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Il vincolo di destinazione per l’impresa in crisi

Il vincolo di destinazione per l’impresa in crisi dal notaio

Vincolo di destinazione e crisi d’impresa dal notaio

Il vincolo di destinazione è un atto con il quale si destinano determinati beni al raggiungimento di un fine ritenuto meritevole di tutela da parte dell’ordinamento giuridico. Non ha una specifica disciplina prevista dal legislatore, fatta eccezione per l’art. 2645 ter c.c., il quale ne prevede la trascrizione nei Registri Immobiliari. È il Notaio il professionista deputato alla valutazione dei fini meritevoli di tutela, che possono essere i più vari ma devono superare un vaglio di meritevolezza riconosciuto dal pubblico ufficiale.

Ad esempio, si può rogare un vincolo di destinazione per la tutela di soggetti disabili, oppure per la realizzazione di un’opera do pubblico interesse. Tra i vari tipi di vincoli di destinazione, sono molto diffusi quelli previsti per la tutela di una impresa che si trovi in crisi, che stia affrontando un concordato, che sia a rischio liquidazione o anche già fallita. I beni dell’impresa possono essere, come vedremo, sottoposti a questo tipo di vincolo. Vediamo come funziona.

Perché vincolare i beni dell’impresa?

La scelta di vincolare i beni dell’impresa, che può essere impresa individuale o societaria, può derivare dalla opportunità di porre sugli stessi appunto un vincolo che sia funzionale al soddisfacimento dell’interesse imprenditoriale, teso quindi ad evitare la crisi della stessa o a gestirla nel migliore dei modi. Se si vincola un bene infatti e si trascrive tale vincolo nei Registri Immobiliari, tale bene risulterà in qualche modo “protetto” da eventuali aggressioni di creditori per ragioni differenti dal fine previsto nell’atto notarile.

Qualora la società fosse indebitata, ad esempio, non potrebbe aggredire questi beni; oppure, qualora la società sia indebitata, nel vincolo si potrebbe prevedere il pagamento dei debiti proprio con questi beni, magari vendendo gli stessi o affittandoli, determinando quindi una sorta di fondo d’impresa.

Qual è il vantaggio del vincolo per l’impresa?

Il vantaggio consiste nella possibilità di porre determinati beni, che vengono preventivamente determinati e formano oggetto dell’atto, ad uno scopo predeterminato, che può essere la tutela di tutta la fase di crisi dell’impresa. Ad esempio, dalla fase della richiesta di un concordato preventivo, alla fase della liquidazione, i beni vincolati possono servire per pagare alcuni creditori, per risanare le finanze dell’impresa attraverso la vendita degli stessi e il loro reimpiego.

Come procedere dal Notaio?

Per potere stipulare un vincolo di destinazione con finalità d’impresa occorre che i soci della società o l’imprenditore individuale si rechino dal Notaio e dichiarino di voler stipulare un vincolo di destinazione, specificando il fine meritevole di tutela. E’ il Notaio che deve effettuare questa valutazione e se la ritiene idonea può stipulare l’atto. Il fine può essere diverso a seconda del momento di crisi in cui si trova la società.

Può trattarsi di un momento anteriore all’apertura vera e propria della fase di crisi, oppure si può trattare di una situazione successiva, ad esempio contemporaneamente alla richiesta del concordato preventivo. Si tratta di uno strumento adottato dalla società per evitare di andare in liquidazione e consiste in un accordo preso con i creditori.

Chi deve intervenire dal Notaio?

Dal Notaio per stipulare il vincolo di destinazione per l’impresa in crisi deve intervenire il soggetto che ha la rappresentanza legale della società, se si tratta appunto di una società, oppure l’imprenditore individuale. A seconda della situazione di crisi in cui ci si trova, può intervenire l’amministratore oppure il liquidatore della società, qualora questa fosse già in liquidazione.

Struttura del vincolo di destinazione per l’impresa

Esso può essere unilaterale o bilaterale. Nel primo caso, la società costituisce un vincolo di destinazione per porre alcuni beni nella funzione di realizzare appunto il fine meritevole di tutela, che può corrispondere alla tutela della società in crisi. Se fosse bilaterale, invece, ci sarebbe il trasferimento da un soggetto ad un altro, in funzione di attuatore del vincolo.

In merito alla struttura, si distingue la destinazione statica e la destinazione dinamica. Nel primo caso, i beni separati dal restante patrimonio restano nella titolarità del conferente, sia esso l’ imprenditore in crisi ovvero un terzo. Il vincolo si risolve nell'amministrazione dei beni destinati in vista della realizzazione dello scopo,ovvero la loro espropriabilità solo per crediti sorti in funzione di esso senza comportare il trasferimento al beneficiario della massa destinata. La destinazione è dinamica, invece, quando al vincolo di destinazione  si accompagna il trasferimento dell’immobile dalla sfera giuridica del soggetto destinante a quella del destinatario dell’attribuzione.

Vincolo di destinazione o trust per l’impresa?

Per vincolare i beni dell’impresa in crisi si possono utilizzare vari strumenti. Per questo occorre recarsi dal Notaio per chiedere un consiglio e trovare il tipo di atto più adatto al caso concreto. Il trust è un tipo di atto di derivazione anglosassone, che ha come scopo quello di attribuire un determinato bene immobile a un fiduciario, quindi sottoporlo a una sorta di vincolo per un fine meritevole di tutela.

Il trust ha una sua disciplina specifica e il trust interno, quindi di diritto italiano, è più formale rispetto al vincolo di destinazione, che è appunto un istituto pienamente di diritto italiano. Anche con il trust si crea una segregazione patrimoniale, che nel caso del trust d’impresa viene utilizzato dall’imprenditore o dalla società che si trovi in uno stato più o meno avanzato di crisi.

Qual è l’effetto pratico del trust d’impresa?

La segregazione patrimoniale comporta per l’impresa la possibilità di evitare la procedura concorsuale o di arrivare alla sua più rapida conclusione. I beni immobili vengono posti a tutela di specifiche finalità liquidatorie, nonché di garanzia per i creditori. La crisi che possa giustificare un tale vincolo deve essere accertata dal Notaio con i relativi documenti in quanto anche in questo caso il fine deve essere meritevole di tutela.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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