per le donazioni dirette, rientrano anche delle fattispecie più particolari. Volendo fare degli esempi, è possibile che, oltre a voler fare un favore al donatario, con l’attribuzione patrimoniale, il donante voglia anche obbligarlo a compiere una determinata attività (o fare qualcosa di specifico). Si tratta dell’ipotesi della cosiddetta donazione modale (o donazione con onere).
Un’altra ipotesi particolare di donazione, è quella liberatoria. In questo caso non viene propriamente attribuito un bene o un diritto, bensì si rinuncia ad un diritto patrimoniale esistente, in favore del donatario. Ciò avviene, per esempio, se il donante era creditore del donatario, e rinuncia al suo credito, allo scopo di compiere una liberalità.
La donazione rimuneratoria e quella fatta in vista di un matrimonio sono descritte nella pagina sulle donazioni particolari.
Donazioni vietate
Sebbene ci sia ampia autonomia nel determinare il contenuto di ciò che si vuole donare, non rientra tra i servizi notarili (poiché la legge lo vieta) che possa essere oggetto di donazione un bene futuro (per esempio un edificio non ancora costruito).
Nemmeno è possibile stipulare un contratto preliminare di donazione, con cui una parte si obbliga, in favore di un’altra, a donare un determinato bene, entro un dato periodo di tempo. È l’orientamento consolidato della Cassazione, ribadito con la sentenza n. 6080 del 2020.

Servizi notarili per le donazioni indirette
I servizi notarili per le donazioni, ricomprendono anche le donazioni cosiddette indirette, ovvero quegli atti che non hanno propriamente la forma della donazione, ma comunque attribuiscono, in favore di un soggetto, un determinato vantaggio (in taluni casi, però, ad esempio, non è sempre necessario che ci siano i testimoni).
Una delle fattispecie più utilizzate di donazione indiretta è quella del contratto a favore di terzo. Si tratta di una figura alla quale si ricorre spesso nella prassi notarile, qualora i genitori vogliono pagare la casa ad un figlio, oppure gliela vogliano intestare.
Lo stesso risultato si ottiene quando il genitore interviene nel rogito e paga il prezzo al posto del figlio (art. 1180 c.c.). Anche queste liberalità, però, restano soggette alle regole sulla revoca e sulla riduzione a favore dei legittimari (art. 809 c.c.).
Servizi notarili per risolvere la donazione
Per molti anni la provenienza donativa di un immobile è stata un ostacolo concreto alla vendita: chi comprava, e la banca che finanziava l’acquisto, temevano che gli eredi del donante potessero un giorno chiedere indietro la casa. Dal 18 dicembre 2025 la legge 182/2025 ha cambiato le regole, e la riduzione della donazione non pregiudica più chi acquista a titolo oneroso dal donatario. Per vendere una casa ricevuta in donazione, quindi, di norma non serve più tornare indietro sulla donazione.
Tra i servizi notarili resta comunque l’atto con il quale donante e donatario decidono, d’accordo, di porre nel nulla la donazione, così che la casa ritorni nella disponibilità del donante. È l’atto cosiddetto di mutuo dissenso, che oggi ha senso soprattutto per ragioni familiari: un genitore che ha donato a un solo figlio e vuole riequilibrare le cose tra i figli, per esempio, prevenendo potenziali lesioni della legittima quando si aprirà la successione. Tutti i dettagli sono nella pagina sulla revoca e risoluzione della donazione.
| Situazione | Atto dal notaio | Approfondimento |
|---|---|---|
| Regalare la casa a un figlio | Donazione per atto pubblico, con due testimoni | Donazione di immobili |
| Dare una somma importante | Atto pubblico, salvo il modico valore | Donazione di denaro |
| Pagare la casa che compra il figlio | Donazione indiretta dentro il rogito di acquisto | Donazione indiretta |
| Donare a un nipote minorenne | Donazione con l’autorizzazione del giudice o del notaio | Autorizzazione del notaio |
| Cedere la propria parte di un’eredità | Donazione della quota, che vale come accettazione | Donazione di quota ereditaria |
| Tornare indietro d’accordo | Mutuo dissenso | Mutuo dissenso |
Costo dei servizi notarili per le donazioni
I servizi notarili per le donazioni riguardano, perlopiù, la stipula degli atti di donazione, o atti che perseguono lo stesso obiettivo di una donazione.
Di regola, le donazioni dirette sono soggette ad un particolare tipo di imposta, che si chiama proprio imposta sulle successioni e donazioni. Tuttavia, qualora la donazione sia effettuata in favore di soggetti legati da determinati vincoli di parentela, si potrebbe beneficiare di alcuni vantaggi.
Sono le franchigie dell’art. 56 del d.lgs. 346/1990: tra coniugi e parenti in linea retta l’imposta del 4% si paga solo oltre 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario, tra fratelli e sorelle il 6% oltre 100.000 euro. Per la casa si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale, in misura fissa se chi riceve ha i requisiti della prima casa (art. 69 della legge 342/2000). Gli altri casi sono nella pagina sull’imposta di donazione tra parenti.
Quanto al mutuo dissenso, se le parti sciolgono la donazione senza pattuire alcun corrispettivo, secondo l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 20/E del 2014) si pagano l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, oltre all’onorario del notaio. Se invece è previsto un corrispettivo, su quella somma si applica l’imposta di registro proporzionale.
Qualora si voglia avere un preventivo più specifico, è possibile richiederlo compilando l’apposita sezione presente in qualsiasi pagina del portale, indicando la tipologia di atto, ed inserendo i dati nel modo più completo possibile. Una volta inviata la domanda, di solito si riceve risposta in poche ore, e senza intermediari.
Prima di chiamare il notaio, tre dubbi frequenti
Il costo di una donazione cambia da un notaio all’altro?
Le imposte no, perché sono fissate dalla legge. L’onorario sì: le tariffe notarili sono state abrogate (art. 9 del d.l. n. 1 del 2012) e la legge prevede che la misura del compenso sia resa nota prima, con un preventivo di massima in forma scritta o digitale.
Dono la casa a mio nipote di dieci anni: il notaio può occuparsi anche dell’autorizzazione?
La legge gli consente di sottoscrivere e presentare il ricorso al giudice tutelare (art. 1 della legge notarile) oppure, su richiesta scritta delle parti, di rilasciare lui stesso l’autorizzazione (art. 21 del d.lgs. n. 149 del 2022). Quale strada seguire è buona norma valutarlo con il notaio.
Posso donare a mio figlio solo metà della mia casa?
Sì, si può donare una quota della proprietà. Serve comunque l’atto pubblico con due testimoni e l’imposta si calcola sul valore di ciò che si dona. Se la casa è in comunione con il coniuge, come procedere è buona norma chiederlo al notaio.