Come gestire la donazione di denaro tra genitori e figli
- Come procedere alla donazione di denaro dal genitore al figlio
- La donazione diretta ed indiretta
- Cosa succede nel caso di discriminazione tra eredi?
- Donazione di denaro tra padre e figli e l'intervento del notaio
- Domande frequenti
- Soldi dai genitori ai figli: quattro situazioni tipiche
- Il caso del bonifico
- Chi sono i legittimari
- Un esempio
- Il recente orientamento giurisprudenziale
- Posso fare un bonifico a mio figlio senza andare dal notaio?
- Quanto posso donare a un figlio senza pagare tasse?
- Cosa si intende per modico valore?
- I soldi donati a un figlio contano nella successione?
- Se faccio più bonifici piccoli evito il notaio?
Come procedere alla donazione di denaro dal genitore al figlio
Quando un genitore decide di effettuare una donazione di denaro verso il proprio figlio deve prestare attenzione a non fare delle discriminazioni verso il coniuge ovvero anche verso altri eventuali propri figli.
E' importante che il patrimonio che residuerà alla sua morte sia sufficiente a coprire le quote previste per legge in favore di ogni legittimario.
Quando si intende procedere ad una donazione entra in gioco la nozione di "modico valore" che fa da spartiacque tra una liberalità senza intervento del notaio e quella, al contrario, ove è necessario l'intervento del notaio con la presenza di due testimoni.
Il parametro del modico valore, in parole semplici, si potrebbe riferire a quella donazione ove da una parte il donante non si impoverisce eccessivamente e dall'altra parte il donatario non si arricchisce troppo. La legge non fissa una cifra: si valuta caso per caso, in base al patrimonio di chi dona. Tremila euro possono essere modici per chi ha un patrimonio importante e non esserlo per un pensionato con pochi risparmi.
Soldi dai genitori ai figli: quattro situazioni tipiche
| ✔ | Un regalo di modico valore, per un compleanno o una laurea, proporzionato al patrimonio di chi dona. Non serve il notaio. |
| ✔ | Il genitore paga il prezzo della casa che il figlio compra. È una donazione indiretta: niente atto di donazione e, di norma, niente imposta di donazione. |
| ✔ | Una somma importante donata con atto notarile. È la strada sicura: tra genitori e figli non si paga imposta fino a un milione di euro. |
| ✘ | Un bonifico importante “per aiutarti”, senza atto. Per la Cassazione è una donazione diretta: senza atto pubblico rischia di essere nulla, e alla morte del genitore gli altri eredi potrebbero chiederne la restituzione. |

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La donazione diretta ed indiretta
Per una migliore comprensione del presente articolo è il caso di dare un cenno alla distinzione tra donazione diretta e donazione indiretta. La prima si ha quando il donante dona al donatario un bene o una somma di denaro, lasciando quest'ultimo libero di utilizzarli nel modo che ritiene più opportuno. Diversamente la seconda si verifica quando un soggetto (ad esempio il padre), con l'intento di aiutare un'altra persona (ad esempio il figlio), gli consegna del denaro affinchè sia utilizzato per pagare il prezzo di acquisto di un immobile ovvero anche consegna direttamente al venditore la somma di denaro corrispondente al prezzo di vendita. Come funziona e quali vantaggi ha è spiegato nella pagina sulla donazione indiretta.
Il caso del bonifico
Con la sentenza 18725 del 2017 le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che il bonifico di una somma consistente, fatto per pura liberalità, non è una donazione indiretta ma una donazione diretta, che richiede l’atto pubblico. Diverso è il caso in cui i soldi servono a pagare un bene preciso, come il prezzo di una casa: lì si resta, di norma, nella donazione indiretta. Dove passi il confine tra le due situazioni, e cosa conviene scrivere nella causale, dipende dal caso concreto: è sempre buona norma contattare direttamente il notaio per avere aggiornamenti ed essere certi.

Si può considerare la donazione un anticipo della successione?
La risposta è affermativa. La donazione è da considerare come un acconto sulla quota di eredità se il beneficiario è un erede legittimario.
Più precisamente, quando si dovesse decidere di donare un bene o del denaro ad un familiare bisogna fare bene i conti in anticipo con le quote di legittima spettanti agli altri eredi legittimari.
Tanto è vero che, all'apertura della successione del donante, i figli, i loro discendenti e il coniuge che ereditano procedono alla cosiddetta collazione: le donazioni ricevute in vita dal defunto si sommano all’eredità e il loro valore si scala dalla quota di ciascuno. La collazione opera sia per le donazioni dirette come anche per quelle indirette.
Chi sono i legittimari
I legittimari sono i parenti più stretti e precisamente il coniuge, i figli (anche adottivi) e, se al posto di un figlio che non c’è più subentrano i suoi figli, i nipoti; in mancanza di figli, sono legittimari anche i genitori e gli altri ascendenti, a cui la legge riserva delle quote di eredità.
Questa quota non può essere mai intaccata dal testatore o dal donante (successione necessaria).
Le quote previste per legge sono disciplinate dal CAPO X, precisamente la SEZIONE I del Codice Civile . La quota che residuerà dopo l'assegnazione delle quote indisponibili sarà liberamente utilizzabile (cosiddetta quota disponibile).
Cosa succede nel caso di discriminazione tra eredi?
Nel caso in cui il patrimonio del de cuius all'apertura della successione non sia sufficiente a soddisfare tutte le quote di legittima dei legittimari, siamo di fronte alla possibilità che quest'ultimi intentino l'azione di riduzione per la lesione della loro legittima in quanto ritenendosi discriminati rispetto agli altri eredi.
Questa azione può essere esercitata entro 10 anni dal decesso. Fino al 17 dicembre 2025, se la donazione riguardava un bene poi venduto a terzi, l’erede leso poteva in certi casi recuperarlo anche da chi l’aveva comprato. Con la legge 182/2025 la tutela si ferma, di norma, a chi ha ricevuto la donazione e al suo patrimonio, in denaro.
Un esempio
Una madre vedova con due figli dà a Giulia 60.000 euro per aprire uno studio, con un atto notarile. Alla sua morte lascia la casa, che vale 180.000 euro. Il patrimonio da considerare è di 240.000 euro: con due figli, la legittima di ciascuno è un terzo, cioè 80.000 euro. Con la collazione i 60.000 euro di Giulia si sommano all’eredità, e ciascun figlio ha diritto a 120.000 euro: Giulia riceve 60.000 euro dalla casa, il fratello 120.000. Nessuno è leso. Se invece la madre avesse dispensato Giulia dalla collazione, Giulia terrebbe i 60.000 euro in più e la casa si dividerebbe a metà: 90.000 euro a testa, comunque sopra la legittima del fratello. L’esempio è semplificato: sul proprio caso è sempre buona norma contattare direttamente il notaio.
Come si tassa la donazione di denaro tra il genitore ed il figlio?
In merito alle donazioni in argomento è il caso di dare qualche delucidazione per quanto concerne la tassazione della donazione con uno sguardo particolare al caso di bonifici tra padre e figlio.
Nel caso di donazioni di denaro tra genitore e figlio, qualora la somma sia di modico valore (come visto più sopra), la donazione non richiede un atto notarile formale e quindi non è soggetta a tassazione. Al contrario, qualora il genitore doni una somma ingente, sarà necessario rivolgersi al notaio per la stipula di un atto notarile. L’imposta di donazione tra genitori e figli non è dovuta fino a una franchigia di 1 milione di euro per ciascun figlio (1,5 milioni di euro nel caso di un figlio con disabilità grave); sull’eccedenza si paga il 4%.
La franchigia fiscale di 1 milione di euro, più chiaramente, è un limite entro cui non si applicano le imposte sulle donazioni.
Occorre, inoltre, prestare attenzione a non frammentare bonifici per rimanere al di sotto della soglia di tassazione. L'Agenzia delle Entrate potrebbe comunque considerare i vari bonifici parte di un unico piano di donazione soggetto alla stessa tassazione nel caso superi la suddetta franchigia. E dal punto di vista civile, come visto, il frazionamento non trasforma una donazione importante in un regalo di modico valore.
Il recente orientamento giurisprudenziale
In merito alla tassazione delle donazioni di denaro occorre ricordare un orientamento della Corte di Cassazione, Sezione tributaria, sentenza n. 7442 del 20 marzo 2024. La Corte si è posta in contrapposizione a quanto era stato espresso dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate dell'11 agosto 2015, n. 30/E, tale da considerarla non condivisibile, imprecisa e incompleta ove afferma che l'imposta sulle successioni e sulle donazioni si applica sia alle liberalità indirette risultanti da atti soggetti a registrazione come anche alle altre liberalità tra vivi che si caratterizzano per l'assenza di un atto scritto (soggetto a registrazione).
Nello specifico la Corte di Cassazione ha affermato che non vi è alcun obbligo di tassazione per tutte le donazioni indirette o informali tra genitori e figli ma che la stessa scatta solo se le liberalità risultano da atti sottoposti a registrazione, oppure se sono registrate volontariamente o se, avendo valore superiore a 1 milione di euro, la loro effettuazione viene dichiarata dal contribuente nel contesto di una procedura di accertamento di tributi. La materia è stata toccata anche dalla riforma dell’imposta in vigore dal 2025: è sempre buona norma contattare direttamente il notaio per avere aggiornamenti ed essere certi.
Donazione di denaro tra padre e figli e l'intervento del notaio
Essere genitori, spesso, pone la situazione di sentir di dover aiutare i figli negli acquisti importanti della loro vita e quindi a donare loro del denaro. Per fare questo è necessario procedere in modo tale sia da non pregiudicare i diritti dei legittimari al momento dell'apertura della successione come anche nel rispetto della normativa tributaria.
Dal punto di vista del primo aspetto, il notaio potrebbe prospettare diverse soluzioni quali quella di effettuare altre donazioni nei confronti di altri eredi legittimari oppure potrebbe essere utile disporre un testamento in favore di altri eredi attraverso l'attribuzione di beni di un valore tale da soddisfare le quote di legittima di questi ultimi. Altra possibile soluzione potrebbe essere una donazione con dispensa dalla collazione, di modo che il donatario non sia tenuto ad imputare alla propria quota ereditaria la donazione ricevuta, sempre nei limiti della quota disponibile.
Sotto il secondo punto di vista, il notaio di norma presta particolare attenzione alla tassazione da applicare alla specifica donazione.
Qualora, quindi, il desiderio sia quello di donare al proprio figlio denaro per eventuali propri bisogni ovvero anche perchè possa acquistare la propria casa, si può chiedere un preventivo ai notai della propria zona, indicando la somma e lo scopo: di solito rispondono in poche ore.
Domande frequenti
Posso fare un bonifico a mio figlio senza andare dal notaio?
Se la somma è di modico valore rispetto al tuo patrimonio, sì. Se è consistente, per la Cassazione il bonifico è una donazione diretta che richiede l’atto pubblico, altrimenti rischia di essere nulla. Fa eccezione il caso in cui i soldi servono a pagare un bene preciso, come il prezzo della casa.
Quanto posso donare a un figlio senza pagare tasse?
Fino a un milione di euro per ciascun figlio non si paga imposta di donazione; oltre, il 4% sulla parte eccedente. Per un figlio con disabilità grave la franchigia sale a 1,5 milioni.
Cosa si intende per modico valore?
La legge non fissa una cifra: si valuta in base al patrimonio di chi dona. La stessa somma può essere modica per una persona e non per un’altra. Nel dubbio è sempre buona norma contattare direttamente il notaio.
I soldi donati a un figlio contano nella successione?
Di norma sì: con la collazione si sommano all’eredità e si scalano dalla quota del figlio che li ha ricevuti, salvo dispensa. Contano anche per verificare che gli altri figli abbiano ricevuto la loro quota di legittima.
Se faccio più bonifici piccoli evito il notaio?
Non è una buona idea: più bonifici possono essere considerati un’unica donazione, sia dal Fisco sia ai fini della validità civile.