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Ecco quanto potrebbe costare il leasing immobiliare

leasing immobiliare dal notaio

Il leasing immobiliare è un contratto mediante il quale viene concesso ad una persona, il godimento di beni immobili, dietro il pagamento di un canone, normalmente mensile, con possibilità di effettuare, successivamente, l’acquisto del bene stesso.

Vediamo insieme ed in modo concreto, quanto possono costare dal notaio tutti i vari atti notarili, legati al leasing immobiliare.

Dal notaio per risparmiare con il leasing immobiliare

Il leasing immobiliare è una soluzione abitativa molto utile, alternativa alla più diffusa compravendita.

Infatti, chi decide di avvalersi di questo strumento, ha la possibilità di godere della casa, pagando un tot periodico, il cui importo è determinato tenendo conto del prezzo di acquisto o di costruzione dell’immobile, nonché della durata complessiva del contratto.

Il soggetto utilizzatore ha, poi, la possibilità, alla scadenza del termine prestabilito, di “restituirlo” o di acquistarlo definitivamente, a quel punto dietro la corresponsione di un prezzo più basso. Si potrebbe anche ritenere conveniente, semplicemente rinnovare il contratto di leasing, sempre con l’importo del canone in misura inferiore, rispetto a quello pagato, nel momento iniziale.

Gli atti del leasing immobiliare per i quali serve il notaio

Il leasing immobiliare, trattandosi di una tipologia contrattuale avente ad oggetto immobili, richiede necessariamente la forma solenne, che le parti stipulano di fronte ad un notaio.

Gli atti notarili collegati a questa fattispecie sono numerosi, perché riguardano tutte le varie fasi nelle quali si articola l’operazione.

Più precisamente: il contratto vero e proprio di leasing immobiliare, stipulato fra la Banca ed il soggetto che lo condurrà in godimento (e che si riserva di comprarlo successivamente), l’atto di acquisto dell’immobile oggetto del leasing e l’atto con il quale viene esercitata, da parte dell’utilizzatore, la facoltà di riscatto dell’immobile.

I costi degli atti per il leasing immobiliare dal notaio

Una volta esposto brevemente, tutti i vari atti, alla presenza del notaio, che riguardano le fasi procedimentali del leasing immobiliare, resta da analizzare l’aspetto più importante, ovvero quello relativo ai costi specifici.

Ogni contratto, è soggetto ad uno specifico e autonomo regime tributario, che si differenzia in base a ciò che è il contenuto, e dunque alle pattuizioni decise fra le parti.

Oltre alle imposte specifiche, andrà tenuto in considerazione anche l’onorario del notaio, scelto per i vari rogiti.

Quanto costa il contratto di concessione dell’immobile

È opportuno partire dal contratto di concessione del leasing immobiliare, stipulato fra la Banca concedente ed il soggetto che lo condurrà in godimento (detto utilizzatore).

All’interno del contratto, le parti coinvolte decidono le varie regole e condizioni, e quindi la durata, il corrispettivo, un’eventuale clausola risolutiva, con la quale si potrebbe stabilire che il contratto si consideri risolto di diritto a determinate condizioni, eccetera.

Le imposte, e dunque il regime tributario, applicabile in questo caso, è il seguente: si rientra nell’ambito delle prestazioni di servizi, che sono sempre soggette all’imposta sul valore aggiunto (IVA). Inoltre, bisognerà anche tener contro dell’imposta di registro, che però è in misura fissa (per il principio di alternatività fra Iva e Registro).

Spese per l’acquisto dell’immobile

Prima di parlare delle spese dell’atto di acquisto dell’immobile, che viene comprato proprio con la finalità di concederlo in leasing, bisogna spiegare perché sia necessario, questo passaggio contrattuale. Nel momento in cui fra la Banca concedente ed il soggetto utilizzatore, viene stipulato il contratto di locazione finanziaria, la Banca non è ancora titolare del diritto di proprietà dell’immobile, bensì si obbliga ad acquistarlo in un secondo momento (o a farlo costruire in base alle indicazioni fornite dall’utilizzatore).

All’interno dell’atto, dovrà essere chiaramente indicato che, la finalità per cui si compie questo investimento, è quella di concedere l’immobile in leasing.

A livello di tasse, si tratta di una normale compravendita, solo che la parte acquirente è una banca. Dunque, a seconda delle situazioni, si applicherà l’imposta di registro al 9%, oppure l’imposta sul valore aggiunto.

Nella valutazione, andranno poi incluse, anche l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. Qualora, invece, l’immobile sia in corso di costruzione, le imposte da applicare saranno differenti. Dunque, tutto dipende dal momento in cui l’acquisto è effettuato, quindi se l’immobile sia già ultimato, oppure si tratti di un fabbricato non ancora completo.

Costi dell’atto di esercizio del riscatto

Si è detto che, ad una determinata scadenza, il soggetto che gode dell’immobile che gli è stato concesso in leasing immobiliare, può decidere di acquistarlo.

Nei fatti è un vero e proprio acquisto, mentre a voler essere più precisi, si tratta dell’esercizio di un diritto di riscatto, a lui spettante, in virtù di quanto pattuito nel contratto di locazione finanziaria, inizialmente sottoscritto. L’atto dovrà avere l’esatto contenuto e le formalità di qualunque trasferimento immobiliare, compresa la documentazione urbanistica, ed energetica (cioè attestato di prestazione energetica).

Con riferimento al regime tributario e alle imposte, il riscatto di un immobile in leasing, rientra tra i trasferimenti a titolo oneroso di beni immobili, posti in essere da soggetti IVA (società di leasing).

Quindi, per espressa previsione normativa, le imposte applicabili sono: registro, ipotecaria e catastale, in misura fissa.

Figure alternative al leasing immobiliare

Il leasing immobiliare, presenta indubbiamente delle somiglianze, con altri contratti diversi dalla compravendita, che consentono il godimento di un immobile.

La figura più vicina, è sicuramente il Rent to buy, che però si differenzia dal leasing immobiliare, per la qualifica del soggetto concedente. Nello specifico, nel rent to buy, può essere anche un soggetto privato o persona fisica, mentre nel leasing immobiliare deve essere necessariamente una Banca (o un intermediario finanziario iscritto all’albo).

Qualche assonanza, esiste anche con la figura della multiproprietà, che, come nel leasing, consente di poter vivere un immobile per un determinato periodo, ma alternandosi con altri soggetti, con i quali si stipula apposito regolamento per il godimento a turno. Normalmente, quest’ultima soluzione, viene adottata per le case di vacanza.

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Autore: Notai Online articolo realizzato personalmente dall'autore e coperto da copyright ©
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