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QUANDO SI PAGA IL NOTAIO PER IL ROGITO?

L’onorario del Notaio per il rogito della casa

quanto si paga il notaio per il rogito della casaIl cliente che si reca dal Notaio per un preventivo che riguarda l’atto specifico che si richiede al professionista viene subito messo al corrente delle spese, degli obblighi e dei tributi che devono essere versati sia prima che dopo la conclusione dell’accordo.

L’onorario (definito anche parcella) è il corrispettivo dovuto al Notaio a seguito della sua prestazione professionale, che consiste nella stipulazione di atti di varia natura (compravendita, donazione, testamento, ecc.) tenendo conto di vari fattori.

Il più rilevante è una valutazione di opportunità: ogni soggetto farà affidamento sul Notaio che risponde meglio alle proprie esigenze concrete, con un’attenzione particolare alla qualità del servizio erogato, oltre al prezzo finale.

Il secondo punto da tenere presente riguarda le cosiddette tariffe notarili, soggette a costante variazione: ecco perché, ogni anno, i valori e le tipologie di tasse da pagare possono subire dei cambiamenti. È bene ribadire, anche in questa sede, che, sebbene le tariffe notarili non siano più un parametro stringente ai fini del calcolo dell’onorario, rimangono comunque delle spese da sostenere per chi decida di stipulare davanti al Notaio.

Ultimo punto - ma non per importanza - riguarda l’oggetto dell’accordo che viene siglato davanti al Notaio: è chiaro che se si tratta di un immobile e sono state già avviate le pratiche per un mutuo inerente all’acquisto, la parcella sarà parametrata a tutti gli aspetti, immobiliari o meno, che devono essere controllati e gestiti dal Notaio assieme ad altri tecnici e professionisti (infatti, prima di procedere con la vendita è necessario controllare tutta la documentazione relativa a visure, conformità di impianti, conformità catastale, relazione tecnica integrata ecc.). Più la procedura è lunga e complessa e più, tendenzialmente, si alza l’onorario. Senza dimenticare che, nel caso della compravendita, il prezzo che sarà richiesto a rogito sarà commisurato al prezzo dell’immobile e all’entità del mutuo.

Diverso discorso si deve fare per la donazione o per il testamento, in quanto si presta particolare attenzione ai vari momenti della successione, e mentre la donazione è un atto di liberalità fatto da un certo soggetto quando è ancora in vita, il testamento ha a che vedere con la sorte del patrimonio del defunto (de cuius). Ecco che allora l’onorario del Notaio sarà considerato in base ad altri oneri e accertamenti altrettanto importanti, sia preliminari che successivi al testamento (esempi di atti accertativi successivi sono la dichiarazione di successione e l’atto notorio o dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio).

Quando e come deve essere pagato il Notaio

La legge notarile, in un primo momento, prevedeva la facoltà del Notaio di concedere ai propri clienti pagamenti rateali relativamente alla parcella spettantegli. A seguito dell’introduzione della legge sul deposito prezzo (l. 124/2017), il Notaio deve richiedere il pagamento integrale dell’onorario e dei tributi collegati al momento della stipula, non potendo più “far credito” al proprio cliente, nemmeno nel caso in cui questi dia idonee garanzie di solvibilità. Mentre quindi prima poteva rifiutarsi di adempiere il suo incarico, ora, nel caso in cui il cliente non assicuri il pagamento contestuale o anticipato dell’intera cifra, ha l’obbligo di astenersi:

“[...] il notaio deve ricusare il suo ministero se le parti non depositano antecedentemente o contestualmente alla sottoscrizione dell’atto, l’importo dei tributi, degli onorari e delle altre spese dell’atto, salvo che si tratti di persone ammesse al beneficio del gratuito patrocinio” (art. 1, comma 142).

Al momento del rogito, il pagamento può avvenire con diverse modalità, a seconda della somma da versare: tramite assegno o bonifico bancario se si tratta di somma inferiore a 1000 euro; altrimenti, assegno circolare per importi superiori.

Cosa succede se pago dopo il rogito?

Il cliente che, accortosi di non avere la somma necessaria, non paghi contestualmente alla stipula davanti al Notaio, incorre nel reato di frode fiscale ed al tempo stesso espone il professionista a rischi anche penalmente rilevanti circa il suo comportamento che si qualifica come illecito.

Se, infatti, il Notaio dovesse accettare la dilazione di pagamento eventualmente proposta dal cliente andrebbe contro la legge sopra citata, che è stata introdotta allo scopo di garantire un interesse pubblico di ridistribuzione delle somme versate.

Si richiede dunque che il cliente, nel momento in cui stipula l’atto, paghi al Notaio quelle somme, che quest’ultimo verserà immediatamente sul conto aperto appositamente per questa operazione, affinché lo Stato possa poi destinarle al finanziamento delle piccole e medie imprese, che sono da considerare di proprietà pubblica.

Se il Notaio non procede celermente nel modo che si è appena detto, sottrae allo Stato una disponibilità, quindi incorre nel reato di appropriazione indebita, punibile penalmente. Rimane certamente la possibilità di registrare l’atto nei termini ordinari, ma il denaro, che deve essere versato immediatamente dal Notaio sul conto, ha già una connotazione pubblicistica, perché immediatamente frutta interessi a favore dello Stato.

Dunque quando si paga il Notaio:

  • Il prezzo da pagare al Notaio non comprende solo il suo onorario, ma anche altre spese e imposte (fisse o variabili) strettamente connesse all’atto che viene stipulato;
  • Il Notaio è responsabile sia preliminarmente (quando fa gli accertamenti sugli immobili o controlla la relativa documentazione) che successivamente (quando deve registrare o trascrivere un atto all’Agenzia delle Entrate) in relazione al buon esito del rogito e, ad oggi, non può più accettare pagamenti dilazionati;
  • Se il cliente non paga al momento del rogito incorre nel reato di frode fiscale;
  • Il Notaio che non versa le somme ricevute nel c.d. conto dedicato incorre nel reato di appropriazione indebita, ai danni dello Stato.
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