Rischi della donazione: chi può contestarla e come tutelarsi

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Rischi contestazione donazione dal notaio

La donazione è un contratto che viene stipulato per atto pubblico, alla presenza di due testimoni, tra il donante (colui che dona) e il donatario (colui che riceve la donazione): si tratta di un contratto che può essere revocato soltanto in caso di sopravvenienza di figli o ingratitudine da parte del donatario, come espressamente previsto dal Codice Civile .

Tuttavia non è escluso che la donazione possa essere contestata e quindi impugnata da determinati soggetti, ai quali la legge riserva tale diritto. Vediamo come è possibile evitare che la donazione sia oggetto di contestazione e impugnazione dinanzi all’autorità giudiziaria e perché è importante rivolgersi a un notaio per procedere in sicurezza con la pianificazione patrimoniale, evitando inutili rischi.

Chi può contestare una donazione, e fino a quando

Chi Perché Entro quando
I creditori del donante La donazione ha sottratto beni con cui avrebbero potuto essere pagati Pignoramento diretto entro un anno dalla trascrizione della donazione; azione revocatoria entro cinque anni
Coniuge e figli del donante La donazione ha ridotto la quota di eredità che la legge riserva loro Solo dopo la morte del donante, entro dieci anni dall’apertura della successione
Il donante stesso Errore, violenza, dolo o incapacità al momento dell’atto; oppure ingratitudine o nascita di un figlio Annullamento entro cinque anni; revoca per ingratitudine entro un anno dalla notizia del fatto; per sopravvenienza di figli entro cinque anni

Rischio impugnazione donazione da parte dei creditori

Può accadere che il donante abbia accumulato nel corso della vita numerosi debiti, ma che al tempo stesso abbia un ingente patrimonio immobiliare. Se decide di donare i propri immobili dal notaio, spogliandosi dei beni, al fine di impedire ai suoi creditori di soddisfarsi, è possibile che la donazione sia revocata entro cinque anni. Si tratta della cosiddetta azione revocatoria che può essere presa in considerazione dal creditore per soddisfare il proprio credito, ma solo nel caso in cui non vi siano altri beni del debitore che possano essere “attaccati”.

C’è poi uno strumento ancora più rapido, introdotto nel 2015 con l’articolo 2929-bis del Codice Civile : il creditore che vantava il suo credito già prima della donazione può pignorare direttamente la casa donata, senza passare dalla revocatoria, se trascrive il pignoramento entro un anno dalla trascrizione della donazione. Chi riceve una casa da un genitore con debiti, quindi, farebbe bene a saperlo prima dell’atto.

Rischio impugnazione donazione da parte dei familiari

La donazione può essere impugnata anche da determinati soggetti, previsti dalla legge, che in virtù dello stretto legame familiare che li lega al donante, hanno diritto a una quota di eredità e possono impugnare la donazione. Che cosa vuol dire questo?

Vuol dire che determinate persone chiamate legittimari, ossia coniuge, figli, in assenza di questi i genitori, possono impugnare la donazione qualora non ricevano beni, il cui valore possa soddisfare la cosiddetta quota di legittima, ossia la quota di eredità che la legge riserva in favore degli stessi.

L’azione di riduzione che è l’azione riconosciuta ai legittimari in caso di lesione dei loro diritti e può essere esercitata nel termine di 10 anni.

Cosa è cambiato dal 2025 per chi riceve e per chi compra

Per chi ha ricevuto la casa, il rischio dei fratelli resta quello di sempre: alla morte del genitore, se si ritengono lesi, possono agire in riduzione contro di lui. È cambiato invece molto per chi compra. Fino al 17 dicembre 2025 i legittimari potevano chiedere la casa anche a chi l’aveva acquistata dal donatario, e per questo una casa donata era difficile da rivendere e da ipotecare. Dal 18 dicembre 2025, con la legge 182/2025, la riduzione non pregiudica più chi compra a titolo oneroso: i fratelli possono rivalersi solo sul donatario, in denaro. Le eccezioni, legate soprattutto ai casi transitori, sono spiegate nella pagina sui rischi dell’acquisto di una casa donata.

Rischio impugnazione donazione da parte del donante

Per completezza espositiva, la donazione potrebbe anche essere impugnata solo dal donante, quando è frutto di un errore scusabile, di una violenza psicologica, o di un inganno, che nel gergo giuridico viene chiamato dolo, da parte del donatario.

La donazione si potrebbe configurare come annullabile anche nel caso in cui venga fatta da un soggetto che era incapace di intendere e di volere, in virtù di un vizio della mente, sia di natura transitoria che definitiva, che non ha permesso di capire a pieno le conseguenze dell’atto di donazione. Il termine entro il quale poter impugnare la donazione per tali ragioni è di 5 anni.

Diversa è la revoca per ingratitudine o per sopravvenienza di figli, che il donante può chiedere al giudice nei casi previsti dalla legge: i dettagli sono nella pagina sulla revoca della donazione.

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Come ridurre i rischi prima di donare

Nessuno strumento elimina del tutto i diritti dei legittimari, perché la legge non consente di rinunciarvi finché il donante è vivo. Alcune scelte, però, riducono molto la probabilità di liti future:

  • donare restando entro la quota disponibile, cioè la parte del patrimonio di cui si può disporre liberamente, tenendo conto di quello che si lascerà agli altri figli;
  • trattare i figli in modo equilibrato, per esempio donando a entrambi quote della stessa casa, oppure bilanciando la casa data a uno con denaro o altri beni per l’altro;
  • riservarsi l’usufrutto, così da continuare ad abitare la casa e ridurre anche le imposte, come spiegato nella pagina sulla donazione con riserva di usufrutto;
  • valutare la dispensa da collazione, che incide su come la donazione verrà conteggiata tra i fratelli alla successione;
  • valutare la clausola di reversibilità, che fa tornare la casa al donante se il figlio muore prima di lui, sapendo però che può renderne più complicata la rivendita.

Sono indicazioni semplificate: quale combinazione sia adatta dipende dalla famiglia e dal patrimonio, ed è il tipo di valutazione che conviene fare con il notaio prima dell’atto.

Rischi donazione: come tutelarsi dal notaio

Testamento alternativo alla donazione

Nel caso in cui non si abbia fretta di dividere il proprio patrimonio tra i figli o familiari, è possibile anche non procedere mediante una donazione, ma propendere per la redazione di un testamento.

In questo caso il notaio potrebbe illustrare non solo i vari tipi di testamento con cui procedere, ma anche le modalità mediante le quali dividere il proprio patrimonio.

Infatti è possibile procedere direttamente con la divisione dei beni all’interno del testamento oppure stabilire semplicemente delle regole a cui dovranno attenersi gli eredi nella suddivisione del patrimonio al momento dell’apertura della successione, così come è possibile che stabilisca come debbano essere divisi i debiti ereditari.

Per evitare di commettere errori è sempre opportuno affidarsi a un notaio per una consulenza preventiva: spesso l’utilizzo improprio e non tecnico delle parole utilizzate all’interno di un testamento, può produrre delle conseguenze e degli effetti differenti rispetto a quelli voluti ed immaginati.

Esistono rischi anche per il testamento?

Naturalmente al pari della donazione effettuata dal notaio, esistono anche dei rischi di impugnazione legati al testamento. Per le medesime ragioni sopra esposte è possibile anche in presenza di più figli, il testatore decida di istituire erede un solo figlio, lasciando in favore dello stesso tutti i beni che si hanno all’interno del proprio patrimonio.

Questo rischio, al pari della donazione, quindi, si corre anche con il testamento e per tali ragioni occorre porre attenzione alla pianificazione patrimoniale anche se si scelga di intraprendere questa strada.

Evitare di correre rischi con donazione: tutela dal notaio

Per evitare di correre i rischi sopra esposti e quindi conseguentemente per scampare al pericolo che la donazione possa essere impugnata e messa in discussione, è importante affidarsi a un notaio per una consulenza, ancora prima della donazione.

La pianificazione patrimoniale è una fase molto importante nella vita di una persona e richiede un’attenta riflessione: prendere in considerazione la possibilità di dividere il patrimonio in modo equo, senza danneggiare i cosiddetti legittimari, ma al tempo stesso beneficiando, qualora lo si desideri, anche persone ed enti al di fuori della cerchia familiare, è un aspetto da non sottovalutare.

Il notaio, occupandosi di atti di famiglia, successioni, testamenti e atti che vincolano il patrimonio, potrebbe offrire un ventaglio di opzioni a seguito dell’analisi del caso concreto. Chi si chiede quando una donazione possa dirsi davvero al sicuro trova le risposte, divise per chi compra, chi riceve e chi dona, nell’articolo quando una donazione può essere considerata sicura.

Preventivo notarile donazione

Qualora si abbia la necessità di avere un preventivo notarile per il contratto di donazione o per qualsiasi altro atto notarile si intenda stipulare dal notaio, tramite la piattaforma di NotaioFacile è possibile richiedere un preventivo gratuito, senza dover sostenere alcun tipo di costo, né per la richiesta, per la registrazione o l’iscrizione al portale.

Basterà semplicemente rispondere alle domande offerte dal form per poter avere un’idea dei costi, in termini di tasse e imposte, legati al trasferimento immobiliare. Di solito i notai rispondono in poche ore.

L’invio della propria richiesta non implica l’assunzione di alcun impegno e inoltre per evitare di perdere tempo e denaro preziosi per eventuali spostamenti, è possibile scegliere anche il notaio più vicino, selezionando la città da quelle proposte nella piattaforma.

Domande frequenti sui rischi della donazione

Mio padre mi dona la casa ma ha dei debiti: rischio di perderla?

Può succedere. Se i debiti esistevano già prima della donazione, il creditore può pignorare direttamente la casa se trascrive il pignoramento entro un anno dalla trascrizione della donazione, oppure agire con la revocatoria entro cinque anni. È un aspetto da chiarire con il notaio prima dell’atto.

I miei fratelli possono contestare la donazione mentre nostro padre è vivo?

No. L’azione di riduzione si può esercitare solo dopo la morte del donante, entro dieci anni dall’apertura della successione. Per lo stesso motivo, finché il genitore è vivo, una loro rinuncia all’azione non sarebbe valida.

Se ricevo la casa in donazione, potrò venderla?

Sì. Dal 18 dicembre 2025 chi compra a titolo oneroso da chi ha ricevuto una casa in donazione non rischia più, di norma, di doverla restituire agli altri eredi, e questo rende la casa donata vendibile e finanziabile come le altre.

Mio padre può riprendersi la casa che mi ha donato?

Solo in casi limitati: se la donazione è annullabile per errore, violenza, dolo o incapacità, oppure con la revoca per ingratitudine grave o per la nascita di un figlio. Fuori da questi casi, serve l’accordo di chi ha ricevuto la casa.