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Quanto costa la riserva di usufrutto dal notaio

Quanto costa la riserva di usufrutto dal notaio

Riserva del diritto di usufrutto dal notaio

Nella prassi, soprattutto nelle donazioni nell’ambito familiare, colui che dona tendenzialmente si riserva il diritto di usufrutto fino alla sua morte. Questa abitudine molto diffusa avviene in modo da evitare che colui che acquista paghi le tasse. Quest’ultime, infatti, saranno a carico dell’usufruttuario.

Con la riserva del diritto di usufrutto dal notaio, il titolare del diritto di usufrutto ha il diritto di godere della casa, mentre il nudo proprietario ha solo un’aspettativa di diventare pieno ed esclusivo proprietario nel momento in cui cesserà l’usufrutto.

Affidarsi alla consulenza di un notaio per capire quanto convenga la riserva del diritto di usufrutto e in che periodo storico effettuarla è la soluzione migliore per avere un’idea chiara sui costi del rogito notarile.

Come si calcolano le imposte con la riserva di usufrutto

Quando viene trasferita la proprietà di una casa con atto pubblico notarile e ci si riserva il diritto di usufrutto, la base imponibile ossia, la base su cui deve farsi il calcolo per il pagamento delle imposte, è costituita dalla differenza tra il valore della piena proprietà e quello d’usufrutto. Esiste un calcolo particolare che il notaio effettuerà in base a dei valori imposti dalla legge.

Spesso si assiste all’utilizzo, da parte del notaio, di una tabella che ha lo scopo di facilitare il calcolo per il pagamento delle imposte di registro, dell’imposta catastale, dell’imposta ipotecaria, della determinazione dei valori dell’usufrutto stabilito per tutta la vita del beneficiario e della relativa nuda proprietà.

Quando viene utilizzata la tabella per l’usufrutto

L’utilizzo della tabella da parte del notaio avviene quando la legge ammette la possibilità di assumere il valore catastale come base imponibile per il calcolo dell’imposta in diverse tipologie di atti. Rientrano nella categoria il trasferimento della proprietà con diritto di usufrutto, l’attribuzione dell’usufrutto per un determinato periodo di tempo, la rinunci al diritto di usufrutto. Nel caso in cui non sia possibile utilizzare il valore catastale, la base imponibile sarà rappresentata dal prezzo determinato in atto e la tabella viene utilizzata solo per aiutare le parti nella determinazione del valore del diritto di usufrutto

Il valore dell’usufrutto quando viene concesso per tutta la vita del beneficiario (vitalizio) varia a seconda dell’età del beneficiario o, nel caso ci siano più beneficiari, di quella del più giovani di essi.

Quanto si paga se l’usufruttuario è giovane

Il valore dell’usufrutto, come già anticipato, varia a seconda dell’età dell’usufruttuario. Più è giovane l’usufruttuario, più è alto il valore dell’usufrutto in quanto si presuppone che sia più lunga la durata della vita di una persona più giovane e di conseguenza la durata del diritto di usufrutto. Tali valori vengono attribuiti dal legislatore in base alle aspettative di vita e, quindi, più basso è il valore dell’usufrutto più anziana sarà la persona titolare del diritto di usufrutto.

Per comprendere al meglio tale concetto è opportuno fare un esempio. Se l’usufruttuario ha 80 anni, il valore del suo diritto non è molto alto, mentre il valore della nuda proprietà è dato dalla differenza algebrica tra la piena proprietà ed il diritto di usufrutto.

La durata dell’usufrutto e il calcolo del valore

Solitamente si parla di usufrutto vitalizio, ossia del diritto di usufrutto con una durata commisurata alla vita di una persona. Tuttavia, è importante precisare che l’usufrutto può avere una durata anche diversa essendo un diritto temporaneo. Non può andare oltre la vita dell’usufruttuario, ma può essere anche inferiore. In questo caso non sarà necessario prendere in considerazione il coefficiente di età, dato che la durata è fissa e non può subire delle variazioni nel tempo. Così come sopra analizzato, più lungo è il termine, più alto sarà il valore dell’usufrutto.

Per il calcolo dell'usufrutto a termine, ossia di una durata diversa dalla vita dell’usufruttuario, non c'è bisogno, come invece avviene per l'usufrutto vitalizio, di prendere in considerazione il coefficiente d'età, dato che la durata dell'usufrutto non varia, non dipendendo, quindi, dall'età. In questo caso si può fare riferimento ad un altro tipo di tabella che utilizzerà il notaio per il rogito notarile.

Usufrutto a favore di più persone

Può accadere che vi sia il diritto di usufrutto riservato o trasferito a favore di più persone con la previsione che alla morte di ciascun usufruttuario non si accrescerà in favore degli altri usufruttuari. In questo caso la determinazione del valore dell’usufrutto sarà effettuata dal notaio considerando tutti i diritti di usufrutto separati.

Usufrutto a favore di più persone con accrescimento

Altro caso che si può verificare è che si pattuisca nell’atto pubblico notarile che l’usufrutto sia in favore di più persone, con la previsione che alla morte di un usufruttuario, la sua parte si accresca in favore degli altri usufruttuari. Con questa soluzione l’usufrutto si estinguerà definitivamente alla morte del più longevo. In questo caso il valore dell’usufrutto è determinato applicando i superiori coefficienti avendo riguardo all’età del solo beneficiario più giovane.

Quanto può durare il diritto di usufrutto in favore di una società?

Il diritto di usufrutto previsto in favore di una società non può essere previsto fino alla sua cancellazione dal Registro delle Imprese, né per tutta la durata della società avendo, quindi, una durata aleatoria, ma può essere di una durata massima di 30 anni. In questo caso si applicano i criteri della rendita a tempo determinato ossia il valore dell’usufrutto è pari al valore attuale dell’annualità, calcolato al saggio legale di interesse.

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