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Acquisto posto barca dal notaio

Acquisto posto barca dal notaio

Sempre più spesso nei vari porti turistici italiani i proprietari di imbarcazioni intendono assicurarsi un posto barca. Acquistare un posto barca non è come comprare una casa in quanto, come di seguito approfondito, non si ha un vero e proprio diritto di proprietà su questo bene.

È opportuno richiedere una consulenza al notaio, tecnico del settore, per comprendere quali siano le problematiche che possono verificarsi e come poter ottenere un posto barca nel rispetto delle norme di legge, considerata la natura demaniale del bene, come di seguito approfondito. L’atto di acquisto avviene dal notaio per atto pubblico o per scrittura privata autenticata tra il concessionario della struttura portuale e il terzo acquirente (titolare dell’imbarcazione).

Particolare disciplina di alcune Marine

È opportuno precisare che in alcuni porti sono gestiti da società per azioni. In questi specifici casi il posto barca viene incorporato ad un certificato azionario che rappresenta un numero determinato di azioni della società concessionaria. Di conseguenza per poter determinare un trasferimento occorrerà procedere con la girata azionaria, che è il metodo con cui vengono trasferite le partecipazioni sociali in una società per azioni.

Tale tipo di trasferimento avviene per atto pubblico notarile dinanzi al notaio e comporta non solo l’acquisizione della qualifica di socio, ma anche l’assoggettamento alle norme che sono stabilite dalla Marina per la società.

Che cos’è un posto barca

Quando si parla di posto barca non deve intendersi solo l’area di mare, lago o fiume, materialmente occupata dalla barca, ma deve comprendersi tutto ciò che attiene alla postazione dell’imbarcazione. Infatti si tratta di un’opera costituita da una porzione di molo, una banchina o un pontile, dalle varie attrezzature necessarie per l’approdo, dagli eventuali allacciamenti all’acqua e alla luce, nonché allo spazio di acqua avente una dimensione specifica.

Al pari degli immobili, come fabbricati e terreni, tali beni vengono accatastati, ossia registrati nel Catasto nella categoria D/8. Una volta inseriti nel Catasto avranno una rendita catastale che è di fondamentale importanza anche per il pagamento delle imposte. L’individuazione al catasto agevola il trasferimento e la cessione dal notaio. Nel caso in cui non siano accatastati i singoli posti barca bisognerà procedere ad un preventivo frazionamento dell’area, con individuazione della singola particella per concedere i diritti di superficie, come di seguito illustrati, per atto pubblico notarile. All’atto notarile verrà allegata una planimetria ai fini di una migliore identificazione dell’area.

Diritti che si hanno sul posto barca

I posti barca essendo situati all’interno di porti, presso le foci dei fiumi o all’interno di laghi, sono da considerarsi beni demaniali, ossia beni appartenenti allo Stato. Per vendere, trasferire o donare un bene demaniale è necessario rispettare i limiti imposti dalla legge. Non possono infatti essere equiparati a dei beni che appartengono a privati di cui possono liberamente disporre.

Nell’immaginario collettivo si pensa ad un vero e proprio diritto di proprietà sul posto barca, ma in realtà essendo un bene demaniale, ossia dello Stato, questo si caratterizza per poter essere rivolto ad un uso collettivo per finalità pubblicistiche. E’ proprio per questo che si parla di un diritto che viene definito di superficie, ossia un diritto su un bene altrui. Come sopra già precisato, la piena ed esclusiva proprietà sarebbe in contrasto con lo scopo pubblico del bene demaniale.

Il contratto di ormeggio e la durata

Un posto barca può essere richiesto per un breve periodo, anche un lasso di tempo che si esaurisce nell’arco di una giornata. Si tratta quindi di un ormeggio del tutto temporaneo: si pensi al caso in cui si ha bisogno di una breve sosta in un porto per ormeggiare senza dover usufruire per molto tempo del posto barca.

Tuttavia l’ormeggio potrebbe essere richiesto anche per anni, quando si ha una barca che necessariamente deve sostare sempre nello spettro acqueo. In entrambi i casi, sia se la sosta sia temporanea, sia se la sosta sia di lungo periodo, si ha a che fare con un contratto di ormeggio.

Le parti del contratto di ormeggio

Le parti del contratto di ormeggio sono l’ormeggiatore e l’ormeggiante.

Ciò che viene messo a disposizione è un’area, ossia uno spazio d’acqua per la barca e per la prestazione di servizi che possono variare a seconda delle volontà delle parti. L’ormeggiante è titolare di determinati diritti in virtù di una concessione amministrativa sull’area demaniale.

La concessione amministrativa influisce anche i rapporti tra privati che si instaurano tra ormeggiatore e ormeggiante, in quanto se il provvedimento amministrativo subisce una modifica, oppure presenta una scadenza, anche i singoli contratti vengono a cadere. È proprio per questo che sussiste un collegamento tra il diritto di godimento dell’ormeggiante sul bene demaniale e la concessione.

Cosa comprende il diritto di ormeggiare

Quando si stipula un contratto di ormeggio sono ricompresi diversi servizi tra cui l’approdo in quello specifico punto, l’utilizzazione dello spettro acqueo e la sosta, il diritto di utilizzare l’energia elettrica e di allacciarsi anche alla linea d’acqua, la custodia dell’imbarcazione. Questo tipo di contratto non è espressamente disciplinato dal legislatore e quindi a seconda delle possibilità e del tipo di concessione che a monte è stata concessa dall’autorità amministrativa, può assumere diverse sfumature.

Clausole negoziali da inserire nel contratto di ormeggio

A seconda delle volontà delle parti e nei limiti previsti dalla concessione amministrativa, possono essere concessi diversi servizi. Essendo un contratto non definito nei suoi tratti generali dal legislatore, è stata proprio la Cassazione a dover intervenire in merito ponendo delle linee di confine.

Infatti se il concessionario ha espresso la volontà di trasferire parzialmente o totalmente la sua posizione si parla a tal proposito di sub concessione e in questo caso specifico bisognerà tener conto anche delle norme del Codice della Navigazione.

Se invece il concessionario trasferisce solo il godimento dei singoli beni della concessione si potranno delineare diversi tipi di contratto, come il contratto di deposito, il contratto di locazione o anche contratto misto quando si attingono a più elementi di diverse tipologie di contratti.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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