Detrazione spese notarili prima casa: cosa si scarica

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Le detrazioni per le spese notarili per l’acquisto della prima casa, confermate nel 2021 e ancora in vigore. Tra le agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa ci sono anche le detrazioni per le spese notarili

Questo articolo è stato scritto nel 2021 e rivisto a settembre 2026. Da allora la detrazione delle spese notarili sul mutuo non è cambiata, perché è una regola stabile del Testo unico delle imposte sui redditi; è cambiato il resto: l’esenzione per gli under 36 è scaduta a fine 2023, il termine per rivendere la precedente prima casa è passato a due anni e il credito d’imposta si applica anche a chi compra prima e vende dopo. Il testo che segue tiene conto di tutto questo.

Chi compra la prima casa con un mutuo può detrarre dall’IRPEF il 19% di una parte delle spese notarili: l’onorario del notaio per l’atto di mutuo, l’imposta sostitutiva e le spese di iscrizione dell’ipoteca, insieme agli interessi passivi, entro un tetto di 4.000 euro l’anno. Su un mutuo di 150.000 euro, tra onorario del mutuo, imposta sostitutiva e interessi del primo anno il tetto si raggiunge quasi sempre, e la detrazione vale 760 euro. Non si detraggono invece l’onorario del rogito di compravendita, le imposte di registro, ipotecaria e catastale e l’IVA. La regola è nell’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi e vale ogni anno, senza bisogno di conferme nella legge di bilancio.

Vediamo insieme quali sono le detrazioni delle spese notarili per l’acquisto della prima casa.  Accanto alle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa sono previste anche le detrazioni delle spese notarili per la prima casa.

Di cosa si tratta?

In primo luogo vediamo quali sono le agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa.

Si tratta di benefici di natura fiscale che si traducono in minori imposte. Se si acquista una prima casa da un costruttore entro i primi 5 anni dalla sua costruzione o ristrutturazione accanto al prezzo d’acquisto occorre calcolare 600 euro per le imposte di registro, ipotecarie e catastali e l’iva al 4%, in luogo dell’iva al 10% prevista per l’acquisto di abitazioni senza agevolazioni. Se invece la compravendita avviene tra privati le imposte catastali ed ipotecarie si attestano a 50 euro ciascuna, mentre l’imposta di registro è pari al 2% del valore catastale ( un valore nominale che si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per un coefficiente di 110). In caso di acquisto di un’abitazione senza le agevolazioni prima casa le imposte catastali ed ipotecarie sono confermate a 50 euro, ma l’imposta di registro sale al 9% del valore catastale che viene calcolato in questo caso moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5%  per un coefficiente pari a 120.   

Queste agevolazioni rappresentano un vantaggio a cui si aggiungono le detrazioni delle spese notarili per l’acquisto della prima casa.

Detrazioni delle spese notarili per l’acquisto della prima casa: quali sono?

Oltre alle agevolazioni che abbiamo indicato sono previste le detrazioni delle spese notarili per l’acquisito della prima casa.

Il Testo unico delle imposte sui redditi, all’articolo 15, stabilisce che sono detraibili, insieme agli interessi passivi del mutuo per l’abitazione principale, gli oneri accessori: l’onorario del Notaio per la stipula del mutuo, l’imposta sostitutiva trattenuta dalla banca e le spese che il Notaio ha sostenuto per conto del cliente quali l’iscrizione e la cancellazione delle ipoteche, oltre a perizia e istruttoria della banca.

La detrazione è pari al 19% dell’irpef per un massimo di spesa di 4.000 euro l’anno, interessi e oneri accessori insieme; la detrazione può quindi arrivare ad un massimo di 760 euro. Gli oneri accessori si detraggono nell’anno in cui sono pagati, cioè di norma quello del rogito; gli interessi ogni anno per tutta la durata del mutuo.

Una nota rilevante: per poter effettuare le detrazioni delle spese notarili per l’acquisto della prima casa è necessario che tutti i pagamenti siano fatti in modo tracciabile, e che la casa diventi abitazione principale entro un anno dall’acquisto.

Cosa si detrae e cosa no, in tabella

Voce Detraibile al 19%? Esempio su un mutuo di 150.000 euro
Onorario del notaio per l’atto di mutuo sì, come onere accessorio indicativamente 1.000-1.500 euro
Imposta sostitutiva sul mutuo (0,25%) 375 euro
Iscrizione e cancellazione dell’ipoteca, perizia, istruttoria da 300 a 800 euro
Interessi passivi del mutuo sì, ogni anno qualche migliaio di euro nei primi anni
Tetto complessivo 4.000 euro l’anno di spesa detrazione massima 760 euro
Onorario del notaio per il rogito di compravendita no  
Imposte di registro, ipotecaria, catastale, IVA sull’acquisto no  
Provvigione dell’agenzia immobiliare sì, al 19% fino a 1.000 euro (voce separata) detrazione massima 190 euro

Il conto completo dei due atti, con le fasce di onorario, è nella guida su quanto costa il notaio per l’atto di mutuo.

Detrazioni delle spese notarili per l’acquisto della prima casa: cosa non si può detrarre

Non tutte le spese notarili sono detraibili. Non sono detraibili l’onorario del Notaio per il contratto di compravendita, né l’Iva, né le imposte di registro, ipotecarie e catastali.

Non sono inoltre detraibili le spese sostenute per l’acquisto della seconda casa.

Una situazione di particolare vantaggio era riservata, fino al 31 dicembre 2023, ai giovani under 36 con ISEE entro 40.000 euro che acquistavano la prima casa: non erano soggetti al pagamento delle imposte di registro, catastale ed ipotecaria, ed in caso di acquisto di immobile da un costruttore soggetto a iva, l’iva pagata si trasformava in credito di imposta per gli anni successivi. Quell’esenzione è scaduta e non è stata rinnovata; agli under 36 resta la garanzia pubblica del Fondo Consap sul mutuo, fino all’80% del capitale per chi ha i requisiti, prorogata al 31 dicembre 2027. Chi invece vende la precedente prima casa e ne ricompra un’altra può usare il credito d’imposta pari alle imposte pagate sul primo acquisto. In tutti i casi, se i requisiti prima casa vengono meno, dovranno essere versate integralmente le imposte ed oltre a ciò l’agenzia delle Entrate applicherà una sanzione del 30%.

Domande frequenti sulla detrazione delle spese notarili

La parcella del notaio per il rogito si può scaricare?
No. Si detraggono solo gli oneri legati al mutuo: l’onorario per l’atto di mutuo, l’imposta sostitutiva, l’ipoteca, perizia e istruttoria. Per questo conviene che la fattura del notaio distingua chiaramente l’onorario del mutuo da quello della compravendita.

Dove vanno queste spese nella dichiarazione dei redditi?
Nel rigo degli interessi passivi per mutui ipotecari sull’abitazione principale (E7 nel modello 730), sommando interessi e oneri accessori pagati nell’anno, fino a 4.000 euro. Servono la fattura del notaio, la certificazione della banca e la prova del pagamento tracciato.

Il mutuo è cointestato con mio marito: chi detrae?
Ciascuno per la propria quota, e il tetto di 4.000 euro si divide: 2.000 a testa se le quote sono uguali. Se uno dei due è a carico dell’altro, l’altro può detrarre anche la sua parte.

Ho pagato l’onorario del mutuo in contanti: perdo la detrazione?
Sì. Dal 2020 le spese detraibili al 19% vanno pagate con bonifico, carta o assegno; in contanti la detrazione non spetta, anche con la fattura. L’imposta sostitutiva trattenuta dalla banca è tracciata per definizione.

Ho comprato senza mutuo: non detraggo nulla?
Nulla sulle spese notarili, che riguardano solo il mutuo. Restano le agevolazioni prima casa sulle imposte, il credito d’imposta se hai venduto una prima casa precedente e la detrazione della provvigione di agenzia fino a 1.000 euro. Le regole di tutti i casi sono nella guida sul mutuo dal notaio.


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Editore: Redazione Notaio Facile. Articolo pubblicato dall'editore e scritto personalmente da esperti in ambito notarile. Coperto da copyright ©
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